Io e Elisa siamo amiche da sempre...Credo sia una delle amiche di più vecchia data che abbia mai avuto.
Mi ricordo di aver passato tutte le esperienze giovanili insieme a lei: le elementari, le medie, la compagnia di amici quando eravamo delle ragazzine...In pratica siamo cresciute una accanto all'altra, e fino a una decina di anni fa eravamo quasi inseparabili, l'una sapeva tutto dell'altra, ci scambiavamo i segreti più intimi e parlavamo di tutto quello che ci accadeva durante le interminabili giornate di scuola, di svago, di spensierata giovinezza.
Ci confidavamo, confrontandoci con le prime storie che nascevano con i ragazzini, poi in seguito con le prime esperienze sessuali, scoprivamo insieme come il nostro corpo si modificava, cresceva e si sviluppava, le cotte adolescenziali, i problemi che all'epoca sembravano insormontabili, tutto passava dalla nostra amicizia. Fino a vent'anni, in pratica, è stata quasi una vita in simbiosi...
Poi, si sa, i ragazzi, le prime storie importanti di una e dell'altra, e purtroppo pian piano ci siamo un pò allontanate.
Siamo sempre restate comunque in contatto, in un modo o nell'altro, ma in pratica riuscivamo ormai a vederci si e no qualche volta l'anno. Poi, l'anno scorso, per un motivo o l'altro per fortuna ci siamo ritrovate, lei conosceva molto bene il mio attuale ragazzo, Alessio, e con un'altra coppia che conoscevamo da tanto abbiamo iniziato ad uscire insieme.
Lei era rimasta la stessa di sempre, di come l'avevo sempre vissuta, capelli riccioli neri così come gli occhi, un sorriso che irraggiava felicità, un corpo più pienotto del mio, quindi anche il sedere più rotondo e, di conseguenza, il seno più grosso della mia seconda scarsa, che avevo sempre invidiato un pò. Io infatti sono sempre stata la classica ragazza magra, slanciata, molto in forma e di conseguenza avevo sempre avuto, senza falsa modestia, un sedere molto bello ma anche (purtroppo!!) il seno abbastanza piccolo, anche se molto sinuoso come il resto del corpo. Eravamo quindi un po' agli antipodi fisicamente, con anche i miei capelli biondi lisci, che io mi arricciavo spesso, e gli occhi celesti, il completo opposto di Elisa.
Fu molto bello riavvicinarsi a lei, pian piano le uscite erano sempre più frequenti e stavamo riacquistando quella fiducia e quella complicità che avevamo sempre avuto.
Elisa aveva da poco un nuovo ragazzo, Joseph, nato in America ma trasferito da piccolo in Italia. Lui effettivamente era l'unico che non conoscevamo molto, essendo l'unico fuori dal cerchio delle amicizie di vecchia data.
Le uscite a sei furono fin dall'inizio molto divertenti, ci fu immediatamente molto affiatamento, ci divertivamo molto anche perché, a parte il suo nuovo ragazzo, tutti ci conoscevamo da una vita e riuscivamo a scherzare veramente su tutto.
Joseph, pur essendo il nuovo arrivato, si rivelò da subito comunque simpatico e piacevole; era un ragazzo molto alto, arrivava quasi a 1.90, slanciato, forse un po' troppo magro, con un viso non particolarmente bello, ma nel complesso carino. Ero contenta perché vedevo Elisa felice, sorridente e sapevo che era da tanto che non gli succedeva, avendo passato un'ultima storia molto travagliata e complicata.
Ovviamente io ed Elisa non si parlava più come una volta, ormai i tempi dei diari di scuola e delle cotte adolescenziali erano passati. Riuscivamo ad affrontare un po' tutti gli argomenti ma più superficialmente, senza approfondire ed andare ad aprirci l'una con l'altra come facevamo da ragazze.
Sapevo che si era messa insieme al suo ragazzo ormai da più o meno sei mesi e l'unica cosa che mi aveva detto in privato era che si trovava molto bene con lui, sotto tutti i punti di vista, anche sessualmente, mentre io viceversa stavo attraversando un periodo un po' sottotono con Alessio, il mio ormai storico ragazzo.
Quello che successe in quei giorni di vacanza però scombussolò del tutto ogni cosa; fu come uno tzunami, portò via tutto quello che di granitico avevo costruito nella mia mente e nel mio percorso di vita, qualcosa che mi segnò, e mi segna tuttora, in maniera tremenda.
Cerco di raccontarvi tutto con ordine e nei dettagli, così come li ricorda la mia mente, per farvi capire ed arrivare alle cause di quel che è successo.
Cavalcando la buona intesa tra le tre le coppie, l'estate scorsa si prese tre bungalow in un resort in Sicilia. I primi giorni furono divertenti e spensierati, il sole il mare, le serate un po' alcoliche, anzi direi un po' troppo alcoliche, e così via cercando di divertirci il più possibile.
Si arrivò alla quarta serata che fu notevolmente più alcolica del solito; si fece discretamente tardi ed eravamo tutti un po' brilli. Come succedeva sempre in queste circostanze, la situazione degenerò ed iniziammo a dirci gli uni con gli altri delle battute un po' più spinte del solito, ci si prendeva in giro tra coppie, con frasi del tipo “Vai ora tu vedi, tornano in bungalow ed Alessio lo vedi cosa ti fa!!” “Stai zitta te, Elisa, l'altra sera ti sentivo strillare sino alla nostra camera!!” e via dicendo, tra le risate dettate dall'alcool che scorreva nei nostri corpi.
Tornando al resort, ci salutammo tutti un po' barcollando ridendo come matti, ed augurandoci la buona notte, ognuno si avviò verso il proprio bungalow.
A me girava la testa in maniera tremenda ed una volta distesa nel letto la situazione peggiorò ancora di più. Dopo una quindicina di minuti, quando ormai Alessio si era già addormentato, mi alzai, presi una sigaretta, ed uscii a prendere una boccata d'aria. L'impatto con l'aria fresca mi fece sentire subito meglio, c'era la tipica atmosfera in estate nei resort di notte: silenzio, leggera brezza e luce offuscata.
Accesi la sigaretta ed aspirai due boccate piene.
Tra il silenzio che regnava, sentii lontanissimo un rumore che sembrava quasi un lamento. Lì per lì non ci badai molto, non riuscii a capire di cosa si trattasse ma qualche secondo dopo, nel silenzio della notte, ne sentii un altro. Come sempre succede in queste occasioni, la quiete amplifica il senso dell'udito e la curiosità iniziò a crescere.
Passò qualche secondo...Eh si! Ora l'avevo sentito bene, e non mi potevo sbagliare. Era un gemito femminile, era per forza qualcuno che stava facendo sesso! Mi venne da sorridere mentre continuavo a fumare. Erano quegli urlettini classici, degli “ooohhh” che si afflosciavano su se stessi, ed erano scadenzati, a ritmo. In breve tempo quindi mi resi conto anche del ritmo con cui stavano facendo l'amore e mi misi a ridere pensando alla situazione.
Poi pian piano, curiosa, mi orientai verso quei gemiti che stavo sentendo e, tutto ad un tratto, come una rasoiata, mi resi conto che quella voce era proprio nella direzione del bungalow di Elisa. “Sta a vedere che è veramente Elisa...Non ci posso credere” pensai tra me e me sorridendo...
Poi non so perché, per qualche motivo, forse l'alcool, ma la curiosità mi salì dentro come un fuoco e non riuscii a controllarla. Mi guardai attorno, il resort era tutto deserto, il buio mi aiutava molto nel non aver paura di essere vista, e così iniziai ad incamminarmi senza fare il minimo rumore verso il loro bungalow.
Più mi avvicinavo, più sentivo la voce di Elisa più chiara e limpida...Era lei, non c'erano dubbi; più che la distanza diminuiva, più sentivo il mio cuore che accelerava di battito e mi resi conto che mi stavo eccitando dalla situazione ambigua, dal proibito, dallo star facendo qualcosa di “sbagliato”.
Mentre mi avvicinavo pensai ad Elisa, non l'avevo mai vista nuda, se non in flash velocissimi da piccole nonostante ci conoscessimo da tempo immemore, e soprattutto mai l'avevo logicamente vista mentre faceva l'amore con qualcuno.
Sapevo che stavo facendo qualcosa di sbagliato, di inopportuno, ma la situazione ormai mi aveva preso del tutto e non riuscivo a fermarmi.
Ormai ero a pochi metri dalla loro finestra che era aperta; ora sentivo chiaramente i gemiti di Elisa che erano anticipati ogni volta, nitidamente, da un rumore che conoscevo benissimo: era lo schiocco della loro pelle che sbatteva ogni volta che lui probabilmente la penetrava.
Già! Joseph! Non avevo minimamente pensato a lui...Stavo per vedere anche lui nudo; “dio mio...” pensai, l'imbarazzo e l'eccitazione si mescolarono insieme.
Ormai ero a pochi metri dalla finestra; accanto al bungalow c'era il tronco di un albero che faceva l'ombra allo stesso per il sole del giorno. Mi misi dietro l'albero e pian piano allungai il viso verso l'interno trattenendo il fiato. La luce era debole ma permetteva di vedere bene. Cercai con lo sguardo l'interno della stanza e la prima cosa che vidi furono i riccioli di Elisa e subito dopo le tette che ballonzolavano avanti ed indietro in maniera veloce. “Oddio...” pensai subito. Mi resi conto che era a pecorina, vidi i suoi capelli che si muovevano disordinati mentre lei era ad occhi chiusi, girata verso il muro davanti a sé, con la bocca aperta, e vedevo dalla sua smorfia del viso che stava godendo da impazzire. Vedevo il suo viso e le tette muoversi avanti ed indietro a ritmo ed a ogni colpo la sua bocca si allargava in un gemito sussurrato. Guardai dietro di lei e vidi le mani di Joseph che la tenevano per i fianchi e strabuzzai gli occhi da quello che vidi: gli schiocchi che sentivo prima erano del tutto giustificati, visto che la stava letteralmente sbattendo da dietro in maniera energica. Erano colpi veramente rudi, vedevo la pelle del sedere di Elisa che rimbalzava ad ogni colpo schioccando ogni volta. Il suo sedere abbastanza pienotto, non grosso ma bello rotondo, sbatteva con Joseph, si scuoteva tutto schioccando forte e ritornava nella sua posizione normale per poi essere nuovamente sbattuto al ritmo che imposto da lui.
Il primo istinto fu di girarmi dietro di me ed andare via. Poi, lentamente, mi voltai di nuovo verso di loro e rividi questa scena altamente erotica con Elisa a pecorina che veniva, è proprio il caso di dire, scopata da dietro con energia da Joseph e gemeva la sua goduria. Non riuscivo a vedere bene la penetrazione, perché erano leggermente girati di schiena, vedevo più che altro il corpo ed il sedere di lui nell'intento di dare questi colpi decisi con ritmo e mi vergognai un pochino, ma diciamo che un po' tutto quello che vidi mi faceva sentire, giustamente direi, un po' una guardona.
Poi lui si fermò con il pisello completamente dentro di lei, lasciando andare un “oooh, così....”, vidi le sue mani che gli strinsero forti le natiche in un gesto di completo possesso. I movimenti riniziarono, ora erano più lenti, dava colpi singoli ma sempre decisamente forti. Vedevo la testa di Elisa che ora stava ferma e sobbalzava ad ogni percossa mentre il suo viso disegnava ad ogni colpo una smorfia di goduria lasciando andare ogni volta un gemito.
Non ci potevo credere, avevo davanti ai miei occhi Elisa, la mia amica del cuore con cui avevo trascorso gran parte della mia vita, che veniva sbattuta a pecorina senza ritegno dal suo ragazzo; il suo sedere, che fino a poche ore prima avevo visto prendere il sole con il costumino, liscio ed inviolato, ora era lì nudo, palpato con forza dalle mani di lui, che si schiacciava ad ogni colpo e subito dopo traballava tutto, le sue tette che dondolavano in su e giù, tutta nuda!... Ripensai a quello che mi aveva detto, al fatto che erano ancora abbastanza attivi sessualmente e pensai; “accidenti, altroché attivi...”
Poi lui si sfilò da dentro di lei probabilmente per cambiare posizione e lì vidi per la prima volta il suo pisello, restando di sasso. Ero logicamente lontana qualche metro da loro ma mi resi lo stesso conto di quanto il suo pene fosse indubbiamente grande. Restai con gli occhi sgranati mimando senza volerlo un “uooh” di sorpresa. Li vedevo spostarsi per trovare la nuova posizione ed i miei occhi erano fissi a vedere quella grossa verga che svolazzava in qua e là. Ora ero veramente eccitata a più non posso. Mi venne scioccamente da pensare “hai capito Elisa?!...Che pisellone si è presa eh?!” E mi venne da sorridere tra me e me per quello che avevo pensato.
Elisa si distese nel letto e Joseph, restando in piedi davanti al letto, gli prese le caviglie spostando le gambe alte vicino al viso di lei. Vidi così la sua passera per la prima volta, il piccolo ciuffo che teneva nel monte di venere, le grandi labbra completamente rasate, ero scombussolata dalle immagini che scorrevano davanti a me.
Poi lui si piegò verso Elisa, appoggiandosi con le mani nel letto, ed indirizzò il suo pisello verso la sua passera. Con la mano lo strusciò lungo tutta la zona intima di lei, era veramente di una larghezza impressionante, poi si fece largo tra le sue grandi labbra e piano piano entrò nuovamente dentro di lei che apostrofò la penetrazione con un gemito passionale.
In quel momento mi morsi le labbra e sentii un brivido dentro di me, vendendo il pisello che, entrando deciso nella sua fica, la allargò in maniera smisurata ed iniziò ad andare su e giù senza un attimo di indecisione.
Era veramente grosso da far paura, faceva impressione da quanto era largo; Elisa si guardava penetrare e si toccava il clitoride mentre lui stringeva con noncuranza le tette di lei, quella terza abbondante che gli avevo sempre un po' invidiato.
I loro gemiti mi entravano in testa con forza, girai lo sguardo verso il giardino intorno a me e vidi che non c'era anima viva.
Allora, in uno stato di completa, disorientata eccitazione, decisi di farlo.
Portai la mia mano destra verso i jeans e mi strinsi nella zona della mia passerina. Sentivo un fuoco dentro di me del tutto diverso, mai provato prima, strinsi ed iniziai a strusciare la mano nel jeans. Sentivo le mutandine ed il tessuto dei pantaloni che premevano sulle mie grandi labbra e presto iniziai a godere in maniera forte. Guardavo quel cazzone che si faceva largo dentro Elisa, vedevo, lì a pochi metri da me, i loro visi che si lasciavano andare a smorfie di goduria, mentre io mi stavo pazzamente masturbando lì fuori, appoggiata ad un albero.
Ero molto decisa nel toccarmi, quasi non rendendomi conto di quanto forte premevo con le dita. Ora mi strusciavo con tutta la mano premendo con decisione con le dita, sentivo le mutandine entrarmi tra le grandi labbra, godevo in maniera pazzesca ed in poco tempo raggiunsi un orgasmo pazzesco, soffocando il mio grido dentro di me. Sentivo tremare le gambe e mi appoggiai all'albero, forse facendo anche un po' rumore e rischiando un po'. Ma loro due non si accorsero di nulla poiché mi accorsi che anche lui stava per venire.
Lo vedevo dai colpi sempre più forti che dava, ormai la stava letteralmente scopando senza indulgenza e dai loro gemiti che stavano aumentando di tono.
Poi lui uscì emettendo un gemito un po' più forte degli altri.
Si prese il pisello in mano restando in piedi davanti al letto e prese a masturbarsi velocemente davanti a lei che restò distesa nel letto con i gomiti appoggiati ed alzò il viso verso di lui. Poi vidi la mano di lui rallentare, fino a quasi fermarsi e pochi secondi dopo iniziarono a partire gli schizzi di sperma verso il corpo di Elisa. Erano schizzi con un getto molto lungo e prolungato, alquanto corposi e liquidi, e riempirono il corpo di Elisa davanti a lui; i primi schizzi arrivarono sicuramente anche nel suo viso poiché la vidi spostare automaticamente la testa all'indietro mentre gli si allargava un sorriso nel volto.
Lui continuava a venire; muovendo lentamente la mano, dava due o tre colpi lenti e poi, fermandosi con la pelle tutta tirata giù, lasciava partire ogni volta questi grossi fiotti ed il corpo di Elisa si riempiva sempre più di sperma. Sgranai un'altra volta gli occhi poiché non ero tanto abituata a vedere una venuta così abbondante.
Poi lui finì di venire, strinse il pisello e con un gesto diede l'ultima frustata lasciando cadere gli schizzi finali nel corpo di Elisa e lasciandoselo andare del tutto. Lei si mise a ridere guardandolo, mentre lui era del tutto esausto e restò in piedi lì davanti, spostando la testa all'indietro, mettendosi le mani piegate nei fianchi, con questo pisello che si muoveva in qua e là imponente davanti a sé.
Io ero ancora pietrificata da quel finale dalle tinte forti, e da tutto quello che avevo visto e provato. Vidi che poi lei si alzò nel letto, si mise accucciata davanti a lui, prese il suo pisello in mano e se lo portò in bocca, ingoiandolo lentamente mentre lui gli accarezzò dolcemente i suoi capelli riccioli. Ora da un po' più vicino vedevo meglio il suo viso e vidi che effettivamente qualche schizzo di sperma era arrivato al suo viso e mi meravigliai nuovamente. Quel viso con lo sperma addosso e con in bocca quel pisello gigantesco... Non potevo credere ai miei occhi; la mia amica del cuore, Elisa, che conoscevo fin da quando eravamo piccole, con in bocca un cazzone di quelle dimensioni che pian piano ingoiava, spompinava e leccava con passione, lasciando andare degli “mmmhh” ogni volta che la sua bocca lo inghiottiva.
La scoprii molto “porca” in quei movimenti, come mai avevo immaginato potesse essere.
Quella scena mi colpì molto, anche perché gli vedevo allargare la bocca in maniera inusuale, quasi forzata, e questo mi diede l'esatta percezione di quanto doveva essere grosso il pisello di Joseph. Nonostante fosse già venuto infatti, il suo pene dava l'impressione di essere molto ingombrante perché vedevo la difficoltà di Elisa nel riuscire ad infilarselo in bocca.
Ero ancora fortemente scombussolata da tutto quello che era successo; cercando di non far rumore li lasciai in quella posizione e mi allontanai pian piano da quella finestra, tornando nel mio bungalow. Ormai il giramento di testa era solo un lontano ricordo ed erano subentrati mille altri pensieri. Mi infilai nel letto e logicamente passò diverso tempo prima che prendessi sonno. Continuavo a pensare a quello che avevo visto; vedere Luisa mentre faceva sesso mi aveva letteralmente sbalordita, ma soprattutto vederla farlo in quella maniera, così selvatica, così rude, del tutto sbattuta senza ritegno, era stata una scena alquanto forte.
E poi rendersi conto di quello che aveva lì sotto Joseph...Mio dio, non me lo sarei mai aspettata.
Mentre avevo gli occhi chiusi e cercavo di prendere sonno, mi passavano continuamente davanti le immagini che avevo visto pochi minuti prima, lei a pecorina che geme, le sue natiche che rimbalzano con forza con i colpi di lui, il suo pisello così largo entrare dentro di lei, la bocca di Elisa che si allarga a dismisura ed ingoia quel cazzone enorme...
Passò molto tempo prima che il sonno si impadronì di me, lasciando quei pensieri ai sogni incontrollati della mia mente..
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