Era tardo pomeriggio quando Mirella, prigioniera di Chirico e i suoi uomini, raggiunse la Capitale. Fu portata direttamente nella sala del trono: l'imperatore voleva vedere subito la preda.

Chirico si era preoccupato di "vestirla" per l'occasione. Era completamente nuda. Indossava solo il collare "Fairy Slave" che i soldati avevano trovato perquisendo il suo fagotto da viaggio. Per tutto il viaggio si era domandata perché lo avesse ancora con sé, perché avesse deciso di portarlo. Non seppe darsi una spiegazione. L'unica cosa che sapeva è che quando lo aveva indossato si era sentita davvero padrona della sua vita. Assurdo vero?

Aveva percorso le vie della Capitale così, nuda ed esposta a chiunque volesse riempirsi gli occhi delle sue nudità. I contadini e i miserabili non avevano mai visto un tale splendore e avevano creato una sorta di processione seguendola, ammirando il suo leggendario fondoschiena. Inizialmente timidi, quasi intimiditi dallo spettacolo, poi avevano preso coraggio e avevano iniziato ad ullarle di tutto. Apprezzamenti sguaiati, proposte indecenti, minacce di stupro. I pochi che erano passati ai fatti allungando una mano se l'erano vista mozzare di netto da Chirico, ma, almeno, prima di perderla avevano potuto toccare un pezzo di paradiso.

Nella sala del trono la situazione non era cambiata molto. I nobili e gli aristocratici non le urlavano come i popolani, non le dicevano quanto desiderassero possederla da dietro, tuttavia le leccavano ogni centimetro del corpo con lo sguardo e nei loro occhi divampava una incontrollabile passione. Aveva catalizzato l'attenzione di tutti gli uomini della sala e di moltissime donne, alcune delle quali non per invidia.

Mirella aveva vissuto come una umiliazione profonda quella passeggiata per le strade, si sentiva completamente esposta, a disposizione degli sguardi di chiunque, ma ora, nella sala del trono, la sua attenzione era rapita dall'imperatore e non si curava degli sguardi dei nobili.

Il leggendario despota sedeva sul suo grande trono indossando un'armatura brunita che lasciava nudo il suo bacino, come i suoi sottoposti. Un pesante elmo nascondeva in parte i suoi tratti ma si coglieva un viso dai tratti duri. Anche se seduto si coglieva la sua altezza e la sua imponenza.

Inginocchiata davanti a lui vi era una schiava impegnata a succhiargli il membro. Lei indossava un tubino in pelle capace di fasciarle a malapena un carnoso sedere, ma che lasciava chiaramente scoperti due pesanti e grossi seni. Il rumore di risucchio e di saliva facevano intuire quanto si stesse impegnando in quell'opera da cui, probabilmente, dipendeva la sua stessa vita. Tuttavia il suo corpo, il suo capo, si trovavano proprio tra Mirella e l'Imperatore, impedendole la vista del famoso membro imperiale. Mirella la odiò per questo.

Aveva tanto sentito parlare del cazzo dell'Imperatore e ora desiderava dare una sbirciata. I soldati l'avevano derisa molto durante il viaggio. Le avevano detto che l'imperatore aveva un cazzo lungo quanto l'altezza di lei e che appena avesse scoperto la sua verginità anale l'avrebbe inculata senza pietà, trapassandola completamente, e che avrebbe sentito il sapore della sua sborra in gola quando lui le avrebbe sborrato nel culo.

A giudicare dalla posizione della schiava intenta a succhiare, non era possibile fosse lungo come i soldati avevano detto e questo la tranquillizzó molto, tuttavia voleva vederlo.

-Vostra altezza - la voce di Chirico spezzò il silenzio colmo solo del rumore di risucchio e saliva - vi ho portato l'assassina dell'ambasciatore nero.

-Ha un nome? - chiese lui.

-Si, vostra altezza, e anche un titolo nobiliare. Costei è Mirella, figlia di Re Urk, Principessa dell'Est.

Da sotto il pesante elmo gli occhi dell'Imperatore si accesero.

-Ricordo quando venni a sottomettere tuo padre e il tuo regno - disse rivolgendosi a lei - eri solo una bambina avvolta in metri e metri di stoffa. Ora sei una donna completamente nuda. Come cambiano le cose. Fatti vedere completamente.

Chirico le fece cenno di girare su se stessa, ma ella non obbedì.

-Voltati - le intimo il comandante, ma Mirella continuava a rifiutarsi. Dovettero intervenire i soldati per forzarla a mostrare ogni lato del suo corpo all'imperatore.

-Quindi è questo che nascondete sotto le vostre ridicole vesti cerimoniali - sentenziò il despota senza dar cenno di apprezzamento per quel culo così perfetto.

-Mio sire, inoltre la ragazza ha il culetto ancora illibato.

-Avvicinati - disse l'imperatore scostando con un calcio annoiato la schiava che gli stava facendo un pompino.

Finalmente Mirella poté vedere quel cazzo. Fu la curiosità a farla muovere verso di lui, dando un'impressione di obbedienza. Ero enorme. Non quanto avevano detto i soldati, ma comunque impressionante. Più largo di quello di suo padre, più lungo di qualsiasi avesse mai visto prima. Per afferrarlo totalmente avrebbe avuto bisogno di entrambe le mani e la cappella era ampia e lucida, dando un'impressione di durezza spaventosa.

Rapita da quella vista si trovo al suo cospetto. Lei in piedi era alta quanto lui seduto e, appena si rese conto di quanto vicina fosse arrivata, Mirella alzò il volto. Si ritrovò viso a viso con quell'uomo spaventoso. Lo guardò negli occhi, per un istante, e ne rimase sconvolta. Non per gli abissi oscuri che intravide, ma per il fatto che non ne fu terrorizzata. Piuttosto era curiosa e affascinata da quanto sembrassero al contempo profondi e impenetrabili.

-Ho saputo che hai ucciso l'ambasciatore nero distraendolo mentre glielo succhiavi, che le tue doti orali sono eccellenti. Mostrami dunque cosa sai fare. Succhiami il cazzo.

Lei indossò un'espressione determinata, di sfida.

-No.

-Fallo immediatamente - ripeté l'Imperatore.

-Mai.

Nessuno aveva mai osato ribellarsi a lui. La corte si aspettò una reazione di ira e rabbia, ma invece sul volto dell'Imperatore si dipinse un sorriso divertito.

-Lo vedremo. - Quindi si rivolse alle guardie della sala - Portate qui la gogna.

Mirella fu colta da un attimo di esitazione a quell'ordine e iniziò a temere per ciò che sarebbe potuto succedere. In pochi minuti due guardie entrarono nella sala trascinando un pannello di legno issato in verticale, con tre buchi. Uno più largo centrale e due più stretti laterali. A tutti gli effetti una gogna. La posizionarono davanti al trono, rivolto verso la sala. L'Imperatore a questo punto si alzò in piedi e afferrò un polso di Mirella. Lei cercò di divincolarsi, ma lui era tremendamente più forte di lei. Il suo tentativo di sfuggire appariva ridicolo, come se il despota nemmeno lo notasse. La trascinò alla gogna e le blocca il capo e i polsi nei buchi, in modo che il suo viso fosse rivolto all'intera sala.

-Vedi - le disse chinando il capo verso di lei, in modo che solo ella potesse sentirlo - adesso ti prenderò con la forza, perché io posso farlo. Ma la prossima volta, ti prometto, sarai tu a implorarmi di fotterti il culo come una cagna.

-Non contarci... - disse lei, anche se un tremolio nella voce tradiva l'ansia e la paura.

-Mi piace il tuo spirito combattivo - rispose lui - spezzarlo sarà ancora più gratificante.

Quindi si pose alle spalle della ragazza, trovandosela piegata a novanta gradi, con il suo magnifico culo ancora più accentuato. Era uno spettacolo mozzafiato.

Mirella sentì l'imponente cappella strofinarsi sulle sue grandi labbra, dal clitoride fino al perineo. L'Imperatore quindi le mise le sue grandissime mani sulle natiche, avvolgendole completamente. La Principessa sentì il freddo dei guanti di metallo del suo aguzzino stringersi sulla sua pelle e allargare in modo da esporre il suo sesso e il suo ano. Con le natiche così allargate, l'Imperatore aveva pieno accesso a tutto ciò che desiderava, doveva solo penetrarla. Lasciò colare un po' di saliva sulla sua cappella, quindi la spinse nella sua vagina.

Mirella ne fu sorpresa, si aspettava di essere sverginata nel culo, senza pietà, invece l'Imperatore stava iniziando una delicata penetrazione vaginale. La cappella ampia e dura, si faceva largo nella sua carne lubrificata dalla saliva, aprendola sempre di più, facendosi spazio dentro di lei. Mirella avvertiva chiaramente la corona della cappella stringersi e la propria carne richiudersi attorno a quel membro così grande. Si sentiva completamente aperta e a disposizione del suo aguzzino.

Davanti a lei, la corte iniziò a guardare con vivo interesse. Le donne si sventagliavano svogliate con sguardi curiosi, gli uomini deglutivano e si leccavano le labbra, invidiosi e desiderosi di poter godere a loro volta di quel corpo.

La sensazione di essere oggetto di spettacolo e intrattenimento alla vista degli altri tornò a farsi viva in lei e a farla sentire umiliata. Era umiliante essere così bloccata e fottuta da quell'uomo che detestava più di ogni cosa. Era umiliante che tutti potessero vederlo e, anzi, gustarsi lo spettacolo. Ma la cosa più umiliante fu sentire il proprio sesso iniziare a bagnarsi. Il suo corpo, in contrasto con ciò che lei pensava, stava iniziando ad eccitarsi per quella situazione.

Il suo sesso la stava tradendo, iniziando a grondare una quantità di umori sempre crescente. Più si bagnava a più il membro riusciva ad andare in profondità e più andava in profondità e più lei si bagnava. Sebbene cercava di concentrarsi sull'odiare tutto ciò, il suo corpo iniziò ad inondare la sua mente di piacere. Chiuse gli occhi per non guardare tutta quella gente che assistevano alla sua sottomissione, alla sua umiliazione, ma ben presto si scoprì a guardarli, a godere di quella vista, ad avere scosse di piacere ogni volta che qualcuno sussurrava qualcosa a qualcuno, nascondendosi dietro ad un ventaglio, commentando lo spettacolo.

Le possenti mani dell'Imperatore le ghermirono i fianchi, ora per dare più spinta alla penetrazione. Non era più delicato e gentile, ora era passionale e profondo. Sentiva quel lungo e largo cazzo scorrerle dentro, avanti e indietro, scavandole la carne con quell'ampia cappella che sentiva chiaramente dentro di lei. Pian piano gli umori iniziarono a scorrerle lungo l'interno coscia bagnandola fino alle ginocchia. Ogni volta che un rigolo scorreva sentiva un brivido lungo la schiena.

Per un istante Mirella incrociò lo sguardo di Chirico, serio e composto. Al contrario degli altri sembrava pensieroso più che divertito. Si sarebbe interrogata su quello strano atteggiamento se non avesse improvvisamente sentito un pollice dell'Imperatore lambirle l'ano. Quel largo dito iniziò a spalmare sul buchetto gli umori che ormai scorrevano copiosi. Lentamente si insinuò dentro, penetrandola analmente. Mirella sgranò gli occhi sentendo quell'ingresso.

-Avevi ragione Comandante - disse l'Imperatore - È vergine qui dietro.

-Già... - rispose Chirico.

La penetrazione andò avanti per un tempo interminabile, con Mirella che cercava di non provare piacere e il suo stesso corpo che la inondava di eccitazione. Alla fine perse la battaglia e si avvicinò pericolosamente all'orlo dell'orgasmo. Un primo fremito fece presagire il piacere che stava per avvolgerla. L'Imperatore lo colse e rapidamente tirò fuori il cazzo dal corpo di lei.

Mirella lo odiò ancora di più. Avrebbe voluto godere, sentiva di essere sull'orlo di un orgasmo devastante che adesso giaceva inesploso dentro di lei, rendendola fremente e desiderosa.

-Chirico - disse l'Imperatore una volta uscito, con il cazzo grondante umori - portala nelle segrete. Lei è mia. Le romperò il suo bel culetto appena sarà ella stessa ad implorarmi. Prendi dieci schiave e fai in modo che le diano piacere con la bocca ogni ora, alternandosi. Mai però devono portarla all'orgasmo. Deve essere costantemente mantenuta sull'orlo del piacere.

-Certo Vostra Altezza - rispose Chirico avanzando verso la gogna e iniziando a liberare Mirella. - La condurrò nelle segrete gestite dalla maestra Mikela. Vedrete, sicuramente vorrà farvela trovare con l'ano bello largo e sfondato per il vostro piacere.

-Sei stupido o cosa? - urlò irato l'Imperatore - ti ho detto che lei è una mia preda, che nessuno la tocchi. Non lasciarla in balia di quella sadica psicopatica di Mikela. Sorvegliala personalmente. Se qualcuno la sfiora oltre ciò che io ho ordinato di farle ne risponderai personalmente.

-Perdonatemi Imperatore, sarà fatto come desiderate - Chirico chinò il capo profondamente.

Appena Mirella fu libera, il Comandante Imperiale la portò con se, verso le segrete. Appena usciti dalla sala le sorrise.

-È la seconda volta che ti salvo.
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