Tra i tanti lavori che ho fatto, e ne ho fatti davvero parecchi causa nessuna specializzazione in un campo, ci fu anche quello dell'addetto alle pulizie in un paio di alberghi veneti. Si parla degli anni 90, l'estate cercavo di guadagnare qualcosa stagionalmente, essendo ospite di mia madre nel suo appartamento, passavo l'estate lavorando e a tempo perso godendomi quelle poche ore di spiaggia se potevo. Avevo trovato lavoro in un Hotel che oggi non esiste piu, chiamato Hotel Jadran a Jesolo Lido nel veneto, non avevo esperienze ne referenze, ma fui fortunato dato il mio aspetto femminile, e il fatto che avevo gia lavorato come sguattero tuttofare in qualche trattoria a Milano, venni assunto dal proprietario, un calabrese di mezza eta' che continuava a fissarmi durante il colloquio, e a chiedermi se fossi trans. Ci misi un po a fargli capire che non ero ne trans, ne un travestito, ma che ero nato con quei lineamenti del viso. Ho sempre portato i capelli lunghi, e il mio aspetto femminile dalla nascita, era ancora piu accentuato, anche da un fisico magro e androgino.
Il boss mi chiese anche quali fossero i miei gusti sessuali, e anche se non capii almeno all'inizio il senso della sua domanda, gli risposi senza pensarci che avevo avuto storie anche con uomini senza preoccuparmi di essere frainteso o vergognarmene piu di tanto. Fui assunto come sguattero tuttofare, la paga non era molta, ma almeno avrei portato a casa qualcosa per l'inverno. Iniziai come addetto alle pulizie ai piani, l'albergo si assestava su cinque piani e varie camere che dovevo spazzare regolarmente e pulire a fondo. Certo, per la paga che percepivo, spaccarsi la schiena a quel modo, era quasi uno sfruttamento, ma non me ne curai, infondo non mi ha mai spaventato il lavoro se fatto onestamente. I primi giorni furono i piu pesanti, non essendo abituato a fare piani ogni giorno mi stancavo spesso e volentieri, e mi prendevo pause abbastanza lunghe, ogni volta che potevo di nascosto, quando non passava gente ad osservarmi. Fu in una di quelle lunghe paise, che successe il primo di una lunga serie di episodi eccitanti.
Faceva caldo e dato il mio fisico minuto e docile, potevo permettermi di indossare qualsiasi cosa volessi senza problemi di sfigurare, avevo optato per un paio di shorts in jeans sgambatissimi, che facevano risaltare le mie forme dato avevo un culo morbido e tondo ben proporzionato e una schiena incavata che mettevo in evidenza, con t-shirt scollate sia davanti che dietro, i lunghi capelli legati a coda, niente trucco, e un paio di scarpe di tela leggere con la para in gomma sotto che mi facevano camminare piu comodamente. Ero dentro la stanza numero 40 al secondo piano, classica stanza da albergo marittimo, una balconata in ferro battuto come rinchiera, dentro l'essenziale, un paio di armadi, il wc, il lettone comodini e abajour colorate, tv su un carrello mobile a ruote, chi l'aveva affittata, doveva essere in spiaggia, dato i suoi vestiti erano appesi ad una gruccia, stavo giusto per mettermi al lavoro con la porta aperta, di solito si lascia la porta aperta per far capire che ce' l'addetto a pulire, e il secchio fuori dalla porta d'ingresso come segnale.
Avevo deciso di iniziare dal wc e con i classici guanti in gomma infilati gettai del detersivo nel water e feci scorrere l'acqua del lavandino, non mi accorsi che nel frattempo, un uomo era entrato nella camera. Era il proprietario che mi sorprese facendomi anche sobbalzare quando mi parlo' con voce dura apostrofandomi con: 'Scusi lei che ci fa qui?' mi voltai e lo fissai, era un signore di mezza eta' avra' avuto sui cinquanta cinquantacinque anni, brizzolato, in costume da mare non i boxer, portava gli slip da mare, abbronzato glabro e senza peli con gli occhiali da sole inforcati in viso, e un asciugamano sulla spalla destra. Gli spiegai che come vedeva lui stesso, ero l'addetto alle pulizie, l'uomo mi squadro' da testa a piedi, poi rispose che aveva dato ordini che la camera venisse pulita il giorno dopo, mi scusai ma a me nessuno aveva detto nulla ne dato ordini diversi.
Dissi stavo solo eseguendo gli ordini del mio principale il signor Tiziano (nome di fantasia). L'uomo ribatte' che spettava ospiti e che voleva libera la camera entro breve e che avrebbe parlato lui con il responsabile, sembrava incazzato e deciso, ma non mi lasciai intimorire, io non avevo sbagliato nulla, nessuno mi aveva detto di non pulire la 40 al secondo piano. Stavo per uscire tolsi i guanti e mi scostai un ciuffo di capelli dal viso, quando l'uomo mi fermo', 'Sei trans per caso?' ha esclamato quello fissandomi nuovamente. No ho risposto, con un sorrisetto ironico, spiegando chi fossi e perche' avessi quell'aspetto. Interessante ribatte' l'uomo, sei raro, non ho mai visto uno come te in tanti anni di vita, gli spiegai che nella vita non esistono solo i maschi le femmine e i trans, l'uomo sembro' ancora piu interessato alla faccenda, e prima che potessi uscire dalla porta mi prese per un braccio e mi fermo' una seconda volta. 'Aspetta dai sono curioso... vorrei conoscerti emglio', gli spiegai che avevo altre stanze da pulire e che non mi era consentito intrattenermi con la clientela dell'albergo. Ero pagato per fare le pulizie non per raccontare la storia della mia vita agli altri.
Cercai di essere scostante come lo era stato lui con me del resto, ma l'uomo prese il telefono e chiamo' la reception spttostante, chiese chi avesse mandato a pulire la sua stanza oggi, e che il ragazzo si sarebbe intrattenuto un po da lui, di riferirlo al principale, cosi fu fatto. Poi ho scoperto che quell'uomo era un industriale in vacanza e i soldi oltre che al potere non gli mancavano. Era abituato a comandare e ottenere tutto cio che voleva. Chiuse la porta e si mise sul letto chiedendomi di fare altrettanto, lo guardai stupito, aveva borbottato fino a poco prima di aver fretta perche' attendeva visite, e ora sembrava disposto a prendersela comoda. Lo assecondai, mi sedetti accanto a lui, mi chiese di sciogliermi i capelli, e lo feci. 'Davvero stupefacente' esclamo' poi fissandomi con una faccia che non prometteva nulla di buono.
Io che stupido non lo son mai stato, avevo gia' intuito le sue intenzioni, ma non dissi nulla, stando al gioco, volevo vedere fin dove arrivasse. L'uomo fece apprezzamenti sulle mie coscie, sul mio bel culo, e sulla mia persona, poi arrivo' al punto. Mi fece una proposta di quelle che non si rifiutano facilmente. 'Sentimi bene....' mi disse con aria seriosa, 'Io sono un industriale abbastanza importante... sono qui per affari e per distrarmi un po... avrei... si insomma... avrei bisogno di un'accompagnatrice, e mi piacerebbe fossi tu'. Rimasi a bocca aperta, un'uomo cosi' poteva trovarsi qualsiasi femmina in spiaggia poi le ragazze da avvicinare abbondavano, non capivo perche' avesse scelto proprio me un maschio per giunta. L'uomo continuo'... 'Ti paghero' ovviamente, ma dovrai sembrare una vera signora dai vestiti al trucco... accetti o ti crea problemi?' Attesi qualche secondo prima di dare una risposta logica e sensata, era un'offerta vantaggiosa e avrei guadagnato il triplo di cio' che prendevo sguatterando in quell'alberghetto. Dissi che la mia oce... ma l'uomo scosse la testa, 'Non e un problema per la tua voce... ti faremo passare come transgender, che ne dici accetti?'.
Chiesi all'uomo se potevo prendermi un giorno per decidere, era una cosa assurda ed ero ospite di mia madre, non potevo lasciare tutto e andare con lui. L'uomo mi disse che avrebbe alloggiato comunque li nell'hotel Jadran e che io sarei stata la sua dama di compagnia finche' avesse finito le ferie e il contratto che doveva firmare, poi sarebbe tornato a Torino dove abitava, e mi avrebbe lasciata libera. Non sapevo che fare ne che dire, era stato un fulmine a ciel sereno per me quella proposta improvvisa, L'uomo aggiunse per correttezza che compreso nel prezzo che mi dava, avrei anche dovuto intrattenermi con lui intimamente, cioe' farci l'amore, ma se volevo buttar via tutti quei soldi per lui non c'era problema... avrebbe trovato una di quelle ragazzine in spiaggia... lo stoppai all'istante e accettai. Non mi resi conto di cio' che avevo fatto accettando la sua proposta, ma lo feci e basta, al diavolo le conseguenze, mi servivano soldi per l'inverno, e Milano e sempre stata cara come citta' in cui vivere.
L'uomo fu felice della mia scelta, e disse che ci saremmo divertiti insieme, mi fece notare il suo rigonfiamento del costume solo alla mia presenza, e si mise a ridere. Io ci trovai ben poco da ridere invece, in che guaio mi ero cacciato... E adesso che sarebbe successo? Non lo sapevo, ma ormai avevo accettato quell'avventura, e passai il resto del lavoro a pensare cosa avrei inventato a mia madre per non farla preoccupare e non dirle nulla. Trovai una scusa assai convincente con mamma, e le raccontai, che il mio padrone, aveva deciso di tenermi li in vitto e alloggio, dato avrebbe avuto bisogno di me a tempo pieno. Il che non era poi lontano dalla verita', mamma non ci trovo' nulla da obiettare, e mi disse di non fare cretinate e di comportarmi bene, la rassicurai e nel pomeriggio tardo, verso le 19 mi presentai all'albergo non per lavorare, ma dissi che dovevo vedere un cliente della stanza 40, mi aspettava. Conoscevo il portiere, e non fece difficolta' a lasciarmi salire dall'uomo che mi attendeva con impazienza. Ero un fascio di nervi quando bussai alla sua stanza, e da dietro la porta la sua voce ferma che ormai conoscevo, mi disse di entrare. Eccomi finalmente davanti all'uomo, che mi accolse con tanto di abbraccio circolare stringendomi a se, senza perdere tempo, l'importante imprenditore, mi fece notare, sul letto in bella vista, dei vestiti molto eleganti e pure costosi a mio avviso, immezzo vi era della lingerie nera, e dei bikini da mare. Non conoscendo i miei gusti disse, aveva optato per un guardaroba sexy ma sobrio, dovevo sembrare una donna in tutto e fargli fare bella figura. Un po spaventato dal ruolo da ricoprire, filai in bagno a provare alcuni abiti, come fosse una sfilata privata solo per l'uomo, indossai tutti i capi che mi aveva prestato, e come immaginavamo entrambi, dato il mio fisico minuto e femminile, mi stavano d'incanto, non c'era un abito o un indumento, che mi stonasse. Si era ormai fatta sera, e il mio lavoro sarebbe iniziato la mattina dopo, anche se il mio compito di compagna era gia' partito dal momento che avevo varcato la porta della sua stanza. Notai che aveva chiesto e ottenuto, di far cambiare il letto da singola branda, a due brande attaccate tipo letto matrimoniale, avrei gia' dormito con lui quella notte, la prima di una lunga serie da passare insieme. L'uomo che per privacy, chiameremo Matteo, mi volle subito in intimo, cosi' dovetti subito indossare la lingerie per la notte, e fare l'ennesima sfilata personale per l'uomo che gia' aveva il cazzo gonfio sotto i pantaloni. Fu tutto talmente facile e naturale, che nemmeno mi accorsi di stare facendo l'amore con lui per la prima volta. L'uomo fu di una gentilezza che contrastava la brutta impressione che mi aveva fatto al suo arrivo quando mi voleva cacciare dalla stanza mentre svolgevo le mie mansioni di pulizia. Sembrava perfino un'altra persona, mi accolse tra le sue braccia, scostandomi i lunghi capelli, senza parlare,mi fece coricare accanto a lui nel letto a due brande, e ci baciammo senza preavviso, trovandomi la sua lingua in gola, e le mie braccia automaticamente attaccate al suo collo. Non ebbi tempo di pensare ne dire ne fare nulla, ero gia' sua, e mi lasciai gestire dalle sue mani esperte, che mi abbassavano la testa, per raggiungere il suo bel cazzo duro e venoso, ingoiai la sua cappella facendola sparire tra le mie labbra morbide, e succhiai succhiai succhiai senza sosta. Di cazzi ne avevo presi a migliaia prima di allora ovviamente, ma quello fu particolare per ovvi motivi, stavo lavorando ero li per lavorare, ma allo stesso tempo, mi stavo innamorando di quell'uomo. Lasciai che mi penetrasse con calma e pazienza, mettendomi coricata su un fianco, con una gamba alzata, mentre lui da dietro, senza nemmeno usare protezioni, mi fece scivolare nel culo la sua asta dura e venosa, che il mio culo fece entrare ed accolse senza problemi. Inizio' a stantuffarmi avanti e indietro, facendomi sospirare piu e piu volte, mi scopo' a lungo senza mai venire, una sensazione meravigliosa mi pervase per tutto il corpo, e piu volte mi trovai a rabbrividire lungo la schiena, mentre mi affondava il suo cazzo dentro, per poi ritrarlo fuori quasi del tutto, e riaffondarmelo nuovamente. Si era intanto fatto buio, e il pensiero ando' a mia madre, se mi avesse visto in quell'istante pensai, chissa' che mi avrebbe detto, sapevo benissimo come la pensava su queste cose, in piu le avevo mentito. L'uomo dopo avermi martoriato a colpi di cazzo il culo per bene, mi allago' l'intestino con il suo sperma bollente che mi lavo' internamente, venendo anch'io con lui in un sospiro quasi all'unisono. FANTASTICO mi dissi, che intesa avevo con quel maschio che nemmeno conoscevo. Finito di fare l'amore, ci coricammo, nessuno ci avrebbe disturbati fino al mattino seguente, e dormimmo nello stesso letto come una coppia regolare. Fu il mattino dopo che iniziai a preoccuparmi, di chi conoscevo nell'albergo. Ero pur sempre stata dipendente e conoscevo tutto il personale, anche se ora lavoravo per un'altra persona, alloggiavamo nello stesso posto dove ero stato lo sguattero fino al giorno prima. Il mio esordio a fianco di Matteo, era previsto in spiaggia, e anche li mi preoccupai molto, farmi vedere in bikini in una spiaggia dove tante volte ero stata, e piena di gente mi faceva tremare come una foglia da testa a piedi. Ormai avevo preso l'impegno, e non potevo sottrarmi. L'uomo notando il mio imbarazzo capii la situazione, e cerco' di farmi coraggio, mettendomi le mani sulle spalle nude, e dicendomi che ero tropppo femminile, perche' qualcuno si accorgesse che fossi maschio. Forse pero', si era dimenticato del mio cazzo che lo slip del costumino non riusciva a nascondere. Inforcai un paio di occhiali da sole a specchio, un cappello a falda larga da donna, un pareo che coprise il bikini, zoccoli di legno a zeppa alta ai piedi, ben truccata con i lunghi capelli sciolti mi avviai con l'uomo verso la spiaggia, scendendo con l'ascensore. Passando davanti al portiere che ben conoscevo, vidi anche le cameriere dei piani, tutti lo salutarono e ci guardarono fissi a bocca aperta, conciata cosi' avevo messo tutti nel sacco. Nessuno pareva avermi riconosciuto.
Arrivammo finalmente in spiaggia, dove Matteo mi fece accomodare sul lettino e sotto l'ombrellone prenotato, la spiaggia era gia' colma di gente a quell'ora del mattino, e facendomi coraggio, tolsi cappello e pareo, restando in bikini e occhiali da sole. Anche l'uomo si spoglio' restando in slip, mi guardai intorno, e anche se nessuno mi guardava, credetti di avere tutti gli occhi puntati addosso, fu davvero imbarazzante. Matteo invece era raggiante mi bacio' sulla bocca a stampo, e mi disse di non preoccuparmi, che ero splendida. Arrivarono dei suoi conoscenti, e l'uomo mi presento' subito facendomi passare per la sua nuova compagna. All'inizio credetti di esser scoperto, ma alla fine la facciata resse, e passai forse per una transessuale per la mia voce maschile, e per la mancanza totale di seno, nonostante avessi un reggiseno addosso. Scoprii poi, che i due un uomo e la sua signora, erano colleghi di affari di Matteo, la donna volle discutere con me a lungo di baggianate, e mi tocco' sorbirmela fino al nostro ritorno all'albergo. Avevo anche fatto un breve bagno e mi ero sciolta dal tremore dell'inizio, ormai a fine giornata, ero entrata nel personaggio e mi facevo passare tranquillamente per donna o transessuale. Fortunatamente non avevo amicizie, questo mi evito', incontri imbarazzanti con altra gente del posto che poteva riconoscermi. Tornati in albergo, e saliti in camera senza problemi, a Matteo, prese una voglia improvvisa di scoparmi, disse che ero divina in bikini, e che per tutto il pomeriggio, aveva avuto il cazzo duro senza potermi sfiorare. Ora voleva approfittarne, e lo lasciai fare, chiudemmo la porta, e Mi lasciai divaricare le gambe piegata a novanta contro il mobile dei vestiti, l'uomo tolto lo slip sporco di sabbia, mi prese per i fianchi e mi infilo' dritto il suo cazzo venoso fino alle palle tutto d'un colpo, facendomi sobbalzare, e iniziando a stantuffarmi avanti e indietro sempre piu forte e veloce, facendomi quasi urlare piu che sospirare dal piacere provato. Era un vero toro quell'uomo, e benedissi il destino che me lo aveva fatto incontrare. Godevo come una Troia sotto i colpi del cazzo dell'uomo, che si stava scatenando in tutta la sua foga da maschio, a volte mi chiedo dove trovasse tanta energia per un'uomo della sua eta'. L'imprevisto successe proprio sul piu bello,entrambi presi dalla passione scopando come maiali, non ci siamo ricordati di chiudere a chiave la porta d'entrata, che era rimasta socchiusa, sentendo i nostri sospiri e le mie urla soffocate di piacere, qualcuno si permise, bussando lievemente, di mettere la testa dentro la nostra camera, beccandoci sul fatto a scopare in piedi attaccati all'anta dell'armadio in legno, io in bikini con il costumino slip scostato da un lato, e il cazzo dell'uomo che faceva il suo dovere, e l'uomo dietro di me completamente nudo con le sue mani sulle mie natiche. Chi entro' chiaramente rimase subito sorpreso dalla scena, e fece un involontario senso di stupore con la voce. Era uno dei camerieri ai piani che conoscevo bene, un ficcanaso di nome Alberto, che si scuso' palesemente dell'intrusione, e che mi riconobbe al volo quando voltai la testa verso di lui. Matteo senza scomporsi piu di tanto, rimprovero' Alberto per l'intrusione inopportuna, ma quello si difese, dichiarando che aveva bussato, e che sentendo lamentarsi, era accorso, credendo qualcuno stesse male. Giusto o meno che fosse, era il suo lavoro e non si poteva fargliene una colpa. Io invece mi trovai in una situazione imbarazzante, dato sapevo che era un pettegolo, e avendomi riconosciuto, avrebbe sicuramente spifferato tutto al resto del personale. Ormai era inutile nascondersi dietro un dito, salutai l'uomo, e lo pregai di lasciarci soli. Alberto quasi scocciato di dover andar fuori, si scuso' nuovamente e chiuse la porta. Adesso tutti sapranno dissi all'uomo, quello lo conosco, e un pettegolo di prima... Matteo mi disse di non preoccuparmi, che finche' ero la sua compagna, avrebbe pensato lui a coprire la mia identita', gia' ma dopo? li ci stava mia madre a vivere, la gente mormora e si conosce tutta... Se volete fare conoscenza in chat con me, basta contattarmi su Telegram cercando @ChrisFemboy
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