Sto raccontando questa storia praticamente come mi è stata confidata dalla mia compagna Alessandra.
Lei si era presa circa sei mesi per un periodo di meditazione pensando ad una conversione religiosa prima di confidarmi il suo segreto.
Noi due ed anche le sue amiche intime, Jessica e Rosa, viviamo in una zona dedita alla pastorizia le cui aziende distano pochi chilometri una dall’altra ma le case sono vicine.
Conosco i mariti di Jessica e Rosa essendo come me anche loro allevatori e vista la comunanza di mestiere ed il fatto di vivere fuori paese ci ha fatto fare amicizia ed è stato naturale che spesso siamo stati a casa loro molte volte per delle cene, feste, vacanze al mare, ed insieme abbiamo fatto anche dei viaggi.
A me Jessica piaceva molto, il suo aspetto era di donne formosa che esponeva le sue forme e dava l’idea che il sesso fosse centellinato ed inoltre faceva sempre battute a sfondo erotico facendo capire che c’erano difficoltà con il marito ed allora una volta, durante una festa di Natale di qualche anno fa nel loro spogliatoio dove mi stavo levando il soprabito, mi sono azzardato ad accarezzarla
Alessandra non ha fatto storie quando le ho raccontato il fatto, anzi l’ha eccitata ma poi tutto è finito lì.
Una relazione clandestina con Jessica, visto ciò che è accaduto dopo, non sarebbe potuta andare oltre per due motivi: il vivere lontani da grandi centri abitati avrebbe causato malumori e diffidenza nei miei confronti, per lei come moglie sarebbe stata allontanata da casa ed additata come puttana, inoltre per parte mia devo dire che da qualche anno fa ho una disfunzione erettile essendomi stata rimossa la prostata dopo che è stata diagnosticata una cellula cancerosa aggressiva. L’intervento chirurgico a causa proprio della natura aggressiva del cancro non ha potuto salvare molti nervi e quindi da allora non sono più stato in grado di raggiungere l’erezione. Ho impiegato diversi anni per affrontare la disfunzione e in un certo senso non ho mai accettato una perdita del genere, però quando mi guardo il cazzo sono contento di essere sopravvissuto al cancro.
Chi mi ha aiutato a superare il problema è stato il sapere che anche il marito di Rosa, Leonardo, è rimasto impotente dopo un intervento al colon, ci sentivamo come fratelli di sventura.
Durante un dopo cena, quando le donne si sono allontanate per discutere fra loro, sia io che Leonardo abbiamo parlato dei nostri problemi ed anche del fatto che lui non riusciva a scopare con Jessica ma solo leccarla. Noi due, alla presenza di Riccardo marito di Rosa, abbiamo chiacchierato sul leccare la figa e sia io che Riccardo lo invidiavamo e scherzavamo essendo Jessica una bella donna avvenente che si manteneva bene ed era sempre una gran bella figa.
Abbiamo scoperto che anche Riccardo ha avuto dei problemi dovuti ad un farmaco che gli fa diminuire di parecchio il desiderio sessuale.
Ci siamo quindi trovati in tre ad avere problemi con il sesso ed essere menomati. Della cosa ne abbiamo parlato, riso e scherzato su; dopo alcuni bicchieri di vino, scherzando con una grande risata abbiamo detto di essere il gruppo dei “I tre Impotenti”.
Ci abbiamo confidato che le nostre donne non si sono mai lamentate di ciò, almeno non con noi ed abbiamo detto che noi uomini ci siamo sentiti molto fortunati ad avere donne così comprensive che guardano oltre il sesso e vedono altri valori nella relazione coniugale.
Non ho detto agli altri due amici che a 36 anni mia moglie Alessandra è entrata in menopausa precoce e mi detto di aver perduto il suo desiderio sessuale a cui si è aggiunta la depressione prima del mio intervento alla prostata e quindi non dovuta alla mancanza di sesso.
Jessica e Rosa non avevano problemi ed hanno preso coscienza della situazione abituandosi, o almeno così pensavo.
Tutti noi uomini avevamo avuto successo nel lavoro e ciò rendeva felici tutti, mogli comprese ed avevano smesso di lavorare come impiegate dedicandosi ad altre attività all’interno di una organizzazione no profit e dandoci un aiuto nella conduzione delle aziende, dicevano però che la loro attività di volontariato lavoravano era più faticosa rispetto alla nostra dovendo andare in città e quindi fare non più di venti minuti di strada in auto.
Tutti i miei due ragazzi sono universitari e si sono resi indipendenti mantenendosi gli studi con dei lavoretti come fanno tanti studenti.
Inoltre le figlie di Jessica e Riccardo sono sposate con degli stranieri conosciuti durante l’Erasmus e si sono trasferite una in America, solo la più giovane, appena sposata, è andata a vivere nel nord Italia.
I figli di Rosa e Leonardo lavorano ad aiutare il padre nell’azienda agricola e diventeranno allevatori, almeno loro.
La scorsa settimana io e Alessandra siamo stati invitati a cena da uno degli altri due amici ed al rientro a casa mi ha detto che voleva parlarmi di qualcosa senza specificare il motivo. Nel mondo agricolo è una cosa normale non parlare di certi argomenti per strada perché a volte le pareti delle case abbiano orecchie. Ciò ha stimolato la mia curiosità ma non mi ha inquietato e sono rimasto tranquillo anche perché so che lei sa gestire bene le notizie; pensavo a qualcosa che ha sentito in paese e che poteva essere anche un pettegolezzo.
Rientrati a casa ci siamo seduti sul divano davanti alla TV a coccolarci davanti al camino dove avevo messo dei pezzi di legna sulle braci per riprendere la fiamma che si era spenta.
È stato in quel momento che mi sono accorto che lei sembrava più eccitata che nervosa. Ciò è sembrato strano perché da molto tempo era sempre triste ma ero felice in quanto vedevo in lei finalmente una parvenza di miglioramento del suo stato d’animo. Inoltre mi ha chiesto di capirla e aprire la mia mente a tutte le possibili varianti che si potessero presentare.
Mi son detto che ciò era strano da parte sua ma ho accettato l’idea.
Mi ha raccontato ciò che è accaduto l’estate scorsa tra lei e Jessica durante le due settimane di vacanza al mare.
Mi ha fatto ricordare che lei aveva incontrato Jessica per un caffè come facevano quasi tutte le mattine in una caffetteria locale. Quel giorno Jessica era ansiosa e sembrava molto preoccupata per come si sarebbe sentita Alessandra quando avesse scoperto il segreto che le avrebbe raccontato ma non voleva parlarne lì al caffè e le ha chiesto di accompagnarla a casa e restare per pranzo. Quel giorno Jessica era sola, il marito era in azienda ad accudire al bestiame, fare formaggio e ricotta.
La scusa del rientro a casa era di rivelare il segreto solo tra quattro mura.
Le due donne arrivate a casa sono andate nel soggiorno e Jessica ha preparato del vermentino leggero ghiacciato ed ha chiesto ad Alessandra di sedersi su una poltroncina.
Alla mia donna tutto è sembrato così strano e preoccupante a cominciare dal fatto che il segreto sarebbe stato rivelato solo una volta a casa e poi i due calici di vermentino offerti di mattina lontano dal pranzo.
Ad Alessandra è venuto da dire “Ora sono pronta a sentirti, hai la mia attenzione. Qual è questo grande segreto?”
Jessica si è levata dal divanetto su cui era seduta e stando in piedi ha slacciato il vestito avvolgente che indossava e lo ha lasciato cadere sul pavimento.
“Che diavolo è quello?” fa Alessandra esterrefatta.
“È il mio cazzo, bella mia!”
“Come un cazzo!? Ma lo indossavi anche quando abbiamo preso il caffè?”
Jessica indossava una cinghia con un cazzo semi eretto lungo circa 18-20 centimetri applicato su una mutanda nera aderentissima e pendeva come se fosse una delle sue parti anatomiche.
“Ce l’ho da quando ci siamo incontrati al caffè. Non te ne sei accorta?”
“Beh no! Io non mi metto ad osservare attentamente per indovinare ciò che porti come intimo!”
“Ora mi stai guardando proprio nelle parti intime, se non te ne sei accorta!” le fa Jessica sorridendo maliziosamente.
Alessandra un po’ impacciata ed alquanto in difficoltà “Beh! Non capita tutti i giorni di vedere la tua amica indossare una mutanda con applicato un cazzo!”
Jessica voleva sedurla e sempre sorridendo si è avvicinata ad Alessandra massaggiando il suo cazzo finto. Appena le è stata vicino ha sollevato quel dildo e le ha chiesto “Non vuoi toccarlo?”
“No, non voglio toccarlo” le ha risposto Alessandra.
“Quando è stata l’ultima volta che hai tenuto un cazzo duro in mano?”
Alessandra ha dovette ammettere che per forma e colore sembrava incredibile che quel dildo fosse finto. il colore di quell’oggetto era scuro con venature in evidenza a rappresentare le vene in cui scorre il sangue ed il glande imitato alla perfezione. Alla base del cazzo c’erano anche un paio di testicoli dall’aspetto realistico che sembravano appesi tra le gambe di Jessica, inoltre era completo di peli pubici. Jessica nel suo giocare a toccarlo per mostrarlo ad Alessandra toccava le palle, lo scopo era far uscire dal foro sul glande un po’ di fluido trasparente lubrificante che per la manipolazione fatta si è sparso dandogli un aspetto più lucido e di pulito.
Alessandra non poté fare di guardare ed avrebbe voluto toccare quel cazzo ma non sapendo che fare ha tirato indietro la mano velocemente.
“Mio Dio, Jessica, sembra vero! È una bellissima imitazione ed è anche caldo come se fosse vero!”
“È caldo perché è stato tra le mie gambe tutta la mattina”
Immediatamente dopo aver soddisfatto la curiosità di Alessandra, Jessica si è seduta sul bordo di una poltroncina imbottita ponendo i piedi di fronte sul cuscino del divano da cui si era levata sedendosi a qualche decina di centimetri da Alessandra proseguendo ad accarezzare il suo cazzo dalla testa alla base.
Alessandra continuava a sentirsi a disagio ma in un modo strano; non era il tipo di disagio ed imbarazzo che ha avuto nel momento in cui ha visto ciò che Jessica aveva indosso.
Di sicuro se al posto di Jessica in quella camera ci fosse stato un uomo che si fosse esposto in quel modo, lei sarebbe scappata ma ora aveva davanti Jessica la sua migliore amica del cuore.
Loro due avevano frequentato la stessa scuola e quindi era un’amicizia di vecchia data.
La figa di Alessandra era umida e aveva già bagnato la parte anteriore del suo perizoma, se la situazione che si era creata fosse continuata, di sicuro la sua gonna si sarebbe bagnata.
Lei quel giorno indossava solo un perizoma di seta e niente slip.
Per l’eccitazione si muoveva sfregando il sedere sul cuscino di pelle ed involontariamente le sue gambe si sono palancate.
“Vuoi assaggiarlo?” le fa Jessica
“Assaggiarlo! Stai scherzando?” le ha risposto Alessandra.
“Dai, non essere così scortese! Bacia solo la testa, ormai l’hai già toccato. Non è poi così male, vero?” ha insistito Jessica.
La mente di Alessandra era in un turbine di libidine e lussuria.
Le è bastato allungare una mano sul cazzo di Jessica e baciare la testa per far dire alla sua amica “Dai, puoi fare di meglio! Basta mettere in bocca solo la testa, non di più, per vedere che sapore ha!”
Alessandra non riusciva a crederci.
Ha messo la cappella in bocca e con la lingua ha leccato l’asta sentendo le vene, la perfezione del glande e la profondità del solco coronale. Anni prima, lei aveva gustato più di una volta la sborra che le davo ed è rimasta meravigliata per la mancanza del fluido salato che in quello vero esce prima dello sperma.
In pochi secondi si è ritrovata a succhiare il finto cazzo di Jessica.
La sua amica aveva ragione era piacevole.
Erano passati anni da quando aveva succhiato il mio cazzo ed aveva dimenticato qualcosa. All’epoca il mio cazzo non aveva le stesse dimensioni e neanche la stessa sensazione oppure il tempo in lei aveva cancellato quelle sensazioni.
Jessica ha accarezzato delicatamente con le mani il viso di Alessandra, le ha sorriso e per il piacere che ne ha ricavato ha sollevato lo sguardo verso l’alto.
“Che ti piacesse te lo avevo detto. È meraviglioso, vero?” ma le parole non erano rivolte a lei, erano rivolte ad una persona che Alessandra non aveva visto e non immaginava fosse lì ad ascoltare “Te lo avevo detto che Alessandra lo avrebbe adorato!”
Alessandra si è voltata lasciando che il cazzo le uscisse dalla bocca per vedere chi fosse l’altra persona: era Rosa che si avvicinava avendo varcato la porta della camera.
Anche Rosa indossava quello che poi avrebbero detto alla loro comune amica, chiamarsi strap on ma questo era lungo molto di più, quasi 25 centimetri. Era decisamente modellato sul cazzo di un uomo nero con un glande enorme e sembrava che da quello di Rosa gocciolasse liquido bianco.
Questo strap on non aveva peli pubici, era quindi glabro ma era stato fatto con un paio di enormi palle che pendevano tra le gambe di Rosa la quale non indossava il reggiseno ed anche Jessica nel vederla se lo ha levato lasciando le tette in libertà mentre si massaggiava i capezzoli.
“Ma siete impazzite entrambe?” ha esclamato Alessandra che non ha potuto fare a meno di notare come Rosa si accarezzasse il cazzo spargendo da tutte le parti gocce di quel fluido che usciva dall’uretra che spargendosi sul glande lo faceva brillare.
Rosa si è avvicinata alla sedia di Alessandra mentre Jessica, che si è spogliata completamente, si è seduta di nuovo accanto ad Alessandra.
“All’inizio non volevamo spaventarti con un cazzo di grandi dimensioni perché sappiamo che non ne hai visto uno da un po’ di tempo”
Alessandra sapeva che Rosa aveva ragione e questo era il motivo per cui era ancora ben seduta sul cuscino della sedia.
Jessica le ha messo una mano sul ginocchio ed ha iniziato ad accarezzarle la coscia.
Alessandra indossava la sua gonna estiva preferita lunga poco sopra il ginocchio in seta azzurra e mentre le sue gambe si separavano da quelle di Jessica, la sua gonna si è sollevata a mezza coscia, ha guardato la reazione di Jessica ed in lei ha visto la lussuria nei suoi occhi mentre si leccava le labbra.
Rosa si era seduta sul bracciolo del divanetto e si stava ancora accarezzando il suo cazzo finto.
Mentre Alessandra si levata dalla poltroncina e si è distesa sul divanetto poggiando la testa vicino a Rosa la quale trovandosela lì vicino le ha messo il grosso glande del dildo sulle labbra della bocca.
Alessandra ormai sedotta e risvegliata dal lungo letargo sessuale si è arresa ed ha aperto le labbra della bocca restando sorpresa che fosse caldo e dolce ed anche salato quel dildo mentre ne prendeva circa 14 centimetri in gola.
“Non c’è bisogno di preoccuparsi dei denti, è in silicone ed è morbido. Comunque posso dirti che sembri una troia per come sei a tuo agio davanti a due cazzi finti però dovrai imparare di nuovo come succhiare il cazzo dopo tanti anni” e per assecondare le amiche Alessandra si è data da fare mettendosi a succhiare il cazzo di Rosa che affondava quasi toccandole la gola.
Era brava nel farlo perché ha avuto solo qualche conato ma per il resto niente.
Intanto Jessica le ha sollevato completamente la gonna avvolta completamente intorno alla vita ed è scivolata tra le gambe, ha poi tirato verso il basso le fettucce elastiche del perizoma dell’amica che sia lei che Rosa avevano intendevano istruire.
Alessandra presa dalla libidine si sarebbe arresa a qualunque cosa le sue amiche volessero fare con lei.
Per facilitare il compito di Jessica, Alessandra ha sollevato il sedere dal cuscino in modo che l’amica potesse sfilarle il perizoma dalle gambe e così ha potuto andare a sistemarsi meglio poggiandosi al bordo del cuscino della poltroncina.
Con le sue intimità nude ed esposte, Alessandra ha sollevato delicatamente le ginocchia allargando le gambe mettendole sui braccioli della poltroncina su cui era seduta aprendosi completamente dando modo a Jessica di baciarle la figa.
“Oh, sono felice che tu non ti depili! Mi piacciono le fighe un po’ pelose, non troppo però perché se no mi perdo nella foresta di peli e mi passa la voglia. Capisco poco le ragazzine quando se la depilano tutta. Sembra la fighetta di una bambina appena adolescente e non è il caso che lecchi una di loro” le ha detto Jessica.
Rosa annuiva nel frattempo porgendo il cazzo di silicone alla bocca di Alessandra.
Jessica ha poi proseguito “Dio, hai un profumo così buono Alessandra! La tua figa trema. Rosa guardala, è così eccitata!” e subito dopo la lingua di Jessica è andata a toccare il clitoride di Alessandra e lei, per reazione all’improvviso piacere, ha sollevato l’inguine ma Jessica l’ha trattenuta con le mani e non ha allontanato la bocca continuando a leccarla proprio lì tra la figa e la coscia dove la pelle è molto sensibile.
Mentre allargava le labbra della figa di Alessandra, Jessica ha messo le sue labbra e la lingua intorno al clitoride per succhiarlo ed allo stesso tempo si ha messo due dita nella figa per sditalinarsi.
Alessandra ha cercato di guardare in basso le sue intimità come non ha mai fatto anche se era difficile farlo con quell’enorme cazzo nero in gola ma ha visto solo le unghie rosse come il sangue dell’amica sparire nella sua figa.
“Oh, che bello, sei bagnata! Le pareti della tua figa si sentono così bene”
Alessandra sapeva che sarebbe venuta presto. Sentiva bene le dita di Jessica nell’esplorarla.
Rosa teneva delicatamente il collo di Alessandra che succhiava il cazzo che arrivava bene in gola.
“Alessandra cerca di venire, non provare a trattenersi. Se ti lasci andare verrai molto di più di quanto non immagini” le ha detto Jessica un attimo prima di chiudere le labbra della bocca sul clitoride di Alessandra.
Infatti Alessandra non ha tardato a sputare fuori il cazzo di Rosa e urlare di piacere.
Le sensazioni provate erano intense e la stavano facendo dimenare e scuotere, arrivavano in successione una dopo l’altra con rapidità. Il calore del piacere è iniziato nell’inguine e si è spostato verso lo stomaco ed anche lungo le cosce facendo arricciare anche le dita dei piedi.
Lei non si era mai sentita così prima di quel momento; è stato fantastico. Non si è accorta che Jessica si era spostata su un fianco e le stava succhiando la mammella sinistra ed il capezzolo mordendolo davvero forte mentre pizzicava con le unghie l’altro capezzolo.
Rosa si era spostata tra le gambe di Alessandra ed ha posizionato il glande del suo cazzo contro la figa gonfia di Alessandra pronta a riceverlo. Le labbra della sua figa sono di un rosso acceso e si sono ricoperte della saliva di Jessica e dei suoi stessi succhi.
“Al diavolo! Questa prima scopata dopo tanto tempo me la faccio. Il cazzo di Giovanni non è mai stato di queste dimensioni!” ha pensato e ha fatto scivolare la testa mentre un’altra ondata di piacere le ha percorso il corpo.
Mentre Rosa spingeva il suo cazzo in Alessandra, lei si è lasciata scivolare sul cuscino per prenderlo maggiormente.
Erano passati alcuni anni da quando un cazzo era entrato nel suo ventre ma tutto è stato rifatto come se lo avesse fatto il giorno prima. Tutto le era tornato naturale come succhiare il latte oppure bere o mangiare ed anche baciare.
Rosa ha allungato la mano verso le palle attaccate al quel cazzo finto stringendole forte.
Lo strap on era lucido di umori, era l’effetto di ciò che stava accadendo in Alessandra la cui figa produceva umori in abbondanza.
Infine un urlo “Oh mio Dio! Scopami! Scopami!”
Jessica ha guardato con ammirazione la figa di Alessandra che si teneva in fondo il cazzo di Rosa e rivolgendosi a quest’ultima “Che ti ho detto? Hai visto che era alla ricerca di cazzi! Aspettava solo di essere liberata da quella idea balorda che le impediva di chiavare”
Il racconto di Alessandra mi ha lasciato sbalordito.
Poi siamo passati alla realtà odierna: sia Rosa che Jessica scopano Alessandra e solitamente Rosa la scopa due volte.
Negli ultimi mesi ci siamo riuniti quasi due volte alla settimana per mangiare e così le donne possono scoparsi le fighe a vicenda senza che noi in apparenza non sappiamo niente.
Rosa, essendo la più spregiudicata, ha persino scopato alcune volte Alessandra nel culo.
I giorni scorsi nel nostro intimo, poiché non ho più le erezioni, ho avuto una sorpresa che mi ha lasciato basito.
Alessandra era seduta su una sedia, si è levata la gonna e facendomi vedere lo strap on che le hanno regalato le amiche mi ha detto “Ora abbiamo anche noi uno di questi cazzi! Prova ad indossarlo così poi mi scopi!”
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Categorie: Etero Trio