Oggi a pranzo poca gente, pochi tavoli occupati.
Entro nel bagno del ristorante e mi sciacquo le mani. Asciugo le mani nella salvietta di carta e mentre sto per uscire vado a sbattere contro un tipo alto, biondo con un viso splendido che sta entrando dalla porta del bagno.
Lo riconosco, mi capita di averci a che fare sul lavoro. E’ un figo pazzesco e tra di noi ci è scappata anche qualche occhiata interessante.
Il suo nome è Marco
“Oopsss! Ciao”
“Ciao”
Imbarazzo.
Nel poco spazio dell’antibagno, cerco di spostarmi , di fargli posto per passare ma la distanza tra noi si riduce ancora e poi lui scatta.
Lo vedo, scatta qualcosa nel suo sguardo.
Dall’imbarazzo alla voglia.
Con un movimento incredibile abbassa un po’ la testa e mi bacia; prepotente si fa largo tra le mie labbra, morbido, gustoso.
Mi preme con la sua forza contro la parete e sento il suo corpo caldo contro il mio. Mi gira la testa, sto diventando bollente e lo mordo, lo lecco, mmmmmm!!.
Non so come ci sono finita ma mi ha spinto dentro il bagno; da come le sue mani passano sui miei fianchi capisco che chiuderà la porta che è ancora aperta.
Non si è ancora spinto in punti pericolosi e io sto già volando.
Ho le mani che accarezzano il suo petto, le spalle, il collo e lo sento ansimare.
Poi l’inevitabile, la porta si apre, i cuore a mille, ci siamo bloccati: doppio imbarazzo è il suo collega!
Divento rossissima, sento le guance che mi bruciano.
“Ciao”
“Ciao”
Sono bloccata; non riesco nemmeno a parlare.
Il suo collega, Fabio, è moro, meno figo di lui ma non male, simpatico, divertente, meno schivo. Di fronte alla scena se ne esce con un poco convinto “Scusate!”
Marco ha ancora le mani su di me e non accenna a muoversi.
Fabio fa per andarsene senza aver utilizzato il bagno né lavato le mani. All’improvviso si volta, viene verso di noi, prende il mio viso e mi bacia anche lui.
Sono sorpresa e stimolata; ricambio in bacio.
Non so se è un gioco che fanno, se erano d’accordo o se la situazione si è sviluppata in maniera particolarmente interessante. Mi ritrovo chiusa dentro il wc del ristorante, tra Marco e Fabio, in un intreccio di mani e di lingue da far girare la testa.
Marco mi bacia, mi divora e Fabio da dietro mi bacia sul collo, succhiotti, morsi e le sue mani si sono già infilate sotto la mia camicetta, slacciando il mio reggiseno.
Fa caldo e sento il loro corpi che si muovono, se non fossi stretta tra di loro mi cederebbero le gambe: ho il fiato corto, la pelle sudata, sento un lago in mezzo alle gambe e i loro cazzi ancora nei jeans che spingono davanti e dietro. Ogni tanto mi fanno girare e cambiano i ruoli e non oppongo resistenza, li lascio fare; è un sogno, sono eccitata da morire e non faccio che baciare, leccare, succhiare. Quando si tolgono la maglietta io non sono più in me.
Il contatto con la pelle mi fa andare in estasi: slaccio i loro jeans e stringo il cazzo di Marco. Lui geme: il suo cazzo è bello, duro e mi ha ipnotizzato, non riesco a staccargli occhi.
“Succhialo!” mi dice perentorio.
Mi sento sciogliere, non me lo faccio ripetere e come se avessi un bel gelato mi piego e lo prendo tutto in bocca. Marco con una mano sulla testa da il ritmo ai miei movimenti.
Con i tacchi e il poco spazio nel bagno non è il massimo della comodità ma lui sembra apprezzare.
Mentre mi piego e comincio il pompino, Fabio si trova a contatto con il mio culo dove infila le mani sotto la gonna di jeans e comincia a palparmi la fighetta, sposta il perizoma e mi infila due dita dentro.
Non resisto, sono tutta bagnata e adesso le sue dita mi strapazzano dentro. Godo e mugolo nonostante il cazzo di Marco in gola. All’improvviso toglie le dita e mi infila con il suo cazzo; non me lo aspettavo, mi sembra enorme e me lo ha infilato tutto in un colpo.
Per un attimo rimango senza fiato, poi lui comincia a pompare e io godo da morire. Andiamo avanti per un po’ così e quando siamo tutti e tre al limite interrompiamo il movimento. Qualche bacio fra di noi e con un cambio di ruoli prendo il cazzo di Marco in figa e quello di Fabio in bocca.
Nemmeno una parola, solo gemiti e respiri affannati fino all’orgasmo; prima io, poi Fabio scarica tutto in gola e infine Marco viene nella mia figa.
Ho una sensazione di appagamento incredibile.
Restiamo un attimo appoggiati l’uno all’altro contro il muro, poi con lo stesso imbarazzo dell’inizio ci ricomponiamo, sistemiamo i vestiti, i capelli e con discrezione usciamo dalla toilette.
“Ciao”
“Ciao”
”Ciao”
Torno al tavolo con le gambe che mi tremano ancora, un po’ rossa in viso, le labbra un po’ arrossate e con ancora il sapore dei due maschi.
Una pausa pranzo così non capita tutti i giorni!
Mi viene da riflettere. Mi sento finalmente una troia da montare, sculacciare, usare. Mi piace il cazzo e mi piace che gli uomini mi facciano di tutto.
Mi soffermo un attimo e alla mente mi ritorna un addio al celibato di un amico: festa in maschera, cappelli militari loro ed io zoccola crocerossina.
Gli amici del futuro sposo erano 4: avevano noleggiato le uniformi militari e per me un camice ridotto , scarpe con i tacchi molto alti, autoreggenti e reggicalze.
Eravamo in una bella taverna con camino, divani di pelle, tavolo, e si beveva in abbondanza.
Il festeggiato e gli amici erano già un po’ sbronzi prima di arrivare, io ero il festeggiamento finale.
Bevo qualcosa e mi sdraio sul tavolino del soggiorno e comincio a masturbarmi infilando due dita nella figa. Non ho le mutandine e la mia fighetta è tanto calda.
“Cominci già a fare la troia? Devi meritartelo il cazzo, facci un bel pompino”
Apro l’ultimo bottone della mia uniforme e le mie tettone compresse escono dal camice, me le lecco un po’ portando i capezzoli sulle labbra mentre guardo i ragazzi con sguardo libidinoso. Mi avvicino al festeggiato “posso leccarle il cazzo signore?”
“muoviti, e vedi di farlo bene! Mettiti in ginocchio e tieni le mani dietro la schiena”
Eseguo gli ordini e loro si eccitano a dismisura. Il festeggiato gradisce il servizietto e sento il suo cazzo sempre più grosso nella mia bocca. Cerco di infilarmelo sempre più giù e lavorarlo bene con la lingua, ogni tanto lo faccio uscire e me lo passo sulle labbra. Ho la faccia tutta bagnata di saliva e del suo liquido. Gli faccio vedere quanto mi piace passandomi la lingua sulle labbra ma lui mi prende per i capelli e mi preme la faccia contro il suo cazzo. Mi piaceva tenere quel cazzo caldo e turgido in bocca.
“Fammi vedere quanto ti piace farti scopare anche in bocca! Prendilo tutto fino alle palle!”
Nel farlo mi sembra di soffocare ma sto godendo come una vacca.
Quando lui sta per venire mi spinge via, mi mette a pecora sul tavolino e scopre il mio bel culo, mi sculaccia prima a mani nude, e poi con il frustino che faceva parte del vestito militare.
Sento che sto per venire tanto ed infine godo davanti agli altri che guardano questo bel trattamento alla troia che sono.
Sono talmente eccitata che ad ogni sculacciata a mugolo e gemo di piacere e più lui mi batte più lui diventa deciso “ti scaldo bene questo bel culo e te lo faccio diventare viola. E’ quello che merita una puttana come tè. Dillo che ti piace ricevere una bella lezione!”
“Si Signore, mi piace, mi piace tanto, mi dia una lezione”
“Sei una puttana, ti faresti fare anche scopata da un cavallo!”
Con il frustino sento più male e le linee rosse sono più sottili, gli altri si menano il cazzo e io sbrodolo dalla figa in un modo osceno.
Ad ogni colpo sento le mie mammelle pendenti sbattere e immagino di essere una visione davvero eccitante.
Mi batte senza tregua e improvvisamente senza che mi sia accorta di una tregua, con un colpo solo, mi infila il suo cazzo enorme nel buco del culo e io urlo di dolore; la cosa lo eccita ancora di più “non lamentarti, lo sapevi che te lo avrei infilato tutto nel culo! Era quello che speravi e scommetto che tra poco comincerai a godere come una cagna in calore. Anzi ringraziami!”
“Siii! Si Signore! Grazie per avermi inculata! La prego lo faccia ancora!”
“Tappagli la bocca con qualcosa così smette di lamentarsi!” disse rivolto agli amici presenti.
Uno degli altri maschi mi prende per i capelli, mi solleva la testa e prendo il suo cazzo in bocca. Ora mi sento infilata da davanti e da dietro.
Il festeggiato riprende a sculacciarmi mentre mi incula, mentre l’amico mi infila tutto il suo cazzo in gola e munge le mie tettone.
Tutti e due in tempi diversi mi vengono sia nel culo che in bocca. Li ripulisco con la mia lingua dalla loro sborra e subito dopo è il turno degli altri ma prima mi fanno alzare e mettere a novanta gradi sul tavolo da pranzo. Mi legano i polsi dietro al schiena con le manette di pelle e mi infilano un vibratore nel culo. Fatto questo mi scopano uno alla volta nella figa mentre il vibratore agisce nel culo.
Le sensazioni ora sono formidabili; sono super eccitata; ad ogni colpo nella figa il vibratore spinge nel culo e io mi sento una gran puttana.
“facci sentire come ti senti onorata di ricevere il nostro cazzo in tutti i tuoi buchi!”
“Siiiii, siii, siii, montatemi!! Siiiii!! Aaaaahhh, Uhhhh!” gridai
“Senti come sei troia! Un po’ di rispetto per favore! Quando avremo svuotato tutti i nostri cazzi meriti un’altra lezione correttiva con la frusta! Ti si legge in faccia che non ne hai abbastanza. Mettigli due mollette ai capezzoli”
Mi sentivo il loro oggetto sessuale, la loro porcona, la loro svuota cazzi, uno sborratoio.
Una volta terminato tornammo sui divani.
Avevo il vibratore nel culo, la figa che grondava sborra, il culo rosso per le sculacciate e le due mollette sui capezzoli che ad ogni passo tiravano le mie mammelle.
Mi sdraiai in centro al salottino e da vera troia ricominciai a sditalinarmi la figa
Chiesi “Signore, posso infilarmi il suo manganello nella figa?”
“Tu hai proprio bisogno di una bella lezione!”
Questa fu la scusa per riprendere a sculacciarmi.
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Categorie: Etero