Il mattino mi sveglio prima di lei. Doccia caffè e via al lavoro. All’ora di pranzo un sms di Silvia mi chiede se possiamo fare una pausa pranzo insieme, deve andare in banca e sarà dalle mie parti. Le rispondo che ho solo tempo per un tramezzino, lei accetta e dopo dieci minuti stiamo insieme ad un tavolo del bar.
“Mi sento tutta rotta. Ho messo mezza confezione di crema sul culetto e ancora mi brucia un poco, ma è stato così bello che, lo rifarei anche qui adesso.”
La guardo, rido e le chiedo che cosa ha in mente per risolvere il problema con Rita.
“Ci sto lavorando. Questa mattina l’ho chiamata, con la scusa del lavoro, le ho chiesto se potevamo parlare dei nostri dissapori. Mi ha risposto che ci avrebbe pensato. Direi che come inizio va bene.”
La guardo stupito, non mi aspettavo un’azione così veloce, segno che la piccola desidera compiacermi quanto prima. Restiamo solo pochi altri minuti insieme, poi mi bacia e scappa. La sera a casa vedo Rita silenziosa e molto distratta. Appena cenato la faccio sedere sul divano e le chiedo cosa la impensierisce così tanto.
“Oggi mi ha chiamato Silvia. Generalmente è Flavia il suo capo che mi chiama, la cosa mi ha stupito. Dopo aver parlato delle cose di lavoro mi ha chiesto un incontro per cercare di chiarire i nostri dissapori. Devo dire che fra quello che tu hai detto ieri sera, e oggi direi che di tempo ne è passato poco, decisamente mi ha preso in contropiede, non sapevo che dirle. Da un lato ero curiosa di capire dove vuole arrivare e dall’altro mi ha fatto piacere sentirla, ora non so come fare.”
“Perche non le offri una tregua. Invitala cena da noi una di queste sere, la mia presenza obbligherà tutte due a giocare pulito.”
Ci riflette un momento, mi butta le braccia al collo, mi bacia, e poi senza esitare un attimo prende il telefono e la chiama fissando per il sabato il giorno del chiarimento. Quando si siede di nuovo vicino a me è una donna diversa, si è tolta un bel pensiero e ora dal suo sguardo noto che ha voglia di parlare di altre cose molto più eccitanti. Decidiamo di andare nel letto per essere più comodi. Distesa accanto mi chiede di Silvia, le racconto tutto, ho il cazzo duro. Poi tocca a lei parlare.
“Sono arrivata a casa sua, era tutto perfettamente pronto, cena deliziosa, vino giusto, poi dopo ha messo una musica di sottofondo e abbiamo incominciato a ballare, a quel punto è impazzito, non ha saputo resistere è ha cominciato spogliarmi in fretta, sembrava impazzito. Mi ha disteso sul divano, ma io ho preteso la camera. Mi ha preso in braccio e mi ha disteso sul letto. In un attimo era nudo, voleva scoparmi subito, ho dovuto faticare non poco per frenare la sua irruenza. L’ho costretto a leccarmi, anche se ero già bella bagnata, poi non ha resistito e mi ha infilato di colpo. Ben dotato mi sono sentita riempire tutta fino in fondo. Mi pompava con forza.”
A che bella porca che sei…senti come ti sfondo…si…troia…ti spacco tutta…no! cazzo sborro!…
“Come era prevedibile è esploso quasi subito. Per un momento ho creduto che la cosa finisse lì, invece ha continuato a scoparmi con il cazzo ancora duro. Mi ha fatto godere diverse volte, cambiando spesso posizione, fin quando sono riuscita metterlo sotto e lì mi sono proprio divertita.”
…oooooohhhoo… Si ora ti godo io…si…bel torello… Dai fammi godere altrimenti niente culo… Si così …dai vengo!...
Dopo l’ennesimo orgasmo mi ha rigirato e mi è entrato dietro come un toro impazzito.
…si… dai… Spaccami il culo…godo… si più forte…
…si bella troia … ti spacco il cullo…senti come ti sfondo… godi…si…
Devo dire che mi ha limato il culo a dovere, facendomi godere diverse volte. Quando è stato sul punto di sborrare di nuovo l’ha tolto da dietro e me lo ha piantato in gola.
… dai succhiami… voglio sborrare nella tua bocca, cosa che avrei voluto fare oggi… dai …si …mi succhi anche l’anima… sborro! Cazzo…sei tremenda… Si…Bevi…ora… tutto…si…
Un fiume in piena. Mi ha schizzato una quantità enorme di sborra in gola, che ho faticato a ingoiarla tutta. Quando si è calmato abbiamo parlato un poco, conosce Silvia e gli piace, ma ora che abbiamo scopato non so se sia stato uno sbaglio andarci a letto. ”
La guardo perplesso, ci rifletto mentre lei parlando a sempre segato lentamente il mio cazzo che si è indurito notevolmente. La trascino su di me e lei già bagnata s’infila il palo dentro ondeggiando come piace a lei.
… oooooohhhh…si…. Tutto … dentro… …uummmhuh… si ...porco…
“Niente da fare. Solo tu mi sai far godere da morire. Luca mi ha scopato bene, inculato meglio, ma con te è vero amore non sesso. Dai amore fammi godere.”
Incomincia a muoversi a suo piacimento. Gode con più calma, con tempi più lunghi e intensi, l’orgasmo la sconvolge.
…ooooohhhh…SI… vengo!...VENGO! … si … ora…uuummmhm
Le riverso dentro anche il mio piacere.
…Si…sborro...anch’io… ora…si… Senti…oooohhhh…
Sfinita si accascia sul mio petto.
“Dimmi quanto ti ha fatto godere tua figlia ieri sera? Sicuramente più di me. Lei è giovane, il suo culetto vergine poi deve essere stato sublime sfondarlo.”
Noto ancora una vena di gelosia nelle sue parole.
“Con lei è stato bello, non lo nego, ma io sono abituato al piacere che provo nel sentirti godere come hai fatto ora su di me. Impazzisco quando il tuo corpo trema sopra il mio. Per quanto riguarda Luca credo che dovremmo sapere se fosse veramente interessato a Silvia, in quel caso potremmo ideare qualche cosa per coinvolgerlo fra noi. ”
Si stacca da me e mi guarda stupita.
“Credi che lei accetti di dividere lui con me?”
“Certo! Tu non mi hai diviso con lei? E poi se glielo chiedo io, accetterà di sicuro a patto che sabato tu e lei facciate pace.”
Il giorno successivo sento Silvia, riusciamo a prendere un caffè insieme.
“Papà, sono tesa, non ho idea di come andrà a finire domani sera. Che consiglio mi dai nel vestirmi? Devo essere sexy o sobria, tutta grinta o sottomessa, ti prego aiutami.”
“Direi che un abbigliamento sobrio ma elegante può essere un buon inizio, poi cerca di essere te stessa. Ho una domanda da farti, ma non chiedermi spiegazioni, quelle se mai le devi chiedere poi a Rita. Che rapporto hai con un ragazzo che lavora in banca di nome Luca?”
Mi guarda stupita, cerca di capire ma non ha elementi a sufficienza.
“Luca è più di buon amico, ci frequentiamo da un po di tempo, credo che gli interessi, ma non sa di te. In ogni caso ho con lui un buon rapporto.”
“Domani sera ne parliamo.”
La lascio piena di dubbi. La sera dopo arriva puntuale alle otto. Quando le apro la porta la vedo tesa. Indossa dei pantaloni e camicetta bianca trasparenti, che evidenziano l’intimo sempre bianco che indossa sotto. Rita l’osserva, e per un momento restano in silenzio l’una, davanti all’altra.
“Ti trovo bene, accomodati che ceniamo.”
Rita l’invita a sedersi, anche se sembra, che non hanno molti argomenti su cui discutere. Credo che sia mio compito aprire una conversazione che le coinvolga entrambe.
“Ti ringrazio per aver accettato, io e Rita siamo convinti che fra persone della stessa famiglia i dissapori, si devono discutere, in maniera semplice e pacata, magari ammettendo, un poco, le proprie colpe. Ovviamente fra voi le cose hanno preso una piega un poco difficile da appianare, ma se ci proviamo credo che possiamo trovare un’intesa che soddisfi entrambe.”
Si osservano, mangiano restando quasi in silenzio, è ovvio che nessuna, vuole offrire, all’altra lo spunto per una discussione, quindi continuo io e decido di essere provocante.
“Tua madre mi ha chiesto se mi sono divertito l’altra sera da te. Tu che dici, sono stato all’altezza della situazione?”
La domanda com’era ovvio le lascia tutte e due a bocca aperta. Silvia, dopo aver ripreso fiato risponde a Rita guardandola negli occhi. Per un momento mi aspetto un vulcano che esplode, invece la risposta stupisce un poco anche me.
“Certo, tu sei stato magnifico, ma forse sono io che presa dall’emozione non sono stata perfetta, in fondo era la prima volta. Sono sicuro che con lei, provi più divertimento. Ho sperato di poter fare un po di esperienza, ma non avevo capito che tu, prima di tutto sei suo.”
Rita la guarda veramente stupita, riflette un momento poi le risponde.
“Tuo padre non è un oggetto, quindi non è mio, o tuo o di chiunque altra, ma se mai possiamo dire che ama dedicare le sue attenzioni a noi. Certo io e lui scopiamo da molto tempo, e quindi vi è una bella intesa, credo, che si sia divertito abbastanza anche con te. Questa sera vorrei smettere di essere gelosa di te, ma tu mi devi capire, non è facile, ci vuole fiducia reciproca e dopo, quello che mi hai detto, fidarmi non sarà facile, ma voglio rischiare. Se hai un’idea migliore buttala fuori subito. ”
Silvia resta un momento in silenzio, poi si alza da tavola ci prende per mano e insieme entriamo nella nostra camera da letto.
“Direi che i fatti possono essere più eloquenti di qualunque spiegazione.”
Detto questo s’inginocchia davanti a Rita e sollevandole la gonna le sfila le mutandine, poi la gonna e la fa sedere sul letto, le apre le cosce e tuffa la sua lingua nel taglio rosa della fica della madre. Presi alla sprovvista siamo rimasti per un momento passivi. Mi spoglio velocemente e incomincio, non senza qualche difficoltà spogliare Silvia che si sta scatenando a succhiare Rita che incomincia gemere di piacere.
…oooooohhhoo...piccolaaa…sei…tremenda…mi…fai...impazzire…si…così…uuuuummmhm…si...succhiammi…Si…ooooohhhhh… sei un demonio!...
Rita mentre gode si denuda completamente. Ignorandomi trascina la figlia sotto di se e incominciano a leccarsi in un sessantanove tremendo. Gemiti e orgasmi incominciano a riempire l’aria, ho il cazzo durissimo, ma non interrompo quel gioco che mi sta eccitando da morire. Osservo la scena da dietro il culo di Rita e incrocio lo sguardo soddisfatto di Silvia, è raggiante! Ha decisamente trovato il sistema migliore per pareggiare i conti con la madre che ora gode fra le sue cosce. Dopo l’ennesimo orgasmo, si staccano e girandosi mi trascinano in mezzo a loro. Disteso supino aspetto in silenzio l’evolvere della situazione.
“Adesso occupiamoci del nocciolo del contendere.”
Esclama Rita guardando me e Silvia.
“Direi che più che un nocciolo qui abbiamo un bel randello con cui divertirsi. Dai, mamma fammi vedere come impazzisce fra le tue labbra.”
Rita afferra il palo svettante e lo incomincia a leccare lungo tutta l’asta, lentamente, risucchiando il glande quando arriva in cima. Silvia osserva mentre io gemo di piacere.
… ehi!...un momento…mi volete uccidere questa sera?... ummhhmu… cazzo! … Si...dai...succhiami anche le palle… Ooooohhhhhh…uummhuummm…
Rita gira lo sguardo verso Silvia e con un gesto del capo l’invita a unirsi a lei nel gioco. Io impazzisco nel sentire due lingue scatenate succhiare e leccarmi anche l’anima. Giocano con il mio cazzo tranquillamente, senza problemi ne, gelosie. Io godo. Sento il piacere che mi fa tremare e loro se la ridono di gusto.
… siete due troie… mi state facendo sborrare…si…Dai ora…. Ci sono! …
Ma Rita stringe il cazzo con forza alla base e questo blocca immediatamente il mio orgasmo.
“No bello, questa sera devi accontentarci entrambe, quindi non ti sognare di schizzare subito. Dai, piccola sali sopra e godilo.”
Silvia s’impala su di me. Incomincia ad ondeggiare godendo mentre Rita le accarezza i seni, la bacia in bocca e riceve due dita della figlia dentro la fica che produce il classico rumore di chi sta godendo.
…Oooohhhh… mamma…mi fa godere…si…lo sento…… dentro ….tutto… VENGO!...mamma… godo… Mmmmmmhhh…si… Bellissimo! …
Trema scossa da scariche di piacere. Lentamente si distende assaporando l’orgasmo su di me, poi scende e lascia il posto alla madre che però si distende inginocchiandosi e mi prega di possederla da dietro.
“Prendimi da dietro che voglio leccare mia figlia.”
Mi metto in posizione e la penetro da dietro. I colpi che le do la spingono sempre più dentro le cosce della figlia che gode e mi incita sfondare la madre sempre di più.
…dai…papà…sfondala…faglielo…arrivare…ingola…si…godo…si….mi…lecchi…da…morire…si…una……troia...mamma…sei...grande… godo…
Godono e pure io sono al limite.
“Ora voglio sborrare io, avanti unite le guance e aprite la bocca che vi sborro in faccia.”
Si distendono velocemente vicine, a bocca aperta. Mi sego un momento velocemente e schizzo.
……aaaahhhh…Ora… SBORRO…bevete…mmmmmmmhhumm…che troie…
Schizzi di seme si spargono sui due visi. Mi succhiano e leccano per ripulirlo bene, poi si dedicano a raccogliere la sborra che è caduta fuori dalle labbra. Meravigliosamente troie, madre e figlia mi fanno impazzire. Sento il cazzo ancora durissimo come se non avessi nemmeno cominciato. Lo notano anche loro e mi fanno distendere di nuovo. Le bocche riprendono il gioco di suzione e leccate, fin quando Silvia invita la madre a farselo piantare nel culo. Rita però prima vuole vedere la figlia prenderlo in culo. Così mi posiziono dietro di lei e appoggio il cazzo sulla rondella che Rita sta leccando e insalivando.
“Dai amore incula nostra figlia. Lo deve sentire tutto dentro, dai con un colpo secco, le farà un po male ma godrà di più.”
Silvia si gira, mi guarda trattiene il fiato. Entro deciso con un colpo solo, sento subito l’ano cedere e m’infilo tutto dentro mentre Rita si è distesa sotto la figlia e le sta leccando il clito. Lei urla di dolore e piacere.
…aahhiiiii…mi…spacchi…si…dai…oddio…mamma…così…mi…fai morire…Si…dammelo... tutto… Si…bellissimo… mi sfonda che è un piacere…..
Dopo un momento le afferro i fianchi e le pompo il culo senza pietà. Gode e urla di sfondarla di più. La scopo nel culo fin quando sfinita dal piacere si accascia e chiede a Rita di fare il cambio. Stessa scena, con la differenza che lei ama molto essere sfondata nel culo, ma impazzisce per la figlia che le restituisce il piacere succhiandole la fica. Sento l’ennesimo orgasmo arrivare e decido che devo sborrare pure io. Le invito a bere di nuovo la mia sborra, cosa che fanno avidamente. Sfinito mi distendo sul letto mentre loro continuano a leccarsi e baciarsi scambiandosi coccole come due amanti.
“Piccola mia, sono stata una stupida. Dovevo capire che la gelosia era la strada sbagliata, spero che vorrai perdonarmi.”
“No, sono io che ho sbagliato tutto. Tu non hai colpe, ma se vorrai da questa sera io vorrei che tu mi insegnassi tante cose che non conosco. Vi ho spiato tante volte, ma non avevo capito che voi due non siete solo coniugi, ma anche amici, amanti, complici. La fiducia e il dialogo sono la vostra forza. Ti prego mamma perdonami.”
Si baciano, continuando a rimanere abbracciate, poi di colpo si rendono conto di avermi tagliato fuori e insieme mi coccolano. Silvia dopo un poco le chiede di Luca. Rita mi guarda, poi con lo sguardo basso le confessa di averci scopato non sapendo quanto stretto fosse il suo legame con lui. Silvia l’abbraccia, poi si spiega.
“Abbiamo un bel rapporto, abbiamo scopato alcune volte, poi una mattina, in un bar, tu sei entrata e non ci hai visto. Lui ha notato il mio gesto di disappunto e mi ha chiesto delle spiegazioni. Quando ha saputo che eri mia madre ha detto che eri molto bella, e che ti avrebbe scopato volentieri. Gli ho risposto che se voleva poteva accomodarsi, io non avrei certo ostacolato il suo progetto, pensavo che mi sarebbe tornato utile per avere papà. Stupida non avevo capito che voi due non avete segreti, quindi è stato inutile. Ti sei almeno divertita con lui? Con me scopa sempre bene.”
Si danno delle spiegazioni che soddisfano entrambe. Non avrei certo sperato in un epilogo migliore della serata, e a quel punto le faccio io una domanda.
“Ti interessa continuare la storia con Luca? Credi che potremmo coinvolgerlo nelle nostre serate?”
Lei ci pensa su un poco, poi ammette che con lui si trova bene, spesso lui la presenta i suoi amici dicendo che lei è la sua fidanzata. Hanno un buon dialogo fra loro, se convinto con un poco di malizia credo che lui non dovrebbe avere remore nell’accettare di giocare con noi.
La sera dopo passa Silvia, e ci ragguaglia sul progetto Luca.
“Ieri pomeriggio siamo andati al lago, mentre passeggiavamo, io gli ho detto che se la sua proposta era ancora valida io avevo ben riflettuto ed ero pronta a far diventare il nostro rapporto una cosa veramente seria. Lui aveva un’aria moscia, da cane bastonato, e quando gli ho chiesto il motivo mi ha detto che aveva fatto una vera cazzata di andare a letto con Rita.”
“Se un domani, entro, a casa tua e mi presenti tuo padre io cosa gli dico: piacere sono Luca, quello che si è scopato tua moglie!”
“In quel momento ho riso dentro di me pensando che tu papà gli avresti risposto che lo sapevi e ti saresti complimentato per il bel lavoro, ma questo non l’ho detto. Ho incentrato il discorso solo su noi due. Tu puoi scoparti Rita tutte le volte che vuoi, tanto mio padre, divorzia, quindi non mi importa, ma io lo voglio sapere. Ogni volta che ti scopi un’altra io lo voglio sapere e ti dirò la stessa cosa se lo farò io. Se andiamo con altri partner forse ci manca qualche cosa nella coppia, quindi condividere le nostre esperienze ci può solo migliorare, mentre i tradimenti portano solo alla rovina. Mi ha abbracciato e ha detto che finalmente aveva fra le sue mani la donna della sua vita. ”
L’indomani Rita tempesta Luca di sms focosi e provocanti, Silvia lo informa che mercoledì sera sarò a una cena con delle amiche di corso, mentre Rita lo invita a casa nostra dicendo che io sono via alla partita della mia squadra e non sarò di ritorno che il giorno successivo. Preso così fra due fuochi Luca informa Silvia che passerà la serata con Rita. Lei non si oppone, anzi lo invita sfondare bene quella zoccola della madre. La sera dopo si presenta puntuale, noi ci siamo nascosti nella camera da letto. Rita lo accoglie indossando una gonna corta a portafoglio nera, una camicia bianca chiusa da un solo bottone, niente intimo. Appena entrato lo fa sedere sul divano e subito si siede sulle sue ginocchia facendo aderire la fica al vistoso bozzo del ragazzo. Lo abbraccia schiaccia il viso di lui fra i seni appena liberi. Così immobile non si rende conto del nostro arrivo.
“Buona sera, tu devi essere Luca.”
Rita si solleva lui diventa tutto rosso, Silvia gli si avvicina, lo abbraccia e bacia.
“Amore tranquillo è tutto a posto, è solo una piccola sorpresa. Ti ho teso questo piccolo tranello per farti conoscere loro, una coppia che condivide tutto, non hanno segreti, io voglio vivere come loro. A questo punto decidi, se ti va questo modo di vivere allora resta con me, altrimenti vattene. ”
Luca sta lentamente riprendendo fiato, la guarda. La tiene stretta a se.
“Come ti ho detto voglio vivere la mia vita con te, se tu ritieni che loro siano un buon esempio io di certo non me ne vado. Ti amo troppo per perderti.”
Ci mettiamo a cena, conversando amabilmente, mi complimento per aver fatto godere Rita, e lui rivela di essere rimasto piacevolmente colpito dalla carica erotica di lei. Quando siamo arrivati al dolce, io mi alzo e accendo il mio vecchio impianto stero Akai, aziono il giradischi e metto un vecchio disco in vinile di musica lenta e melodiosa. Le due donne incominciano a ballare strusciandosi voluttuosamente, si baciano, si toccano eccitandosi ed eccitando anche noi che immobili le osserviamo. Si spogliano a vicenda, subito imitate da noi che poi ci sediamo sul divano dove loro ci raggiungono. Rita si inginocchia davanti a Luca e incomincia succhiarmi il cazzo teso e duro, mentre Silvia riserva a me lo stesso trattamento. Poi quasi contemporaneamente si alzano e s’impalano su di noi. Immediatamente la stanza si riempie dei gemiti di piacere e un marcato odore di sesso riempie l’aria. Godono molto, poi Rita si gira e bacia la figlia la quale risponde al focoso bacio toccando il seno della madre, infilandole un dito in bocca. Immediatamente mi viene un’idea, avvicino la bocca all’orecchio di Silvia e lei subito scende sfilandosi da me, io mi inginocchio dietro Rita e l’inculo di colpo. Presa alla sprovvista, aveva gli occhi chiusi, si gira e gemendo di piacere ci incita sfondarla tutta.
…aaaaahhhh…porci …si…spaccatemi…tutta…si…oooohhhh…
Guardo Silvia, e le faccio cenno di mettersi davanti al lei per farsi leccare la fica. Luca scivola di lato sul divano e facilita questa operazione col vantaggio di trovarsi sul viso il meraviglioso culo di mia figlia. Godiamo molto tutti, Luca più comodo di me raggiunge prima l’orgasmo urlando.
…aahhh…Si…SBORRO…ora…si…godo…ora…
Resto immobile piantato dentro di lei mentre lui gode. Afferro Rita al petto e la trascino su di me che ora mi distendo sul divano. Rita si ritrova su di me a cosce aperte, invito Silvia a leccare la fica grondante della madre. Inginocchiata carponi le succhia la sborra che sta colando, io guardo Luca e lo invito a farsi succhiare il cazzo da mia moglie, cosa che lei fa e lo riporta subito a una notevole durezza. Poi lo invito a inculare Silvia, mentre Rita scende da me e mi invita a fare godere anche la figlia con due cazzi.
“Amore, scopa nostra figlia, dai che lui la sta già inculando, sfondale la fica e fatela godere. Silvia amore di mamma, godi, sentirai come ti sfondano questi due porci. ”
Infilo non senza difficoltà la sua fica. Impazzisce di piacere amplificato anche dal fatto che Rita le tortura il clito con una mano e con l’altra le accarezza il seno. Si baciano in maniera decisamente passionale. La pompo come un ossesso, lei è sconvolta dal piacere, gode e trema senza sosta, ma io sono al culmine, sto per venire. Rita lo intuisce e mi incita schizzare dentro mia figlia.
“Amore mio, riempi tua figlia, dai schizzale dentro che poi mi distendo a terra e la faccio venire sopra così le potrò succhiare la tua sborra che cola.”
…Si…SBORRO…piccola…sentimi…ora…
Vengo dentro di lei svuotandomi completamente. Resto un momento immobile, poi con l’aiuto di Luca riusciamo a farla distendere su Rita che le succhia la fica piena di sborra. Luca le pompa il culo come un pazzo. Lei gode lo incita spanarle il culo.
…ooooohh…si…dai…sapaccami tutta…si…amore…si…
Le lima il culo per un poco poi anche lui esplode dentro di lei. Sfinito si distende a terra con la testa appoggiata al divano. Le donne invece continuano per un poco a leccarsi i buchi, mi alzo vado al tavolo e riempio quattro calici di prosecco ancora fresco e li offro a loro per un brindisi a questa nuova coppia che spero voglia ancora condividere altri indimenticabili momenti con noi. Più tardi Silvia e Luca si rivestono, ci salutano contenti, se ne vanno facendo interessanti progetti per l’immediato futuro. Rita mi trascina in camera nostra, mi distende sul letto e con incredibile maestria orale riesce a far tornare il mio cazzo abbastanza duro e ci sale sopra impalandosi. Si muove a suo piacimento fino a godere come ama fare lei. Poi si distende su di me.
“Ho goduto tanto, ma provare piacere così è per me unico, la serata sarebbe perfetta se ora tu riuscissi a venire dentro me.”
La metto di lato, la scopo con incredibile vigore, velocissimo, nemmeno mi rendo conto di quanto gode, voglio solo sborrare e ci riesco senza sapere come, due schizzi dentro di lei e poi ci lasciamo prendere dal sonno.
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