Maria non la vedevo dai tempi delle superiori e non era cambiata per niente. É bella oggi come ieri ed ora che è incinta lo è ancora di più. Lei è nuda davanti a me e non riesco a smettere di guardarla; è troppo bella ed i miei occhi sono incollati sul suo corpo.
Nonostante la sua gravidanza, è una splendida ragazza o meglio, donna!
Non ricordo che avesse due tette così grandi ma forse sono cambiate per effetto della gravidanza ed ho giustificato così anche le piccole variazioni del suo corpo rispetto al ricordo che avevo, di sicuro il suo fisico che si stava adattando alla sua nuova condizione e quella nuova situazione, mi sta eccitando parecchio. Forse era scritto nel grande libro del destino che Maria dovesse essere la prima donna delle mie ‘prime volte’.
Lei è stata la prima ragazza che ho presentato ai miei, la prima che mi ha detto di amarmi, la prima con la quale ho fatto sesso e la prima che ora ho davanti nuda ed incinta.
Mi avvicino a lei lentamente pe vederla meglio, mi pare una ragazza indifesa di cui voglio conoscere tutto con la medesima curiosità di quando eravamo adolescenti e, timorosamente, esploravamo il corpo l’uno dell’altra.
Ho messo un passo dopo l’altro e mi sono trovato ad un centimetro dalla mia ex ragazza ed il mio cazzo, alla sola sua visione, si è messo sull’attenti perché il solo spettacolo di lei nuda, dopo poco più di dieci anni, me lo ha fatto diventare duro. Inizio a baciarla ed il mio cazzo sfiora la sua figa, per la precisione è la mia cappella che sfiora la sua figa ma la sua pancia mi impedisce di avvicinarmi oltre e ripiego sui baci esplorando la sua bocca con la lingua che da ragazzino la faceva impazzire. Metto le mie mani delicatamente sulle sue tette e le sento piene, gonfie.
Non trovo un aggettivo che può spiegare le sensazioni che provo a quel tocco, mi pare di giocare con due palloncini pieni d’acqua con la differenza che i palloncini non fanno drizzare il cazzo.
Nel baciarla, prima sulla bocca e poi sul collo, le mie mani hanno stretto e strizzato e sollevato verso le mie labbra le sue grandi tette d cui è uscito qualcosa che non so definire ma che credo sia latte.
Maria mia ha lasciato giocare diversi minuti con le sue tette ed ho provato ad aumentare la stretta, quasi a staccare quelle grosse mammelle che alla fine hanno schizzato un liquido biancastro sul mio viso cogliendomi impreparato e per evitare il getto inatteso ho reclinato rapidamente all’indietro la testa. In quel momento ho capito perché le ragazze con cui ero stato, quando facevano i pompini, alla prima sborrata si tirano indietro; lo spruzzo doveva essere davvero forte forse come forte è la spruzzata delle tette di Maria.
Giocavo con tutti e due le mammelle, le ho spremute ed altri schizzi, di quello che sembrava latte fresco, sono finiti prima sul mio viso e poi sul mio petto.
Quell’esperienza mi ha intrigato ed ho preso coraggio per approfondire l’esperienza che sto vivendo, ho avvicinato la mia bocca alle sue areole sporgenti ed ho succhiato i suoi capezzoli, intanto ho proseguito a spremere, schiacciare e palpare con vigore quelle mammelle le quali, a quei massaggi, hanno risposto regalandomi altri schizzi nella mia bocca.
Nessuna mi aveva mai schizzato prima, né in bocca, né sul viso, tutto sommato è una cosa che è piaciuta ed allora ho continuato a giocare con le sue tette; vederle darmi quello che sembrava latte appena munto, mi ha eccitato tantissimo.
Ho pensato che per la prima volta ciò che finiva sul pavimento non era il mio sperma, ma fluidi di una donna.
Maria ha tardato a reclamare la sua parte di sesso allontanandomi dal suo corpo, mettendosi di spalle e con una mano ha afferrato il mio cazzo che non aveva perso la sua erezione, quindi si è incamminata tenendomi come un cane al guinzaglio dirigendosi alla sua camera da letto.
Durante quei pochissimi secondi, nella mia mente, come un flashback, ho rivissuto tutti i momenti trascorsi nel passato con lei a partire dalla prima volta che l’ho vista.
Infatti l’occasione è stata al primo anno delle superiori.
Entrati in classe, tutti abbiamo preso posto un po’ a caso ed io ho trovato un banco vuoto accanto a quello di Maria, lei all’inizio non mi ha notato poiché ero uno dei tanti della classe, ma poi ho iniziato a ronzargli intorno e lei mi ha dedicato qualche attenzione.
Erano i tempi in cui per mettersi insieme bisognava seguire un percorso codificato che partiva dal far arrivare la voce all’interessata o interessato con il passa parola di amicizie comuni che riferiva di qualcuna o qualcuno che era interessato a mettersi insieme. Se dall’altra parte c’era una risposta affermativa, alla prima occasione, solitamente la classica festa a casa di qualche compagno, si faceva la mossa tanto attesa. Io al tempo ero letteralmente cotto di Maria che era una ragazzina dai capelli lunghi e scuri dalla pelle olivastra che già al il secondo giorno di scuola mi ha fatto fare una sega sotto le coperte pensando a lei.
Dopo un sondaggio tra gli amici fidati, sono venuto a sapere che gli piacevo ed allora ho dovuto trovare il luogo ed il momento per incontrarci, momento che è arrivato durante una pizza tra compagni di scuola poco prima di Natale.
A fine sera i miei genitori sono passati a prendermi alla pizzeria e per non scomodare anche quelli di Maria, loro, su mia richiesta, hanno deciso di accompagnare anche lei a casa sua.
Maria abitava in un complesso di villette immerse nel verde ma scarsamente illuminate. Mi è stato istintivo dire ai miei che l’accompagnavo fino alla porta di casa.
Se non mi fosse interessata non l’avrei fatto ma lei per me era speciale e l’ho fatto.
Nel camminare nei giardini ho pensato che fosse arrivato il mio momento. Avevo il cuore che batteva forte per l’emozione, avrei voluto baciarla ma non sapevo come partire però la fortuna mi ha aiutato e con un pizzico di coraggio da parte mia, è stata proprio lei a darmi il via dicendomi “Buonanotte Luigi” con un bacio sulla guancia.
Il momento era giusto ma mi sentivo paralizzato e non riuscivo a muovermi.
Lei stava per entrare in casa ed io avevo già voltato le spalle e stavo per allontanarmi quando, con il cuore che mi esplodeva, ho detto a me stesso “Ora o mai più!” e sono tornato sui miei passi chiamandola. Lei si è girata e, come se tutto fosse già stato previsto e provato tante volte, l’ho afferrata delicatamente per le braccia e le ho dato un bacio inizialmente con la bocca chiusa, poi ho cercato con la lingua di entrare nella sua.
Il tutto è durato pochi secondi ma a quel tempo mi sono sembrati un’eternità. Sono stati secondi che hanno aumentato istantaneamente il livello di ormoni e di adrenalina. Ero emozionato ed il cuore batteva in gola. Ho lasciato la presa delle sue braccia e sono tornato in auto dai miei genitori.
Da quel momento ho ritenuto che potessi usare la lettera & per scrivere anche nella mia mente “Io & Maria” e fossimo ufficialmente insieme.
Il giorno dopo eravamo più tranquilli e meno impacciati nelle nostre effusioni. I nostri baci sono diventati sempre più appassionati e la curiosità verso il corpo dell’altro è cresciuta ogni giorno di più. I primi tempi mi sono avvicinato al suo fisico lentamente quasi con timore, tra un bacio e l’altro mettevo sempre le mani sulle sue piccole tette e lei mi lasciava fare. Qualche volta, specialmente quando eravamo soli, sono riuscito a metterle sotto la maglietta e toccarle a pelle nuda sotto i tessuti delle canottiere e del minuscolo reggiseno per adolescenti.
Il tempo passato con lei era sempre più bello ed avevamo la felicità di due teenagers che vogliono sperimentare tutto ed alla svelta nella vita.
Ho aumentato l’azzardo sul suo corpo in uno dei primi giorni tiepidi di marzo al Parco Giochi ed esattamente nelle Montagne Russe. Durante un giro, ho iniziato a baciarla infilando la mia lingua nella sua bocca mentre con una mano palpeggiavo le sue tette.
Sono andato avanti per qualche minuto fino a quando ho fatto scivolare una mano in mezzo alle sue gambe toccandole l’interno coscia accarezzandola dolcemente andando su e giù, poi lentamente ho tentato la risalita verso la sua fighetta ma ho trovato l’accesso bloccato dalle sue mutandine ed allora con le dita ho spostato gli slip ed infilato completamente la mano tra le sue gambe piegandola a cucchiaio per coprire e sentire il calore della sua figa depilata. Mi sono limitato a passare tre dita lungo quello che mi sembrava una fessura tra due dune.
Il cazzo mio cazzo si è gonfiato tra le gambe.
A Maria quel massaggio sembrava piacere ma dopo un po’ ho smesso ritenendomi soddisfatto per quel giorno pensando di aver osato anche troppo.
Tornato a casa, chiuso in bagno, mi sono segato pensando a quel pomeriggio, l’ho fatto con la stessa mano che poche ore prima era in mezzo alle gambe di Maria.
Intanto il tempo passava, i giorni diventavano settimane e le settimane diventavano mesi sempre con lei e nessun’altra ragazza, fino a quando, stanco di avere solo baci, stanco di qualche palpeggiamento rubato e qualche leccata di figa, ho deciso che era il momento di scopare.
Prima di farlo ne ho parlato con Maria e l’ho preparata a quel momento discutendone serenamente e mai forzando la situazione.
Per approcciarla alla scopata l’ho messa a suo agio con il mio corpo baciandola e guidando la sua mano sul mio cazzo, poi facendole intuire che volevo qualcosa di più. Lei non era proprio sicura di volerlo fare, ma nemmeno si negava nettamente.
Con lei ero tanto felice che contavo le settimane ed i giorni in calendario.
La nostra prima volta è stata esattamente sei mesi e tre settimane dopo il nostro primo bacio e non è stato pianificato per quel giorno esatto ma è accaduto praticamente in un attimo.
Maria mi aveva invitato un sabato a casa sua per pranzo, i suoi non c’erano e lei è stata felicissima di cucinare qualcosa di buono per me, non era niente di speciale, anzi, era un piatto veloce tanto per mettere qualcosa nello stomaco e poi dedicarci a noi due.
A me non importava il mangiare e da quando sono entrato in casa sua mi sono accorto di qualcosa di indefinibile che mi ha fatto venire il sospetto che non interessasse neanche a lei, per noi l’importante era stare insieme.
Abbiamo passato il pomeriggio in camera sua, tra baci, musica e toccate più o meno audaci, abbracciati l’uno a l’altra sul suo letto, io con le spalle poggiate alla testiera del letto e lei tra le mie braccia.
La prima mossa l’ho azzardata io baciandola sul collo poi sulle guance accarezzarla per molti minuti. Ho poi passato le mie mani tra i suoi capelli scendendo lentamente fino alle sue tette.
Lei con le spalle poggiate sul mio petto, mi ha lasciato fare ed allora ho proseguito azzardando qualche passaggio nelle zone che ho ritenuto essere scatenanti l’erotismo.
Ho accarezzato le braccia nude e risalendo ho accarezzato i fianchi, arrivato al bordo della maglietta l’ho sollevato e con delicatezza, attento ad una sua eventuale reazione negativa, l’ho levata.
Il mio cazzo si è subito gonfiato sotto i pantaloni.
Preso com’ero dall’eccitazione, le ho slacciato anche il suo piccolo reggiseno.
Maria in tutto quel tempo non si è mai voltata lasciando fare tutto a me.
Poiché lei non mi ha negato niente di ciò che stavo facendo, ho continuato a toccarla sulle spalle, lungo la schiena, sui fianchi, poi ho portato di nuovo le mie mani sul suo petto afferrando le sue tettine restando molto tempo a massaggiarle, toccarle e strizzarle.
Il mio cazzo stava esplodendo e per inesperienza non sapevo se tirarlo fuori o continuare a giocare.
Però l’istinto mi ha fatto trovare il coraggio ed ho provato a spingermi oltre.
L’ho presa per mano ed insieme a lei mi sono levato dal letto.
Lei era praticamente quasi nuda. Aveva vergogna a guardarmi negli occhi e chissà cosa le passava per la mente in quei momenti, infatti non sempre mi guardava negli occhi. Per lei era la prima volta che si mostrava quasi completamente nuda a qualcuno.
Per metterla a suo agio, mi sono levato la mia maglietta continuando a baciarla per rassicurarla, prima sulla bocca, poi di nuovo sul collo ed infine sulle piccole tette, poi sono sceso in basso baciandola sulla pancia diverse volte e anche sui fianchi ed è stato in quei momenti che ho notato dei brividi sulla sua pelle.
Restando piegato sulle gambe l’ho guardata fisso in viso e, con le mani sui i suoi fianchi, ho abbassato i leggings. A quel punto Maria è sembrata sciogliersi ancheggiando facilitando la spogliazione.
Era bella e mi sono goduto la pelle liscia delle sue gambe restando in ginocchio ad ammirarla, poi allungai di nuovo le mie mani verso di lei per avvicinarla a me portando davanti ai miei occhi la sua fighetta ancora nascosta dagli slip.
È stato quello il momento fatale perché lei con un gesto, forse coraggioso da parte sua, con le sue mani ha fatto scivolare le sue mutandine verso il basso muovendo le gambe per farle cadere a terra e poi allontanarle con i piedi.
Quanti minuti fossero passasti non so, ero incantato dal suo corpo completamente nudo.
Il cuore mi batteva forte e la voglia di baciare quelle altre labbra era irresistibile. Ho avvicinato la mia bocca alla sua fighetta liscia ed ho iniziato a baciarla più volte.
Non mi ero reso conto di essere vestito davanti a lei nuda ma il mio cazzo mi ha portato alla realtà.
Mi sono sollevato, ho guardato il viso di Maria e ho abbassato i pantaloni insieme ai boxer ed il mio cazzo, quasi non aspettasse altro, è schizzato elasticamente fuori dritto come un palo.
Maria lo ha fissato, lo ha guardato e non fa niente non sapendo cosa fare, passata l’esitazione lo afferra e mi bacia, ma la mentre la sua bocca sa ormai cosa fare, la sua mano è ferma, paralizzata.
Il mio cazzo mantiene l’erezione, vorrei sborrare ma Maria non aiuta a svuotarmi le palle, non sa come muoversi.
Non mi resta che istruirla, anche se i non ero certo più esperto di lei ma per istinto naturale mi stacco da lei e, quando le nostre labbra si separano, la invito ad abbassarsi ed inginocchiarsi, con lei che ancora tiene stretto il mio cazzo in una mano.
Quando si piega sulle gambe il suo viso si trova di fronte al mio cazzo pronto ad esplodere, Maria lo fissa, poi mi guarda ma non fa nulla e sono io che le afferro il polso ed insegno alla sua mano come fare i primi movimenti guidandola lungo l’asta. Finalmente sento le sue cinque dita che iniziano a masturbarmi. In quel momento mollo la presa, lascio che Maria mi faccia la sega in completa autonomia.
Le palle mi sembra stiano esplodendo, percepisco lo sperma salire lungo il mio cazzo; i sintomi dopo mesi di seghe e masturbazioni varie fatte fino a quel giorno, mi dicono che sto per sborrare ma riesco a trattenermi frenando la fuoriuscita della sborra che con prepotenza sarebbe schizzata.
Non era mia intenzione venire per una sega sebbene fatta dal mio amore, se avessi voluto una sega mi sarei accontentato del bagno di casa mia, ma quel giorno volevo la figa, la sua figa, la figa di Maria. Volevo la sua fighetta quella con la “F” maiuscola.
Levo la mano di Maria dal cazzo gonfio che ha una prorompente sborrata in canna, la prendo per mano e la invito a sollevarsi e tornare sul letto, si sdraia e la seguo stendendomi, senza pesare, su di lei. La guardo negli occhi e successivamente avvicino il cazzo alla sua figa.
Non sono esperto e non so cosa stia facendo, non ho mai immaginato quel momento ma mi limito ad imitare quel che avevo visto nei film porno. Lascio che il mio cazzo si appoggi alla figa di Maria che sento essere fresca ed umida dandomi una strana sensazione, sembra che qualcosa mi inviti a far entrare la mia grossa cappella insieme al mio cazzo dritto. Spingo il mio bacino sempre più vicino a lei e mi sento avvolgere il cazzo come se lo avessi fatto da sempre. Inizio a muovermi su e giù dentro Maria che emette un piccolo grido ma non mi fermo. Spingo, mi muovo, vado dentro e fuori, ancora ed ancora, avverto qualcosa muoversi intorno al cazzo, qualcosa che pulsa, batte. Mi piace e sono pronto a sborrare e ….. vengo, sborro, schizzo dentro la sua figa, la crema bianca calda avvolge il cazzo ed allaga la fighetta. Una vampata di calore circonda il mio cazzo e proseguo a schizzare. Sento chiaramente lo sperma uscire e fermarsi su un ostacolo proprio davanti alla mia cappella. La sborra copre la cappella come del sapone liquido lubrificante ma non mi preoccupo e continuo a spingere ed a venire, fino a quando non sento più nulla e mi sento vuoto.
Guardo Maria e la vedo sudata come mai l’avevo vista.
Sfilo il mio cazzo dalla sua figa, mi distendo al suo fianco, la riempio di baci che lei ricambi e, con gli sguardi rivolti al soffitto, rimaniamo nudi nel suo letto per qualche tempo.
A questa nostra prima volta ne sono seguite ovviamente altre e più lo facevamo, più diventavamo padroni delle nostre scopate.
La mia storia con Maria sembrava solida e sembrava che mai ci saremmo lasciati, siamo rimasti insieme per qualche anno ma poi per tanti motivi, tra cui i miei studi universitari e la sua voglia di lavorare dopo le superiori, le nostre strade si sono separate ma siamo rimasti sempre in contatto scrivendoci lettere, auguri di compleanno e festività varie, non ci siamo mai persi di vista veramente nei primi anni dalla nostra separazione.
Poi, si sa, il tempo e la distanza dividono tutti, compresi noi.
I messaggi sono diminuiti ed infine cessati, così le lettere ed anche le telefonate. Da parte di entrambe non c’era più lo stimolo per restare in contatto.
Avevo saputo che lei non abitava più con i suoi genitori e che forse era andata a stare in un’altra città, i miei ex compagni di classe non l’avevano più vista e mi ero messo l’animo in pace pensando di rivederla più.
Quindi lei per me è rimasta la classica ragazza del primo amore, quello che non si scorda mai ma che anche non si rivede più ed invece un giorno con mia enorme sorpresa mi arriva un breve SMS di lei che mi chiede come stessi. Mi è venuto un colpo ed i ricordi sono riaffiorati. Nelle giornate seguenti negli SMS mi ha chiesto che cosa facessi nella vita, se mi fossi sposato ed altre domande classiche che si fanno quando non ci si vede da tanto tempo.
Infine mi dice che gli sarebbe piaciuto rivedermi. Sarebbe piaciuto anche a me e dopo due giorni di titubanza le ho risposto che avremmo potuto incontrarci per un aperitivo un sabato sera.
Quando la vedo venirmi incontro, rimango per qualche secondo spiazzato. Lei sempre bellissima, ma è gravida e mi crolla il mondo addosso. Non me l’aspettavo di vederla con la pancia grossa in stato di gravidanza. Non me lo ha detto negli SMS.
Lei si accorge del mio stupore e rompe il ghiaccio con una frase che in un altro contesto sarebbe stata stupida ed inopportuna “Non ti piace il mio vestito?” e ciò ci fa scoppiare a ridere.
Per la testa mi passa “Ma che diavolo va a pensare questa dopo tanto tempo che non ci si vede? Vuole fare la spiritosa oppure è diventata molto superficiale ed esibizionista?”
Alle mie domande non c’è risposta perché lei mi distrae ed è l’inizio della nostra serata.
Le offro un aperi-cena e seduti al tavolo ci raccontiamo la nostra vita, i nostri lavori, le nostre storie. Maria mi racconta che ha un buon lavoro, una casa tutta sua, ma che da quando è rimasta incinta le cose con il suo lui non vanno tanto bene. Poi è il mio turno e le parlo un po’ di me.
Al termine della cena l’occhio finisce sull’orologio: è l’una di notte.
“Accidenti, il tempo è volato. Andiamo via, ti accompagno”
Maria accetta e la riaccompagno alla sua auto e la saluto “É stato bello rivederti, magari una sera di queste possiamo cenare insieme e continuare a raccontarci la storia della nostra vita” le dico dopo averla baciata sulla guancia.
“Perché no? Intanto perché non sali da me? Tu mi segui con la tua auto e ci beviamo qualcosa a casa mia” mi risponde lei invitandomi.
Obietto “Ci sarà anche il tuo compagno?”
“No, lui ora non c’è. Ci siamo presi un lungo periodo di riflessione”
Ero intenzionato a non andare da lei ed ho anche detto “Verrei da molto volentieri ma domani devo alzarmi molto presto. Ho un impegno fuori città a cui non posso proprio mancare e devo fare tanti chilometri”
“Peccato. Volevo stare ancora un po’ con te. Seti, allora facciamo così: La prossima settimana ceneresti a casa mia? Cucino ancora come ai vecchi tempi, anzi ti assicuro che sono migliorata!” ha aggiunto Maria sorridendo accarezzandomi la mano affettuosamente per trasmettermi un messaggio che interpreto come erotico e voglia di stare con me.
Così rimaniamo d’accordo per vederci il venerdì successivo da lei.
Non nascondo che nonostante la sua gravidanza, il pensiero di fare sesso con lei mi ha accompagnato per tutta la settimana, giorno e notte. Vederla dopo tanto tempo mi ha fatto ricordare tutte le nostre scopate e tutte le nostre prime volte: dal nostro primo bacio, alla prima volta che ci siamo accoppiati ed anche le nostre reciproche masturbazioni in presenza uno dell'altra ed anche le nostre prime vacanze insieme.
Il vederla incinta, il suo corpo mi ha attirato maggiormente e già sognavo di poterla scopare sborrandole dentro.
La sera del nostro appuntamento sono più che puntuale e qualcosa mi provoca dei brividi, mi fa sentire agitato. Cerco di controllarmi dicendo a me stesso che è solo una cena con una ex, la mia prima ex.
Arrivato sotto casa sua, Maria mi apre la porta. Mi appare stupenda. Indossa solo una tuta scollata ed i miei occhi la vedono molto femminile indipendentemente dalla pancia. La sua casa è accogliente, calda e ben arredata.
Arrivato il momento della cena ci sediamo a tavola, lei è una perfetta donna di casa ed in cucina è migliorata davvero tanto. Se non altro non mi ha rifatto le uova al tegamino come la prima volta da soli quando poi l’ho scopata per la prima volta.
Mangiamo, beviamo, parliamo ancora moltissimo eccitati e mi ha dato l’idea che avesse voglia di ripetere qualcosa già fatto molto tempo prima.
Poi ci siamo seduti sul divano alternando minuti di silenzio a momenti di lunghi fraseggi, abbiamo bevuto dello spumante che avevo portato e che lei aveva rinfrescato ed è stato lui a dare una svolta alla serata che ha preso una piega che forse non era poi improbabile.
La distanza fra di noi non era eccessiva ed avvicinandoci maggiormente l’uno all’altra ci siamo sfiorati, toccarti ed infine baciati con passione come fosse la prima volta tra di noi.
Lentamente ci solleviamo con le labbra unite e Maria si allontana da me per spogliarsi. Lo fa lentamente, molto lentamente come fosse esperta di spogliarelli. Leva prima una felpa, poi le scarpe da ginnastica ed infine la tuta.
La osservo denudarsi ed il mio cazzo cresce rapidamente negli slip.
La imito facendo altrettanto. Levo prima la cravatta, poi la camicia ed infine tutto il resto.
La guardo senza mai distogliere gli occhi dal suo fisico che appare via via sempre più erotico e bello.
Infine Maria si leva gli ultimi indumenti che coprono il suo fisico gravido: slip e reggiseno.
É bella oggi come ieri, anche adesso che è gravida, è nuda davanti a me non posso smettere di ammirarla. Nonostante la sua gravidanza è comunque una splendida donna.
La sua bellezza mi confonde e non capisco se sia vero ciò che sto vivendo; forse sto confondendo il passato con il presente.
La sua voce che mi chiama mi riporta alla realtà “Vieni qui, staremo più comodi!” e mi conduce nella sua stanza tenendo il cazzo fra le dita come fosse un guinzaglio.
Nella sua camera da letto rilascia il mio cazzo e si siede sul letto, mette le mani sulle lenzuola per sostenersi sollevata, inclina la schiena mettendosi in orizzontale ed allarga le gambe mostrandomi la figa ed io sono in piedi davanti a lei sempre più eccitato.
Non era la prima volta che la vedevo nuda ma al tempo era poco più che una giovane ragazza, questa era la prima volta che la guardavo con occhi da uomo maturo e lei donna fatta.
La visione del suo fisico sembra non dispiacere al mio cazzo che è diventato sempre più duro.
Mi sono avvicinato a lei senza smettere di osservare la figa che trovo diversa perché non è quella che ho conosciuto anni fa, perché è quella di una donna gravida, perché diversa da tutte quelle di altre donne che avevo avuto fino a quel momento
La figa di Maria non era la solita depilata, le sue grandi labbra erano grandi e gonfie spropositatamente.
Orami so cosa fare. Non sono più un ragazzino come anni fa alla prima esperienza, mi avvicino alla sua intimità, mi inginocchio ed inizio a leccare. Non appena la mia lingua tocca le grandi labbra e vi si insinua, Maria emette un gemito e si distende sul letto e divarica ancora di più le gambe. Io metto le mie mani sulle sue cosce ed affondo sempre di più la mia lingua dentro la sua grande figa ed è in quel momento che percepisco delle vibrazioni, bacio le sue labbra all’esterno e mi soffermo qualche secondo ad ammirarle e non posso non notare che sono esageratamente umide. Ho voglia di scoparla, sento le mie palle esplodere ed il mio cazzo gonfiarsi sempre più e credo che possa rompersi tanto è turgido ma non so come prenderla, come scoparla in quelle condizioni.
Fortunatamente è lei ad assumere il comando.
Si leva dal letto e mi invita a sdraiarmi sulle lenzuola. Sono felice che me l’abbia detto e lo faccio stendendomi supino con il cazzo svettante.
La guardo con insistenza non levandole gli occhi di dosso.
Le sue tette sono davvero grandi, leggermente cadenti data la massa.
Maria si inginocchia. mette le mani sulle mie cosce per restare in equilibrio ed inizia a leccare il cazzo. Ora sì che non ha incertezze, la mia lontananza le ha fatto bene perché ha fatto esperienza ed ha imparato a farlo bene. La sua lingua parte dalle mie palle fino alla cappella dove si ferma e lascia spazio alla bocca che si apre per ricevere il mio enorme sesso. Le sue mani sono passate dall’esterno coscia all’interno e scivolano salendo fino all’attaccatura delle palle.
La sua bocca e la sua lingua masturbano la mia cappella ed i pollici giocano e stimolano i testicoli.
Maria ne ha fatta di strada da quando le ho insegnato come muoversi sotto le coperte!
La sua bocca poi lascia il cazzo e torna a leccarmi l’asta, dal basso verso l’alto, una volta, due, tre. Sento lo sperma salire ed avverto la sborra pronta ad eruttare. Voglio Maria sopra di me, voglio stare dentro di lei a tutti costi e mentre cerco di sistemarmi per scoparla la tensione dei muscoli mi fa sborrare in un solo lungo interminabile schizzo che finisce sotto il suo mento colando poi nel canale che divide le sue mammelle.
Non mi tocco e lascio che il cazzo rilasci la prima sborrata in modo autonomo.
Dopo un paio di schizzate mi metto in piedi e lo fa anche Maria e mi guarda come a dirmi “Come puoi pretendere di scoparmi in questa posizione?”
In effetti non so dove mettere le mani ed anche il cazzo.
Maria mi fa sedere sul bordo del letto e poi mi dice di lasciare andare la mia schiena sulle lenzuola tenendo i piedi sul pavimento.
Ciò le consente di mettersi a cavallo e per qualche secondo si lascia ammirare senza fare nulla.
La guardo estasiato, mi piacciono molto le sue mammelle e le areole scure sormontate da dei capezzoli diventati duri sia per i miei stimoli sia per la gravidanza, si piega leggermente verso di me, prende le mie mani, le mette a mezz’aria e con il palmo della sua mano mi fa cenno di aspettare. Fa un passo indietro, si gira di spalle e torna a cavallo su di me spostandosi all’indietro e capisco cosa desidera; vuole che la prenda per i fianchi e che l’aiuti a calarsi su di me, sul mio cazzo.
Lo faccio ed aiuto il suo fisico ingombrante a scoparsi.
Maria inizia ad abbassarsi sul mio cazzo, piega le ginocchia, la sua figa poggia sulla mia cappella, sento le sue labbra aprirsi ed accogliere il cazzo che vorrebbe subito sborrare.
Appena lo infila tutto dentro, Maria inizia ad agitarsi, a muovere la sua figa con il mio cazzo dentro.
Destra, sinistra, avanti, dietro ed anche movimenti circolari, le sue labbra avvolgono e stringono il mio sesso. Lei inizia a godere, sento la sua figa stringersi attorno al mio uccello, sento Maria gemere ed io non da meno.
Sto per venire, ci sono vicino perché percepisco lo sperma salire, sto per sborrare ma poi Maria, come una sensitiva, si sfila il cazzo e la sborra rimane dentro; sono al limite.
Maria si abbassa di nuovo, sfiora il mio cazzo senza farlo entrare in lei. Il suo culo è sopra le mie cosce e piano piano si avvicina mettendo il suo culo sul cazzo. Capisco che vuole essere inculata e non nego che l’idea mi sia piaciuta. Sento che sto per schizzare e Maria solleva agilmente il suo corpo e cerca di posizionare la sua figa sul mio palo. La lascio fare aiutandola con le mie mani mettendole sotto il culo per aiutarla a farsi impalare.
Finalmente la sento scendere, la sua figa se lo fa scivolare delicatamente tutto dentro ed inizia a fare su e giù sul mio cazzo ed io sono arrivato all’orgasmo. La sbora è salita e cerca una via d’uscita, le palle gonfie cercano di scaricare lo sperma.
Maria continua a scoparmi, su e giù, su e giù, si ferma, ruota la figa, stringe le gambe, il cazzo mi tira e cerco di spingerlo più dentro che posso sollevando il bacino. Spingo, spingo e finalmente vengo, sborro.
Sento una lunga schizzata inondarla, poi una seconda, una terza ed anche Maria ha un altro orgasmo. La sua figa non smette di battere, io continuo a schizzare, a venire più volte.
La sollevo, sfilo il cazzo lucido di sborra e mentre continuo ad eruttare lo poggio sul suo fondo schiena per avere il gusto di vedere la sborra colare tra le sue natiche innaffiate dalle ultime schizzate.
Infine lascio la presa sui suoi fianchi e smetto di agitarmi, le mie palle sono belle che svuotate.
Maria si alza e noto che la sborra ancora cola sulla schiena ma anche la sua figa non scherza, intravedo
gocce di sperma tra le sue grandi labbra.
Infine lei si siede vicino a me dove rimaniamo per qualche minuto in silenzio in attesa di dare un significato a ciò che abbiamo appena fatto. In realtà c’è poco da capire e da dare un senso.
Lei attraversava un periodo negativo con il suo uomo il quale è stato assente sia come compagno sia come amante e Maria, nonostante fosse incinta, è comunque una femmina e come tale non può reprimere l’istinto di fare sesso, proprio quel sesso che poi mi ha raccontato di cui sentiva la necessità e che le mancava da tempo.
Io ho ritrovato la mia prima ragazza, sempre bellissima nonostante la sua gravidanza, ancora non sposata e con un compagno che la trascura.
La realtà è che io e lei ci siamo sempre piaciuti ed ancora oggi proviamo attrazione l’uno per l’altra ma il destino sembra abbia riservato un bivio con due direzioni diverse.
Ce ne siamo accorti dopo un mese di incontri e di tanto sesso.
L’uomo di Maria è tornato a casa tra mille scuse e centinaia di regali per scusarsi e ricompensare quel periodo di assenza come compagno.
Lei non ha mai detto che si era riavvicinata a me e dopo qualche gorno di convivenza con lui, lo ha liquidato dicendogli che non lo sentiva più come compagno dicendo la bugia che voleva rimanere sola e che sempre sola avrebbe partorito il loro figlio.
Due mesi dopo è nato il loro primo bambino ma io ho ripreso a frequentarla e ad un anno di distanza ci siamo sposati formando una famiglia che tutt’ora esiste.
Per farlo ha lasciato la mia fidanzata Federica che si è sposata con un altro uomo nello stesso giorno in cui mi sono sposto con Maria.
Sono passati due anni da quando ci siamo sposati ed è una bella giornata.
Ripenso a Maria mentre la aspetto. Il telefono squilla per un messaggio in arrivo, lo leggo, è lei “Sto arrivando dal fondo del viale” e le vado incontro.
É da tanto che stiamo insieme io e lei ed ho voglia di festeggiare.
Ho prenotato il ristorante più lussuoso della nostra città e penso che Maria è proprio quella donna giusta per me!
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