E così era giunto il venerdì sera ed io ero eccitatissimo perché l’indomani Giulio mi aveva promesso che la mia sorpresa sarebbe divenuta realtà.
In preda a questa eccitazione mi feci scopare da Andrea con insistenza. Ma lui lo faceva sempre con piacere. Lo vedevo che scoparmi era una cosa che lo mandava al settimo cielo, ed io ero contento.
Ogni volta che finiva gli dicevo: “Andrea, dimmi la verità, tu sai che sorpresa mi farà domani Giulio?”
“No..” mi rispondeva “so solo che siamo tutti invitati a casa sua alle tre del pomeriggio”.
“Dai Andrea” gli dicevo mentre mi strofinavo su di lui come una gattina “ se sai qualcosa dimmelo, sono curiosa come una scimmietta…. Se me lo dici ti faccio un pompino speciale… dai dimmelo!!!”
“Ti giuro che non lo so Fulvietta” mi disse “ credo che sarà una sorpresa anche per noi. Saremo tutti li e neanche Francesco a Pino sanno nulla, ti giuro”
Provai a fargli il broncio, ma lui mi sorrise e mi baciò con passione facendomi sentire tutte la sua lingua vellutata.
“Va bene, ti credo” gli dissi “e il pompino special te lo faccio lo stesso”.
Misi la testa fra le sue gambe e mi impossessai del suo cazzo sempre dritto per me. Lo leccai tutto con passione, gli prendevo le palle in bocca e le succhiavo, gli stuzzicavo la cappella con la lingua e poi me lo cacciavo in bocca fino in gola. Ecco un’altra cosa che Andrea mi aveva insegnato, quella di ingoiare il cazzo completamente fino a toccare con le labbra le sua palle. Lo sapevo che gli piaceva quando me lo cacciavo tutto in bocca.. e lo tenevo dentro per tanto tempo godendo dei sussulti del suo cazzo dentro la bocca. Poi lo ritirai fuori e fra colpi di lingua, leccate di palle, succhiata di cazzo anche questa volta mi regalò una sborrata magistrale che ingoiai fino all’ultima goccia.
Non mi veniva voglia di lasciarglielo il suo cazzo che non perdeva quasi mai la sua durezza, ma Andrea mi prese, mi posò un bacio sulla punta del naso e mi disse: “ Adesso dormi, amore mio, domani sarò un bel giorno, lo sento.”
E mi addormentai con la testa sul suo petto mentre mi accarezzava i capelli.
L’indomani saltai dal letto prima del solito, mi infilai il costumino da spiaggia e poi con Andrea andammo a mare dove c’erano tutti come la solito. E come al solito passammo la mattinata tra giochi, risate e strofinamenti. Qualche bacino furtivo ogni tanto. In acqua mi si avvicinò Giulio dicendo: “ Ci siamo Fulvietta, oggi mantengo la mia promessa, sarà il tuo giorno e io avrò mantenuto la mia promessa”
Lo avrei baciato dalla gioia ma non si poteva… così sott’acqua infilai la mano dentro il suo costume e gli strinsi il cazzo così forte che tirò un urletto. “Ehi, Fulvietta, vuoi staccarmelo?” mi disse ridendo.
Ed io con fare da smorfiosetta: “Si …. Così me lo mangio e non potrai darlo a nessun’altra”.
Sorrisi e scappai via.
E così si fecero le tre del pomeriggio ed io e Andrea suonammo il campanello di casa di Giulio.
Era una bella casa, una villetta su due piani appena fuori paese e vicinissima al mare.
Un giardino coi fiori e le piante divideva la villetta dalla strada che quindi restava isolata.
Sentii lo schiocco della serratura elettrica che si apriva e mi tremarono le ginocchia.
Entrammo e Giulio ci venne ad aprire la porta di casa, mentre io tremavo sempre di più.
Ci fece entrare e certamente notò la mia espressione smarrita. Mi salutò con un bacio, infilandomi tutta la lingua in bocca.
Lo stesso fece Francesco, mentre Pino si voleva limitare ad appoggiare le sue labbra sulle mie, quindi dovetti essere io ad aprirgli le labbra con la mia lingua e infilargliela in bocca.
Ci sedemmo tutti in salotto e Giulio ci offrì delle ottime bibite fresche. Gradii molto la cosa perché avevo la gola secca dall’emozione e dall’ansia di scoprire consa sarebbe successo.
Bevemmo e nostre bibite chiacchierando e ridendo.
Ad un tratto Giulio si alzò e disse: “Amici, oggi è una giornata tutta dedicata alla nostra Fulvietta. Ho preparato per lei una sorpresa, ma credo che tutti sarete sorpresi. Dovete solo darmi una ventina di minuti. Voi restate qui ed io e Fulvietta andiamo di sopra, poi vi raggiungiamo di nuovo.”
“Ehi Giulio” disse ridendo Francesco “non avrai intenzione di scopartela da solo, vero? Cosa ci vuoi fare con Fulvietta da solo?”
“Ogni cosa a suo tempo” rispose Giulio “ giuro che non la tocco neppure con un dito e la riporto giù al più presto”
Mi prese per mano e mi portò al piano di sopra, mentre io tremavo come una foglia. A dire il vero avevo pensato anche io che volesse scoparmi per primo e da solo. Ma in effetti non era così.
Aprì una porta e entrammo in una cameretta molto carina, con tanti peluche sparpagliati da tutte le parti e un grande poster di Dean Martin alla parete. Un lettino rosa, un armadio, un comò e una scrivania sempre rosa. Tendine graziosissime alla finestra con tanti pupazzetti completavano l’arredamento principale.
“Questa è la stanza di mia sorella” disse Giulio “è una ragazzina davvero carina ed ha tante belle cosine. Adesso voglio che scegli qualcosa di suo, ti spogli e indossi i vestiti di mia sorella che ti piacciono di più”
Vestirmi da ragazzina! Un sogno che si avverava.
Guardi nei cassetti e scelsi una mutandina molto piccola e trasparente con un cuoricino riportato nella parte anteriore. Nell’armadio tirai fuori una minigonna blu a vita bassa con una cinturina bianca ed una camicetta in un tessuto simile alla seta, di colore rosa pallido, di quelle che si legano davanti lasciando scoperto tutto il pancino e l’ombelico. E infine un paio di scarpette rosa tipo tennis ma tutte con i lustrini.
“Secondo me hai scelto bene” disse Giulio ed io gli saltai al collo e lo baciai ringraziandolo in tutti i modi.
Mi spogliai di corsa ed in 30 secondi ero totalmente nudo. Quindi mi infilai le mutandine dove però faceva un po’ fatica il mio cazzetto a restare dentro anche se lo avevo girato verso il basso. Indossai quindi la minigonna che era davvero mini, mi copriva a mala pena il culetto e la cinturina era ben sotto l’ombelico.
Quindi indossai la camicetta, feci un nodo nella parte inferiore e lascia sbottonati quasi tutti gli altri bottoni. Avevo tutto il pancino fuori anche il petto era quasi tutto scoperto mostrando i miei capezzolini. Infine le scarpette che mi stavano proprio precise.
MI guardai allo specchio e mi sorpresi io stesso, ero proprio una ragazzina, chi non mi conosceva non avrebbe avuto dubbi sul fatto che fossi femmina.
“Sei bellissima, amore” mi disse Giulio “manca ancora qualche tocco e sarai la nostra principessa, vieni ti metto un po’ di trucco” Lo seguii e mi mise un rossetto di colore rosa sulle labbra, poi mi truccò gli occhi ma in modo leggero, un po’ di ombretto e un paio di colpi di matita.
“Non serve altro” mi disse “ adesso pettinati i tuoi bei capelli mentre io cerco qualcosa da metterti in testa”
Presi una spazzola e mi pettinai i capelli a caschetto che avevo, lunghi sulle spalle e guardandomi mi dicevo che Giulio mi aveva proprio truccato bene.
Arrivò alle mie spalle e mi mise in testa un cerchietto sempre di colore rosa, con tante pietre luccicanti.
Mi guardò ammirato dicendo: “Si, abbiamo fatto centro, sei la più bella ragazzina che abbia mai visto. Adesso raggiungiamo gli altri. Tu aspettami in cima alla scala e vieni giù quando te lo dico io.”
Quando arrivò in fondo alla scala che dava nel salotto si sentì un vocio degli altri ragazzi.
“Ehi .. ce ne avete messo di tempo!.. Sicuro che non avete scopato? Giura che non l’hai toccata”
“No ragazzi… Giuro che non l’ho sfiorata, neanche un bacio le ho dato, anche perché ho scoperto che in casa c’era mia sorella. Non sapevo che era rimasta. Vieni sorellina” disse Giulio e mi fece cenno di scendere.
Scesi la scala proprio come una vera signorina e mi presentai a tutti con un sorriso smagliante.
Vidi che erano tutti a bocca aperta e con gli occhi sbarrati.
Andrea parlò per primo: “ E’ Fulvietta… la riconoscerei mezzo a tutte. Giulio tua sorella è una bella fighetta e ti giuro che se potessi me la farei volentieri, ma Fulvietta è mille volte più bella e figa”.
Si avvicinò, mi abbracciò e mi baciò sulla bocca.
MI sussurrò nell’orecchio: “Sei bellissima, sei la persona più belle che abbia conosciuto e…… sono innamorato folle di te!” Gli restituii il bacio con passione mentre gli altri dicevano: “Ehi, ehi… e a noi? Un bacio a noi? Fulvietta tu sei la nostra principessa e la nostra fidanzata, Dai…. un bacio!”
Baciai tutti e mi presi i complimenti di tutti e anche qualche carezza sul culo e sulle tettine.
“Fermi tutti” disse Giulio “Oggi è la festa di Fulvietta e faremo dei giochi… un po’ particolari. Ci stai Fulvietta?” Dissi subito di si e Giulio continuò: “Adesso io ti benderò, noi ci spoglieremo e ci metteremo a caso sul divano. Tu dovrai riconoscerci senza guardare e senza farci parlare” Mi piacque questo gioco. Giulio mi bendò e sentii che si stavano spogliando. Si sedettero sul divano e tutti insieme dissero: “Via!”.
Mi avvicinai a tentoni e trovai il primo…. Mi spostai in modo da cominciare da una estremità del divano.
Toccai le gambe del primo… belle sode… la mano andò sul cazzo. Glielo presi in mano segandolo un po’ e accarezzandolo per scoprirne la forma… Aveva la cappella a punta. Era Francesco senza dubbio. Lo lasciai un attimo li e passai al secondo, due belle gambe muscolose e lisce. Il cazzo bello grosso e lungo. Non c’era dubbio era Giulio. Quindi mi portai sul terzo. Gambe lisce come la seta, non da atleta, cazzo discreto ma non enorme. Pino senza dubbio. Restava solo Andrea. Mi avvicinai all’ultimo ed ebbi la conferma, riconoscevo il suo profumo in mezzo alla folla gli toccai il cazzo ed indugiai molto di più che con gli altri. Glielo menai un pochino. Si era proprio Andrea.
“Adesso devo sentire il sapore” dissi… e mi riportai sul primo. Mi inginocchiai, gli allargai le gambe e mi tuffai con la testa sul cazzo. Cominciai a spompinarlo e a leccarlo. Mi mettevo in bocca la cappella appuntita e intanto gli facevo una sega, gli accarezzavo le palle e le cosce e alla fine venne schizzandomi in bocca un paio di volte. Pulii tutto con la lingua, ingoiai tutto lo sperma e passai al secondo.
Mmmmm Che bel cazzone grosso, me lo gustavo con piacere, leccai ogni millimetro della sua cappella, dell’asta , le palle e le cosce, poi sempre in bocca a succhiare voracemente.
Anche lui mi rovesciò in bocca una discreta quantità di sperma caldo e salato che ingoiai senza indugio.
Il terzo… Un cazzo non enorme ma pulsante e vivo. Pino non era più quel timidone che avevo conosciuto prima che mi scopasse. Adesso godeva pienamente del pompino che gli stavo facendo. Quando venne mi riempì la bocca completamente e solo perché tenevo le labbra strette non ne uscì neppure una goccia. Sicuramente era un pezzo che non sborrava, se l’era tenuta tutta per me.
E adesso L’ultimo Andrea. Inginocchiato davanti a lui gli aprii le gambe più che poteva e cominciai a leccarlo nelle cosce e nell’inguine. Gli prendevo le palle in bocca e dopo avere leccato tutto il suo cazzo me lo ingoiai fino alla radice, tenendomelo stretto in bocca come piaceva a lui. Lo spompinai in questo modo facendo uscire piano piano il suo cazzo dalla mia bocca per poi ingoiarlo di nuovo fino in fondo.
Mentre lo succhiavo capii una cosa importante. Era Andrea il mio preferito. Sentivo che gli volevo bene e forse mi sarei potuto anche innamorare e credo che lo avrei fatto felice visto che avevo capito che lui era innamorato di me. Accelerai i colpi e ricevetti tutta la sua sborra in gola, leccando fino a tirare su l’ultima goccia.
Mai avevo bevuto una simile quantità di sborra, ma era stato meraviglioso
Poi mi alzai e dichiarai: “ Allora, il primo è Francesco, il secondo è Giulio, il terzo Pino e l’ultimo Andrea”
Sentii un applauso, mi tolsi la benda e non avevo dubbi di avere indovinato. Tutti mi sorridevano e mi abbracciavano. Erano tutti nudi ed avevano tutti il cazzo sull’attenti.
“Bene” dissi allora “visto che è la mia festa non vorremo mica sprecare questi vostri bei cazzi. Adesso dovete scoparmi tutti, nello stesso ordine con cui vi ho fatto il pompino. OK?”
Fu un urlo di gioia da parte di tutti.
Mi sfilai piano le mutandine, con una fare da zoccoletta e mostrando il culo. Le buttai verso di loro che immediatamente se le passavano di mano in mano, baciandole e portandosele sul naso per sentire l’odore.
Quindi presi un cuscino del divano lo gettai sul tappeto e mi misi sul tappeto a pecorella, con il viso sul cuscino e il culo all’aria.
In men che non si dica Francesco fu su di me e mi infilò immediatamente il suo cazzo nel buchino stantuffandomi con veemenza. E di nuovo mi scaricò una buona dose di sperma nel culo.
Appena uscito dal mio culo mi ritrovai col cazzo di Giulio dentro. E anche lui mi scopò alla grandissima col suo bel cazzo duro e lungo e anche lui mi inondò con una sborrata ciclopica.
Anche Pino si fece valere e stavolta fu lui a fare tutto, si avvicinò mi puntò la cappella sul buchino e con un colpo secco mi impalò ficcandomi il cazzo in culo fino in fondo. Mi pompò ben bene per un po’, ormai non aveva problemi di eiaculazione precoce e quando venne lo fece in modo abbondante e spingendo sempre il suo cazzo fino in fondo.
Fu la volta di Andrea, che si avvicinò e non fu precipitoso come gli altri… mi accarezzò a lungo i fianchi le chiappe la fessura tra le natiche. Lo faceva dolcemente così come dolcemente mi infilò il cazzo dentro. Si muoveva dentro di me con lentezza e con dolcezza e mi accarezzava i capelli mentre mi scopava.
Si attardava un poco quando era tutto dentro, poi lo tirava completamente fuori e di nuovo con dolcezza e piano piano piano me lo ributtava dentro.
Ancora una volta capii che era l’unico che mi amava davvero ed anche io cominciavo ad innamorarmi di lui.
Attesi con desiderio che mi sborrasse dentro e quando lo fece sentii una specie di dolce pace che mi invadeva. Lo sapeva che mi piaceva che mi tenesse il cazzo dentro per un po’ dopo la scopata… E lo fece anche stavolta. Quando me lo sfilò, mi alzai sfinito e voli andarmi a lavare. Tornai ancora vestita con gli abiti della sorella di Giulio ma senza mutandine.
Abbracciai tutti e li baciai con trasporto. Quando fu la volta di Andrea lo abbracciai più forte e lo baciai con molta passione e gli sussurrai all’orecchio: “Mi sono innamorata di te!, con gli altri è solo sesso, con te è amore. Ti amo Andrea!”
Sono certo che gli era scesa una lacrima ma non me ne accorsi perché continuavo a baciarlo su tutto il viso.
Poi volli dirlo a tutti.
“Amici” dissi “ devo dirvi che tutti voi mi avete regalato ore di sesso indimenticabili, ma io mi sono innamorata di Andrea. Con lui è amore. E lo voglio dire a tutti”
Dopo un attimo di silenzio scoppiò un applauso fragoroso e tutti a fare i complimenti ad Andrea: “Mica scemo il nostro Andrea, si prende la più bella fighetta che abbiamo. Fulvietta, hai scelto bene, Andrea è un ragazzo d’oro. Adesso siete fidanzati, auguri!”
Poi Pino disse una cosa che da lui non me la sarei mai aspettata: “Fulvietta, ora che sei la ragazza di Andrea, non scoperai più con noi?”
Restai a bocca aperta… Guardai Andrea che mi sorrise e mi fece cenno di si con la tesa. Capii subito e capii anche che lo amavo proprio per questo, e rivolto a Pino: “Con voi amici potrò fare del sesso, se Andrea me lo permette, ma il mio cuore è solo suo.”
Tutti esultarono e Andrea mi strinse tra le braccia e mi baciò a lungo facendo roteare la sua lingua nella mia bocca. Poi anche lui disse: “ So di avere l’amore della più bella femminuccia mai incontrata. Non me ne frega niente se scopa con voi, perché alla fine tornerà sempre da me. Ti amo Fulvietta!”
“Anche io ..tanto!” sussurrai.
E la giornata finì così, mi tolsi con dispiacere i vestiti da ragazza che mi stavano tanto bene, ma non potevo fare altrimenti. Poi uscimmo a passeggio e Andrea offrì a tutti un grosso gelato per festeggiare il nostro fidanzamento.
Si… sentivo di amarlo con passione e con tutto il cuore… era il mio ragazzo!
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