Da quando tutti i ragazzi del gruppo sapevano che io ero frocio, le cose andavano sempre meglio.
Adesso ero sempre in compagnia anche se ancora non ero riuscito a farmi scopare da nessuno degli altri ragazzi e soprattutto da Giulio che mi faceva impazzire.
In compenso mio cugino Andrea non mi faceva mai mancare una bella razione di cazzo ogni sera.
E mi insegnava sempre cose nuove. L’ultima che mi aveva insegnato era quella di girarmi quando mi scopava a pecora e mettermi sdraiato con la schiena sul letto senza fare uscire il cazzo dal culo. Dopo di che la scopata continuava alla grande. MI piaceva questo esercizio.
Intanto in attesa di farmi scopare dagli altri ragazzi, almeno quando eravamo a mare andavamo un po’ la largo, loro tiravano fuori il loro cazzo ed io glielo prendevo in mano e glielo menavo un po’.
Questo anche a Giulio e avevo potuto notare che ce l’aveva più grosso di tutti tanto che facevo fatica a chiudere il pugno sul suo cazzo.
Ma aspettavo sempre la sorpresa che mi aveva promesso e glielo ricordavo sempre.
Lui mi diceva: “ Stai tranquilla Fulvietta, la sorpresa l’avrai. Anche io non vedo l’ora credimi.”
Intanto era passata quasi una settimana. Una sera successe una cosa importante.
Quando io e Andrea ci siamo messi a letto abbiamo cominciato come sempre a giocare e ovviamente la prima cosa che facevo era quella di spompinarlo per benino. Anche qui avevo imparato alcune cose, tipo che ogni tanto tiravo fuori il cazzo dalla bocca e me lo strusciavo su tutto il petto, sui capezzoli, sul collo sulla faccia e poi lo inghiottivo di nuovo fino a farlo esplodere in una sborrata fantastica che mi riempiva la bocca e che buttavo giù con grande piacere. Mi piaceva davvero il sapore un po’ salato della sborra e la sua consistenza cremosa.
Quella sera sembrava che avesse preso qualche afrodisiaco perché il cazzo non gli si ammosciava mai, neanche dopo che aveva sborrato, ed era sempre dritto e duro come il ferro. Mi scopò in tutti i modi quella sera, in tutte le posizioni, sempre col cazzo duro ma con una dolcezza che non avevo ancora provato.
Non mi dava colpi secchi quando me lo spingeva dentro. Lo faceva lentamente e poi lo lasciava dentro per un po’ di tempo, muovendosi solo pochissimo, ma solo spingendo dentro.
Venne tre volte e per tre volte ricominciò a incularmi. Dopo la terza scopata si fermo abbandonandosi su di me che in quel momento ero con la pancia in su. Come sempre non tirava fuori il cazzo subito, me lo lasciava dentro per un poco. Nel frattempo mi accarezzava e mi dava tanti bacini sulle guance, sugli occhi e sulle labbra. In silenzio senza dire nulla. Era strano.
“Cosa hai?” Gli chiesi
Lui senza smettere di accarezzarmi e baciarmi e senza ancora tirare fuori il cazzo dal mio culo mi disse: “ Sai Fulvietta, lo vedo come guardi Giulio, lo so che ti piace più di me e che non vedi l’ora di farti scopare da lui. Ma promettimi che non ti scordi di me!”
MI sentii quasi male! Possibile che Andrea fosse geloso? Che soffrisse perché io guardavo Giulio e speravo di farmelo al più presto?
Gli dissi: “Andrea, è vero Giulio mi pace un sacco, ma tu sei sempre il primo che mi ha fatto conoscere il sesso vero, sei quello che mi ha sverginato, sei quello che mi insegni tutto quello che so. Non potrei mai scordarmi di te.”
Cominciai a piangere sommessamente e tra i singhiozzi gli dissi: “Se vuoi non lo vedrò più Giulio e starò solo con te!”
Andrea mi asciugò le lacrime e mi disse: “Piccola mia, quello che hai detto è meraviglioso. Adesso so che mi vorrai sempre bene anche se andrai con Giulio. Sei il mio tesoro, Fulvietta. Ti voglio un sacco di bene. Ora non piangere più perché ti voglio fare un regalo.”
“Cosa?” domandai io con curiosità.
“Domani ti ho organizzato un incontro con Giulio, solo tu e lui, qui a casa. Voglio che tu faccia quello che vuoi con lui senza che ci sia io, tanto ora lo so che sarai sempre mia”.
Ebbi un sussulto di gioia. Lo abbracciai e lo baciai con foga. Mi divincolai e gli feci uscire il cazzo che avevo ancora dentro. Non sapevo più dove baciarlo. Ero al settimo cielo.
“ Grazie Andrea” gli dissi “sei il migliore di tutti e io ti amo follemente. Mi fai un regalo grandissimo ma saprò ricompensarti.”
Lo tirai sopra di me, gli presi il cazzo che in un secondo era di nuovo durissimo e me lo misi direttamente nel buchino.
“Scopami” gli dissi “fallo come hai sempre fatto e come sai fare benissimo”
Mi cavalcò meravigliosamente, stavolta con la solita foga, affondando i colpi e penetrandomi completamente tanto che mi sentivo il suo cazzo fino nella pancia. Continuò un po’, poi venne, non molto ma con grande soddisfazione.
Dormii abbracciato a lui teneramente.
L’indomani mattina mi svegliai in preda ad un’ansia incontenibile. Andammo in spiaggia come sempre, facendo i soliti giochini. Quindi Giulio mi si avvicinò e mi disse: “Ha detto Andrea che dopo pranzo mi aspetterai a casa sua … da sola!”
“Si, è vero” gli dissi con un filo di voce.
E lui rispose semplicemente: “Oggi sarai mia!”
Mi tremava il cuore e balbettavo: “S-si… s-sarò tutta t-tua!”
Dopo avere pranzato dai soliti parenti io e Andrea andammo a casa e ad un certo punto mi disse: “Giulio sta arrivando. Io esco e torno tra un’oretta. Fai con calma, ma ricordati che io ti voglio bene”
“Anche io te ne voglio tanto cuginetto” e lo baciai fortissimo in bocca facendo incrociare le nostre lingue.
Dopo che Andrea era andato aspettai circa 5 minuti che mi parvero 5 ore, poi suonarono alla porta. Aprii. Era Giulio. Credevo di svenire. Lo feci salire su nella nostra cameretta dove avevamo già abbassato il divano letto. Appena entrato nella cameretta Giulio mi abbracciò e mi stampò un bacio da svenire in bocca infilandomi dentro la sua lingua e facendola muovere in continuazione dentro la mia bocca.
“Ti voglio Fulvietta” mi disse “sogno questo momento da quando ti ho vista la prima volta. MI fai bollire il sangue. Adesso spogliati e poi spoglia anche me”
MI tolsi subito la maglietta, i calzoncini e le mutandine, restando completamente nudo. Avevo il mio cazzetto in fiamme che mi faceva anche male da quanto era in tiro e sentivo che il mio buchino si allargava da solo in attesa di ricevere il cazzo di Giulio.
Non riuscivo a parlare. Mi avvicinai a lui che era in piedi. Gli tolsi la maglietta con un po’ di fatica perché era più alto di me, poi gli abbassai i calzoncini e le mutante e anche lui restò completamente nudo.
Era in piedi davanti a me e aveva il cazzo durissimo. Era piuttosto lungo rispetto agli altri. Due palle che sembravano quelle da biliardo e una cappella rosea quasi a punta.
Per un minuto restai imbambolato, poi caddi in ginocchio davanti a lui che mi prese la testa e l’avvicinò al suo cazzo. Se lo prese in mano e me lo strofinava su tutto il viso poi puntò la cappella sulle mie labbra che erano già dischiuse e me lo infilò in bocca. Cominciai a spompinarlo con vigore usando la lingua in tutti i modi che avevo imparato. Lui avrebbe voluto mettermelo tutto in bocca, ma davvero era troppo lungo e non riuscivo ad ingoiarlo tutto. Mi venivano dei conati di vomito e tossivo mentre avevo la bocca piena di saliva che usciva anche fuori e cadeva per terra.
Mi prese la testa e mi spingeva sempre il suo cazzo dentro mentre mi diceva: “Fulvietta, amore mio, sei bellissima e bravissima. Non ho mai visto una frocetta più bella di te. Prendi tutto il mio cazzo, mangiamelo, è tutto tuo e tu sei tutta mia….. Dai succhia bene, lecca tutto, mordicchiami la cappella dolcemente e fammi godere.”
Ero al settimo cielo e lo spompinavo in un modo superbo. Sentii che il suoi cazzo cominciava a pulsare ed ad ingrossarsi e capii che stava per venire. Diede un colpo per affondare il più possibile il cazzo nella mia bocca e venne come un fiume. Non riuscivo a tenere in bocca tutta la sborra infatti mi usciva dalla bocca e mi cadeva sul petto, ma non mollavo il cazzo, me lo tenevo in bocca e continuavo a succhiarlo e a leccarlo, tanto che non gli si ammosciò di nulla e quando finalmente lo tirai fuori dalla bocca ben pulito era di nuovo un pezzo di marmo da quanto era duro.
Gli dissi quasi come una preghiera: “Giulio, scopami!”
“Certo puttanella mia” mi rispose “è quello che voglio. E’ quello che sogno da quando ti conosco.”
Mi prese quasi di peso e mi portò sul letto mettendomi a pancia in giù.
Cominciò ad accarezzarmi le natiche mettendo il dito nella fessura e sul buchino che ormai era allargato e pronto a ricevere il suo cazzo.
“Che culo meraviglioso che hai Fulvietta.. Non ho mai visto un culo perfetto come il tuo. Sembra un piccolo mappamondo, altro che quelle racchie delle ragazze che conosco. Se lo sognano loro un culo come il tuo. E adesso sarà mio!”
“Si, Giulio” dissi con un filo di voce “Voglio il tuo cazzo, mettimelo dentro che non ce la faccio più, mi sembra di svenire”.
“Eccomi Fulvietta… è tutto tuo”
E puntò la sua cappella appuntita contro il mio buchino. Spinse un po’, ma non dovette fare fatica perché era già allargato per bene e il cazzo scivolò dentro dolcemente e fino in fondo.
Quando me lo sentii tutto dentro gli dissi : “Per favore non muoverti per un poco di tempo, lo voglio sentire tutto dentro di me.”
E infatti lui non uscì ma spingeva sempre di più per fammelo sentire sempre più dentro. Ed io lo sentivo bene e sentivo che pulsava e si ingrossava.
“Adesso scopami, per favore” dissi sempre sussurrando.
Giulio cominciò a stantuffarmi facendo uscire il cazzo fino alla cappella per poi risbattermelo dentro.
Mi diceva: “Prendilo tutto Fulvietta maialina… Ti amo da impazzire frocetta mia… mi fai impazzire dalla voglia di scoparti sempre.. “
E mentre diceva queste cose mi scopava con forza e potenza mentre io mugolavo dal piacere e gli dicevo: “Giulio hai un cazzo meraviglioso, e scopi in modo superbo, dai non fermarti, sbattimelo tutto dentro, fammelo sentire tutto fino nella pancia… mi stai facendo impazzire”
Mentre Giulio mi scopava in modo sontuoso mi accorsi che ero venuto anche io da solo. Non molto ma quello che bastava per avere un orgasmo che proveniva dal piacere che provavo ad avercelo tutto in culo.
Capii che anche Giulio stava venendo quando cominciò ad accelerare i colpi e a spingere sempre di più il suo cazzo dentro. E infatti con un urlo di piacere venne di nuovo abbondantemente tanto che riuscivo a distinguere gli schizzi dentro di me.
Anche a lui dissi di non uscire subito ma di tenerlo dentro un pochino.
Si accasciò su di me e mentre mi baciava e mi mordicchiava le orecchie mi diceva: “Fulvietta, amore, mi hai fatto felice. Non ho mai provato un piacere paragonabile a quello che mi hai dato tu. Ti voglio bene, forse ti amo anche. Sei la mia bambina porcellina. Sei il mio amore frocetta. Non ti voglio lasciare mai più. Ti voglio per sempre.”
E mentre mi diceva queste cose mi copriva di baci che ricambiavo con piacere facendo toccare la mia linguetta con la sua.
Poi mi disse: Dai, amore, fra poco torna Andrea. Rimettiamoci in ordine che poi usciamo a fare una passeggiata.
Tirò fuori il cazzo dal mio culo e ce l’aveva ancora abbastanza duro. Glielo accarezzai e gli posai un bacio sulla cappella. Poi gli saltai addosso e gli diedi un bacio a stampo sulla bocca.
“Grazie per quello che hai fatto con me. Ti voglio bene. Andiamo a rimetterci a posto ma devo farti una domanda: Quando mi farai la sorpresa che mi hai promesso?”
“Presto Fulvietta, amore mio, presto, appena ho la casa libera vedrai che sorpresa. Sono sicuro che ti piacerà un sacco”.
Andrea tornò e ci trovò in ordine e rivestiti di tutto punto. Non fece domande, ma io gli saltai al collo e lo baciai con la lingua.
Dopo di che uscimmo per la passeggiata sul lungomare.
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