La prima esperienza sessuale di solito non la si progetta, o almeno la si pensa in modo diverso da come spesso accade, senza preavviso e senza progetti.

Quando avevo 14/15 anni, anche se già formata, alta, capelli rossi e piccole lentiggini, seno già vistoso e sedere ben delineato, ma al sesso manco ci pensavo, vivevo ancora immersa tra i miei sogni di come avrei incontrato il mio primo amore….come mi avrebbe baciata, abbracciata, ma come si dice, i sogni non sono realtà.

Ero alle porte dei 16 anni,ormai, spensierata, allegra, ma timida, troppo timida, spesso mi vergognavo anche a dialogare con i miei fratelli e con i miei genitori.

L’estate spesso la passavo dai nonni, una località di montagna, posta sotto il monte pollino, monte che divide la Basilicata dalla Calabria, una sorta di villaggio dove tutti in un modo o in un altro erano imparentati, mi piacevano quei posti perché erano immersi nel verde e potevo passeggiare a lungo da sola senza dover per forza dialogare con qualcuno, mi piacevano anche perché l’odore forte delle stalle, numerose in quei posti, mi davano una sensazione strana ma piacevole.

Li vivevano i miei nonni, i miei zii, cugini e parenti vari; i miei cugini erano tre, due maschi e una donna, Lucia, lei aveva 25 anni, quindi difficile poterci dialogare, giocarci o frequentarla, soprattutto per me, chiusa e timida, le mie guance diventavano rosse non appena mi guardavano un po’ di più del solito; i maschi poi erano ancora più grandi, 38 e 41, ormai uomini che io vedevo come vedevo mio padre.
Non c’erano ragazze della mia età, nemmeno ragazzi, o troppo piccoli o troppo grandi, ma a me andava bene così.

Mi divertivo a gironzolare per la campagna circostante, ammirare gli animali, i monti, l’acqua del fiume, passavo giornate intere a gironzolare così.
La solitudine mi piaceva, non mi mancavano le amicizie, mi piaceva il mio mondo, sola con i miei pensieri, nei miei pensieri immaginavo il mio ipotetico ragazzo e che con lui facevamo quelle lunghe passeggiate assieme, mano nella mano, mi ispiravo ai fotoromanzi, allora erano di moda, dove il contatto tra uomo e donna era rappresentato da soli baci appassionati, e io credevo che così era la realtà.

Ma ecco che quella volta non fu come tutte le altre, forse perché non ero più quella ragazzina secca, lentiggini molto vistosi e capelli rossi, adesso ero una donna, avevo notato che lo sguardo su di me era più insistente, non come prima che mi ignoravano, adesso al passaggio i ragazzi, gli uomini, i nonnini si giravano, io mi chiedevo “” che vogliono, che guardano “” credevo fosse dovuto al fatto
che passeggiavo sempre sola, “” penseranno che sia matta?? “”

Un giorno ero a casa dei miei nonni, i miei si alzarono presto, non li vidi partire, mia nonna mi disse “” sono andati in paese a far compere “” io allora dopo la solita colazione uscii di nuovo, come al solito, mi avviai per la solita stradina, la quale passava tra le stalle dei miei zii, mentre camminavo tranquilla come sempre, immersa tra i miei pensieri, respirando quell’aria fresca, quell’odore forte di letame, di paglia, l’odore misto che emanavano le foglie degli alberi, ero tranquilla e rilassata, ma ad un tratto sentii delle voci provenire dalla stalla di fianco, in un primo momento non ci feci molto caso, anzi cercai di affrettare il passo, non volevo che magari mi vedessero gli zii o i cugini e mi chiamassero per chiacchierare con loro, ma le voci erano strane, come se qualcuno supplicava l’altro che invece insisteva, mi fermo un attimo incuriosita, sono tra il “” continua o vai a vedere “” vince il secondo, mi avvicino alla stalla, e le voci sono sempre più nitide, sento una voce dire “” noo daii mi fai malee “” l’altra voce “” un po’ solo un po’, resisti “” io dico tra me e me, “” chissà cosa combinano, giocano?? “” ormai sono curiosa, devo vedere, voglio capire, mi avvicino e spio dalla porta, non si vede nulla, stò un po’ lì ma poi decido di entrare, appena dentro vedo lontano due figure che sono una vicino all’altra, mi avvicino, adesso il cuore mi batte forte, sono indecisa se continuare ad avanzare o ritornare alla mia passeggiata, ma la curiosità ormai e più forte, mi avvicino piano piano, stò vicinissima alla mangiatoia piena di fieno, quando sono ad una distanza sufficiente che mi permetta di ascoltare meglio e soprattutto di guardare cosa succede, ecco che si presenta ai miei occhi una scena che non avrei mai pensato, non avrei mai immaginato esistesse.

C’era mia cugina, una ragazza formosa, con un seno grande, capelli neri lunghi e carnagione bianchissima, era poggiata di spalle alla mangiatoia dell’altro lato, aveva i pantaloni arrotolati sulle cosce insieme alle mutandine, una maglietta nera anch’essa arrotolata fino a scoprirgli i seni, rimasi sbalordita, era nuda proprio lì, dove nessuno dovrebbe vedere, aveva un triangolo di peli grande nerissimo, che faceva un contrasto forte con la sua pelle ancora più bianca, ma la cosa che mi fece ingoiare a vuoto, che mi fece venire la palpitazione al cuore e che mi soffocava il respiro era che chi la teneva per un braccio e anch’esso con i pantaloni abbassati, fino agli stivali e la camicia arrotolata sull’ombelico, quell’uomo era mio zio, suo padre, un uomo sui 60 anni, con la faccia rugosa le mani callose e grosse, la pelle rossiccia bruciata dal sole e che faceva un netto contrasto con la pelle meno esposta che era bianca e liscia, un uomo che consideravo vecchio, attempato, lavoratore e buono.

Mi tremarono le gambe, volevo scappare, volevo sparire, il cuore batteva forte, lo sentivo in gola, trattenevo perfino il respiro, per paura che loro lo sentissero, mi abbassai, mi accucciolai per bene, sul pavimento sporco di letame e paglia, mi nascosi tra le balle del fieno, pensai, aspetto che escano prima loro.

Lui la baciava sulle guance e cercava di baciarle in bocca, lei ridacchiava come una scema e lo respingeva, “” daii papà, fermoooo “” ma non con troppa convinzione, come se stessero facendosi il solletico, “” cavolo “” dissi tra me, ma mentre guardavo la scena, mentre li osservavo, ecco che mi viene all’occhio un particolare che mi era sfuggito, un particolare che non avevo notato subito, il suo sesso, il sesso di mio zio, sgranai gli occhi, come per vederci meglio, rimasi schioccata, vedevo un “coso” lungo scuro e grosso, come una verga di legno con le naturali nervature, alla fine c’era la punta come una grossa mela, “” un cazzo “” lei ridacchiando, glielo guardava, lui gli prendeva la mano e gliela portava su quel “”coso “” lei prima lo afferrava, lo tirava e poi lo rilasciava, “” noo ho detto nooo, sei un porco papà “” lui diceva “” daii un po’ così, prendilo in mano, fammi così “” e gli faceva vedere con la sua mano il movimento che avrebbe voluto che la figlia gli facesse, mentre se lo prendeva in mano vedevo che quella mela grossa fuoriusciva di più e si ingrossava, io non avevo occhi che per quel “”coso “” per me ancora strano, mai visto nemmeno in foto, la voce di mio zio era strana, quando parlava mugolava, come supplica, chiudeva gli occhi, ad un tratto mia cugina si decise “” però solo un po’ he !! “” lui “” sii solo un po’ “” allora lei glielo afferrò con decisione, faceva andare la mano avanti e dietro, non ci volle la guida di mio zio, sapeva il movimento da fare, lui chiudeva gli occhi “” mmmmmm daiiii lo vedi quant’è duro hee “” e con il bacino si muoveva al contrario del movimento che la figlia faceva con la mano, lei si mise di fronte, lui gli mise una mano tra le cosce, fra il cespuglio nero nero, peloso, il pelo gli arrivava fino alle cosce ed era alto quasi a toccare l’ombelico, quel sesso lo conoscevo, ero donna come lei, ma i miei peli erano molto di meno, rossi e formavano un piccolo triangolino, lei afferrò con l’altra mano il braccio del padre, “” nooo che faii li nooo “” lui “” daii voglio solo toccarla un po’, vedrai che ti piacerà “” lei “” lo so che mi piace lì ma poi ….” E interruppe la frase, lui insisteva frugava, con una mano la teneva ferma per le spalle e l’altra frugava in quel cespuglio folto, “” nooo papaa mmmm daiiiii nooooo “” lui “” daii un pòòò, solo un pòòòò dai, hai la figa come tua madreee mmmmmm “” lei davvero??? Mmmmm daii papaa non cosìììì “” io ero lì piegata per terra, ero incantata, confusa, curiosa, incredula, mi dicevo “” ma che fanno sono padre e figlia “” pensavo a mio padre “” noooo con papà nooo “”
Loro continuavano, lui insisteva, lei era tra il si e il no, ma il no era solo una scusa, solo un modo per dire siiiiiii , lui si muoveva sempre di più, il suo “” coso “” scorreva veloce tra le mani della figlia, e lei lo teneva ben impugnato e muoveva in senso opposto al movimento del padre, “” che porci “” pensai, mi venne quella frase in mente, una frase a me sconosciuta, lui adesso la frugava per bene, lei si era appoggiata alla mangiatoia e aveva allargato un po’ le gambe, per quello che gli permettevano i pantaloni ormai arrotolati sugli stivali di gomma nera, allargava le cosce e buttando il capo indietro la sentii “” hoooooo papaaaa che mi faiiiiii, mmmmmm sei un porcoooo “” lui “” fammi faree, dai un pooo, solo un pooo, “” ma a poco a poco chiedeva di più.
Mugolavano come animali, per me erano versi sconosciuti, “” mmmmmm hoooooo, siiiiiiii, “” ma ad un tratto mi sono accorta che quelle immagini non mi dispiacevano, anzi in me speravo che la figlia continuasse e lui che insistesse, mi sono sentita avvampata, mi sentivo un formicolio tra le gambe, non so ma ad un tratto sentivo il bisogno di allargare le gambe, quasi stessi più comoda, non so ma era una cosa che mi piaceva, allora mi sistemai con le ginocchia sulla paglia, ormai non facevo caso al letame sotto le ginocchia, quell’odore pesante di orina e di letame mi entrava in testa, nelle narici, ero in ginocchio con il sedere appoggiato sui piedi, con le gambe divaricate, continuavo a guardare la scena, ormai parlavano poco, gemevano, lui gli frugava tra le cosce e lei gli menava sempre con più sicurezza il “” coso “”
Ad un tratto lui le mise le mani sulle spalle, se la mise di fronte a lui, vedevo che faceva pressione verso il basso, sentii lei dire, “” che devo fare, che vuoii, noo heee quello non te lo faccio “” e lui “” daiii un pòò solo un poo, almeno un bacio , daiii prendiloo “” lei “” nooo papaa daiii ti faccio solo cosìììì daiiii non mi piace “” lui “” prova daii se non ti piace smetti “” lei “” e daiii papaaaa sei testardooo “” lui la guardò la baciò sulle labbra, ma lei si scostava e rideva, come una scemotta, "" uffaaaa ma che testardo che seii"" disse al padre, si abbassò, io cercavo di capire cosa non voleva fare, cosa il padre voleva che facesse, ma alla mia domanda non ci volle molto che arrivò la risposta, “” cavolo!!!!! Ma che fa!!!! “” dissi, mentre lei si era inginocchiata con fatica, visto la posizione dei pantaloni, e prese il “” coso “ in mano e se lo guidò tra le labbra, allargò la bocca e si infilò quella grossa mela dentro, aveva la bocca distorta tanto era grossa, la bocca era aperta al massimo, faceva fatica, lui “” hoooooo che linguaaaa che labbraaa, che boccaaaa , cosiiiii bravaaaa fammelo cosììì “” lei continuava, con gli occhi chiusi, vedevo le suo guance muoversi, capii che era la sua lingua, cosa vedevano i miei occhi, cosa vedevano, il formicolio aumentò, adesso sentivo il bisogno di mettermi la mano tra le cosce, sentivo caldo lì, era un necessità, dovevo toccarmela, misi la mia mano sulle mutandine, quasi per istinto andai a toccarmi il mio bottoncino, ero bagnata, “” che cavolo succede??? “” avevo le mutandine inzuppate di un liquido viscido, scivoloso, lo strofinai tra i polpastrelli e era come crema, ma sentivo il desiderio di toccarmi ancora, infilai la mano sotto le mutandine e arrivai alle grandi labbra, erano bagnatissime e scivolose, il mio dito entrava dentro la fessura, toccai il mio imene, sentii un fremito su tutta la schiena, “” cosè??? Cavolo come e bello, mi piace mmmmmmm”” non staccavo gli occhi da loro, padre e figlia, zio e cugina, lei aveva il “”coso “” nella bocca dilatata, la sentivo mugolare, come volesse dire qualcosa ma non poteva, “” mmmmmm mmmmm”” lui invece la incitava “” hooo che belloooo daiiii cosiiiii fallo cosiiiii “” e con il bacino andava avanti e dietro nella bocca di sua figlia, ad un tratto lui la riprese dalle spalle e la fece alzare, “” mettiti così daii “” la girò e la piegò in avanti , lei “” nooooo così adesso nooo, daii papaaaa, così noooo non lo voglio fare cosiii “” ma mentre lo diceva si faceva guidare nella posizione, appoggiò le mani alla mangiatoia e vidi il suo culo bianco e grande, aveva i segni rossi del bordo della mangiatoia, quando era poggiata di culo, “” solo un pòò cosììì solo un poooo daiiii “” lei “” e daii papaaaa così nooo daiii ti faccio come primaaa “” ma lui era sordo, lei non resisteva, gli parlava mentre era in posizione, gli diceva no, così no, però restava nella posizione che il padre l’aveva guidata, vidi lui sputarsi un una mano, “” che fa??? “” mi dissi tra me, nel frattempo la mia manina andava sulla mia cosina, che adesso era qualcosa di più di una cosina, era bagnata e le mie dita l’accarezzavano tutta, soprattutto quando mi prendevo il bottoncino tra le dita e lo tiravo e lo giravo tra un polpastrello e l’altro, era come prendere una scossa, più lo toccavo più colavo di quel liquido sconosciuto.
Lui si sputò nella mano e poi se la passò sulla punta del suo “” coso “” si sistemò dietro la figlia guidò quel coso grosso , duro e nodoso tra le natiche, “” noooo che stà facendo adesso,”” dissi trame, vidi che con il bacino spingeva in avanti come prima, lei “” che faiii papaaaa, noooo dentrooo lì noooo, mi faccio male, papaaa ti prego lìì noooo, nooooo haaaaaiaaaaa haiaaaaaaa fermoooooo, mmmmmm sei bruttooooo daiiiii noooo mmmmmm”” io anziché rimanere urtata da quella specie di violenza, aumentai il movimento della mia mano, sentendo mia cugina che lo pregava di non metterlo, ma vedendo che però che non si ribellava con il corpo, ero impazzita anche io, “” cosa stò facendoooo”” mio zio “” daii luciaaa poco poco, daiii che mi piaceee, sentiiii “” lei “”pianooooo non metterlo tuttoooo non metterlo tuttoooo e grossooooo papaaaaa, noooo, mmmm che porcoooo che seiiii, daiiiii toglilooooo “” io ascoltavo, no non metterlo, ma non accennava a divincolarsi, anzi mi sembrava che lo aiutasse pure, infatti con il culo si muoveva verso il padre e dondolava come per farlo entrare bene “” vidi mio zio che ad un tratto cominciò ad andare avanti e dietro, vedevo il suo culo bianco che contrastava al colore scuro delle cosce e della schiena, il segno delle mutande, andava sempre più forte, teneva la figlia dalle spalle e sbatteva forte, vedevo da sotto le cosce i testicoli che ballavano, sentivo mia cugina “” mmmmm hoooooo ahiaaaaaaaa mmmmmm “” ormai non parlava, ma dai mugolii si capiva che gli piaceva, capii che la porca faceva vinta di opporsi ma non avrebbe voluto che il padre si fermasse, io ormai non capivo nulla, ero un lago, le mie dita scivolavano sulla mia patata, cosina, figa, spesso dalla velocità che mi lisciavo una dito mi entrava dentro facendomi sobbalzare, avrei rischiato di sverginarmi con il dito, quella scena mi riempiva la testa, ho cominciato a immaginarmi io al posto di mia cugina, “” mmmmmm che faccioooo che stoo facendoooo noooo mmmmm”” bisbigliavo, nella mente mi dicevo “” cosa stò facendo cosa mi succede?? “” mio zio andava “” hoooo siiiii un pooo un poooo daiiiii stai cosiiiiii mmmmmm luciaaaa “” ad un tratto lo vidi togliersi, afferrare la figlia per un braccio e piegarla in ginocchio, con l’altra mano si faceva il “” coso “” avanti e dietro, la figlia segui veloce quell’indicazione, si inginocchiò, “” che faiii che devi fareeee papaaaaa adesso nooooooo “” ma come al solito il padre gli forzò la bocca, lei l’aprì e ingoio la punta a forma di mela, sentii lui “” hoooooooo vengooooo sborrooooooo ti sborroooooo”” io sentendo quella frase “” sborroooo “” che succede??? Che vuol dire???”” ma non ci misi neanche questa volta molto per capire, vidi lei che ingoiava qualcosa, era attaccata al “” coso di sua padre, come se fosse attaccata ad una bottiglia, bevevaa bevevaa, stranooo, dopo che lo zio si era pian piano calmato, che si era rilassato da quella posizione rigida in punta di piedi e con il bacino sporto in avanti, con i muscoli delle cosce tesi ingrossati, gli tolse il “” coso “” dalla bocca, se lo massaggiò per un po’ e con l’altra mano accarezzava la testa della figlia, lei “” che schifooooo me l’ahi buttata in boccata sei bruttoooo, non te lo faccio piùùùù”” cosaaaaa dicevo io, cosa gli ha buttato in bocca??? ""ma mio zio gli diceva “” daii lucia sei brava, ti è piaciuto lo so, domani vieni di nuovo qua he?? “” lei “” non ci vengo, tu mi fai fare queste cose “” ma lo diceva sempre con quell’aria di chi non vuole far capire che gli è piaciuto, come fingere per nascondere la propria porcagine.
Io rimasi un po’ ferma lì, aspettai che uscissero, appena sentii mio zio mettere in moto la vespa e partire, mi avvicinai al posto dove erano loro, mi misi nella stessa posizione di mia cugina, con la pancia appoggiata alla mangiatoia e il culetto esposto, e immaginando mio zio dietro di me mi sono fatta andare la mano sulla mia fighetta, per la prima volta sono venuta, ho avuto un’orgasmo, mi si sono piegate le gambe, inarcavo il culetto come se l’offrissi a lui, il porco, con il suo coso grosso e nodoso, mi lasciai andare, quasi svenni, caddi a terra, non mi reggevo, mi tremavano le gambe, erano molli, mi guardai la mia mano, avevo un dito con un po’ di sangue, “”” cavoloooo noooo, “” mi era più volte entrato dentro, visto il liquido scivoloso che mi fuoriusciva che mi colava in mano, mi ero appena rotta da sola, anche se con un dito, mi ero penetrata con il dito.
Mi potevo considerare ancora vergine, ma chissà se il mio futuro ragazzo non vedendo uscirmi il sangue avrebbe creduto alla mia storia???
Il problema non ci fù, visto che poi la verginità andò a farsi benedire grazie……………ops…scusate ma questa e' un’altra storia. P.S : se qualche figlia mi vuole scrivere : antonioporcello145@gmail.com.
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Categorie: Incesti