Già da diverso tempo avevo notato un atteggiamento ambiguo da parte di Federica, la fidanzata di mio fratello, nei miei confronti.
Federica e mio fratello non sono sposati ma convivono da un paio di anni.
Lei ha 24 anni, capelli castani che le arrivano fino alle spalle, occhi anch’essi castani.
Pur non essendo assolutamente grassa sembra avere, almeno per me, qualche chiletto in più nei punti giusti che ai miei occhi la rendono una vera e propria bomba sexy.
In particolare le sue gambe mi hanno sempre affascinato, due cosce meravigliose e all’estremità inferiore due piedini da rendere feticista anche chi non lo è mai stato.
Pur essendo una ragazza decisamente semplice veste sempre in modo abbastanza provocante; a dire il vero, non sono sicuro che lo faccia apposta.
Soprattutto d’estate, ovviamente, indossa magliettine tipo canottiera che le lasciano totalmente scoperte le braccia accompagnate da un paio di pantaloncini decisamente corti che mettono in esposizione le gambe e delle ciabattine che le lasciano in vista i piedi quasi sempre smaltati.
La sera in cui avvenne il misfatto mi trovavo a casa di mio cugino; avevamo appena terminato di festeggiare il suo compleanno e, oltre ai nostri zii e genitori, erano presenti anche mio fratello e Federica.
Quest’ultima indossava un vestitino rosso scollato, leggero e corto come al solito ed un paio di ciabattine con dei nastri d’argento.
A mezzanotte circa tutti gli invitati tornarono a casa e rimanemmo solo io, mio cugino, mio fratello e Federica a scambiarci le ultime chiacchiere prima di salutarci ed andare ognuno a casa propria.
Ad un certo punto mio cugino chiese a mio fratello se voleva scendere un momento per fargli vedere la macchina nuova che aveva acquistato qualche mese prima e che gli era arrivata da pochi giorni.
Faceva molto caldo, avevamo bevuto qualche bicchiere in più di birra e mi sentivo molto stanco, per cui dissi che non sarei sceso con loro, anche perché mio cugino mi aveva già mostrato la macchina essendoci visti il giorno stesso in cui la ritirò.
Mio fratello disse invece che gli avrebbe fatto piacere vederla; “scendi anche tu?”, chiese a Federica.
Stranamente, Federica declinò l’invito dicendo che voleva stare ancora qualche minuto sul divano essendo stanca morta.
Effettivamente, guardandola, sebbene avesse bevuto meno di noi, sembrava essere comunque distrutta dal caldo; sudata e rossa in viso cercava di farsi aria sventolando la sua stessa mano.
Mi parve in ogni caso strano l’atteggiamento di Federica; era anomalo che rifiutasse di fare qualcosa con mio fratello.
in ogni caso, la scusa del caldo e della stanchezza mi sembrò al momento plausibile.
Come anticipato però, già da qualche tempo avevo notato uno strano atteggiamento di Federica nei miei confronti; spesso la sorprendevo a fissarmi negli occhi, e anche quando la scoprivo ricambiando lo sguardo, era difficile che lei lo scostasse dal mio.
Era come se volesse comunicarmi qualcosa e quel qualcosa si concretizzò quella sera.
I due scesero e ci lasciarono soli nella stanza.
Presi posto sulla poltrona accanto a Federica; ero sempre abbastanza in imbarazzo quando capitava di restare solo anche pochi minuti con lei, nessuno dei due sapeva mai cosa dire.
Questa volta però andò diversamente; “non ce la faccio più, sono distrutta!”, disse sbuffando Federica.
Mentre lo diceva lasciò scivolare i piedi, insolitamente senza smalto, fuori dalle ciabattine e ne poggiò uno sul bracciolo della poltrona su cui ero seduto.
Reputai strano anche questo comportamento, di solito tra noi c’era comunque una certa distanza e mi parve subito anomalo questo avvicinare una parte del suo corpo a me, per giunta un piede.
“Eh sì, fa una caldo della Madonna…”, mi limitai a rispondere io mentre ora per me il caldo sembra essere raddoppiato.
“Sai ultimamente ho notato che spesso mi guardi…”, mi disse lei; ora era come se il caldo fosse triplicato, quadruplicato forse.
“Ti…ti guardo?”, risposi io imbarazzatissimo; “sì...forse è solo una mia impressione…ma non c’è niente di male comunque”, replicò lei agitando il piedino di fianco a me.
“Ho notato che spesso mi guardi le gambe e i piedi…non è così?”, proseguì.
“Beh, non so…può essere che sovrappensiero ogni tanto fisso lo sguardo su di te…non ci faccio molto caso sinceramente”, risposi con la voce che mi tremava; in quel momento probabilmente dovevo aver assunto un colore rosso incandescente.
“Ah ok…pensavo ti piacessero i miei piedi…”, continuò lei con voce estremamente sensuale.
Veramente consideravo la sua voce sempre sensuale, ma in questo caso mi parve lo fosse ancora di più.
“Beh, sono…sono dei bei piedi, certo”, risposi ancora io; “ti andrebbe di rinfrescarli un po’?”, mi domandò lei facendomi restare sempre più sbalordito.
“Sicuro…vuoi che…che prenda un po’ d’acqua?”, replicai io accorgendomi già dopo pochi secondi di aver detto una enorme fesseria.
“Non c’è tempo per l’acqua, stupido”, rispose Federica avvicinando quindi il suo dolce piedino al mio viso fino a trovarmelo a pochi centimetri dalle labbra.
Alla parola “stupido” il mio cazzo, che spingeva nei boxer già da svariati minuti, raggiunse il culmine della durezza; mi eccitò essere insultato da lei, anche se con toni e maniere così delicate.
“Avanti l’ho capito che ti piacciono, non sono cretina…”, mi incalzò lei; “fallo prima che torni tuo fratello”, aggiunse.
Ci riflettei un attimo sopra.
Leccarle i piedi era un mio enorme desiderio nascosto; d’altro canto era pur sempre la ragazza di mio fratello.
Restai indeciso per qualche secondo su come procedere; capii che il tempo era scaduto e il piacere della carne prevalse sui sentimenti.
Alla fine si trattava solo di leccarle i piedi, non me la sarei certo portata a letto.
Quando tirai fuori la lingua fu lei a passare svariate volte la pianta del piede sopra di esso.
Presi quindi il suo piede in mano e lo leccai con più decisione; pianta, dorso, dita, le bagnai ogni singolo centimetro di pelle.
Alzò poi l’altro piede e lo avvicinò alle mie labbra per ricevere lo stesso trattamento; accolsi tutte e cinque le dita in bocca, poi le presi singolarmente leccandole mentre le tenevo nella stessa.
Leccai pianta e dorso sempre più rapidamente perché il tempo stava per scadere; Federica sprofondò poi sul divano e sollevò tutti e due i piedi verso di me.
Ne presi uno in una mano, uno nell’altra e dopo averli avvicinati infilai in bocca i due alluci contemporaneamente senza smettere di leccare.
Mentre leccavo casualmente le altre dita, portai lo sguardo sotto il vestino della ragazza e notai l’assenza di mutandine ed una splendida vagina depilata.
Solo in quel momento notai anche che il vestitino di Federica sembrava essere bagnato all’altezza della sua fica; si stava bagnando per il trattamento che le stavo concedendo ai piedi, o forse era già bagnata da un pezzo.
Mentre continuavo a leccarle freneticamente i piedi Federica portò una mano sotto il vestitino e cominciò a toccarsi emettendo dei leggeri gemiti di infinito piacere; considerata la velocità della sua mano sembrava essere una vera professionista e, oltre a provocarsi piacere da se, provai invidia per le seghe meravigliose che doveva tirare a mio fratello.
Dopo circa un minuto, arrivata al culmine dell’eccitazione, la ragazza mi squirtò praticamente addosso dal momento che la maggior parte degli schizzi finirono sulla mia maglietta e pochi altri sul pavimento.
Federica tornò repentinamente a sedersi togliendo i suoi piedi dalla mia disponibilità.
Ansimante e rossa in volta, rimise i piedi nelle ciabattine e si diede una sistemata ai capelli.
“Che caldo, mamma mia!”, disse sbuffando.
“Eh sì…sono fradicio”, dissi scuotendomi la maglietta e facendo ironicamente notare il liquido che Federica aveva sparso sopra di essa.
Lei si limitò a sorridere; poi, accortasi delle gocce cadute a terra, tirò nuovamente fuori un piede dalla ciabatta e lo passò sopra di esse per ripulire il tutto.
“Ma quanto ci mettono quei due!”, disse sbuffando di nuovo; si alzò quindi in piedi e dopo aver calzato nuovamente la ciabattina si diresse verso il bagno.
Proprio in quel momento la porta si aprì.
Mio fratello e mio cugino mi raggiusero nella stanza; stavano ancora parlando dell’auto.
Tirai un sospiro di sollievo pensando a quello che sarebbe potuto succedere se fossero rientrati anche solo due minuti prima.
Federica ci raggiunse pochi minuti dopo; “mi sono rinfrescata un po’!”, disse sorridente.
In effetti si era bagnata il vestitino in più punti e sapevo bene che non lo aveva fatto per sentire meno caldo.
Era ora di tornare a casa; salutammo quindi mio cugino ed uscimmo dalla porta di casa.
Chiamai l’ascensore mentre mio fratello scese le scale a piedi; Federica restò ad aspettare l’ascensore con me.
Una volta saliti sopra di esso Federica avvicinò la bocca al mio orecchio e pronunciò, con voce bassa e calda, la seguente frase: “La prossima volta ti faccio leccare il culo”.
Mi limitai a sorriderle mentre le porte dell’ascensore si aprirono e, dopo esserci salutati, ognuno si diresse verso la propria auto per rientrare a casa mentre io cominciai a chiedermi se davvero avrei avuto il coraggio di fare una cosa del genere.
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