Roberta è una ragazza di 20 anni che frequenta l’università a Roma, viene da un piccolo paesino degli appennini, i suoi genitori hanno un negozio di alimentari nel centro dove abitano, il fratello Luca di tre anni più grande, già sposato con una compagna di scuola, lavora in un centro commerciale a 30 km dal paese.
La ragazza raggiunge il paese nei periodi di festa e ritrova l’ambiente nel quale ha vissuto per tanti anni.
Entra nel mio studio, molto timida, capelli neri ricci, trucco inesistente, vestita con jeans e maglione larghissimo.
Le pongo delle domande di rito e lentamente si scoglie, inizia a raccontare. Roberta nella casa dei genitori, dorme nella stessa stanza con il fratello, da sempre. Tutto si svolge in maniera tranquilla, la sera dopo mangiato rimangano in salone a guardare la televisione e se vogliono vedere un programma diverso, vanno nella loro stanza. Una sera mentre è coinvolta dal film che viene trasmesso, nota dei movimenti del fratello sotto le lenzuola mentre fissa il suo cellulare. Luca il fratello, si alza va in bagno e tornando invece di raggiungere il proprio letto, si stende in quello di Roberta, si infila sotto le lenzuola e riprende a fissare il cellulare. Ora i movimenti riprendono ma ne avverte benissimo le vibrazioni. È infastidita dagli scossoni, ma come è sua abitudine non si lamenta. Volta solo lo sguardo verso il fratello e nota i suoi occhi fissi sul cellulare e la bocca leggermente aperta, con la lingua che rapidamente si sposta da destra a sinistra. Riprende a guardare il film, ma sotto le lenzuola la mano del fratello, inizialmente la sente sulla gamba, e poi sulla mano. Luca lentamente sposta la mano della sorella, sopra di lui. Roberta non dice nulla, se la fa trascinare fino a quando si rende conto, che il pigiama del fratello è abbassato e dopo vari aggiustamenti sente in maniera chiara il membro. Non riesce a dire nulla, passivamente accetta quello che le fa fare. Stringe il suo uccello, il fratello la guida, fino a quando sente dei lamenti e un liquido caldo scivolare tra le mani. Non ne ha toccati altri, ma ha capito benissimo di aver masturbato il fratello. Senza dirsi nulla, lui ritorna nel suo letto. Sa che non è una cosa normale, ma non se la sente di dirlo alla madre, in fondo non si è opposta e poi teme la reazione dei genitori, fortemente religiosi, sicuramente darebbero la colpa a lei. Le sere successive, accade lo stesso, lui si infila nel letto si abbassa i calzoncini e lei automaticamente lo masturba. Le tocca le gambe, il seno, si vergogna ma si bagna. Una sera si fa abbassare gli slip e il fratello ricambia la masturbazione. È giovanissimo, ma le mani sono delicate, lei, trova perfino piacevole il dito nel sedere. Si sente sporca, vorrebbe dirlo alla madre, ma allo stesso tempo nel letto lei si fa trovare nuda. Ogni sera è un crescendo, osano di più. Sa che è sbagliato, ma non resiste quando Luca avvicina il suo membro al viso. Vuole assaggiarlo, come il gelato nelle serate estive nella piazzetta del paese. Il fratello non deve tenerle la testa quando gli schizzi arrivano nella bocca. Roberta ingoia, lo sente caldo e scivola giù per la gola fino a sentirlo nello stomaco. Le piace fare i pompini, certo è il fratello, ma a lei non importa. I due giovani non saltano una sera, si sente meno sporca, ma forse un po’ puttana come le direbbero i genitori. Eh si perché quella sera di maggio, le gambe le tiene ben aperte, in fondo lui vuole solo strusciarlo e casualmente scivola dentro, non sente dolore, anzi chiede a Luca di spingere come vedono fare nei film porno. Roberta si chiede se è normale tutto ciò che è accaduto e se è normale che ancora adesso che vivono distanti e che il fratello è sposato, ogni volta che si rivedono nel paesino accade qualcosa. Le scelte sono personali ed ora sono adulti. Lo scorso natale, Roberta è tornata a casa e la situazione non è cambiata. La sera del 24 sono tutti a cena a casa dei genitori, stanno per mettersi a tavola, la cognata al quarto mese di gravidanza è già seduta a tavola, e piano piano tutti stanno prendendo posto. Roberta è nella cantina, la madre le ha chiesto di prendere due bottiglie di vino, ed è proprio mentre sta per salire le scale che sente prendersi per i fianchi. Lo sa che è lui, lo lascia fare, deve solo fare presto, altrimenti li andranno a cercare. Si appoggia alla ringhiera, lui sposta lo slip e lentamente la infilza da dietro. Si tappa la bocca altrimenti la possono sentire. È da fine giugno che non la monta, gli perdona quel rapporto anale sulla scala a chiocciola. Le brucia il sedere, sono silenziosi, si sente solo il movimento del poggiamano, ogni colpo le dà piacere. Li chiamano, le mani affondano sui glutei, arriva il seme caldo è come una pomata sul sedere che brucia. Si siedono a tavola, lei sente scendere lo sperma lungo l’intestino, teme che si veda la chiazza sulla gonna. Le fa uno strano effetto vedere la cognata con la pancia, quasi la invidia. Cerca di immaginare come è stato l’amplesso che l’ha resa donna incinta. Chissà come le è cresciuto il seno, una volta al mare l’ha vista sotto la doccia l’avevano impressionato quei capezzoli enormi scurissimi, lei ha ancora un seno da adolescente, piccole tettine con capezzoli rosa minuscoli. Si chiede se il fratello mette la stessa foga con la moglie. Viene distolta dai suoi pensieri, le chiedono se il giorno dopo vuole andare a trovare la zia, ci saranno anche i due cugini gemelli. È indecisa, le dicono che l’attendono e che magari dopo vanno a fare un giro al lago. Già il lago…pensa lei…bello si…, le vengono in mente altri ricordi. Era estate, Roberta, il fratello e i due cugini decidono di fare il bagno, fa caldo, sono in costume. Una birra, e il sole che picchia è sdraiata quasi assopita. Un’ombra le copre il volto, apre gli occhi, il fratello è davanti a lei con il costume abbassato. Non è stupita di vederlo davanti a lei, ma teme che se ne accorgano i cugini gemelli. La risposta non tarda, sorridenti alle sue spalle ci sono loro. Se li ritrova tutti e tre intorno a lei. Le fermano le mani e le gambe, il fratello struscia il membro sul viso della sorella. Ben presto le mani le bloccano i movimenti, ma la toccano anche ovunque. Le fanno aprire la bocca, è il fratello che la scopa tra le labbra. Le tolgono quel piccolo costume, uno dei due cugini monta tra le sue gambe, tenute aperte dall’altro. Tocca il membro dell’altro con la bocca piena, non ha tempo di pensare, è il turno dell’altro gemello. Se la passano a turno, ma sempre con tre uccelli da gestire. Non è preoccupata di quello che le fanno, teme solo di essere vista. Già in paese se ne raccontano tante su di lei. Ora è sopra il fratello, con un gemello che la sodomizza e l’altro che le riempie la bocca. Scivola sulla sabbia e si svuotano sul suo viso. Rimane distesa, mentre si rivestono. Ritorna al presente con la madre che le passa l’antipasto. Il ricordo non l’ha turbata, anzi le ha regalato un fremito tra le gambe. Una famiglia allegra, passa la serata ed è il momento di andare a dormire. Si sdraia sul letto e spenge la luce. Poco dopo la porta si apre, si avvicina una figura lentamente e si infila nel letto. Non vede nulla, sente solo le mani che la toccano, le accarezzano il seno che immediatamente diventa turgido. Rimane immobile ad assaporare il piacere che sta crescendo, le gambe si allargano, sente un serpentello che la lecca, con sempre più avidità. Il piacere cresce è curiosa di sapere chi possa essere. La monta, il membro dell’uomo sembra un martello, lo sente grosso e duro come il marmo, sembra non riuscire a contenerlo. La sua intimità continua a bagnarsi, sente scendere sul lenzuolo il suo umore. I suoi seni sono tra le mani dello sconosciuto, ha voglia di gridare il suo piacere. L’uomo la gira, preme sul buchino, le fa un male bestiale, non riesce ad entrare è troppo grosso, lo vuole ma il dolore è immenso. È dentro solo la cappella, allarga con le mani i glutei, ma fatica ad entrare. Il dolore è fortissimo, ma finalmente entra lentamente, si allarga l’apertura, poi il canale, sembra non finire mai quell’arnese. Lo sente sbattere, le sembra di averlo anche nella sua farfalla, deve mordere il cuscino per non urlare. Ha la sensazione di perdere ancora la verginità, le piace come la tratta da animale. Il sedere è tra le mani dell’uomo, Roberta si masturba, gode ad essere impalata. Ora è sopra, fatica a muoversi, pensa di essere una bandiera ad una parata. Sente gonfiare la cappella, sa che sta per essere riempita. Gode, mentre il fiume di sperma la riempie come fosse un bignè. Rimane carponi, aspetta che scenda il succo, non tarda, eccolo che scorre sulle gambe. L’uomo sta per aprire la porta, lei accende la luce…lo riconosce…
Roberta non è più tornata a casa
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Categorie: Incesti