Era da tanto tempo che avevamo deciso di fare una vacanza a Parigi, questa volta il mio ragazzo ed io siamo riusciti a partire. Evidentemente non è destino, siamo appena arrivati e ci rendiamo conto che hanno perso la nostra valigia e per non farci mancare nulla, abbiamo perso il pulmino che deve portarci all’albergo. Eppure a Giorgio, il mio ragazzo, avevo detto di avvisare. Sono furibonda dobbiamo prendere la metropolitana…io che non la prendo neanche a Roma. Sono sudata e furiosa, vado in bagno a fare pipì e cerco di rinfrescarmi…accidenti non ho nulla. Mi sento sporca e non mi posso cambiare. Ho una maglietta rosa e una gonnellina bianca. Decido di togliere gli slip e li butto nel secchio sono troppo sudati.
Quell’idiota del mio ragazzo piomba nel bagno mentre sto bagnando il viso. Cercando di fare il carino, da dietro mi fa sentire che la cosa non lo lascia indifferente.
-mmmhh senti come sono duro… ma veramente vai in giro senza mutandine con questa gonnellina cortissima…?
- Spostati idiota…e in metropolitana non devi starmi vicino…
La prima metro che arriva è piena e non ho intenzione di salire, per cui la lasciamo passare, e così anche la seconda e la terza, alla fine mi decido a salire. È gremita, ricevo una forte spinta per cui salgo senza quasi muovere le gambe, ricevo anche una vigorosa palpata sul sedere e faccio finta di nulla. Lui è dietro di me, ma la mano non è la sua, ci sono almeno quattro persone tra noi. La metro parte e ricevo una spinta, riesco a sostenermi appoggiando la mano su uno di quei pali che servono proprio a questo. Fa una fermata ed entrano altre persone siamo come delle sardine. Riparte e di nuovo ricevo una spinta, questa volta il palo mi sostiene. Mi rendo conto che proprio all’altezza della mia mano un ragazzino di un gruppo in gita scolastica, si sta appoggiando con il basso ventre. Tengo stretto il palo per non cadere, ma il ragazzino aiutandosi con il movimento del vagone si struscia. Mi giro cercando di far finta di nulla e vedo che Giorgio sta fissando proprio la mia mano. Il ragazzino continua a muoversi, e noto il suo volto da beota. Lo guardo dritto negli occhi e diventa rosso, ma non si sposta. Mi sento pressata da dietro, e mi ritrovo il palo della metro piantato tra le gambe e i pantaloni del ragazzino sulla mano. Abbasso lo sguardo e noto una piccola chiazza sui suoi pantaloni ed è palese il suo movimento sul mio palmo. Con la fermata successiva, riesco a posizionarmi vicino alla porta del lato opposto, mi giro e vedo il mio ragazzo poco più avanti e lo fulmino con lo sguardo, mai potrò perdonargli il giro in metropolitana. Non passa molto tempo e comprendo il motivo per il quale odio i mezzi pubblici, sento una mano sul sedere. Mi giro e vedo un tipo che sembra un prete, un altro signore distinto e un ragazzo nero che deve essere un venditore ambulante e un anziano con giornale. Non riesco a capire chi è e faccio a Giorgio segno di vedere che ho una mano sul culo. Ancora una fermata, e stavolta la mano diventa ancora più vigorosa e il ragazzo nero con una borsa sulla spalla è il padrone di quella mano. Mi abbasso leggermente facendo finta di studiare una guida, ho le gambe serrate e la gonnellina leggermente rialzata da una parte…Un leggero scossone del vagone e la gonnellina adesso è in altra posizione. Evidentemente non avendo reagito, il tipo deve essersi fatto coraggio. Ora la mano è sotto la gonnellina. Il mio ragazzo intuisce la situazione, ma non reagisce sembra essere eccitato dalla situazione. La mano è grande, apro le gambe leggermente, non ho l’intimo e lo capisce subito. Infila un dito dentro e inizia a muoverlo, trovo piacevole il massaggio intimo in mezzo alla folla. Il mio volto non può tradire quello che sento e Giorgio comprende bene quello che accade. Mordo un labbro e una brusca frenata mi spinge indietro… ma qualcosa non va ..ci metto poco per capire … il tipo ha finito di palpare e ora sento qualcosa di ben più grosso dentro, mi sta fottendo e lo sta facendo senza che nessuno se ne accorga. Segue il movimento della metropolitana ed ogni frenata è un colpo nelle viscere. Fisso il mio ragazzo e mi sembra un guardone eccitato. Un calore immenso mi prende alla testa, mi accorgo che sto venendo, mi irrigidisco e senza parlare sillabo a Giorgio…Godo….Abbasso lo sguardo e vedo che un filo di sperma cola lungo la gamba. Arriva la nostra fermata, mi giro e saluto il ragazzo che mi sorride. Devo andare in bagno, ho bisogno di asciugare quello che mi sta uscendo dal mio sesso, continua a colare del seme…accipicchia quanto ne aveva. Approfitto che la nostra fermata, vicino alla periferia, è deserta. Davanti al lavandino, mi lavo e cerco di far uscire tutto lo sperma. Entra Giorgio, non bado a lui continuo a pulirmi, mi sento ancora più sporca di quando sono scesa dall’aereo. Non mi dà fastidio ciò che esce, anzi trovo piacevole l’odore del ragazzo nero, ma sono abituata ad essere perfetta. La mano che ho dietro di me e che utilizzo per pulire viene spostata da Giorgio, mi piega leggermente in avanti e mi appoggio sul lavandino. Si inginocchia e passa la sua lingua dentro di me. – Ti è piaciuto Stefania….? Non commento…sei un gran cornuto lo sai….- Si lo so ma….è stato eccitante vedere il tuo viso mentre ti montava….senti come sono duro…Si alza e si è già sbottonato mentre mi lecca, sono fradicia del mio umore e del seme dell’altro. Lo sento scivolare dentro, afferra i miei glutei ed è il secondo che mi monta. I colpi sono violenti, si è decisamente eccitato. Ho il vestito alzato e lui dietro che mi penetra, tengo stretto il lavandino per non cadere. Mi tira fuori il seno e l’afferra mentre spinge con forza. Sto godendo. Rallenta i colpi, mi volto e vedo un tipo che se lo tocca guardandoci. Penso…che giornata oggi….sta capitando di tutto. – Lascialo guardare - fa Giorgio – oppure se ti va lascio il posto – non ti azzardare maiale. Lo eccita la situazione, è proprio un maiale cornuto. Il tipo si avvicina, mostra che si sta masturbando, deve essere quello delle pulizie. È curioso il suo sesso, non è grosso ma i testicoli sono enormi, deve essere un indiano dai tratti somatici. Continua a sbatterselo, per sentirsi a suo agio abbassa la divisa e i boxer. Sono proprio enormi le sue biglie, anzi sembrano palline da tennis e il sedere è incredibilmente liscio, sembra il sedere di una donna. Giorgio continua la monta, e guarda l’uomo. Deve essergli passata qualche fantasia particolare, tanto è che cambia la monta. Si appoggia sul mio buchino e lentamente si fa strada, ecco…ora mi impala. Brucia, ma godo, distrattamente guardo il tipo che si masturba. Impalata nel bagno pubblico di Parigi, con il guardone che si sega. Sono caduta in basso, ma per ora vivo il momento e godo. Timidamente mi tocca una tetta, lo lascio fare, Giorgio spinge come un pazzo. Ora me la sta strizzando, e la sua mano va velocissima. Vorrebbe farmelo toccare, ma visibilmente mi rifiuto. Ho lo sfintere larghissimo, sento che sto per venire, inizio ad urlare. Giorgio mi chiude la bocca e continuo a godere, l’uomo delle pulizie approfitta del momento e mentre continua a masturbarsi con l’altra mano tocca il mio sesso. Non ho la forza di oppormi ora. Infila due dita dentro e schizza sulla parete. Sembra stia disegnando un quadro, il muro è grigio, ma gli schizzi rimangono ben fissi e visibili sulla parete. Sono inerme, mi tiene Giorgio che ancora mi sta sodomizzando. Il tipo ancora sta schizzando sembra un’eternità. Ho la sensazione di perdere conoscenza, sento solo il membro di Giorgio che entra ed esce velocemente. Sta per venire, lo sento ancora più grosso, si sfila, lascia il mio corpo e cado. Mi ritrovo stordita stesa per terra, sento il mio corpo ricoperto di schizzi, piedi, gambe, pancia, seno viso. Ho gli occhi chiusi e percepisco il mio corpo accarezzato, il seme viene spalmato sul mio fisico, ho i capezzoli durissimi e il clitoride è cresciuto come un piccolo fallo. Allargo le gambe, le attenzioni si rivolgono alla mia farfalla, sento il clitoride massaggiato e due dita delicate entrano dentro di me, ne sento una cercare spazio nel buchino. Sono piena, si muovono tutte velocemente. Eccolo di nuovo il mio orgasmo, potente. Si rilassano i muscoli, lascio andare e faccio la pipi. Sento vari zampilli e poi uno più prolungato. Nuovamente sento aprire le mie gambe, apro gli occhi e vedo Giorgio che si massaggia l’attrezzo e l’uomo delle pulizie che sta per infilarsi tra le mie gambe. La reazione è immediata, con il tacco del piede colpisco il suo viso, immediatamente inizia uscire del sangue…accidenti credo di avergli rotto il naso…Mi alzo, cerco di sistemarmi al meglio, e finalmente arrivo in albergo. In condizioni pietose, raggiungo la boutique interna, con gusto faccio spendere un capitale a Giorgio. Ci facciamo una doccia, nessun commento su quanto è accaduto. Ceniamo parlando del nulla, già vorrei essere altrove ma tanto so che durerà pochi giorni, e anche Giorgio sparirà dalla mia vita. Mentre saliamo in ascensore forse anche grazie alla bottiglia di vino terminata poco prima….accidenti hai rotto il naso a quel poveraccio….è il minimo rispondo io…già aveva ottenuto troppo e mi faccio montare da chi dico io, e te sei un pusillanime, senza spina dorsale, non sei in grado di usare solo il tuo membro, ti stavi pregustando la monta di quell’uomo…..hai ragione ma era tutto eccitante…non vali nulla come uomo avrei dovuto rompere il naso a te. Entriamo in camera, ho voglia di dormire. Apro il frigo e mi verso del vino, accendo una sigaretta. Tolgo la gonna, la camicetta e gli slip e me ne vado in balcone a godermi il mio insano vizio del fumo. Appoggio il calice sul tavolino esterno, faccio un pochino di stretching. Aria fresca ed esercizi ne ho bisogno per calmarmi. Poco dopo mi accorgo che due balconi più in là ci sono dei ragazzi che guardano, non me ne curo, possono guardare tranquilli non ho vergogna del mio corpo. Poco dopo esce anche Giorgio, ora lo trovo ridicolo nudo. Sembra un manichino con il pendolo, peccato che sia banale nell’uso di ciò che la natura gli ha donato.
- Giorgio lo sai che è finita…
- Si lo immaginavo…
- Domani prendo un altro albergo e continuo questa breve vacanza da sola…
- concedimi questa serata a modo mio…
- e che sono una santa…? Hai avuto fin troppo.. Vedi i visi di quei ragazzi poco più avanti…? Sono eccitati nel vedermi….meglio loro…te stavi per segarti mentre il tipo stava per montarmi. Ecco sarebbe meglio stare in mezzo a loro. Chissà cosa immaginano di farmi…e te hai bisogno di uno che mi scopa…non sei un uomo. Non basta avere un membro grosso, bisogna anche usarlo per bene. Guarda come, si toccano i pantaloni, guarda come sbavano mentre mi tocco il seno. Sono olandesi li ho sentiti parlare prima, e ora si stanno dicendo… cosa aspetti ad usare quel affare che hai in mezzo alle gambe…non possono immaginare che sei un ometto.
Le mie parole invece di dissuaderlo producono l’effetto opposto, noto come sia diventato duro. Accidenti ama anche essere umiliato. Non so scegliere i miei maschi, sono molto più brava con le donne o semplicemente gli uomini li scelgo solo come oggetti belli da usare ma inutili alla mia psiche. Mi annoiano dopo un pochino, le donne invece mai. Lesbica nella mente e bisessuale nelle voglie. Dovrei analizzarmi forse, anche se mi sono accettata da sempre. Non ho preconcetti e non mi vergogno del sesso. Probabilmente una persona cosiddetta normale non rimarrebbe nuda con due maschietti che la guardano. Ma che problema c’è…se vogliono possono anche segarsi, potrei donare uno spettacolo che ricorderebbero tutta li vita. Mi avvicino al balcone sul loro lato…
- Hey jongens, wil je kijken ...? (hey ragazzi volete guardare?)
- Spreek jij onze taal ? (Parli la nostra lingua?)
- Ja, mijn moeder is Nederlands, bent u alleen?...(Si mia madre è olandese, siete soli?)
- Ja, onze ouders zijn op pad en jij bent spannend (Si i nostri genitori sono a fare un giro e te sei eccitante)
- Dus kom op ... haal ze eruit (allora forza tirateli fuori)
- Vedi Giorgio come si fa… ora dovrei inginocchiarmi davanti a loro, basterebbero 2 minuti e sarei già piena.
I due ragazzi abbassano le tute, poi gli slip e mostrano i loro arnesi. Più o meno la grandezza è la stessa, abbastanza normale, sono già duri e mi sarei incavolata se non lo fossero, e lucidi. Uno è già stato svezzato, l’altro è ancora vergine. Non hanno bisogno di toccarselo, sono ben eretti con i loro bei peli biondi. Sembrano avere una corona di fiori, si guardano, non ridono. Giorgio è ben eccitato dalla situazione, sono quasi pentita, ma non posso lasciarli così.
Mi inginocchio di fronte a lui, facendo ben attenzione a mostrare per bene il pompino che mi accingo a fare e a far vedere il mio sedere ben aperto, simulando una penetrazione da dietro. Lecco per bene i testicoli, risalendo l’asta fino a roteare la lingua sulla cappella. Ogni tanto mi giro a guardarli, mostrando loro come riesco a farlo arrivare in gola. Non passa molto e il ragazzo vergine, imprecando schizza sul muro. Sorrido con un cenno di approvazione per la serie di spruzzi. L’altro poco dopo insultando Giorgio, svuota il suo arnese. Mi alzo e Giorgio…
- Ti prego Stefania entriamo dentro.
Andiamo in camera, disponibile a finire con un suo orgasmo. Si appoggia sul letto e ….
- Ti prego frustami con la cinta…
- Anche questo…basta che finisce presto.
Prendo la cinta, lui è di fronte a me carponi, inizio a frustarlo e lui grida con dolore ma con palese eccitazione. Continuo a frustarlo senza pietà, si iniziano a vedere i segni. Colpisco sempre più forte, con risentimento ed eccitazione. Il rumore dei colpi rimbomba nella stanza. Più colpisco e più ne chiede, ora la carne si lacera, e cerco di colpire proprio là. Lo vedo un individuo inutile. Lo faccio girare e monto sul letto…
- Appoggiati sulla spalliera e leccami il piede….
Esegue come un bambino, questo lo trovo più eccitante e piacevole. Infila per bene le dita nella bocca, è come un rapporto orale sui miei piedi, ho voglia di spaccare il naso anche a lui.
Metto il piede bagnato sul membro, lo masturbo con le dita. All’ometto piace, schiaccio i testicoli e lo masturbo. Finalmente inonda il mio piede.
- Già sei venuto….e non ho goduto….
Scendo dal letto, tolgo i vestiti dalla sedia, la sdraio per terra, mi metto davanti a lei…e lentamente infilo una gamba nella mia farfalla. Faccio da sola…mi penetro come se avessi uno stallone dietro…finalmente godo. Mi faccio la doccia, chiamo la portineria e chiedo un taxi….Scappo
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