C'era una fanciulla dalla pelle di latte Che viveva per soddisfare le signorili patte Rinchiusa tra mura dalle orecchie sopraffine Il suo corpo usato oltre ogni confine. Nessuno osava però violare Il dolce fiore vaginale La fanciulla doveva rimanere intatta Così diceva la leggenda quando fu fatta. Corri corri dolce vergine E non fermarti a piangere Così nessuno potrà più sussurrarti il divieto Che ti costringeva solo a prenderlo di dietro. La tua bocca prestata a regali pompini E la tua lingua a leccare cappelle ed affini Ogni notte ed ogni giorno un amplesso speciale In orge e scopate, si, ma dal solo sapore anale. Ricoperta da fiumi dalla bianca consistenza Con gli occhi al cielo invocavi una fallica presenza Che lasciasse in pace il tuo buco posteriore Per bagnare e riempire la tua fica di calore. Corri corri dolce vergine E non fermarti a piangere Così nessuno potrà più sussurrarti il divieto Che ti costringeva solo a prenderlo di dietro. Passa il tempo e passano gli anni Cento e poi cento dietro ipocriti inganni Di una bigotta morale che ti voleva illibata Al riparo dai colpi di una vulva violata. Ora il castello è nella tua testa un appartamento vuoto è quello che ti resta Di una città che voluto solo apprezzare Il tuo culo e le tue labbra per farsi godere. Corri ora libera dolce vergine E non fermarti a piangere Nessuno a sussurrarti più il divieto Che ti costringeva solo a prenderlo di dietro. http://bcifrani.altervista.org
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