Molti ricorderanno la nevicata di qualche anno fá che ha paralizzato diverse localitá collinari del centro-nord Italia.

Io la ricordo in modo particolare per un'avventura capitatami proprio in occasione di quello straordinario evento.
Studiavo all'università e come tanti condividevo un appartamento con altri 3 coetanei, tutti studenti.
Con uno di loro era nata una buona amicizia, si chiacchierava volentieri di tutto e, una volta la settimana, durante le serate universitarie, uscivamo insieme alla ricerca di fighe che durante quelle serate non mancavano mai e dico veramente mai.
Non che io e il mio amico fossimo dotati di gran fascino, eravamo molto simili, entrambi sul metro e ottanta fisico longilineo e abbastanza sportivi, diciamo nella norma per due ventiquattrenni.

I nostri 2 coinquilini partivano il venerdì dopo pranzo finiti i corsi.
Io e Luca, questo era il suo nome, quel venerdì eravamo stati invitati ad una cena a casa di alcune ragazze conosciute due sere prima, una delle quali si era subito portata a letto il mio amico e la cena era probabilmente una scusa per replicare. Io, invece quella sera avevo puntato una tipa che dopo qualche chiacchiera mi mandò in bianco perché felicemente fidanzata e vista l'ora tarda decisi di rincasare.

Verso le 17e30 di quel venerdì iniziò a nevicare a tratti ma nulla di preoccupante e alle otto fummo tutti a cena. Portammo il vino e il dolce e le ragazze pensarono al resto.

Era il programma per una serata ideale ma non andò così.

Alle diciotto e trenta, invece, arrivò un messaggio di Federica avvisandoci che la cena era rimandata per via delle previsioni poco promettenti e che lei e Anna, avendo la macchina erano tornate ognuna a casa propria per non rischiare di rimanere bloccate.

Io e Luca vista l'ora decidemmo di partire il giorno seguente.
Arrivati a casa, dopo esserci consolati con un aperitivo in centro, ci organizziamo tra borsone, cena e doccia per essere pronti alla partenza dell'indomani. Prima di andare a letto, dando uno sguardo fuori ci rendemmo conto che forse saremmo dovuti partire anche noi la nevicata sembrava più seria del previsto.

La mattina appena svegli, la sorpresa non fu tanto quella di vedere fuori dalla finestra tutto completamente bianco ma quando, aprendo il portone d'ingresso del condominio ci trovammo davanti ad un muro alto un metro e mezzo circa e continuava a nevicare.
I tentativi di uscire furono vani e decidemmo di rientrare.

Rimanemmo chiusi per tutto il giorno a casa impegnati tra Tv, videogame e film scaricati da internet.

La sera verso le ventidue, finito di cenare e lavato i patti, Luca propose di guardarci il film che aveva appena scaricato.
Finalmente sul divano face partire il film ma appena iniziato ci rendemmo conto di aver scaricato l'ennesimo porno.

"Be dai" dissi a Luca
"Meglio di niente"
"Vediamo se merita altrimenti lo cestiniamo"

Le scene erano quelle classiche, gran fighe, cazzi grossi e sempre duri, pompini, inculate e gran sborrate ovunque.
Ovviamente c'era eccitazione, o meglio io ero eccitato a vedere e commentare quelle scene, di conseguenza direi anche Luca.
Ad certo punto ci fu una scena che mi eccitò particolarmente, due ragazzi ed una figa fantastica che si prodigavano in una doppia penetrazione.

"Aspetta" dissi
"Non mandare avanti veloce, vediamo come si scopano sta gnocca"

La scena andò avanti qualche minuto fino a quando quello che glielo metteva nel culo si alzò e glielo infilò in bocca.
Il ragazzo che era sotto e continuava a scoparsi la ragazza trovandosi il Cazzo dell'amico in faccia iniziò a succhiarlo e dividerlo con lei.

Ci fu silenzio e un po di imbarazzo.

La scena continuò e mentre uno dei due era intento a leccare la figa della donna, il terzo arrivò col cazzo duro, lo punto sul buco del culo depilato dell'amico e con due tre spinte gli entrò dentro.

Il silenzio fu interrotto da una risata imbarazzata seguita da un mio "dai forse é meglio andare avanti!"
Era la prima volta che assistevo ad una scena bisex con un'altra persona, né avevo viste molte non erano una novità ma in quella situazione mi creò un lieve imbarazzo.

"Ma dai cosa vuoi che sia!"
"Non ne hai mai viste prima?"
Ribatté Luca

"Si certo, ne ho viste diverse"

"E ti fanno schifo?" domandò Luca

"No schifo no" gli risposi
"Solo un pò di imbarazzo, alla fine é sesso che piaccia a no"

Luca colse l'occasione, disse eccitato.
"Andrei in bagno a farmi una sega ma non voglio perdermi la scena"
Continuò dicendo
" Non resisto, o vado in bagno o la faccio qui, posso?"

Non ebbi il coraggio di dire di no e acconsentì.

Lui pronto lo tirò fuori dai pantaloni della tuta già in tiro.
Non era la prima volta che lo vedevo, giocavano a calcetto insieme e sotto le doccia uno sguardo furtivo cade sempre sulle parti basse inoltre a casa c'era una certa libertà e giravamo tutti nudi dopo la doccia per tornare in camera.
Ma in erezione era la prima volta.
E sì, anche in questa circostanza la coda dell'occhio scrutò il suo cazzo.
Era duro, la cappella era grossa lucida e rossa, lo teneva in meno e ci sarebbero volute almeno le quattro dita dell'altra per coprirlo tutto lasciando fuori solo il glande.

"Non mi fai compagnia" disse
"Dai non ti sei mai fatto una sega in compagnia?"

"Si certo, da ragazzino più di una volta" risposi.

"Che differenza c'è" replicò continuando ad andare su e giù con la mano sull'asta.

Non risposi, ma mi alzai dal divano quel tanto che bastava per calmarmi pantaloni e mutande insieme.
Era duro anche il mio, sentivo la cappella gonfia e dura, il mio cazzo era talmente duro da farmi quasi male e stava dritto come un palo.
Iniziai a menarlo dalla base fin su arrivando in cima alla cappella che era già bagnata.
Nella stanza silenziosa si udiva solo l'ansimare degli attori, i nostri respiri in affanno e lo sfregare della mano sui nostri membri rossi e gonfi di piacere.
La situazione prese una piega diversa quando uno dei due attori, seduto con la ragazza sopra, prese il cazzo del collega e iniziò a masturbarlo.

"Lo facciamo anche noi" fu la proposta di Luca.

Io fui colto alla sprovvista ma l'esitazione durò un istante.
Allungai la mano destra e afferrai il suo arnese. Solo allora mi resi veramente conto di quanto fosse grosso ed era duro come il marmo ma non era freddo, era rovente oserei dire.
Quasi contemporaneamente Luca fece altrettanto con me a una vampata di calore mi parti tra le gambe e arrivò in un attimo al capo terminando sulle guance e la fronte che sentivo scottare.
Iniziammo a farci una sega a vicenda, era intensa come mai prima d'ora avevo provato.
Sentire il tuo cazzo in mano di un'altra persona è eccitante ma averne uno in mano che non é il tuo é decisamente un'altra cosa.
Continuavano a menarci i cazzi avidamente e mentre, sia il mio respiro che quello di Luca si facevamo più corti e rapidi, sentivo il suo cazzo che si ingrossava e pulsava, vedevo le sue pelle contrarsi e gonfiarsi!

Sentivo il mio battito aumentare e le contraddizioni del bacino iniziavano a farsi sentire.

D'un tratto una contraddizione forte mi fece schizzare diverse volte, la sborra era un fiume,i primi schizzi finirono sulla mia maglia poi getti meno intensi fecero uscire il resto dello sperma che colava sulla mano del mio coinquilino che mi stringeva il cazzo dalla base fino alla cappella lucidissima e di color violaceo facendomi uscire anche le ultime gocce di seme biancastro che sentivo colare giù sulle palle.

Luca venne un istante dopo emettendo un solo un solo lungo gemito, dal suo cazzo partì un primo schizzo anzi, direi un getto di sborra che gli finì sul petto poi iniziò una serie di getti intensi e lunghi che finirono ovunque compreso il mio braccio.
Sentivo il suo sperma caldo colare sulla mia mano che continuava il suo movimento per svuotare completamente quelle belle palle grosse.
Una sensazione estasiante sentire un cazzo pulsare nella mia mano, la viscositá del suo seme faceva da lubrificante per gli ultimi movimenti di una saga mai fatta prima.
Continuammo ancora un po' finché i nostri cazzi sfiniti ma appagati non si afflosciarono.

Nella stanza si sentiva un forte odore di sperma, l'uno abbandonò il cazzo dell'altro e in silenzio andammo a lavarci.

Con un Po di imbarazzo ci salutammo e ognuno si ritirò in camera propria.
…continua...
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