Inevitabile parlarne con la mia compagna di appartamento che mi aveva confessato di averci spiato e di essersi anche eccitata. La carne è carne ed anche lei sentiva il vuoto in mezzo alle gambe. Siamo alquanto diverse, lei 27 anni, bionda, un fisico gracilino ma con un seno leggermente sproporzionato rispetto al fisico, io, ahimè, 39 anni, mora, alta 1,68 per 58 kg di peso, segni particolari un culetto sodo da fare invidia ad una ventenne. Mi confessa di essersi masturbata nella sua stanza ripensando alle scene viste e di avere raggiunto un orgasmo violento. E’ la prima volta che parliamo così intimamente e la guardo con tenerezza e le faccio una proposta: perché non te lo scopi pure tu? Imbarazzata mi dice di essere fidanzata e di non avere il coraggi di tradire il fidanzato e poi non saprebbe come fare l’approccio, poi che lui sta con me etc… etc… Tranquilla, le faccio, è un vero stallone, ce lo possiamo dividere e superare questo momento, ci penso io. Detto ciò, faccio una videochiamata al ragazzo e dico alla mia compagna di mettersi in maniera tale da guardare senza essere inquadrata. Il ragazzo mi appare con un sorriso radioso, memore della mattinata fantastica, gli chiedo se è stanco e lui per tutta risposta abbassa la camera del telefono e si inquadra sotto, è ancora in tuta ma in men che non si dica la tira giù facendo svettare il suo uccello, eccitato; wow gli faccio, ancora hai voglia? Lui lo afferra con una mano e comincia a segarlo e mi fa: secondo te? Io di rimando: vuoi giocare ancora? Te la senti? E lui: siiiii….. Mi alzo la gonna, abbasso le mutandine, mi dilato le labbra della fica con due dita e gli faccio: vieni … ti aspetta …...
Dico alla mia campagna di appartamento di andare nella stanza e di denudarsi completamente e di aspettare che la chiami, nel frattempo il ragazzo è già alla porta, apro, misi fionda addosso, mi bacia, le sue mani dappertutto, lo trattengo a fatica, andiamo nella mia camera, ci denudiamo e non resisto a prenderglielo in bocca, mmm… che bello, lui mi stacca a fatica e guardandomi mi dice: ogni promessa è un debito, sai osa voglio vero? Lo guardo maliziosa e gli dico, se fari un gioco con me sarò tutta tua. Accetta, lo faccio distendere sul letto e gli dico di bendarsi, di stare immobile a farsi fare tutto senza togliersi la benda dagli occhi. E’ eccitatissimo e l’idea gli piace. Accertatami che non vede nulla, vado velocemente dalla mia compagna di appartamento, Giusy, rossa e tremolante, la prendo per mano e la porto nella mia camera, è davvero una bella ragazza, una fichetta con la peluria chiara a triangolo a contornare la sua vulva, il cazzo del ragazzo è maestoso nella sua eccitazione, porto la mano della ragazza sul cazzo, lo stringe imbarazzata, poi comincia a segarlo, i mugolii del ragazzo fanno capire che apprezza, invito la ragazza a penderglielo in bocca spingendola con il capo, lei si decide, lo imbocca, comincia a spompinarlo, la scena mi eccita, poche slinguate e la ragazza vuole sentirlo dentro, gli infila il preservativo e si posiziona sopra e con la mano lo indirizza e ci si cala con un sospiro di liberazione, il ragazzo si accorge che qualcosa è cambiato, si toglie la benda e si ritrova Giusy a cavalcargli il cazzo, il suo sguardo va da lei a me, sperduto, gli dico: tranquillo, tutto ok, ha bisogno anche lei di un bel cazzo che la scopi per bene. Vi lascio soli, divertitevi. Esco dalla stanza, dopo qualche secondo sento bussare alla porta, sebbene nuda, da dietro la porta la apro lasciandola socchiusa, Davanti agli occhi un uomo poco meno di cinquant’anni, bello ed affascinante, che mi chiede del figlio. Oddio!!! Un attimo, lo faccio entrare mimandogli di stare in silenzio, gli occhi stralunati a vedermi nuda, mi segue, dalla porta rimasta socchiusa si vedono i copri che fanno sesso, le spalle di lei che lo cavalca, il cazzo del ragazzo che ritmicamente entra ed esce dalla fichetta di Giusy. Mentre il padre sta osservando la scienza, la mia mano si dirige verso la patta dei suoi pantaloni, la trova gonfia, si volta di scatto, temo il peggio, non succede e non mollo la presa, lo tiro verso la stanza di Giusy, gli sbottono la patta e gli libero l’uccello, wow…. Un cazzo di belle dimensioni, più lungo e più grosso di quello del figlio, mi ci inginocchio e lo prendo in bocca, ci entra a stento come larghezza, mi porta le mani sul capo e mi scopa la bocca togliendomi il respiro, ha i pantaloni e gli slip abbassati, riesco a farlo uscire per leccarlo tutto dalle palle alla cappella, intorno al prepuzio, lo lascio intriso della mia saliva, ho voglia di sentirlo dentro ma i preservativi sono nella mia stanza, gli dico di aspettarmi e vado nella mia stanza: continuate tranquilli, prendo ciò che mi serve mentre Giusy è estasiata mentre lo prende a pecora. Raggiungo l’altra stanza, gli infilo il preservativo e mi metto a pecora sulla sponda del letto, l’uomo ha la visione dei miei buchi e io attendo il suo cazzo, sento le sue mani sulle natiche e poi… la sua lingua, wow …. Grandioso … mi sta leccando la fica, fremiti di piacere mi scuotono, tocchi sapienti esplorano il mio inguine, stuzzicano il clito, si insinuano tra grandi e piccole labbra, la punta della lingua a mo’ di piccolo pene, si intrufola dentro, poi scorre lungo il perineo, raggiunge il buchino, lecca le crespe intorno all’orifizio, si insinua dentro lasciando saliva in zona, poi ritorna a leccarmi la fica mentre un dito birichino viola il buchino, ho un dito nel culo e la lingua nella fica, l’orgasmo mi prende violentissimo facendomi tremare tutta, si abbevera ai miei umori, si solleva, lo sento dietro di me, appoggia la cappella all’entrata, le mani sono sui miei fianchi, un colpo secco che mi fa urlare ed è dentro, tutto, mi riempie della sua possenza, lo sento allargarmi le parti della fica, è veramente grosso, incomincia a stantuffarmi con forza, mi sento aprire in due ad ogni passaggio, ha un cazzo meraviglioso le tette ballonzano ad ogni colpo deciso che mi strappa mugoliii, poco importa se ci sentono, sento che sto per avere un altro orgasmo, sento che anche lui è al limite, i colpi sempre più veloci, più profondi e infine l’impennarsi dentro di me, i fiotti che si infrangono contro il preservativo, la mia fica che stringe il suo cazzo che si dibatte negli spasmi del piacere mmmmmm…… Lo tira fuori, ancora dritto, gli levo il preservativo e lo imbocco di nuovo, lecco il suo sperma, lo pulisco, gli impedisco di afflosciarsi, rimane eccitato, un cazzo che mi sembra enorme, davvero un bell’esemplare, mi stacca, mi dice di rimettermi nella stessa posizione, mmmmm mi vuole scopare di nuovo, gli porgo il preservativo, aspetto fremente che entri di nuovo, sento ancora la sua lingua stuzzicarmi il retto, lasciare abbondante saliva, il dito giocarci ad entrare con roteazioni, si solleva, si avvicina sento la sua presenza dietro di me, una mano si posa poco sopra le natiche, l’altra ce l’ha sul suo cazzo, sento la cappella posarsi sul buchino, realizzo cosa vuole fare, mi esce un flebile: no, ce l’hai troppo grosso, lui di rimando: hai un culetto fantastico, non posso non incularti e così dicendo spinge, il buchino cede, si allarga e fa entrare la cappella strappandomi un urletto di dolore, cazzo se ce l’ha grosso …. Piano, piano, ti prego …, le sue mani sono sui miei fianchi, mi tira verso di se mentre spinge, inesorabile entra apprendendomi in due, il dolore si mischia al piacere dia vere il bastone di carne dentro di me, non finisce mai … spinge … spinge ….. e finalmente sento il suo inguine aderire alle mie natiche, sono piena di lui, comincia a scoparmi piano per poi aumentare il ritmo, affonda il suo cazzone nelle mie viscere e quando lo toglie sembra attaccato alle pareti intestinali che lo trattengono, mi sditalino e mentre mi stantuffa forte ho un altro orgasmo, mi sta alesando il buco del culo, mi piace da impazzire, lo invoglio a sbattermi più forte, i colpi si fanno violenti, sempre più violenti fino a quando lo sento irrigidirsi e sborrarmi dentro con qualche altro colpo in profondità, ho sua sorra nel culo e lui che continua anche dopo sborrato ad affondarlo ancora prima di toglierlo piano. Si riveste, passiamo davanti alla porta socchiusa dell’altra stanza, li vediamo abbracciati, forse dormienti, se ne va dicendo: ok, sono tranquillo, mio figlio è in buone mani.
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