Margherita è addetta alla contabilità di un azienda che tratta per lo più con l’estero, è tutto il giorno immersa nei numeri e la sera quando rientra è abbastanza stanca. Fortunatamente Marghe ha Ale che le fa sempre trovare deliziose cenette giovandola un pò ma, ogni tanto, necessita di un week and in qualche spa dove potersi rilassare come si deve con saune, massaggi e idromassaggio.

Sono clienti abituali di un resort, in alta montagna dalle parti di San Valentino,
nel cuore del bosco sorge questa struttura eco sostenibile, ricca di vetrate, legno, piscine termali in una cornice verde bosco.
È una struttura molto riservata, d’élite, per questo la clientela è più o meno sempre la stessa e composta da coppie o uomini generalmente d’affari, soli.

“Sono così eccitata amore mio, non vedo l’ora di essere in sauna. L’ultima volta ti ricordi cos’è successo... mmmm che bello. Quanto mi sono divertita, ma credo che te lo ricordi anche te, oppure sbaglio amore mio ?! Ricordi che per tutta la settimana successiva la mia fighetta è rimasta larga larga proprio come piace a te... quando mi scopavi non sentivo nulla cucciolo e vedendoti sborrare con tanta intensità e amore godevo pure io. Ti amo, sei il mio maialino fedele.”

“Marghe... ma sei sempre più puttana amore mio !!! Guarda che io voglio sposarti amore ed essere cornuto anche da sposato. Ti amo. Si, ricordo molto bene cucciola, ne hai parlato per un mese del cazzo di Roberto, di quanto è grosso, di che buon sapore ha, di come ti piace succhiargli i coglioni penzolanti e sopratutto di quanto ami la sua sborra calda in bocca e sul viso. Ricordo bene amore, hai preteso che ti baciassi intensamente dopo l’ingoio dal cazzo di Roby. Sei proprio una monella amore mio, se le tue colleghe sapessero che sei così puttana cambierebbero opinione di te”

“tu dici... non credo sai !! Quelle sono delle troie, tradiscono il marito di nascosto e poi a casa raccontano di essere state dalla mamma. False. Io non ti ho mento mai, invece, amore mio. Ti sono sempre stata fedele, certo il fatto che a te piaccia essere cornuto mi ha favorito ma per questo sono felice. Mi fai sentire appagata e quando non sei capace perché voglio un vero cazzo da montone mi permetti di prenderlo da sconosciuti. Sei proprio il mio ometto amore, ti amo.”

Dopo aver sbrigato la burocrazia alla reception, Marghe e Ale si rilassano un pò in stanza, bevono delle bollicine, si coccolano e fanno l’amore... quell’amore che possono fare solo due veri innamorati. Margherita prende la pillola quindi pretende sempre il seme dentro di lei, sia del suo uomo sia dai suoi tori abituali.

A Marghe piace tanto il seme, la sborra calda e copiosa la eccita e bagna tanto, le dilata la figa e la fa sentire una puttana vogliosa che si vende non per denaro ma per puro piacere fisico.
È avida. Quando Marghe identifica un cazzo che la intriga difficilmente lo lascia insoddisfatto. Tasta la patta per capire di cosa si tratta e nel mentre sorride a mento alto in faccia al toro. Normalmente si inginocchia, sfila la cintura, apre il bottone, abbassa la zip e cala le braghe. Lascia il toro solo con l’intimo e di solito il cazzo già duro fa uscire qualche gocciolina di sborra che si perde nel cotone dei boxer facendosi riconoscere. Marghe inizia da lì, appoggia la parte centrale della sua lingua sulla macchia, apre la bocca e morde un pò il cazzo per capirne bene la consistenza. Dopo qualche leccata e qualche tastata ai coglioni Marghe sfila i boxer e resta immobile ad ammirare e annusare il poderoso bastone di comando. È abituata a misurarli con le mani, il più grosso che ha preso era di un nero e contava tre mani di Marghe, la bellezza di quindici dita. Enorme.
Dopo l’ammirazione c’è l’assaggio ufficiale, spalle dritte, bocca aperta, lingua tutta fuori e lo sguardo invita il toro ad appoggiargli sopra la cappella. Dopo l’appoggio Marghe chiude la sua meravigliosa bocca risucchiando tutto il cazzo fino i gola.
Le labbra carnose sono sempre sopra il cazzo che scompare dento di lei.
Oltre a succhiarlo per bene a richiamare tutta la sborra in formazione nei coglioni Marghe inizia a segare l’asta mettendo in mostra il suo smalto rosso, apre gli occhi e sorride.
Pompa con la bocca e sega il cazzo fino alla sborrata quando allora smette di segare per sorreggere i coglioni e favorire l’uscita della sborra.
Ingoia, sempre e tutto, ogni tanto quando è con Ale si lascia schizzare in faccia perché sa che gli piace molto vederla imbrattata ma altrimenti la putana non si lascia scappare una sola goccia di prezioso nettare saporito.

“Amore che bello che sei, tutto nudo con questo cazzetto chiuso nella cintura di castità. Grazie per avere accettato, ti amo tanto. Era da un pò che desideravo mostrarti in pubblico insieme a me... nudi e te con la cinturina di castità; guarda dove ho messo la chiave... non è un bel ciondolo per la collana che mi hai regalato ?! Un gioiello del mio amore che protegge la chiave del piacere... Mmmm che bello... vieni qua, voglio toccartelo e farti impazzire un pò brutto maiale che non sei altro”

“No amore ti prego non toccamelo lo sai che mi fa male... no amore dai ti prego... vuole diventare duro ma la cinturina lo blocca e mi fa male... ahhhhh amore ti amo”

“Bravo, obbediente ti voglio. Ora entriamo e vediamo chi c’è”

Marghe e Ale optano per il bagno turco, partire subito con la sauna potrebbe essere stato un pò troppo per Ale e il suo cazzetto chiuso in gabbia.
Il vapore impedisce di vedere il viso ma si capisce ugualmente, purtroppo per Ale nessuna donna a parte la sua Marghe a cui invece va bene perché ci sono quattro tizi sparpagliati che si rilassano.
Sono tutti nudi, seduti che osservano la coppia che sta entrando. Immediatamente si vedono i loro cazzi passare da mosci a super duri, merito delle tettone e i capezzoli di Marghe e tutti insieme aprono le cosce.

“Dove vuoi che ci sediamo Amore, preferisci qui da parte o là in mezzo ai due signori?”

“Andiamo là cucciolo, sediamoci in mezzo a questi signori. Come sta il pisellino, ti fa male nelle gabbietta ?! Vediamo, stai in piedi che ti tasto le palline... si sono ancora vuote, bene, puoi tenerla addosso ancora qualche ora. Adesso voglio che ti metti a quattro zampe e mi lecchi un pò la figa. Fai vedere a questi signori che anche se hai il cazzo chiuso in gabbia sai farmi godere.”

Diligentemente Ale esegue l’ordine impartitogli dalla sua donna e mettendosi a quattro zampe ai suoi piedi, spalanca oscenamente le cosce di Marghe, appoggia la lingua sul suo orifizio più riservato e sale fino al clitoride.
Glielo succhia, glielo scappella, lo mordicchia e lo pizzica con i denti fino a farlo ingrossare un pò. Ale sente che iniziano a uscire gli umori della Marghe e li risucchia nella sua bocca ingoiandoli come sa piacere a lei.
Con le dita delle mani prende le grandi labbra della figa e le tira verso l’esterno esponendo il cuore della figa bagnata e larga.
La puttana nel frattempo ha già socializzato con due dei quattro signori che si sono subito avvicinati e messi a fianco a lei.
Con il fidanzato che le succhia la figa Marghe tiene con una mano il cazzo di uno e prende in bocca il cazzone dell’altro.

Puttana impenitente, cagna vogliosa.

Sale e scande facendosi vedere da Ale e sorridendogli quando gli sguardi si incrociano, avida di bastone sega l’altro e gli tocca la cappella così grossa che quasi non ci sta nella sua mano.
È un pò scomoda, gode ma evidentemente non sfrutta bene la situazione.
Su e giù, su e giù, poi la lingua circoscrive bene la cappella, la lecca, cerca di entrare nel buchetto allargandolo un pò e generando un urletto da perte del toro. Inaspettatamente sborra, il toro non si aspettava una maestria tale, non si trattiene e schizza quasi subito in bocca di Marghe che se lo prende dentro fino in gola.

Si, la cagna quando si è accorta che dai coglioni iniziava a salire la sborra ha ingoiato il cazzo fino in gola e si è presa la sborrata direttamente nello stomaco. Puttana in calore dalla figa larga.

“Tu cornuto, adesso spostati, tua moglie è pronta e lei ora pensiamo noi. Siediti là e se riesci toccati il cazzo che la tua signora ti ha chiuso in gabbia. Sei fortunato, hai una gran bella puttana per moglie”
Senza parole, umiliato e mortificato davanti alla sua Margherita, Ale esegue. L’incredibile eccitazione gli spingeva il cazzo nella gabbia generandogli bisogno di obbedienza e devozione al ordini ricevuti.

“Amore, adesso questi Signori si occuperanno di me ma vorrei che ogni tanto venissi a tenermi la mano e accarezzarmi, lo sai che mi piacciono le tue coccole anche se devo occuparmi di questi quattro bestioni”

“Si amore”

Libido, lussuria e depravazione all’improvviso assalgono Marghe che fa sedere sul piano il primo toro e gli sale sopra prendendosi il cazzo grosso e scappellato nella figa.
Cavalca come una puttana mentre gli altri tre bastoni imperiali sono intorno a lei all’altezza del suo viso.
Prima uno poi l’altro poi l’altro ancora e ricomincia, un cazzo alla volta li succhia tutti e tre. Ne prende due, di cappelle, in bacca contemporaneamente.
Si stente una vera puttana, una cavalla in calore che aspetta la lezione del montone.
Squirta, un lago di liquido vaginale fresco... urla e gode come una giumenta.
Si muove velocemente, a scatti, sale e scende prendendosi fino in pancia il bastone. Se non fosse per la pillola la troia rimarrebbe gravida dopo una seduta così.

“Chi è il primo che mi fa il culo ?! vi avviso che sono praticamente vergine, mio marito non riesce a scoparmi lì prendo solo quello del mio amante ogni tanto. Fate piano”

La cagna si prede il secondo cazzo dentro nel culo, due in un colpo che la pompano. Gode e si vede. Due cazzi in bocca, uno in figa, uno in culo e quello del suo uomo chiuso in gabbia che guarda... che puttana la Marghe.
Arrivano le prime sborrate, i cazzi dentro di lei.

“Dove vuoi che ti sborriamo troia?!”

“Non lo so, dovete chiedere a mio marito”

“Cornuto, dove vuoi che sborriamo, dentro di lei e te la rimpiamo oppure fuori ?! Guarda che se gli sborriamo dentro questa resta incinta se poi non ti sbrighi a ripulirla”

Alessandro non non ci crede, sua moglie che dice ai suoi tori di chiedere a lui dove devono sborrare !!
Impazzendo dal dolore provocatogli dal cazzo chiuso nella cinturina di castità, Ale guarda la sua donna negli occhi, un lampo, un attimo di totale complicità fra i due.

“Amore mi piacerebbe se ti facessi riempire, riempitemela per favore”
Così e stato. La cagna si è presa almeno una sborrata da tutti e quattro nella figa, riempiendogliela per bene.
Dopo le copiose sborrate i quattro tori se ne vanno, ringraziando e lasciando cosi Marghe e Ale soli soletti.

“Amore... grazie... no sai quanto mi hanno fatto godere quei quattro bestioni dotati; ti amo... ma vieni qua sciocchino che adesso tocca a te, è il tuo turno. Sai ho pensato che nonostante io sia sotto l’effetto della pillola credo sia meglio svuotare la mia figa da un pò di sborra di quali perché non vorrei farti diventare papà prima del tempo. Cosa dici amore ti va di pulire la figa della tua fidanzatina così toria?! Che buffo che sei con quel coso in gabbia... vieni qua che te lo libro prima che me la lavi così godi anche te. Uuuuu ma guarda qui... amore hai il cazzo durissimo... bravo cucciolo adesso svuotami la figa”

Senza dire nulla Ale esegue gli ordini della Marghe e diligentemente lava con la sua lingua la figa di Marghe piena di peccato.
Dopo una pulizia alla figa da primo della classa il premio, i due fanno l’amore con passione, tenerezza, sentimento e travolgimento.

“Ti amo Marghe”

“Ti amo cornuto”
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