Non ricordo bene l’anno, forse il 2008 forse il 2009, quello che è certo è che avvenne prima del 2010.In quel tempo ero solito andare a studiare dentro la biblioteca della mia università dove studiava anche una piccola ragazza del sud Italia, bassina, magrolina, con dei lunghi capelli castano scuri, una faccia da puttanella e soprattutto un vestiario sexy e punk, tipico di quegli anni, portando ad esempio minigonne da cui poi scendevano dei calzettoni colorati, che me lo faceva venire duro ogni volta che la vedevo.
Con quella ragazza ci feci anche amicizia, parlandoci ogni tanto nel cortile della biblioteca di vari argomenti tra una sigaretta e l’altra, e anche se si mostrava a me intelligente l’unica cosa che pensavo io quando stavo con lei era solo quanto profondo nella sua gola potessi spingere il mio cazzo, e sapevo che questa cosa lei la sapeva, perché mi guardava sempre con uno sguardo malizioso, che fuori usciva dai suoi occhi verde scuro.
Non avete idea di quante seghe mi feci pensando a lei, non avete idea di quante volte me la immaginavo sopra di me nella posizione dell’amazzone mentre si prendeva il mio cazzo dentro, cosciente che quello sarebbe stato solo un sogno e mai la realtà, perché quella era un tipo di ragazza che a uno come me non lo vedeva neanche, e mai mi sarei immaginato che quel sogno potesse realizzarsi veramente.
Tutto accadde una sera di inizio primavera quando, nella piazza principale della città dove abitavo, mi capitò di incontrare quella ragazza che veniva dall’altra parte della strada, completamente ubriaca, vestita come al solito in quel modo punkeggiante molto sexy, con una maglia bianca, una minigonna nera e dei calzettoni dello stesso colore che le coprivano le gambe.
Come sempre la salutai, pensando che poi me ne sarei tornato a casa mia a dedicarle la sua milionesima sega, ma invece lei mi venne vicino e come se niente fosse mi disse:”Senti ho capito che ti vorresti fare una scopata con me, se vuoi per cinquanta euro vengo con te a passare la notte a casa tua”
Ammetto che anche io ero un poco ubriaco e per questo la per la mi sembrò quasi che mi stesse prendendo in giro, ma lei invece avvicinandosi a me, mi prese una mano e se la mise proprio all’altezza della fica per poi continuare:”dai! ho bisogno di soldi, e quindi se mi dai cinquanta euro sta sera scopi con me. Per un piccolo extra ti do anche il culo”
Dal suo sguardo capii che non mi stava prendendo in giro e soprattutto capii che se lo avesse raccontato in giro lei avrebbe fatto una figura peggiore di quella che avrei fatto io, motivo per il quale le risposi:”ok,ti do cento euro ma ti scopo anche in culo” e senza dirci altre parole, andammo prima ad un bancomat, e subito dopo a casa mia.
Ero arrapato come un coniglio, mai e poi mai mi sarei aspettato nella vita che dopo tante seghe mi sarei realmente scopato quella puttanella, così che appena varcammo la soglia della mia camera da letto, presi i cento euro dalla mia tasca e mettendoglieli in mano le dissi:”ora sei mia,per tutta la notte”.
Lei mise quei soldi nella sua borsetta e subito dopo, si mise sul letto e mi rispose:”Ok fammi quello che vuoi”
Il mio impulso prese il sopravvento su di me, così che le saltai addosso, per iniziare a baciarle il collo, mentre subito le tolsi prima la maglietta e poi il reggiseno, così da scendere a leccarle i suoi turgidi capezzoli. Mai prima di allora ero stato tanto eccitato in vita mia, come mentre le leccavo quei piccoli cerchi di carne al cui centro c’era quella pallina indurita, ero così eccitato che oramai non riuscivo più a capire se ero un uomo o una bestia.
La buttai all’indietro, così che avesse la testa rivolta verso l’alto, e li le misi il mio cazzo dentro la bocca, che spinsi affondo, per vedere appunto quanto profondo potessi arrivare, andando avanti e indietro, avanti e indietro, mentre lei me lo inondava di tutta la saliva che poteva cacciare in quel momento, succhiandomelo e leccandomelo allo stesso tempo.Giuro che la stavo per soffocare per quanto violentemente glielo spingevo in gola, e solo la poca razionalità che avevo in me mi evitò di farlo.
Dopo aver passato almeno dieci minuti a scoparmela in bocca, con un gemito le strappai via prima le mutandine e subito dopo la minigonna, lasciandola praticamente nuda con solo i calzettoni a coprirle le gambe, e li senza alcuna pietà le aprii le gambe e violentemente glielo infilai nella fica, per iniziare a sbattermela con violenza, mentre le dicevo frasi come:” ti ho pagato e ora fatti scopare troia” oppure, “ti piaceva, eh, ti piaceva farmi soffrire, ti piaceva sapere che mi ti sarei scopato alla grande, bene ora ti scopo senza pietà puttana”
La sua fica intanto era completamente scivolosa per quanto era bagnata, mentre col suo bacino faceva avanti e indietro per accompagnare il violento movimento del mio cazzo.
Ma questo non mi bastava, anzi la feci alzare per portarla verso il comò dove la misi a novanta gradi e iniziai a prenderla da dietro, con la stessa forza che avevo usato prima, mentre con la mia mano le tiravo i capelli, così che doveva tenere la testa alzata per vedersi riflessa allo specchio mentre io da dietro me la scopavo e ogni volta che chiudeva gli occhi io le dicevo:”apri gli occhi troia, guardati mentre ti fai scopare da me, puttana”
Sentivo dalla sua bocca degli ansimi di goduria, forse neanche lei si aspettava che potessi scoparmela con questa forza, mentre il suo bacino ogni tanto cedeva in avanti perché non riusciva a contrastare la mia spinta da dietro.
Ad un certo punto la senti dirmi:”scopami a pecorina.Ti prego scopami a pecorina,mi piace la pecorina” così che decisi di accontentarla, quando la portai sul mio letto, la misi a quattro zampe e iniziai a scoparmela da dietro, stando però sempre attento a posizionarla di fronte allo specchio così che lei potesse guardarsi mentre si faceva montare da me, mentre lentamente le infilavo il mio cazzo nella sua fighetta piccola che oramai era diventata bagnata come se fossero le cascate del Niagara, con lei che si abbassava in avanti oramai sopraffatta dal piacere.
Quello fu il vero momento in cui la mia foga lasciò per qualche secondo lo spazio al mio raziocinio, in cui mi resi conto che veramente mi stavo scopando colei che avevo agognato per così tanto tempo, e per questo decisi di godermi il momento, andare piano nella sua vagina per sentirmi il meglio possibile dentro di lei, e soprattutto per pensare al modo in cui avevo sempre sognato quel momento, così che me la feci a pecorina giusto il tempo per accontentarla, e subito dopo le chiesi: ”Facciamo la posizione dell’amazzone, però fai piano, fallo scivolare lentamente dentro di te, e quando è dentro muoviti avanti e indietro, così che lo possa sentire muoversi”
Lei mi accontentò, mi fece stendere e si sedette sopra di me in modo tale che il mio cazzo entrasse nella sua fica piano, lasciandomi godere il momento, alternando momenti in cui andava sopra e sotto a momenti in cui andava avanti e indietro, mentre io le toccavo i suoi seni e i suoi capezzoli duri come due chiodi, per poi girarsi e stendersi di schiena su di me.
Quello era il momento di pura goduria, ma pacifica, dove entrambi sapevamo che il passo successivo sarebbe stato il gran finale, quello per cui avevo pagato l’extra, quando l’avrei penetrata di dietro, e così rimasi li con il mio andamento calmo per riprendere le forze prima di sodomizzarla.
Quando questo momento arrivò, mi resi conto di essere arrabbiato con lei, di avere dei risentimenti nei suoi confronti, così che non le dissi nulla, ma con delicatezza la tolsi da me per metterla a pancia sotto, e spingere il mio cazzo nel suo ano, così, a secco, senza neanche un piccolo sputo per lubrificare l’orifizio posteriore.
Lei di questo non se ne accorse, o forse se ne accorse troppo tardi, quando il suo culo si aprì e io le entrai dentro di forza per spingere il mio cazzo il più profondo possibile i.
Le facevo male,lo sapevo, e lo vedevo dal fatto che stingeva la coperta con la mano per cercare di appianare il dolore che le stavo procurando, mentre con la bocca teneva stretti i denti, ma non mi interessava perché avevo pagato per realizzare un sogno e ora quel sogno lo avrei realizzato.
Nonostante il suo ano, non fosse molto scivoloso, comunque spinsi il mio cazzo in modo veloce, forte e violento, fino a che non sentii che ero vicino a venire, così che lo cacciai da li, la feci girare e glielo misi in bocca il più profondo possibile per venirle in gola.
Lei se ne sarebbe andata, ma io la presi per un braccio e le dissi:” io ho pagato per una notte intera e tu per una notte intera starai, quindi dormi qui” e lei non potè fare altro che acconsentire alla mia richiesta.
Per tutta la notte dormii sopra di lei, che stava a pancia sotto, così che il mio cazzo potesse stare posizionato nel mezzo dei suoi glutei, solo per farle credere che si sarebbe potuta svegliare da un momento all’altro sentendomi dentro di lei, ma questo non avvenne.
La mattina dopo al mio risveglio mi feci fare un pompino da lei e le venni anche in bocca per la seconda volta, e poco prima che se ne andasse le chiesi se sarebbe tornata qualora l’avessi chiamata, ottenendo come risposta un si.
Anche se all’apparenza quella che avemmo noi fu una scopata violenta,comunque rimanemmo amici, accoppiandoci altre volte, ma soprattutto fu così che scoprii il meraviglioso mondo delle studentesse universitarie che si prostituiscono per pagarsi gli studi, affiancando a lei anche molte sue amiche che facevano questo per arrotondare.
Oggi la ragazza della biblioteca vive e lavora nella città dove io ho fatto l’università, e quelle rare volte in cui torno in quella città mi è capitato di approfittare dei suoi servizi, che però ormai comprendono solo i vecchi clienti fidati come me.
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