Quello che amavo di Chiara(nome di fantasia) era la sua innocenza, il suo candore e la fanciullezza da figlia più piccola di una famiglia borgese del nord Italia, che si riflettevano sul suo volto pulito con gli occhi verdi, la boccuccia piccola e una lunga coltre di capelli neri. Chiara era una ragazza seria che faceva sempre la cosa giusta e che difficilmente si poteva avere, tanto che nonostante avesse ventitré anni, prima di me, nella sua vita aveva conosciuto solo il cazzo del suo fidanzato del liceo, col cui aveva perso la verginità sei anni prima, il quale a quanto pare non se la scopava come si deve, poiché quello che tanto la legò a me era che essendo io un uomo di più di trent’anni, che conosceva abbastanza il sesso, la facevo godere.
Era per questo che Chiara si innamorò di me perché la facevo ansimare, perché la portavo ogni volta all’orgasmo, perché sapevo come darle piacere, trattandola come una donna e scopandomela come tale.
Quel giorno ero seduto sul letto di una stanza di hotel a Dublino, con lei che stava sulle mie gambe, senza reggiseno e senza mutandine e il suo babydoll nero a coprirle il corpicino esile, poiché Chiara era ancora così innocente da vergognarsi di stare nuda davanti a me e per questo si era comperata quel tipo di pigiamino, per permettermi di scoparmela senza toglierle il vestito.
Quel giorno c’eravamo già accoppiati tre volte, appena svegli, sotto la doccia(dove l’avevo presa di sopravvento) e appena dopo pranzo e quindi l’ultima cosa alla quale stavo pensando in quel momento era entrarle di nuovo dentro, ma fu lei che dal nulla mi chiese: ”Hai mai fatto sesso anale con una ragazza?”
“ si e più di una volta” risposi io
“E fa male?”
“Dipende, se il buchetto è ben lubrificato oppure no”
Rimase in silenzio qualche secondo per poi dirmi:”Voglio provare”
A sentire quelle parole il mio cazzo si impennò ma il mio cuore, che batteva per lei, mi impose di risponderle:”Sei sicura Chiara? Io non voglio obbligarti a fare cose che non vuoi”
Si mosse di qualche centimetro all’indietro per prendere dal cassetto del suo comodino una boccetta di lubrificante che mi mostrò per poi dire:”Si con te lo voglio fare”
In quel momento il cuore perse il controllo su di me, battuto dal mio cazzo che mi trasformò in una specie di animale, così che guardandola negli occhi con voce rauca replicai : ”Chiara pensaci bene, perché dopo non mi fermerai più” mentre con il dito medio iniziavo a farmi spazio nella sua vagina bagnata.
“Si, sono sicura, voglio provare” rispose lei chiaramente in balia del mio dito dentro di lei.
Senza neanche risponderle mi alzai di scatto, mi misi in piedi di fronte a lei e spinsi la sua testa in avanti per infilarle tutto il mio cazzo in bocca, e rimanere li a godere mentre lei piano piano me lo succhiava guardandomi dal basso con i suoi occhi verdi.
Rimasi li per uno/due minuti, fermo a guardare dall’alto lei che mi stava spompinando, fino a che con voce suadente mi disse: ”sodomizzami”
Ora non potevo più resistere, ora lei aveva scelto e ora le avrebbe provato quella nuova forma di rapporto sessuale, così che la presi di forza, la girai per metterla a pancia sotto, e iniziai a baciarle la nuca, mentre con la mia mano piano piano le lubrificavo il buco del culo con il gel che si era comprata per me. Ci misi poco tempo, forse trenta secondi, e solo dopo buttai quel liquido sul mio cazzo, per poi spingerglielo forte sull’ano, sapendo che da li a pochi secondi le sarei entrato dentro.
E così avvenne, il suo buco del culo si aprì e il mio cazzo entrò tutto in un sol colpo, mentre lei fece un piccolo gemito con la bocca e un irrigidimento di tutto il corpo della durata di un secondo, e poi il silenzio.
Lei era in silenzio, mentre io, oramai in preda dei miei istinti più animaleschi, spingevo il mio cazzo dentro al suo culo, senza curarmi di nulla, senza preoccuparmi di farle male, ma solo di andare sempre più affondo e sfondarle quel culetto vergine che aveva.
Poi lo vidi, vidi lei allo specchio, immobile e schiacciata dal mio peso, senza la minima possibilità di muoversi, con i suoi occhi verdi di innocenza socchiusi a darmi il segno che stava godendo, così che le diedi un bacio sull’orecchio e con la mia mano destra le misi tre dita dentro la fica, in modo tale da farle una doppia penetrazione.Rimanemmo in quella condizione per una buona decina di minuti, fino a che non le venni dentro, sprigionandole una potente eiaculazione dove mai ne io, ne lei avevamo pensato potesse avvenire.
La lasciai li stesa a pancia sotto, col il mio succo della felicità che le usciva da quel buco, che oramai era stato profanato, e me ne andai nel bagno per pulirmi l’uccello.
Ero soddisfatto di me e di quello che avevo appena vissuto, mentre mi sciacquavo con il telefono della doccia, cosciente di aver avuto da lei quello che poche donne sono solite dare, quando mi raggiunse, ancora col suo babydoll nero, per dirmi non so cosa.
Quello che ricordo però furono i suoi occhi, che trasmettevano una strana volontà di farsi perdonare di qualcosa da me, come se avesse perso la sua innocenza e ora se ne vergognasse.
Mi resi conto solo in quel momento che lei, una ragazza così timida e pulita dal non riuscire neanche a mostrarsi nuda davanti ad uno che se la scopava, aveva fatto la cosa più estrema che potesse immaginare e lo aveva fatto per me, e mi fece una così grande tenerezza che le andai vicino e la baciai con tutto l’amore che avevo dentro per lei.
Io e Chiara siamo rimasti insieme per altri tre anni, in cui ci siamo accoppiati con una media di due tre/volte al giorno, e anche oggi ogni tanto mi viene a trovare per fondere la sua anima con la mia, e anche se capitò altre volte che mi desse il suo sederino io mai glielo chiesi perché non mi andava di farle fare qualcosa che sapevo essere estrema per lei.
In compenso le ho chiesto tantissime volte, fallendo sempre di mostrarsi nuda a me senza il suo babydoll nero.
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