“Ada amore sei pronta… entro un ora dobbiamo essere all’aeroporto sennò rischiamo di perdere il volo; dai cucciola che andiamo”

“Fatto tutto, volevo infilare in valigia quel costumino che ti piace tanto ma che non trovavo, quello nero che mette tutto il mio fondo schiena in mostra come piace a te porcellino… dammi un bacio e chiudi tesoro”

Il volo verso Santa Lucia, una piacevolissima, riservata e sempre verde isola dei Caraibi è stato più veloce del previsto complice forse il volo notturno o forse la prima classe che in ogni momento prevede l’hostess che ti serve un calice di bollicine. Atterraggio morbido, Vito con guida turistica all’aeroporto e in un attimo la giovane coppia di sposini viene accompagnata fino alla reception del resort prenotato.
Aria leggera, salsedine, colori accesi caldi e confortanti, le terre caraibiche arricchiscono il cuore e la mente di ogni essere umano che abbia la fortuna e il piacere di visitarle.
Dopo aver sbrigato le questioni burocratiche un giovane facchino aitante, muscoloso e molto intraprendete accompagna gli sposini innamorati nel loro cottage. Un bungalow fronte spiaggia con due sdrai e un tavolino a sorreggere la bottiglia di benvenuto offerta dal resort, nella camera letto a baldacchino, un divanetto in pelle nera, una scrivania in legno con intarsi neri che in qualche modo ricordavano le culture vudù. Nel bagno una vasca Jacuzzi, una piccola sauna e una specchiera a parete.

“Che bella stanza amore, il letto mi piace moltissimo deve essere stra morbido ora mi ci butto sopra… si è morbidissi cucciolo vieni qua voglio darti un bacio amore; che dolce che sei lo sai sono felice di essere tua moglie… anche se sei un porcellino e ti piace vedermi fare certe cose… ti amo cucciolo”

“Ti amo… e guarda che la porcellina sei te sai che io ti coccolo soltanto e il fatto che mi faccia impazzire è solo una piacevole coincidenza”

“Lo so tesoro ed è proprio per questo che mi piaci tanto… ci completiamo, siamo due porcellini che si sono trovati. Ma a questo proposito vorrei ricordarti la tua promessa… io non mi sono dimenticata sai e ci penso da quando siamo partiti”

“Ada… sei incorreggibile… tranquilla, domani cerchiamo le spiagge più appropriate e vedrai che un bel mulatto come hai sempre sognato lo troveremo”

“Si ma guarda che lo voglio giovane, bello, muscoloso, alto, dotato e capace. Lo sai che i neri e i mulatti hanno un bel pezzo di carne calda fra le gambe che gli penzola come una manica a vento ma in pochi lo sanno usare, sono animali non sono dolci”

“Lo so, me lo hai già detto, ricordo. Il tuo amico jamaicano che suona la batteria in quella band ti ha deluso, bel pezzo di carne fra le gambe, palle sode e abbondanti, schizzi copiosi ma in definitiva una delusione… non ti preoccupare amore sarò attento”

Ada e Manuel avevano deciso che, seppur già conviventi, simbolicamente da dopo la cerimonia religiosa non avrebbero avuti rapporti sessuali fino alla realizzazione del sogno di entrambi, per Manuel assistere, coccolare e baciare la sua donna mentre per lei godersi le prestazioni sessuali di un giovane toro mulatto mentre il marito la bacia e coccola.
Fantasie diverse ma coincidenti, lui desideroso di tenere stretta a se la donna che ama, voglioso di baciarla e stringerla nel momento più peccaminoso, più proibito, più vietato in una relazione, il tradimento. Lei una monella porcellina padrona del suo uomo, avida di fedeltà assoluta ma contemporaneamente traditrice per pura necessità fisica.
Ada ama godere, liberamente e intensamente, le piace il pezzo di carne caldo maschile e lo vuole grosso e capace. Ama farsi schizzare addosso e riempire, piace e le piace. Nonostante questo ama profondamente Manuel, il suo cuore è nelle mani del marito. Ada tradisce il marito solo fisicamente, non con il cuore e lo fa per perché ama il piacere fisico che le da uno stallone.

Quando si conobbero la prima notte d’amore fu una sorpresa per entrambi, lui desideroso di trovare una donna capace di essere anche Padrona e lei che gli spiattelò subito in faccia la sua minuta dotazione rispetto ai suoi standard.
L’umiliazione prodotta in Manuel gli generò un erezione e una voglia di conoscere il sapore di Ada che subito si inginocchiò e dopo aver sollevatole la gonna iniziò a leccare le zone più intime della donna. Attraverso il piccolo tanga Manuel appoggiava la lingua e faceva pressione prima sulla rosa rossa e profumata di Ada poi sul suo orifizio più intimo. Mmmmmm che sapore buonissimo.
La sua lingua lentamente si insinuava sotto il tanga fino a raccogliere parti degli umori di Ada sulla sua lingua. Avido di piacere si incollò alla patatina fresca e saporita di Ada prosciugandola da ogni goccia di piacere. Poi il culetto, lentamente e con passione Manuel cercava a tutti i costi di penetrarle il culetto e sorrise di gioia e piacere quando si accorse che non trovò resistenza ad ostacolare la sua lingua. Iniziò quindi una penetrazione anale con la lingua, piegando Ada su divano ed esponendola nella sua più intima e delicata parte del corpo. La monella sculettava, invitava palesemente Manuel ad entrare nel suo buchetto più riservato con la lingua. Il movimento di lui era libidinoso e volgare, con il viso piantato nella natiche di Ada a cercare di infilarle nel culetto più lingua possibile, un porcellino.
Poco dopo l’avida Ada ordinò a Manuel di spogliarsi completamente nudo, rimettersi in ginocchio e attenderla sopra di lui mentre lei si metteva comoda.
Ada si posizionò a gambe larghe e aperte sopra la testa di Manuel posizionato le sue grazie sopra il viso di Manuel.
Prima uno struscimaneto generale fra rosellina rossa bagnata e culetto, poi l’ordine di penetrarla nella rosa rossa, come una certa intensità e frequenza usando la lingua.
Ada gemeva, era abituata a questi servizietti dai suoi ex ma nessuno lo aveva mai fatto con così tanta attenzione e dedizione. Sentiva il rumore prodotto dal risucchio dei suoi umori nella bocca di Manuel e lei, porcellina, con una mano di allargava la rosellina rossa mentre con l’altra si pizzicava il capezzolo.
In camera da letto non fu diverso, una lunga notte di libidine e piacere per entrambi. Ada si rese conto che indipendentemente dalla effettiva dotazione di Manuel a lui in quel momento piaceva essere umiliato e sottomesso così rincarò la dose e dopo avergli detto che difficilmente sarebbe stato capace di soddisfarla sessualmente gli prese il pezzo di carne carne in bocca.
Lo tenne lì per un pò muovendo la lingua e solcando tutta la cappella grossa e rossa mentre con le mani gli strizzava le pesche calde e piene di seme.
Si rese conto che era prontissimo per schizzare e si fermò per farsi penetrare.
Così fu. I suoi umori e la sua rosa rossa larga e bagnata accolsero il pezzo di carne di Manuel senza problemi invitandolo a scoparla più forte che poteva. Tante le posizioni durante la penetrazione nella rosa larga, entrambi gemendo si accarezzavano e godevano.
Ada ad un certo punto disse a Manuel se fosse capace di penetrarle il suo orifizio più intimo o se, data la dotazione e questo essere un pò moscio non ne fosse in grado. Durante queste parole tastava le pesche sempre più gonfie di Manuel che subito mise a pecorella Ada e dopo una veloce leccata per l’umidificazione la penetrò forte forte.
Gemiti forti, urla di piacere e umori su tutte le lenzuola.
Dopo pochi secondi dentro il culetto di Ada il porcellino non si riuscì a trattenersi e schizzò dentro la monella. Quattro schizzi ricchi e copiosi che spinsero Ada a gemere come poche volte aveva fatto in vita sua.
Ricominciarono dopo una sigaretta.

Sabbia bianca, tanta, piacevole al passo scalzo; l’acqua color diamante riflette i raggi solari sulla delicata e deliziosa pelle di Ada che passeggia solo un tanga nero lasciando esposte le sue grazie a tutti i presenti, stringe la mano al marito”

“Amore ci mettiamo là ti và?”

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