il tempo passava i miei dubbi rimanevano , lei sembrava essere tornata alla normalitò
Non trovai il coraggio di dirle nulla , ero troppo succube ed innamorato per dirle qualcosa
anche se nella mia mente quella notte restava indelebile.
Fummo invitati ad una festa di compleanno , la cosa un pò mi stuzzicava , ero curioso
di vedere come si sarebbe comportata e vestita dopo che, praticamente l'avevo
autorizzata a troieggiare .
Non la andai a prendere, venne con una sua amica , e ci vedemmo direttamente lì.
la vidi , indossava una maglietta rosa a v non scollatissima , ma in compenso una gonna ,
praticamente una miigonna , nera non aderente ma comunque molto sopra metà coscia
delle calze nere e stivaloni al ginocchio neri..con la sua amica francesca che come al solito anche
lei si era vestita da drizzacazzi..
il locale era un pub molto grande con tvoli da biliardo , pieno di gente..
capii subito che serata sarebbe stata..
Avevamo un tavolo e dietro avevamo un tavolo di ragazzi con dei borsoni ammucciati
da una parte , era una squadra amatoriale venuta li nel post allenamento.
li avevamo proprio li dietro , ero già teso..lei era molto attiva, avanti indietro
mai vicino a me, e vedevo che le sue cosce non passavano inosservate , lei e la sua amica.
Ad un certo punto la brillante idea di francesca..una partita a biliardo..ma con quella cazzo di minigonna..come
ti viene in mente??? ovviamente complice la birra valeria accettò..io ero seduto al tavolo
impotente ...iniziarono , stecca in mano e giu a pecora sul tavolo..non abituta a essere vestita in quel modo
non sapeva gestire per nulla i movimenti (o forse li gestiva bene) e per qualche centimetro
quando si piegava sul tavolo non si vedevano le mutande, piano piano iniziarono a farci caso
e in poco tempo la squadra era rivolta verso il biliardo, e iniziarono ad applaudire ogni volta che tirava valeria.
Lei nel casino generale non se ne accorse e continuava tranquilla...ecco di nuovo quella sensazione
rabbia , fastidio , impotenza, ma nei pantaloni...beh era di marmo.
Non potevo certo fare scenate di gelosia , avrei peggiorato, lei rideva e sse la godeva, io li in un angolo
a rosicare , aleggere in faccia degli altri quanto se la sarebbero sbattuta ..
la serata passò e tornammo a casa, lei su di giri io fomentato , eccitato, incazzato come al solito
la presi e iniziammo a slinguare, "certo che sei propio un rincoglionito!", avevo il cazzo di marmo
, ero abituato ai suoi insulti, "non ti sei accorto di nulla vero?" , pensai a qualche dimenticanza
per la mia sbadatagine, "non ti sei nemmeno accorto che quel gruppo di ragazzi mi
fotografava !" , mi gettò nella confusione , non sapevo che dire,incazzato si ma eccitato
come un maiale "sei proprio un tonto, me lo hanno detto gli altri e tu nulla.."
non riuscivo a staccarmi continuavo a slinguare con ancora piu vigore come se quello che diceva
mi caricasse ..."possibile che non ti accorga di nulla?? ogni volta che mi giravo mi fotografavano..me lo hanno detto"
mi salì un raptus la presi e iniziai a scoparla , non rispondevo ero super eccitato
lei iniziò a godere e parecchio ma dopo una decina di minuti non resistetti e scoppiai..
"eh ti pareva...avevi iniziato bene..vabbè vado a cambiarmi" fu la conclusione gelida.
Cercai di dormire ma il pensiero che quei ragazzi avessero le foto della mia ragazza mi faceva uscire di testa
chissà se qualcuno ci si stava già segando o chissà i commenti, e poi mi rendevo conto di non riuscire a soddisfarla
tentai di scoparla di nuovo ma mi respinse e mi segai in bagno...ma mi eccitavo mi eccitavo a immaginare la mia valeria
come una troia drizzacazzi , insoddisfatta , era la prima volta che pensavo a cose del genere ma mi piaceva , mi piaceva pnsare
ai tizi che l'avevano fotografata e che magari si segavano su di lei ...
Dopo qualche tempo io iniziai a intraprendere un percorso a parte nell'università che mi assorbiva molto tempo, che a lei non stava bene,
e che mi cstringeva a molti imprevisti .
Mi ricordo uno dei primi episodi , fummo invitati ad una laurea , era praticamente estate
lei come al solito splendida, aveva un pantalone nero aderentissimo fin sopra la caviglia a mettere in mostra il suo culo "importante" ,una specie di top a camicia bianca
senza spalline e delle scarpe che a me facevano impazzire...sandali con tacco neri con delle fasce incrociate
sul dorso del piede e la punta aperta , capelli sciolti al collo a incorniciare il suo bel viso .
Sapevo che anche quel giorno avrebbe attirato attenzione , ma stavolta ero curioso , ero desideroso di vedere cosa sarebbe successo.
Arrivammo , assistemmo alla cerrimonia ed ecco che spunta alessandro ...
"ah me pareva nculo conosciuto!" e abbracciò valeria...subito imbarazzata
stavolta però niente rabbia..ero quasi compiaciuto, "ciao ale" timidamente , "che fa ce sei alla cena della laurea stasera ?"
"si dovremmo esserci" "ah bene so proprio contento!"
Tornammo a casa e fui chiamato e fui costretto ad andare , ovviamente lei la prese male
perchè già sapeva che non sarei potuto andare alla cena.
Fu un pomeriggio strano l'idea di mandarla sola alla cena mi eccitava da matti..chissà
cosa avrebbe combinato alessandro..la mia mente fantasticava e viaggiava.
Non si fece sentire per tutto il pomeriggio e mi chiamò gelidamente prima di uscire
giusto forse un minuto , cestinandomi in 2 battute . Quella sera non passava mai nonostante le cose che dovevo fare
pensavo a come si era vestita cosa stesse facendo , non potevo chimarla...
Fui costretto a stare li tutta notte , tornai a casa la mattina dopo che erano le 7.
La mattina dopo non la vidi per nulla e passai a casa sua nel pomeriggio.
La trovai sul divano "ah allora c'è l'ho ancora un ragazzo" "certo che c'è l'hai",
mi salì subito un 'eccitazione spaventosa mi sedetti vicino a lei " so che sperano in molti che tu torni single
ma per adesso c'è l'hai ancora il fidanzatino" "ma veramente agli altri non è che importi molto..tu non ci sei mai e anche quando ci
sei non ti accorgi di un cazzo..ma non è che freghi molto agli altri se sono impegnata"
"ah...e ieri sera alla cena di laurea com'è andata?" "com'è andata...se mi lasci sola, come vuoi che vada?.. c'era alessandro , lo sapevi
e comunque mi hai lasciata sola! " "lo so amore ma che dovevo fare...dai dimmi che ha fatto ti ha dato fastidio?"
"beh veramente fastidio no..mi ha fatto compagnia tutta la sera..mi ha riempita di attenzioni complimenti ,come volevi
che andasse a finire?" "nei pantaloni avevo il cazzo di marmo che voleva la sua figa.., la presi e iniziammo a scopare
preso da un raptus , "lo vuoi sapere com'è andata a finire? " "si dimmelo dai dimmelo com'è andata??!!" "tra un mugugno di piacere e l'altro
"mi sono fatta scopare..si mi sono fatta scopare da alessandro! " non potevo crederci ero eccitato come non mai
la stavo scopando a gran ritmo come non mai "ti sei fatta scopare eh! dimmelo dimmelo come ti sei fatta scopare!"
"mi ha sbattuto in tutti i modi siamo andati a casa sua...mi ha fatto godere! "
a quelle parole non resistetti , mi fece esplodere !
restammo 2 minuti immobili , non sapevo cosa dirle "sei davvero un porco ...certo che se ti fa quest'effetto ...ci vado davvero con qualcuno ..io volevo
farti incazzare un po per avermi lasciato ieri sera e tu ti ecciti in quel modo"
"non so cosa mi prende non so...figurati se voglio che vai con qualcuno, ma non so perchè
mi eccita in questo modo!" "ma dici sulserio?" "si dico la verità.." "prima fai il geloso adesso
ti eccita l'idea di vedermi con altri! mah sei tutto strano "
dunque avevo confessato tutto , adesso lei sapeva . Nella stessa giornata mi masturbai 3 volte ripensando
a lei che mi diceva di essersi fatta sbattere da alessandro..immagginai ogni scena
e godevo. Nei giorni seguenti ripensai all'accaduto , ripensai alle mie fantasie
forse era una forma di convivenza con la gelosia , avevo una bella figa come ragazza
e doevo convivere col fatto che gli altri volevano scoparsela.
Passarono settimane in cui l'argomento non fu piu toccato , anzi avevo un certo senso di vergogna
, quasi volevo accantonare l'accaduto anche se quelle parole "mi sono fatta scopare " rieccheggiavano dalla testa
al cazzo, ma cercavo di ignorarle e di andare avanti.
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