Iscrivendomi a un sito porno, non so cosa cercassi, apprezzamento, forse, magari un bel commento sul mio cazzo, una scopata in amicizia, anche, fatto sta che cercai tra i tanti siti, per lo più bufale, e ne trovai due, scelsi quello con meno beghe, iscrizione rapida e veloce, un paio di album del mio cazzo in vari modi e una descrizione sommaria.
Nel sito c’erano moltissime coppie, in cerca di nuove avventure, nuove emozioni forti, beati loro pensavo, mia moglie non approverebbe, mentre scorrevo i vari profili, alcune ragazze, bellissime, in cerca di apprezzamenti, beh li ne trovavano tanti, tantissimi singoli o finti singoli, che per una scopata con una fanciulla avrebbero venduta cara la testa, commenti “io ti sfondo tutta” erano all’ordine del giorno è ci stavano in pieno.
Girovagando, vidi la finestra dei messaggi istantanei aprissi, un nuovo messaggio da una ragazza, che mi commentava il pisello, nel suo profilo non c’era molto, lo ritenni una persona vera, e dopo un po’ di ciao, come ti chiami, iniziamo a parlare del più e del meno.
I giorni passavano e ci sentivamo più spesso, lei abitava lontano, e per ora erano solo un paio di foto di tette e culo e il mio cazzo che apprezzava tanto quanto io apprezzavo la sua fichetta rasata.
Un giorno riaprendo la chat, la scritta che apparve, mi rimase in mente, “Ti va se vi vediamo?”, la mia risposta fu un “ SI” grosso e felice, decidemmo un giorno infrasettimanale, prendemmo ferie tutti e due, quando sapevamo che i nostri corrispettivi partner sarebbero rimasti a lavoro fino a tardi e fissammo l’orario per vederci alla stazione.
Passai dal lavoro, il suo treno sarebbe arrivato per le undici e trenta, il tempo di un paio d’interventi e uscivo, ma soprattutto in perfetto sincronismo, con l’ingresso del lavoro di mia moglie, che prima di entrare mi telefonò, le dissi che stavo poco bene, che sarei tornato a casa, dopo un ultima assistenza, lei un po’ preoccupata si assicurò che non fosse nulla di grave.
Uscì da lavoro quindi minuti dopo ero alla stazione ad aspettarla, lei arrivò, bellissima, come nelle foto, indossava un paio di pantaloni, che le risaltavano il culo, e una camicetta chiara dove si vedeva il seno, stretto in un reggiseno bianco col pizzo, mi salutava da lontano e correndo verso di me i suoi capelli si muovevano, come delle onde, appena arrivò davanti a me rimassimo, un po’ a guardarci, poi lei fece cadere il borsone da palestra che aveva, e mi abbracciò baciandomi e sorridendo.
Prendemmo la macchina, una breve sosta per prendere un caffè, dove non perdemmo occasione per baciarci e toccarci, le persone ci guardavano al bar chi invidiosi, chi affascinati da una doppietta felice, uscimmo dal bar, le mani ormai erano dappertutto, le sue toccavano il mio cazzo dai pantaloni, le mie erano dentro i suoi toccandole la fichetta, dalle mutandine, arrivammo a casa, velocissimi, fremevo per averla, le cambiate della macchina, non esistevano quasi, sbattei la porta di casa, mi girai, lei era lì, mi guardava con desiderio, mi fissava, mi voleva...
Si avvinghiò alle mie labbra, le sue mani attorno alla mia testa quasi per non lasciarmi andare via, io le toccavo il culo dai pantaloni, lei se li sgancio e io le tirai giù anche le mutandine lasciandole a metà coscia, allargai le natiche, e con due dita le toccai prima il buco del culo, poi la fichetta, bella morbida, già bagnata, - Sei già fradicia! -, le dissi staccandomi dalle sue labbra, mentre armeggiava ai pantaloni e mi tirava fuori il cazzo iniziandolo a massaggiare, - e tu hai vogli di scoparmi -, disse sorridendo maliziosamente, con una voce calda, emozionate, ricomincio a baciarmi senza togliere le mani dal cazzo, aveva cominciato a segarlo, i movimenti lenti e decisi lo fecero indurire di più, lentamente la portai al divano e la lascia andare distesa...
Mi tolsi i pantaloni mentre lei si sbottonava la camicetta, e sganciandosi il reggiseno ammirai le sue belle tette, sode, piene, con due capezzoli piccoli e turgidi, che salivano all’insù, mi misi in ginocchio e le tolsi i pantaloni e le levai le mutandine, lei aprì le gambe, con le dita si aprì anche le labbra della fica - Leccami tutta fica! - mi disse con la solita voce calda, vogliosa di essere scopata, la guardai in tutta la su bellezza, la tirai a bordo del divano e iniziai a leccarle la fica massaggiandola con la mano sinistra e masturbandola con due dita della mano destra, le sue mani si avvinghiarono alla mia nuca, tenendomi su quel paradiso, strinse i miei capelli mente le mettevo un dito nel culo e sentii la sua fica ancora più bagnata e calda, lei mugolò, e venne..
Mi tirai su, presi la sua caviglia sinistra con la mia mano destra, allargandole così la gamba tenni il cazzo puntato alla sua fica, e lentamente lo infilai dentro, a ogni centimetro sentivo la sua fica allargassi e lei che mugolava, - siiiiiii, fino in fondo, ohhhhh - arrivai in fondo e cominciai a muovermi sempre più forte, la sua gamba destra si avvinghiò alla mia schiena, e con le mani mi tirò verso di se baciandomi, -Chiavami forte!- disse riprendendo fiato mi alzai e cominciai a spingere sempre più forte, con la mano destra, che prima le teneva la caviglia, la strinsi al suo collo, sentii la sua fica ancora più calda e umida, lei godeva, le piaceva essere chiavata, si muoveva anche lei, e mi piaceva sentire lei che gemeva a ogni spinta, - Sdraiati te! - disse, lo feci e nemmeno un secondo dopo, il mio cazzo, era di nuovo puntellato nella sua fica, ora era sopra di me, se lo infilò in un sol colpo e si distese, sentivo i suoi senti sul mio petto, lei si muoveva strusciando la sua fica sul mio pube, le afferrai la tetta destra e le cominciai a ciucciare la sinistra, ricominciando a muovermi molto forte anch’io, - Siiiiiii! - gridava, non c’è la facevo più stavo godendo come un matto, e detti altre due o tre colpi e venni dentò di lei, lei riprese il movimento della sua fica sul mio pube mentre godevo, il mio cazzo pulsava e sborrava dentro di lei, sentii i suoi seno avvampati di calore, gemette, veniva anche lei!, si distese sopra di me, baciandomi...
Il mio cazzo ormai si stava afflosciando dentro di lei, alzò la testa, - Ora ho fame! -, mi disse, le sorrisi, ci alzammo la sua fichetta rasata colava sperma, si mise le mutandine e una maglietta extra-large, a coprire le tette, trovata nel borsone, si intravedevano i capezzoli la cosa mi piaceva, adoravo le ragazze senza reggiseno, misi la maglietta anch’io e mi diressi in cucina a preparare un piatto di pasta al pomodoro per tutti e due, mi chiese del bagno, le indicai il più vicino, e lei spari dietro la porta, sentii che si stava lavando, le porsi un’asciugamano pulito, rimanendo fuori e tornai a cucinare.
Tornò dopo un cinque minuti bella fresca e profumata, le mutandine non le aveva, piegandosi davanti a me mi mostrava il sedere bello tondo e sodo, con la mano le passai le dita attraverso la fica, e poi sul buchetto del culo, il mio cazzo comparve dalla maglietta, lei si alzò e mi disse - Dopo dai!, ora sto morendo di fame!, intanto chiamo mio marito, così non si preoccupa, tu cucina!. - sorridendo, prese il telefono e si sedette sulla sedia, mentre parlottava, presi un a fetta di pane ci misi sopra il pomodoro che stava bollendo, la porsi a lei affianco al mio cazzo barzotto, mentre chiacchierava con il maritino, prese il cazzo in bocca e lo gustò per una decina di secondi, poi ricominciando a parlare prese la fetta di pane, e sussurrò un “grazie!”.
Ci mettemmo a tavola, lei divorò la pasta, mi fece piacere, poi le preparai il caffè e finito quello, le offrii una grappa, la bevemmo piano piano, era forte e lei sentiva già gli effetti, mentre la guardavo si arrossirono le guance, finito il digestivo si alzò e mi venne in collo, le mie mani, già appoggiate al culetto le divaricavano le chiappe, le mie dita erano già sul buchetto del culo, e pian piano le scivolavano dentro, lei mi baciava, si spostava i capelli dietro le orecchie e mi ribaciava era bellissima!, - Portami a letto! - mi disse, il mio cazzo balzo sugli attenti, e ci dirigemmo in camera, si tolse la maglia nel corridoio e arrivato in camera si mise a pecorina al bordo del letto, aprì le chiappe, mi guardava, senza dire altro mi fiondai a leccarle il buco del culo, e a infilarle due dita nella fica...
Sentivo che gemeva, le mie tira della mano sinistra era quasi tutte dentro la sua fichetta, la mia lingua le solleticava il buco del culo, umido di saliva, ne approfittai per mettere due dita dentro, la sentii gemere ancora più forte, mi alzai e la posizionai sul letto, sempre a pecorina, puntai il cazzo al suo ano e lo infialai dentro piano piano, lei gemeva, i suoi mugolii di piacere si sentivano nella stanza e arrivato in fondo cominciai a muovermi sempre più forte, lei teneva una mano aggrappata alle lenzuola, e l’altra si masturbava la fica, le sue dita erano dentro e si muovevano, con una mano riuscì a prenderla per i capelli, e tirandoli un po’, le dissi - Ti piace che ti fotta il culo!? - lei morse la coperta, - siiii - rispose soffocandosi con la medesima, a tempo delle mie spinte, le lasciai i capelli e le strizzai la tetta destra sentii, il calore che emanava, godeva, le piaceva, le presi allora i fianchi e facendomi forza cominciai a muovermi fortissimo, sentivo il suo culetto che si riscaldava sempre di più, lei urlava ormai, - siiii, fottimi il culo, oddio siiiii! - in sincronia con in miei colpi, e venni dentro di lei, nel suo culo, - mmmmh oddio, che bello! - disse con voce affannosa, la strinsi a me, era calda, la sua pelle odorava di sesso e piacere, scivolai affianco a lei, lei si appoggiò a me e ci addormentammo...
Ci risvegliamo che ormai erano le sei, il tempo di una doccia e la dovevo riportare in stazione, entrammo in doccia e ci lavammo a vicenda, scherzando e baciandosi, usciti dalla doccia, lei si accovacciò e prese il mio cazzo, di nuovo duro e comincio a ciucciarmelo, la volevo scopare di nuovo, ma lei mi voleva succhiare il cazzo, la lasciai fare, ci sapeva fare leccava la cappella, e poi giù a fino in fondo, tenendomi le palle con la mano, le appoggiai le mani sulla testa, a darle il ritmo, e dopo un po’ venni, lei continuava a succhiarlo, la mia sborra le riempì la bocca, mentre stavo venendo sentivo che ingurgitava tutto il mio seme, era bellissimo, si alzò e ci baciammo, un bacio lungo e affettuoso pieno di complicità e sesso...
Arrivammo in stazione precisi, in macchina avevamo scherzato, cantato e riso tanto, la salutai prima dei varchi, baciandola, lei scomparì dentro il vagone..
Andai a riprendere mia moglie al lavoro, vestito ancora con la divisa del mio, - Ho fatto tardi e sono stanchissimo! - le dissi raccontandole una giornata tipo... mangiammo a un fast food e poi a casa, ci addormentammo nel letto dove poco prima possedevo il culo di una bellissima donna....

Racconto di fantasia
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