Inaspettato. Questo è l'aggettivo giusto per definire ciò che mi è accaduto qualche giorno fa.
Inaspettato per come mi conosco, inaspettato anche per Carlo, per come mi conosce.
Innanzitutto io sono Laura, sono una donna poco meno che 50enne, moglie da 20 anni, madre da 18, casalinga. Carlo è il mio vicino di casa da 2 anni, un ragazzo 30enne, single incallito, con cui non si era mai andato oltre i rapporti di buon vicinato.
Come questi rapporti siano diventati "intimi" non me lo spiego ancora nemmeno io, ma è successo.
Settimana scorsa, dopo che tutti erano usciti di casa, mi apprestavo ad iniziare le solite faccende domestiche così che potessi tenermi libera per il parrucchiere al pomeriggio.
Tolto il pigiama, infilai la mia solita mise casalinga, leggings scuri e felpa lunga. Insomma antisesso. O almeno pensavo.
Raccolsi i vari tappeti e andai sul balcone per scuoterli. Mi resi conto solo dopo qualche minuto, che stranamente mi sentivo osservata ed iniziai a guardarmi intorno. Difronte non ci sono fabbricati, alla mia destra c'è solo un muro, alla mi sinistra il balcone di Carlo, che non dovrebbe essere in casa a quell'ora.
Con un rapido sguardo non vidi nessuno e continuai i miei servizi, ma continuavo a sentirmi osservata. Fu un lampo velocissimo, una frazione di secondo e mi resi conto che dall'interno del balcone di Carlo che aveva i battenti chiusi, la tenda si muoveva.
Non diedi grande peso alla cosa, ma uscendo nuovamente sul balcone, lanciai un altro sguardo e intravidi nitida una mano che si muoveva nella penombra della tenda e quasi rimasi paralizzata.
Carlo si stava tirando una sega guardandomi?
Assurdo pensai. Entrai velocemente in casa cercando di recuperare un po' di lucidità e per diversi minuti rimasi ferma sul divano.
La cosa mi turbava, ma allo stesso tempo sorridevo all'idea di piacere ad un ragazzo che poteva essere tranquillamente mio figlio.
Non sapevo bene da dove ricominciare i servizi, ma no so come mi ritrovai a pensare a ciò che avevo visto e mi scoprii bagnata.
Presi una decisione di impulso, andai in bagno sfilai la felpa e misi su una shirt nera. Visto che stavo facendo i servizi ero senza reggiseno e la shirt faceva risaltare tantissimo la mia quinta misura.
Titubante uscii nuovamente fuori e l'ombra era ancora lì, feci finta di nulla per qualche minuto fingendo di sistemare le piante, dopo qualche minuti mi appoggiai alla ringhiera del balcone con la faccia rivolta verso l'interno del balcone fingendo di godermi quel raggio di sole che arrivava, ma mostrando il mio seno in direzione di Carlo.
Tenevo gli occhi socchiusi, ma ciò che intravedevo mi dava certezza di non sbagliarmi, si stava proprio segando.
Io ero un lago tra le gambe.
Mi girai affacciandomi mostrandogli il mio lato b.
Ma dopo qualche minuto entrai dentro, lasciandolo là. Ripresi con fatica le faccende domestiche, il pensiero mi tormentava, ma non potevo fare altro, non volevo si mettesse strane idee in testa.
Quando ormai era passata un'ora avevo quasi terminato e mi sarei apprestata a fare una bella doccia e cambiarmi, uscii fuori ma l'ombra non cera più. Non poteva certo aspettarmi lì tutta la giornata, rientrai e fu in quel momento che bussarono alla porta. Andai ad aprire e con mia sorpresa mi ritrovai carlo difronte, in tuta.
"Buongiorno"
"B..buongiorno"
Vista la mia esitazione e sorpresa, colse il momento entrando in casa richiudendo la porta dietro di sé.
"Sarà un bel giorno"
Allungò le mani sui mie fianchi attirandomi a se, e baciandomi con trasporto.
Mi ritrovai completamente immersa in quel bacio e abbandonata nelle sue braccia.
Mi ritrovai nuda in pochissimi secondi e catapultata sul divano.
Continuava a baciarmi con foga anche mentre sentii il suo cazzo entrare nella mia figa bagnatissima.
Mi prese con una passione enorme senza praticamente mai staccarsi da dosso e mi ritrovai ad accoglierlo con piacere e trasporto tanto è che dovetti godere almeno 3 volte prima che lui mi scaricasse un fiume di sborra nella figa, svuotandosi dentro di me.
Con enorme sorpresa, mi ritrovai a stringerlo a me e baciarlo manco fossi una ragazzina.
Facemmo l'amore ancora una volta prima che andasse via.
"Io sarò fuori per lavoro qualche giorno, martedì sarò di ritorno. Vorrei vederti martedì pomeriggio."
Questa furono le sue parole, io lo salutai con un bacio.
Mi sto preparando, perché tra un paio di ore rientra...
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Categorie: Etero