La mia collega mi ha fatto impazzire. Si é presentata al lavoro con un vestitino nero attillato e senza maniche che lasciava scoperte abbondantemente le spalle e il decolleté, piuttosto corto sopra il ginocchio. Con un paio di sandali a tacco alto che mettono in evidenza il piede. Non pensate che la mia collega Angela sia simile ad una top model. É grassoccia e piccolina ma emana erotismo da tutti i pori. Il vestito le fascia tutte le abbondanti curve, anche quelle apparentemente eccessive come la pancia. Qualcuno diceva che la donna é come il maiale, non si butta niente. Angela é una signora matura. Porta i capelli corti, biondissimi, che lasciano vedere una bella nuca. Il vestitino, di buona fattura sartoriale, é molto scollato sul didietro, mettendo a nudo una buona porzione di schiena. É invece apparentemente castigato sul davanti, ma solo apparentemente. In realtà fascia molto il seno non abbondante ma di tutto rispetto. La vita a qualcuno potrebbe sembrare uno dei punti deboli, con quella pancia tonda tonda. Ed é quí che parte la fantasia maschile. Innanzittutto,sotto la spinta della ciccetta il vestitino é costretto ad adedire alle reni, sul didietro, e poi a guadagnarci alla grande é il bel culone sodo
Essendo arrivata l'estate Angela ha appena dismesso le calze di nylon ed il biancore e la setosità della sua pelle é uno spettacolo. Avete presenti quelle donne abbronzate col seno bianco bianco a causa del reggiseno del bikini? A me fanno impazzire. Ebbene, lei é tutta bianca come quel seno. I bei piedi con unghie accuratamente laccate sostengono dei polpacci proporzionati a tutto il resto del corpo, rotondi e al tempo stesso estremamente femminili. Angela é femmina anche negli atteggiamenti, nella gestualità, nella voce e nel profumo. La spoglio con gl'occhi e immagino di penetrarla da seduta su quella sedia da ufficio,strusciando la mia pancia sulla sua, sentendo i suoi capezzoli contro i miei, tenendola per i corti capelli biondissimi e leccandola sul collo. Deve essere sicuramente molto porca altrimenti non si vestirebbe in modo da valorizzare tutte le sue rotondità. La guardo mentre ci spiega le nuove procedure informatiche. Non tiene le gambe accavallate ma un poco divaricate. Le ginocchia sono appena disgiunte, quel tanto che fa rimpiangere che gl'occhi non siano mani e non possano spalancare. Ah! Infilare la faccia tra quelle cosce e arrivare alla figa carnosa che vorrei pelosa e ciucciare a volontà!
Esco dal lavoro con queste visioni nella mente e il cazzo in tiro. Arrivo a casa che mia moglie si é gia addormentata ma non potrei prendere sonno senza riempire una donna di cazzo. Come vi dicevo é arrivata l'estate e mia moglie indossa una camicia da notte leggera (le donne hanno sempre freddo e non dormono quasi mai nude) che si é sbottonata sul seno e ne lascia scoperta una buona porzione, inoltre, salendo sul pube, fa intravvedere un'idea di figa sotto le mutandine; le gambe sono stupende, le cosce ben tornite. Sembra la Maja desnuda ma in camicia da notte. Potete immaginare il mio stato, le avrei incollato il culo e le spalle al materasso e l'avrei infilzata col mio palo non lasciandole neppure il modo di respirare, da cattivo, cosa che di solito la fa urlare di gioia. Decido invece di giocare come il gatto con la topa. Ritorno all'età della pietra, quando il maschio si prendeva la femmina a suo piacimento e non appena questa percepiva il desiderio dell'uomo si disponeva pronta a riceverlo. Decido di aumentare ancora il mio desiderio per essere piú feroce con la mia preda.
Comincio a sbottonare ulteriormente e delicatamente la camicia sui magnifici seni della mia donna. I capezzoli compaiono ambrati allo scoperto come isole in mezzo ad un mare di pelle bianca come il latte e l'areola si corruga quasi istantaneamente alla sensazione del fresco della nudità. Ne sfioro uno col polpastrello leggerissimamente e lei emette un mugolio di piacere ancora addormentata. Mi fermo un attimo per spogliarmi nudo in un attimo. Il mio uccello é duro come il ferro e rovente come l'acciaio in fonderia. Mi stendo accanto a lei e comincio a strusciarlo laggerissimamente sulla sua coscia. Non voglio ancora svegliarla completamente, questo gioco mi attizza da matti e mi da una sensazione di dominio assoluto, quando deciderò io darò la zampata finale. Il contatto della mia cappella paonazza e fradicia di desiderio con il morbido e vellutato della sua gamba sta per farmi perdere la testa e rovinare tutto il gioco. Il suo sonno si alleggerisce e lei torna a mugolare, forse convinta di essere in un bel sogno. All'improvviso socchiude gl'occhi e dischiude leggermente le labbra rendendo visibile la punta della lingua. La su bocca sembra una figa carnosa e umida. Corruccia le sopracciglia e asume un'espressione sorpresa ma beata. Io continuo il giochino, le metto una mano sul pube e mi infilo sotto le mutandine scostandole da un lato. Ad un tratto protende le braccia e mi circonda le spalle cominciando ad esplorarmi la schiena, la sua bocca si incolla alla mia. Hai capito la porca? Era già sveglia ed ha fatto lei la parte del gatto e io del topo. Non ce la faccio piú, non c'é piú spazio per la ragione, ridivento la bestia che ero un milione di anni fa. Sono sopra di lei e la camicia da notte fa una brutta fine, fatta a brandelli dalla mia furia. La sua schiena si inarca e i suoi seni puntano prepotenti sul mio petto. Scosto leggermente il mio cazzo dal suo pube, giusto il necessario per afferrare l'elastico delle mutandine e strappargliele di dosso. Nel far ciò credo di farle male perché emette un gridolino e una smorfia di dolore e di piacere. Gode della mia violenza di cacciatore e ridiventa preda. Ormai é nuda con solo piú qualche brandello di stoffa quí e là. Spalanca le gambe e si offre felice alla mia penetrazione. Credo di avere una faccia da lupo mannaro, di essere tutto meno che l'immagine della dolcezza. É cosí che ora mi vuole, vuole sentirsi presa con prepotenza, vuole sentire la forza del sesso che ci domina entrambi e che ci fa agire da bestie. Sento la sua figa fradicia e bollente che cerca disperatamente il mio palo, i suoi peli bagnati di umori vaginali vischiosi e filanti, sento il profumo di sesso di donna che mi arrapa ancor di piú. Sento le labbra della sua grotta che mi accolgono e la infilzo con un sol colpo brutale che la scuote tutta e la fa urlare di piacere. Mi cinge la shiena con le gambe e mi carezza il culo coi soi splendidi piedi, sembra volermi tirare ancora piú dentro ed io, pur ben dotato, non posso infilarle anche le palle. La conosco e so già che ora mi chiederà di cominciare la recita nel teatrino che entrambi amiamo tanto. "Dai porco, violentami" mi sussurra nell'orecchio mentre me lo slingua. É un gioco che facciamo nelle occasioni speciali, un gioco d'azzardo e molto pericoloso per quando vogliamo giocare col fuoco. Il rischio é che entriamo nella parte al punto da non recitare piú. Ho un attimo di esitazione perché mi rendo conto che la amo da morire, che non potrei immaginare la mia vita senza di lei, che é la mia donna ormai da diversi anni e ho un sentimento di immensa tenerezza che mi legge in faccia in una frazione di secondo. Sto per cambiare il tono del nostro amplesso e lei se ne accorge, é compiaciuta del mio amore ma per ricambiarmi decide che sarà lei a condurre il gioco. "Dai toro, sono la tua troia, il tuo buco da sborra". Non ci vedo piú, le afferro i polsi e le tengo le braccia sul cuscino sopra la testa. Mi scosto da lei di quel tanto da sovrastarla ma da poterle vedere il viso e il seno. I miei occhi hanno un lampo di cattiveria e le sputo in faccia. Come se le avessi eiaculato sul viso urla di piacere e mi insulta: " bastardo, porco, rotto in culo". La sto pompando selvaggiamente e ad ogni colpo di cazzo i seni le arrivano in bocca. Ha il viso sfigurato dal piacere, paonazzo. Avvicino la bocca al suo seno sinistro, lei sa già cosa sta per accadere e ha un'espressione di paura e piacere. Prendo il capezzolo tra i denti e lo mordicchio delicatamente poi, all'improvviso, mordo con forza e cattiveria. Urla di dolore e resta senza fiato ansimante, tenta di divincolarsi ma le arriva uno schiaffo sul viso. Il gioco si é fatto pesante ma ancora piú vero e porta la nostra eccitazione al parossismo. "Sei una vacca da monta, ti spacco la figa, ti affogo nella sborra, bastarda", sono le mie parole. "Lasciami, ti prego, mi fa male, ahhhh bruciaaa, nooo, mi vergognooo", le sue parole dette con l'intento di attizzarmi. Siamo entrambi pazzi di eccitazione e sentiamo arrivare un orgasmo devastante, una scossa elettrica nella testa e nell'inguine, spasmi di piacere ci scuotono interminabili lasciandoci esausti ed appagati. Restiamo nudi e abbracciati. Un'immensa tenerezza ci pervade e sostituisce l'eccitamento precedente.
"Ti amo da morire.... ....anch'io"
Tutto merito della mia collega Angela, e pensa che lei non lo sa.
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