Che andasse a finire così... né io né Lara l'avremmo mai potuto immaginare, la vita è un mare aperto, un'onda sempre imprevedibile che ti porta dove vuole.

Quando io e la mia compagna Francesca, una cinquantenne molto discreta, di bell'aspetto, dai sorrisi appena accennati e con un velo di malinconia nello sguardo, decidemmo di convivere eravamo così pieni di entusiasmo da pensare che tutti avrebbero accettato di buon grado la nostra appassionata relazione, pensavamo che tutto il mondo sarebbe rimasto vinto e conquistato dal nostro grande amore, da questi due cinquantenni che amoreggiavano come adolescenti!

L'inizio della nostra convivenza fu scintillante, potente, eccessivo.... facevamo l'amore incessantemente senza curarci del luogo, dell'ora, di chi poteva sentirci, vederci, giudicarci... in ascensore, nei bagni dei locali, sul pavimento all'ingresso appena rientrati... scopavamo come due matti e quella che prima di conoscermi era una donna borghese e discreta, da camicetta e gonne mai sopra al ginocchio, in breve tempo divenne nelle mie mani una femmina appariscente e curatissima tutta pizzi, audaci trasparenze e lingerie.... Giorno dopo giorno i suoi rassicuranti lunghi occhi scuri prendevano una nuova luce, fino a farsi nel giro di qualche mese ipnotici e penetranti. Francesca prese a truccarsi con tonalità terra e smeraldo che finalmente esaltavano una bellezza prorompente troppo a lungo mortificata, un anonimo taglio di capelli sul castano scuro leggermente mosso alle spalle lasciò il posto ad un delizioso caschetto asimmetrico con punte lunghe sul davanti e colpi di sole ad esaltare i lineamenti perfetti del suo viso. Non passo molto tempo e quella che era la "moglie dell'avvocato Riva" riconquistò il suo nome, a 'danno' del suo ricchissimo e potente ex marito... che ora aveva perso non solo la moglie soprammobile abbandonata per interminabili anni in qualche stanza della sue lussuose proprietà in centro città, al mare, al lago... ma anche il titolo... Il temutissimo principe del foro che tutti ossequiavano ed adulavano in pubblico, era diventato nelle chiacchiere di parenti e amici "l'ex di Francesca".

Mi compiaceva vederla fiorire così, era in fondo tutto merito mio se quella splendida cinquantenne prendeva ora a profumare e pulsare più di una diciottenne... adoravo la sete di sesso e l'esplosione di vita della 'nuova' Francesca , il suo mordersi le labbra quando in auto apriva le cosce scostandosi delicatamente le mutandine per farmi indurire mostrandomi la fica tutta bagnata dal desiderio, incurante degli occhi spalancati e molto invadenti dei camionisti che dall'alto si godevano l'inatteso spettacolo... Adoravo il suo geloso tastarmi i coglioni prima di uscire di casa e al rientro dal lavoro.... per assicurarsi che quello che era suo non fosse stato rubato da altre femmine, che lei etichettava ora tutte come 'luride puttane' che , nella sua immaginazione ,avrebbero tutte voluto scoparmi... E che dire della sua incessante sete.. ?. il suo bermi ogni giorno, più volte al giorno, finché neppure una goccia del mio seme era dentro di me... Era quasi un rituale... i potenti ed abbondanti flutti di sborra del mattino faceva in modo le finissero tutti nella sua profumatissima patatina, negli attimi appena prima dell'orgasmo... sentivo i muscoli della sua vagina imprigionare il mio cazzo per trattenerlo nella sua caldissima fica fradicia di umori, solo quando l'asta durissima dopo una potente sborrata cominciava a perdere tono lei allentava la presa... prima di quel momento, pur volendo, non avrei potuto tirarlo fuori... sentivo come la cappella potesse esplodere in quella violentissima stretta, un'esperienza mai provata prima che mi fece capire in da subito quanto straordinariamente troia e maiala dentro fosse la mia nuova compagna... Un'altra 'fissa' di Francesca era l'essere impalata fuori casa, amava essere inculata senza preliminari nei luoghi pubblici per poi andare in giro con abiti macchiati e profumati di freschissima sborra. Il suo modo di camminare dopo essere stata sodomizzata era leggermente più ancheggiante... e quel culo che già di suo attirava sguardi impertinenti ed arrapati... diventava una calamita che attirava tutti gli sguardi, di maschi e femmine. Francesca tornava ad essere una donna ragionevole e pacata solo quando a sera il mio cazzo duro dopo l'ottavo, nono orgasmo quotidiano non spruzzava più sperma sulla sua lingua tesa, ancora calda e vogliosa.
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