Alla fine eravamo rimasti solo noi due: lei vedova inconsolabile, io l'ultimo figlio rimasto in casa. All'inizio non era facile poi ci si abitua anche a piccoli incidenti ed equivoci come dimenticare di bussare in bagno o in camera da letto con enorme imbarazzo. Poi la caviglia slogata e dovevo ogni volta aiutarla e l'aiuto più difficile era fare la doccia che in estate voleva fare più volte al giorno. Ad occhi chiusi cercavo di sorreggerla, accompagnarla e porgerle tutte le cose che ogni volta si dimenticavano a causa di quella situazione tragi-comica. Una volta le avevo ficcato un dito in un occhio, la stavo facendo scivolare e anch'io rischiavo sempre di farmi male sbattendo di qua e di là; specialmente da quando le avvevo toccato una tetta o con uno scivolone le ero piombato addosso. Ma poi lei mi sgrida che posso guardarla purché non la faccio ammazzare e non deve implorare mia sorella o mia zia che tanto non l'aiuterebbero comunque visti i trascorsi. Ad occhi socchiusi intravedo una vecchia (per me) tra i 40 e i 50, grassa ma dalla pelle bianchissima due tette enormi che quasi arrivano all'ombellico, all'inizio mi fa schifo anche perchè si tratta di mamma ma devo comunque sforzarmi di guardarla, di sorreggerla poi mi si alza il cazzo ben visibile attraverso i boxer, faccio finta di niente e pure lei fa finta di niente anche se si nota subito da un diverso modo di sorreggerla e di cercare di guardarla sempre in viso, la tensione è altissima, non si capisce come possa accadere. Poi aiutandola ad entrare nella doccia sorreggendola con una mano sotto la spalla, con l'altra le tocco in un'istante la fica, lei ha qualche esitazione ma rimane senza parole e io tolgo la mano da li ma solo per togliermi i box in tutta fretta e lei mi sospira affannosamente un fiume di parole sconnesse: fermo, mi fai male, mi fai cadere, non si può fare e io l'abbraccio tutta stringendola e sorreggendola per le chiappe, ecco ora non mi scivoli più e non ti posso più guardare appiccicati come siamo. Ma lei mi zittisce basta così! Aiutami ad arrivare in camera, ma sei tutta bagnata protesto io, non mi interessa un cazzo risponde subito lei. E io penso ora telefona e chiede aiuto, no forse si veste e mi massacra con qualche legno ma arrivati in camera, mi guarda dritto negli occhi e mi dice schietta: Vuoi scoparmi? E allora scopami sul letto invece di farmi rompere la caviglia. Si era già sdraiata sul letto tutta dolorante e io mi ci fiondo sopra penetrandola con avidità senza alcun preliminare, tanta era la voglia che stavo per scoppiare!
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Categorie: Incesti