Salve, sono un uomo quasi sulla sessantina, milanese, e ogni estate faccio le vacanze in quel piccolo ma incantevole lembo di mare della Basilicata, la terra di mia moglie.
Quando le vacanze sono agli sgoccioli siamo soliti recarci nell’entroterra, da una famiglia di contadini da cui compriamo prodotti dell’orto, carni e formaggi.
Quest'anno ci sono andato da solo perché mia moglie Vittoria ha avuto un impegno con le sorelle, mentre i nostri tre figli di 22, 18 e 16 anni non si sono staccati dalla spiaggia e dai loro svaghi estivi.
La famiglia contadina è composta da marito e moglie, lui avrà circa 80 anni ed è mezzo sciancato e curvo, per la durezza del lavoro dei campi; lei è intorno ai 60, una donna energica e decisa (il vero padrone di casa), in carne come tutte le contadine, per via dei cibi sani e dell’aria pulita di cui possono godere.
Hanno una figlia che vive con loro, una bella ragazza di quarant’anni ancora zitella perché non si è mai voluta staccare dai genitori e dalla sua rigogliosa campagna, al contrario dei quattro fratelli che si sono fatti una propria famiglia e sono emigrati.
Si chiama Patrizia, ha i capelli biondo-castano e gli occhi azzurri; è alta e ha un corpo bello sano e in carne senza eccedere nel grasso. Insomma ha una taglia che oggi si definisce curvy.
Avrete capito che non sono indifferente alla bellezza ruspante di questa contadina. Conosciamo questa famiglia da oltre venti anni, da quando lei era una bella ragazza corteggiata da tutti i ragazzi dei borghi vicini, e da allora ho sempre fantastico di farci qualcosa di trasgressivo e osceno...
L'occasione è stata proprio questa visita, approfittando dell’assenza di mia moglie.
Prima di recarmi lì non avevo affatto considerato l’ipotesi di provare qualcosa di ardito. È stato quando donna Carmela – la madre di Patrizia – mi ha mandato con la figlia a prendere le uova, che sono andato fuori controllo...
Faceva molto caldo, un caldo molto umido e appiccicoso che la presenza del verde della campagna non mitigava affatto. Patrizia aveva perciò indosso soltanto dei pantaloncini corti che le lasciavano scoperte le cosce belle tornite, e una maglietta rossa tipo canottiera con una scollatura esagerata sulle tettone da 5^ misura...
È entrata nella grossa gabbia delle galline e si è piegata in avanti, doveva raccogliere le trenta uova che avevo ordinato. Mi è passata accanto e ho notato le gocce di sudore che le imperlavano il petto soprattutto quelle che scorrevano infilandosi nel solco fra le tette.
Il mio respiro si è fatto pesante e ho iniziato a colare sudore per l'eccitazione che mi è montata.
Quando, vedendola piegarsi a novanta gradi, i miei occhi hanno sbirciato le chiappe sode e in carne spuntare dagli orli dei pantaloncini mi sono lasciato andare, senza ragionare.
Sono entrato nella gabbia e mi sono fermato dietro di lei, addossandomi alla sua schiena e afferrandole le tette che ho preso a palparle senza ritegno.
Lei ha reagito sussultando. Stava per lanciare un ‘Ehi!’ che ho zittito sul nascere.
"Ssssh, porcamadonna stai zitta, sono anni che ho voglia di farlo! Sta' zitta cazzo!"
E' rimasta in silenzio mentre nella stia risuonavano i miei sbuffi eccitati. A furia di palpate le tette le sono uscite fuori dalla maglietta e pendevano gonfie e pesanti, sembrava di mungere le mammelle di una vacca. L'altra mano l'ho fatta scivolare tra le sue cosce, le dita si sono infilate sotto il tessuto affondando in una selva pelosa che non immaginavo di trovare, e che ha aumentato ancor più la mia eccitazione...
Ho frugato avido in quella oscena peluria e in poco tempo la fica le si è allagata, adesso ai miei sbuffi si accompagnavano i suoi sospiri eccitati.
"Mmmm puttanadellamadonna se sapevo che eri così vogliosa non aspettavo tutto ‘sto tempo!", le ho detto mentre mi aprivo i pantaloni e tiravo fuori un cazzo enorme che ho puntato dritto fra le sue labbra gonfie.
Ha soffocato un gemito quando gliel'ho spinto dentro poi si è goduta la chiavata più potente mai ricevuta in vita sua!
Ho stantuffato eccitato come un toro in quella sorca pelosa, calda e gocciolante, nella stia dei polli era tutto un mischiarsi di sospiri e ansimi soffocati.
Ho pompato con colpi vigorosi e ad ogni affondo del mio cazzo la bella Patrizia sussultava, piegata a novanta gradi, aggrappata alla rete del pollaio, con le tette che ballavano impazzite nel vuoto.
C'era un caldo infernale e nelle narici entrava penetrante il puzzo dello sterco dei polli, il corpo della bionda campagnola era madido di sudore; gocce che le scorrevano sulla schiena e ovunque, sulle sue cosce colava sudore e umori della fica. Uno spettacolo osceno ed eccitante al massimo!
Ero senza freni e ho spinto il mio cazzo dentro Patrizia, ancora ancora e ancora mentre l’ho tenuta stretta per i fianchi e il suo corpo sussultava e le tette ballavano senza posa. Ho spinto con più forza e grugnito quando ho scaricato in fica una bella quantità di sborra.
Patrizia porta sempre i lunghi capelli raccolti a coda di cavallo e io l’ho afferrata da lì e l’ho fatta inginocchiare sulla terra cosparsa di paglia e le ho messo il mio cazzo davanti la faccia.
"Ora puliscilo, porca!" Le ho detto. E lei si è messa a leccarlo e se lo è infilato in bocca succhiandolo con diligenza.
"Mmm che bei pompini sai fare. Ma dove hai imparato?”
"Ho fatto pratica coi miei fratelli..." Mi ha confessato a bassa voce, tra una leccata all’asta e alla cappella, mentre con le pupille puntate verso l’altro mi ha fissata con un’espressione maliziosa e lussuriosa.
"...Ho incominciato a undici anni a far loro pompini nel granaio, di nascosto, poi siamo passati alle scopate nella fica e in culo che continuano ancora adesso. Nonostante siano tutti e tre sposati non rinunciano mai a una bella chiavata con la sorella quando tornano alla campagna.”
Quelle parole e quelle languide succhiate fatte con maestria me l'hanno fatto tornare duro ma Patrizia si è alzata, si è rimessa le tettone sotto la maglietta e sistemata i pantaloncini macchiati di sborra e mi ha dato il cestello con le uova.
Ho pagato tutta la roba comprata e sono tornato sulla costa. Sono incredulo per tutte le chiavate perse con la contadina negli anni passati, ma euforico pregustando quelle che verranno.

(pensieriosceni@yahoo.it)
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