Il postino era un uomo grassoccio e basso con gli occhiali; avrà avuto circa cinquant'anni ed era tranquillamente sposato da trenta. Quella mattina gli mancava da consegnare la posta solo al condominio in via Roma: era una palazzina di 5 piani dove abitavano famiglie tranquille e nessun ufficio con i suoi carichi di lettere e grosse buste. Mentre inseriva nelle buchette la corrispondenza si ritrovò per le mani una raccomandata con ricevuta per la signora Marchi, così suonò al campanello per comunicare la consegna: nessuna risposta, peccato pensò, e cominciò a compilare l'avviso di passaggio, poi preso da un senso di incertezza riprovò a suonare il campanello. Dopo venti secondi qualcuno rispose al citofono. Era una voce femminile, e giovanile che disse: "chi é?" lui rispose: "il postino signora, devo consegnarle una raccomandata". Ci fu un secondo di silenzio e poi la porta si aprì e la signora disse: "salga al quinto piano". Il postino salì per le scale e arrivò al quinto piano affannato e un po' sudato; si avvicinò alla porta per bussare e prima ancora che potesse appoggiare le nocche alla porta la signora dall'interno disse: "entri é aperto". Il postino entrò chiedendo permesso e si apprestò subito a consegnare la lettera e la ricevuta da firmare. La signora arrivò vestita con un accappatoio bianco molto corto, probabilmente appena uscita dalla doccia, e la vista di quella donna bella, svestita, e con i capelli ancora bagnati bloccò il postino con la sua posta in mano e la bocca a metà aperta a richiedere la firma. Fu la signora ad allungare la mano con un sorriso e a dire: "devo firmare! prendo una penna" il postino non riuscì nemmeno a porgerle la sua che la donna gli aveva già girato la schiena e si stava piegando in avanti per prendere una penna dal tavolino dell'ingresso. Al postino finì di aprirsi la bocca dallo stupore: l'accappatoio si era alzato fino a mostrare la fica rasata della donna. Mentre la donna tornava a girarsi verso il postino disse: "mi dica dove gliela devo mettere?" e incrociando il suo sguardo gli fece un occhiolino. l'uomo chiuse la bocca e si allungò leggermente in avanti per indicare dove la donna avrebbe dovuto apporre la firma. Lei approfittò della vicinanza e disse secca: "perché non mi lecca la fica?" e con la mano andò ad afferrare il cazzo del postino. Questo si irrigidì e si lasciò tirare da quelle mani esperte fino al divano. La donna si lasciò cadere l'accappatoio a terra e si sedette a gambe divaricate con anche i piedi sul divano. Poi imperiosa disse: "lecca!" e con le due mani da sotto le ginocchia si allargò le labbra mostrando tutta la sua fica. Il postino non ci poteva credere, sua moglie non gli aveva mai lasciato fare delle porcate così e dire che era uno dei suoi fantasmi sessuali. Si mise in ginocchio davanti alla donna e cominciò passando la lingua dal buco del culo fino alla clitoride, che aspirò dolcemente tra le labbrà e cominciò a succhiarla. Alternava leccate a succhiate e a giudicare dai gemiti della donna aveva trovato il ritmo giusto. La fica aveva un gusto magnifico e cominciava a colare tutta umida. Non volle perdere neppure una goccia di quel succo magnifico e in pochi minuti, che a lui sembrarono ore, la donna ebbe un orgasmo. Mentre stava leggermente calmandosi con le due mani allontanò la testa del postino che continuava a leccare e succhiare in preda dall'eccitazione. "Nessuno mi aveva mai dato così tanto piacere solo leccandomi, lasciami contraccambiare" e dicendo così lo fece alzare e da vera esperta gli tirò fuori il cazzo già bello duro per succhiare a sua volta. "Quando vide il membro dell'uomo spalancò gli occhi dalla meraviglia: davanti a lei c'era una cappella di almeno 5 centimetri di diametro attaccata a 30 centimetri duri come il marmo. Dopo averlo leccato tutto se lo mise in bocca e succhiò con tutta la forza che aveva, il postino era quasi sul punto di venire, la donna si interuppe e mettendosi alla pecorina disse: "vienimi nel culo!" L'uomo non poteva crederci, nello stesso giorno i suoi tre fantasmi si stavano avverando, tutto quello che la moglie non aveva mai voluto fare ora lo stava facendo con una donna magnifica ed incredibilmente porca. Appoggiò le mani al culo della donna e le allargò le natiche, il buco del culo era bello e rosa, cominciò a infilarci un dito per aiutarlo e poi due, a giudicare dalla facilità con cui entravano la donna doveva essere abituata a farsi sodomizzare, così appaggiata la cappella all'ano si spinse a fondo nel culo della donna. Lei non poté trattenere un grido e poi disse: "scopami il culo! infilami il tuo grosso cazzo, infilalo tutto, sono la tua troia!" In pochi minuti il postino sentì che stava venendo e subito prima che lo sperma uscisse tirò fuori il suo cazzo e ricoprì tutto il culo della donna della sua sborra calda. Lei intanto stava urlando mentre con la mano si masturbava. Il postino raccolse i suoi pantaloni si rivestì al meglio e uscì di corsa lasciando la donna che ancora si accarezzava in preda agli spasimi. Quandò uscì dal portone salì sulla sua bicicletta e tornò a casa con il sorriso sul volto.
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