Franca era una bella donna, quando era ancora al liceo si era presa il lusso di farsi corteggiare da tutti i compagni più grandi. Ora era un po' più sovrappeso, ma il seno abbondante e la vita sottile la rendevano ancora molto desiderabile fisicamente, mentre il viso aveva preso qualche ruga d'espressione che la faceva sembrare un po' meno bambina e più maliziosa. Si era decisa ad andare in piscina perché voleva tonificare i muscoli e fare un po' di moto durante la sua vita sendentaria. Così, dopo aver verificato gli orari, aveva trovato una piscina aperta fino alle 23 e aveva subito comprato gli ingressi. Quella sera erano pochi a nuotare ma lei non ci fece tanto caso presa dalla concentrazione di finire i suoi 1500metri che si era imposta come esercizio ogni 3 giorni. Mentre usciva dalla vasca si incrociò con un uomo a cui non fece caso più di tanto, ma mentre saliva l'ultimo gradino della scaletta si girò e vide che lui stava dietro di lei e guardava, da due gradini sotto, il suo culo. Un po' si sentì violata, ma la senzazione si mutò subito in un piacere. Inoltre gli occhi sembravano non volerla lasciare così raggiunse il suo accappatoio facendo ben attenzione a muoversi con grazia e volle regalare una visione più decisa all'ammiratore: appoggiò i piedi ad una distanza di trenta centimetri e lasciando le gambe tese si piegò in avanti spingendo con decisione il culo e la figa in modo che si potessero intravedere anche dal costume olimpionico che era ben poco eccitante. Non poté fare a meno di guardare da sotto se l'ammiratore avesse gli occhi ancora sopra di lei e così gli sguardi si incrociarono: lui le sorrise e sollevò leggermente il ciglio in segno di apprezzamento, si avvicinò e raccolse l'accappatoio proprio a fianco di quello di Franca. Sentendolo così vicino Franca si sentì in imbarazzo e si strinse dentro l'accappatoio rivolgendo lo sgardo altrove. Mentre restava ferma in attesa che l'uomo si avviasse verso l'uscita sentì una voce pacata che diceva: "gran bella fica". Sì girò di scatto, ma il ragazzo era già lontano qualche metro e guardava la sua faccia scandalizzata con un sorriso strafottente e provocatore. Franca rimase muta e lui usci veloce verso le docce. La donna pensò di aver esagerato ma per fortuna era finita, le docce erano chiaramente separate e non avrebbe corso il rischio di incontrarlo più. Sotto la doccia ripensò all'apprezzamento scandaloso di quell'uomo e l'acqua calda non fece passare l'eccitazione: ricevere un apprezzamento anche se così grossolano le aveva fatto piacere. Andò verso gli spogliatoi e si tolse il costume; era completamente nuda, e la differenza di teperatura le facevano diventare turgidi i capezzoli. Quando la morbida spugna dell'accappatoio ci passò sopra sentì un fremito di piacere, la fica, mostrata con tanta fierezza e che le era valsa un tale appellativo, si era gonfiata e la mano trovò subito la clitoride e cominciò ad accarezzarla. Un rumore la distolse dalla sua masturbazione e appoggiò l'accappatoio per cominciare a vestirsi. Mentre faceva così le cadde dalla tasca il flacone di shampoo che rotolondo si infilò nello spogliatoio a fianco. "Che palle" pensò, e senza pensare di essere completamente nuda aprì la porta e guardò fuori; non c'era nessuno e lo spogliatoio adiacente era aperto così uscì veloce e raccolse il flacone, mentre stava per richiudere la porta lo stesso rumore che l'aveva interrotta nelle sue carezze solitarie la incuriosì. Questa volta era seguito da un gemito strozzato, si guardò intorno e non vide nessuno spogliatoio chiuso, così rientrò e si chiuse la porta dietro. Nello stesso momento sentì un altro gemito più chiaro: qualcuno si stava divertendo vicino a lei. Si mise in silenzio per ascoltare e sentì che i rumori venivano dall'altra parte del muro di fondo degli spogliatoi. Presa da una curiosità irresistibile si decise a riuscire sicura della solitudine. Una volta entrata nello spogliatoio di fondo, chiuse la porta, salì sulla panca e si attaccò con due mani al culmine del muro per arrivare a guardare dalla parte opposta. Riuscì ad appoggiare gli avanbracci ma non riusciva ancora a vedere chi stava godendo emettendo qui gemiti così si diede un ulteriore slancio e appoggiò il ventre al muro mentre le tette saltarono entrambe dall'altra parte. Sotto di lei c'era il ragazzo sboccato completamente nudo e appoggiato con la schiena al muro. Era tutto curvato in avanti e la sua mano accarezzava ritmicamente il pene duro. Franca non ne aveva mai visto uno così: era piuttosto lungo ed enormemente grosso. Subito gli venne una gran paura di essere vista, poi pensò di rendere la moneta e nascostasi sotto al muro disse: "gran bel cazzo!". Poi scappò di corsa e riprese il suo spogliatoio originale. Non c'é che dire che i mugolii smisero subito e dopo un poco sentì il rumore di lui che tentava di arrampicarsi per guardare. Tutto tacque per un momento e poi sentì la sua voce domandare incerta: "chi c'é?". Quasi gli dispiacque di aver interrotto quel ragazzo e il suo grosso cazzo, ma si sentiva pari e pronta a riprendere il gioco. Vide il flacone di shapoo, cilindrico. Pensò che il diametro doveva essere più o meno lo stesso del membro che aveva appena visto e così preso il flacone nella mano destra tornò nello spogliatoio al fondo e appoggiando un piede a terra e uno sulla panca cominciò a sfregarsi la passera. Era già bella umida e così si infilò il flacone nella vagina pensando al cazzone visto prima. Le uscì un grido smorzato, e dall'altra parte della parete lui ripeté: "ma chi é?". Lei non si tenne più ed in preda al piacere disse: "una bella fica. E sono qui che mi scaldo per te". Dopo alcuni secondi vide il viso del ragazzo sopra al muro che guardava stupito, e guardandolo negli occhi disse: "cosa aspetti a portare qui il tuo cazzo? non vedi che sono in calore?". Lui riuscì a saltare il muro ed arrivò con i due piedi sulla panca; non appena si fermò lei, avida di cazzo, lo aveva già tutto in bocca succhiando a fondo e infilando sempre più il flacone nella fica. "Fatti leccare troia!" la prese per i fianchi e dopo essersi messo steso sulla panca si schiaccio la fica di lei ben bene sulla sua bocca leccandola tutta. Era talmente umida che colava, e a lui piaceva tantissimo il gusto. Intanto sentiva che la bocca di lei stava succhiando sempre più decisa e cominciò a sentirsi vicino a venire. Allora aumentò il ritmo della sua lingua per fare venire anche lei, che cominciò muoversi a scatti in preda all'orgasmo. Proprio mentre lei succhiava il suo sperma lui si trovò inondato dal liquido che usciva dalla fica. Rimasero alcuni secondi immobili poi si rialzarono e mentre lui già saliva il muro, disse: "a giovedì! e complimenti per il pompino!" lei ripose "visto come usi la lingua sarai avvocato!". All'uscita dalla piscina Franca si guardò in giro ma non lo vide più; questa volta comunque i cinque euro del biglietto erano fruttati bene.
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