Sollevai il mio corpo con gran fatica. I segni dell'inginocchiatoio erano impressi sulle mie cosce
e le mie natiche. Ero tragicamente caduta in un profondo sonno. A svegliarmi, i raggi del sole
che trapelavano dalle sbarre alle mie finestre.
Coprii il mio viso con le mani, quasi come a riparo per la luce. Cercai, invano, di recuperare
i miei vestiti dal pavimento quando capii che tutto ciò che era rimasto di essi erano
degli inutili brandelli.
Guardai l'orologio, era l'ora della preghiera, eppure io ero seduta al capezzale del mio letto
persa nei miei pensieri.


Scavando nei miei ricordi, pensai alla prima volta che la vidi.
Ricordo con esattezza il giorno in cui, dannatamente, posò le sue fredde mani sul mio corpo.
Quel giorno, ero particolarmente scossa. La sera prima fu decisamente tragica.
Ero un'adolescente triste e sola che, pur non trovandolo, cercava conforto in sacri testi
o libri sull'occulto.

<> pensai ad alta voce
leggendo il titolo di uno dei paragrafi su di un libro di demonologia,
quando ad un tratto, il mio cellulare squillò.
<> Esclamò la voce dall'altra parte del dispositivo.
<> Dissi con tono interrogatorio
<di cui ti avevo parlato?>> Rispose lui con fare beffardo
<quindi, no! Non ci vengo e non cercare di cambiar...>> Tentai di rimproverarlo ma fui attratta
da una raffigurazione che comparve sulla pagina posteriore del libro che stavo sfogliando
<> Disse Cédric cercando consens.
<> Ripetei meccanicamente, mentre con la mano accarezzavo la pagina dove era posto
il ritratto di quella che sembrava un'arcana figura
<> Disse Cédric accenando una risata derisoria
<> Cominciai a
leggere ad alta voce
<cominciare ad uscire di più>> Rimproverò Cédric
<> Posai il cellulare senza dare modo a Cédric di rispondere,
incantata da quello che stavo leggendo
<che la invocano>> Pensai mordendomi il labbro inferiore.
Quella notte, non riuscii a dormire. Ero perseguitata da una strana voglia; un'incommensurabile
desiderio di trasgressione! Quindi, infilai le mani sotto le coperte e, attraversando il mio ventre
con i polpastrelli delle mie dita, arrivai al mio sesso.
Cominciai a toccarmi mentre, con estrema sinuosità, mi contorcevo nel letto dal piacere!
Pur non volendo, la mia immaginazione era tappezzata di figure demoniache, maschili e femminili, poste
in una grande orgia, in svariate posizioni. Un groviglio di corpi tutt'altro che umani, intrineschi
di sangue e sudore.
Cessai di toccarmi, e fui colta da una strana sensazione.
Continuavo a contorcermi e a gemere, coinvolta in un estremo piacere che non mi apparteneva.
Quella sensazione stava entrando dentro di me, dal più volgare degli orifizi! E di netto, potei
sentire due braccia forti e robuste, stringermi il petto, proprio sotto di me.
Percepivo qualcosa o qualcuno, disteso sotto di me, mentre con sferzanti movimenti di bacino,
penetrava la mia vulva.
Dopodiché, sentii qualcosa di liscio e umido sul mio clitoride. Anche prima di aprire gli occhi
e guardare, avrei giurato che fosse una lingua.
Vidi i suoi capelli rossicci, per la prima volta.
Quei due esseri, che sicuramente non potevano essere umani, stavano usando il mio corpo. Vidi
le braccia di quello che sembrava essere un maschio, stringermi forte da dietro, contro il suo petto, posto proprio
sotto di me. Vidi la chioma di quella che sembrava essere una donna, posta tra le mie gambe.
Qualsiasi cosa fosse, quell'essere stava penetrando il mio sesso con tragico fervore! Potevo sentirlo
nel mio ventre e ad ogni suo rintocco il mio fiato si smorzava. Lei, si divertiva a leccare! Come
una Iena che banchetta sulla carogna del più indifeso degli animali.
Mi resi conto di aver, inconsciamente, preso parte a quell'orgia in cui i miei pensieri o forse altro
mi avevano portata.
Mi ero auto-invitata a quello che sarebbe stato il più sbagliato dei matrimoni.

<> Senti la porta della mia cella rimbombare
Quel richiamo, mi riportò immediatamente al presente, facendomi rendere conto della situazione vergognosa nella quale mi ero persa nelle memorie.
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