Quello che sto per raccontare (ovviamente i nomi sono inventati) è realmente accaduto ed accade tuttora.
Sono il parroco di una piccola parrocchia della provincia di Roma, zona di campagna con tante fattorie di agricoltori locali e di diversi “ricconi” che si godono la tranquillità della provincia in case grandi e lussuose a pochi kilometri dal mare.
Da quando iniziai ad ascoltare le confessioni dei fedeli, mi resi conto che per una comunità non particolarmente grande, vi era una grandissima quantità di persone che raccontavano di tradimenti, di situazioni di infedeltà coniugale ripetuta e reiterata, dalle coppie più giovani a quelle più datate; vedevo tantissime coppie a messa la domenica, sembravano coppie normali, affiatate…ma tante di quelle persone uomini e donne nel vincolo della confessione mi raccontavano episodi di tradimenti occasionali o ripetuti nel tempo, ciascuna donna sembrava scontenta del proprio uomo e ciascun uomo aveva giustificazioni per tradite la propria donna.
Vengo anche io da una realtà di provincia, e sembra che in questi casi la tranquillità ed il fatto che si conoscano tutti, o forse la noia di giornate che si ripetono sempre uguali, porta tanti uomini e donne a voler provare qualcosa di diverso, ad aprirsi al altri rapporti, basta però che agli occhi della comunità ci si comporti nelle occasioni mondane da timorati di Dio, ma con i scheletri nell’armadio ci si riempiono tante catacombe.
Era sorprendente la quantità di persone, soprattutto donne, che mi raccontavano episodi di tradimento…e la cosa iniziò ad eccitarmi molto, così cercavo di carpire il più possibile di quelle storie, soprattutto spingendo le fedeli, dopo una buona confidenza instaurata, a scendere sempre di più nei particolari…e questo segnò la mia fine di parroco disinteressato, e l’inizio di un turbine di lussuria senza fine.
In questo luogo ameno e tranquillo, infatti, ormai da 4 anni ho perso il controllo delle mie pulsioni sessuali; ho 43 anni, sono un bell’uomo, in forma, atletico e ho iniziato a notare che diverse parrocchiane giovani e meno, spesso posavano lo sguardo su di me in maniera “strana”, di sottecchi, a volte fissandomi in mezzo alle gambe perché sono molto ben dotato, facendo chissà quali pensieri…
Sono il “pastore” di questa comunità di 2000 anime da circa 7 anni, aiutato nelle faccende della parrocchia da 5/6 signore volontarie che si occupano della casa canonica, delle pulizie e della cura della chiesa.
La cosa ha preso la piega attuale a partire da circa 4 anni, quando al gruppo di volontarie della parrocchia si è aggiunta una bellissima donna, Roberta, di 45 anni, alta, mora, corpo sinuoso e formoso, un culo da far invidia alle ragazzine ed una 5à di seno, occhi verdi.
Roberta già frequentava la parrocchia, con il marito; ogni domenica venivano a messa e partecipavano entrambi alle attività. Franco, il marito, è un imprenditore molto ricco…possiedono una splendida villa con giardino enorme, piscina e ogni confort, oltre un parco auto di tutto rispetto (Porche, Jaguar…), mentre Roberta non lavora, non ne ha bisogno.
Diverse mattine, quando a turno le volontarie venivano in parrocchia per le loro incombenze, capitava che mi chiedessero di confessarle, ed io assolvevo al mio compito in maniera diligente e scrupolosa, spesso non usando il confessionale ma accogliendole in sagrestia o nella casa canonica seduti uno di fronte all’altra normalmente; così anche Roberta iniziò a confessarsi.
All’inizio le sue confessioni erano nella norma, anche se faceva trasparire che le cose con il marito non andavano benissimo…erano sposati da 20 anni quasi e lei soffriva da un po’ di tempo la mancanza di indipendenza dal marito…dipendeva da lui in tutto e per tutto..e questo la rendeva inquieta, non appagata.
Dopo le prime 2/3 confessioni di questo tipo, però, Roberta, spinta anche dalle mie richieste di aprirsi e confessare apertamente, senza timore o vergogna, ha iniziato ad entrare sempre più nei particolari della sua storia, fino a che un giorno mi ha confessato apertamente che ormai erano 3 anni che tradiva costantemente il marito, non con un amante fisso, ma con più uomini, giovani e meno giovani…sapeva che quando passava o andava in giro era oggetto di apprezzamenti da parte degli uomini, essendo una bellissima donna, e questo aveva iniziato a piacergli ed a spingerla, quando stava in giro da sola durante il giorno, con il marito a lavoro, a vestirsi in maniera sempre più audace, con scollature ampie e vestitini aderenti, oppure con leggings attillati che lasciavano ben poco all’immaginazione.
A ciò, si aggiungeva il fatto che Roberta era consapevole che il marito da diversi anni la tradiva ripetutamente e con diverse donne, ormai la trattava come un soprammobile dal punto di vista sessuale, scopandola si e no una volta al mese solo per sfogarsi, anche se per il resto non le faceva mancare nulla, e lei accettava la situazione perché comunque il lusso, i viaggi, le cene, i vestiti le piacevano e quindi sopportava la situazione.
Durante le confessioni ormai andava a ruota libera, tra di noi si era instaurata una bella confidenza, anche se io cercavo di attenermi al mio ruolo, e cercavo quindi di non far trasparire quanto mi eccitassero i suoi racconti, anzi più volte la invitavo ad interrompere quello stato di fatto, le dicevo che la strada che stava percorrendo non era giusta e che le avrebbe procurato solo noie e guai….ma nel frattempo mi eccitavo…il mio membro vibrava tra le gambe come mi capitava a 15/20 anni….tanto che, non riesistendo più, dopo la confessione ero costretto a masturbarmi violentemente per sfogarmi, mi segavo 2/3 volte di fila fino a che non mi faceva male il cazzo…e la notte era anche peggio…sognavo scenari di lussuria perversa e smisurata e la regina incontrastata della mia psiche era lei…Roberta.
A volte la domenica a messa la cercavo con lo sguardo, per vedere dove era seduta..come era vestita…
Sicuramente lei, durante le confessioni, aveva notato le mie “reazioni”, il mio rossore, il turgore del mio membro notevole difficile da contenere nei pantaloni, ed io ero eccitato dal fatto che lei notasse; più volte la sorpresi a scrutarmi tra le gambe, magari mentre mi alzavo a prendere dell’acqua o a fare il caffè; non usavo mai l’abito talare lungo, sempre in pantaloni e camicia, a volte anche in semplice tuta.
A ciò si aggiungeva il fatto che le chiedessi di raccontarmi le situazioni ed i dettagli e le dicessi di non preoccuparsi del linguaggio, perché era naturale e ci ero abituato (anche se non era vero) e perché solo conoscendo nel profondo la sua indole avrei potuto aiutarla e consigliarla per il meglio.
Roberta iniziava sempre con la premessa del “Padre Andrea non riesco più a controllarmi”, a volte sembrava dispiaciuta seriamente, pentita, ma poi invece passava a raccontare del giovane barista Sergio di 24 anni dal quale si era fatta scopare aspettandolo alla fine del suo turno di mattina e caricandoselo in macchina, del giardiniere rumeno di casa che aveva spompinato nel giardino dopo che per mesi lo provocava lasciando le finestre della camera da letto al primo piano aperte e girando seminuda, oppure di Nicola il proprietario 66enne della fattoria che li riforniva di frutta e verdura e che ogni mercoledì quando andava a scaricare da lei si faceva trovare in vestaglia senza mutande e gli faceva intravedere culo e fica, di quando al centro commerciale girava senza mutandine e faceva impazzire i commessi dei negozi di calzature ed un paio se li era anche scopati nel camerino.
Mi confessava che era il suo modo di sentirsi donna, di umiliare il marito; anche se la domenica a messa con lui o in tutte le occasioni nelle quali erano insieme, si comportava e vestiva da moglie perbene. Un paio di volte mi hanno invitato a casa loro a cena, e si comportava in maniera irreprensibile, ma col sorrisetto malizioso perché sapeva che io sapevo…e questo la eccitava…
Mi diceva che sapeva quanto fosse sbagliato, ma che al tempo stesso non riusciva più a fermarsi, che si sentiva apprezzata e che non resisteva quando gli uomini posavano i loro sguardi vogliosi su di lei, sapeva che al minimo cenno si sarebbero precipitati a possederla, e questo la spingeva sempre di più a cercare nuove situazioni di lussuria, “Padre non riesco a controllare la mia natura, con mio marito sono sottomessa e remissiva, ma quando non c’è lui viene fuori il mio lato di perversione e lussuria, più lo faccio più non mi basta, quando un uomo mi guarda voglioso sento un fremito irrefrenabile, quando sento i loro sguardi posarsi sul mio seno, sulle mie gambe o sul mio culo faccio di tutto per provocarli e fantastico di essere posseduta e così creo la situazione per farmi scopare. Proprio la settimana scorsa prima di venire qui in parrocchia mi sono fermata a fare colazione al solito bar di Sergio, per dirgli che alle 13 sarei passata a prenderlo, ma lui non c’era perché stava male...ma ormai avevo troppa voglia così mi sono fatta seguire da Gianni il proprietario nel retrobottega e mi sono fatta scopare anche da Lui che non aspettava altro da mesi ”.
Ancora: “Padre Andrea ho perso ogni senso del pudore, ho oltrepassato ogni limite, non riesco a fermarmi, so di essere diventata una ninfomane, forse l’ho sempre saputo e mi sono repressa per anni, ma ormai da 3 anni ogni occasione è buona per mostrami…per farmi toccare…per farmi fottere da chiunque…non conta se sono giovani o anziani…per me basta che mi desiderino e io gliela concedo…mi piace sentirmi ed essere trattata da troia! Lo so… se lo venisse a sapere Franco sarebbe la fine…ma poi mi dico che lui fa anche peggio…la segretaria glielo succhia quasi ogni giorno da anni in cambio di un extra sulla busta paga, so anche che la mia amica Marika si fa fottere da mio marito ogni giovedì quando esce dalla palestra e si imboscano con la macchina…, so che la moglie di Nicola l’agricoltore quando Franco passa a fare gli ordini si fa scopare senza sosta…e la lista è ancora lunga…così ho deciso di ripagarlo con la stessa moneta, ma ho perso il controllo…mi aiuti padre ho bisogno di lei”.
Il tenore delle confessioni di Roberta era questo, ormai non ometteva nemmeno più i particolari. Ero allo stremo delle mie forze mentali, immaginavo di possedere Roberta in tutti i modi ed i luoghi possibili, fantasticavo di essere io il barista, il giardiniere, l’agricoltore…durante le confessioni ormai non riuscivo a tenere a bada il mio cazzo che si gonfiava nei pantaloni non appena lei si sedeva di fronte a me; non vedevo l’ora che arrivasse il giorno, cercavo di restare impassibile…ma orami era il mio membro che mi governava.
Non appena Roberta andava via, ormai in maniera automatica, mi chiudevo in camera e mi masturbavo ferocemente, pensando a come sarebbe stato possederla..ed aspettando impaziente la prossima confessione; la desideravo e basta, non potevo più continuare così, dovevo averla.., dovevo farla mia a tutti i costi, e visto quello che mi confessava da un lato ero sicuro che ci sarebbe stata e mi si sarebbe concessa, ma da un altro lato avevo paura della sua reazione…e se mi avesse rifiutato? Però mi dissi che se mi avesse rifiutato avrebbe smesso di frequentare la parrocchia e forse mi avrebbe dato modo di placare i miei ardori…decisi quindi che appena possibile avrei dovuto farmi intraprendente e provarci!
Una mattina, quando venne in parrocchia (lei si occupa del giardino spesso) stranamente non chiese di confessarsi (è la prima cosa che fa) e si dedicò invece alla cura di piante e fiori, ma il suo abbigliamento era per me troppo…indossava un leggings aderentissimo e pressochè trasparente che non nascondeva nulla del suo magnifico culo e del perizoma nero che indossava sotto, così quando si chinava a sistemare le piante e i fiori traspariva il suo magnifico culo ed il filo nero del perizoma che le invadeva la fica…ed io la guardavo dalla finestra della canonica e inevitabilmente la mano scivolo sul mio membro in erezione, sbottonai i pantaloni, me lo presi in mano…era durissimo e pronto ad esplodere, ed iniziai a segarmi guardandola muoversi nel giardino.
Così, quando la vidi venire verso la canonica ed andare in cucina per dissetarsi, persi ogni freno inibitore, il senso del pudore, della vergona, dell’abito talare, di anni di sacrifici…, era giunto il momento di provarci…mi avvicinai… “Ciao Roberta, niente confessione oggi?” ..e lei senza voltarsi mi disse “Padre volevo occuparmi prima del giardino, poi dopo semmai…” e si chinò a gettare il bicchiere di carta nel contenitore sotto il lavandino….il suo culo di tondo di fronte, il perizoma che le riempiva la fica mi diedero il colpo di grazia….così mi avvicinai, la presi da dietro e la cinsi in un abbraccio afferrandole i seni ed appoggiandole il mio cazzo duro tra le natiche e le dissi “Roberta non ce la faccio più, senti come sono teso, ti voglio!” …
Lei scoppiò in una risata divertita e senza voltarsi mi mise le mani sui pantaloni, mi strofinò il cazzo e mi disse una frase che ancora oggi mi provoca forti erezioni, e che mi fece perdere il controllo dei miei sensi.. “avevo notato Padre che avevi un bel cazzo…e bravo porco segaiolo di un prete, vuoi assaggiare la mia fica? Ti eccito vero?” ed io “si Roberta..si…sei splendida…ti voglio” “ok allora chiavami porco!”
Accadde l’irreparabile e l’inevitabile…la lussuria prese il sopravvento…non capivo più nulla…così la la feci inginocchiare e le piantai il cazzo in bocca; da vera troia lo succhiava e mi guardava lasciva, infilandosi la mano nelle mutande e toccandosi….sono durato non più di 2 minuti…sborrandole in bocca una dose massiccia di nettare bianco…che Roberta ingoiava avidamente… “Padre ha davvero un cazzo notevole…peccato che ci hai messo due minuti a sborrare ahahahha” ma io le dissi “continua a succhiarmelo Roberta…vedrai cosa succede… …devo recuperare mesi di repressione”…così la portai nella cameretta dove dormo…
Quella mattina la presi 4 volte, in fica, nel culo, in bocca…e più sborravo più lei gemeva e mi incitava “chiavami prete porco…fottimi…si mi mancava proprio un prete che mi scopasse..!” Le leccavo avidamente la fica piena della mia sborra e le leccavo il culo…poi prendevo ad incularla con vigore..e quando le sborravo in figa e pensavo di aver finito lei mi sbatteva la sua figa ed il suo culo in faccia e mi diceva “lecca tutto prete pervertito…senti come ti vengo in faccia” e mi faceva colare gli umori della sua fica in bocca…ed io mi rieccitavo e mi veniva duro e lei subito riprendeva a cavalcarmi con forza e vigore…
Era finita! Avevo passato il confine…ma quello che successe dopo è anche peggio…
Almeno 2/3 volte a settimana Roberta mi mandava messaggi chiedendomi quando poteva passare a trovarmi, ed io facevo di tutto per trovare il modo ed il tempo; a volte veniva in parrocchia e ci infilavamo in sacrestia o nella canonica, dove la montavo in tutti i modi possibili, in bocca, nel culo, nella figa, fra le tette…la chiavavo avidamente e senza sosta…altre volte ci incontravamo in macchina nel bosco, io la raggiungevo in bicicletta, altre volte andavo a casa sua quando era sola, una volta la presi persino nel confessionale.
Ma quello che non avevo capito invece era che in realtà lei fotteva me…in un paio di mesi di scopate furiose mi aveva in pugno...ero diventato il suo oggetto sessuale, ero alla sua mercè… mi interessava soltanto compiacerla e godere del suo corpo…adorava mettermi il culo e la figa in faccia dicendomi “leccami il culo Padre, lecca la mia fica…si così segaiolo pervertito”…si faceva sempre più audace con le richieste…aveva comprato un grosso cazzo di gomma… che si passava nella figa e nel culo e poi mi chiedeva di leccarlo…io ero eccitato e succube di lei…non conoscevo limiti…obbedivo a tutto pur di godere del suo corpo!
Ormai quando ci vedevamo era lei che mi dominava…così prese a chiavarmi con il cazzo di gomma nel culo…all’inizio provai dolore...non volevo….ma non volevo perdere lei…e quindi dopo la prima volta iniziò a piacermi…così a volte mi piantava il cazzo nel culo e si faceva scopare in figa…oppure lei con il cazzo finto in figa ed il mio nel culo…quando veniva sul cazzo finto mi costringeva a succhiarlo..”tieni succhia porco di un prete! Bevi il mio nettare”.
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