Quel martedi’ pomeriggio non avevo ancora avuto notizie dal mio amante, non lo avevo nemmeno incontrato quando ero andata a prendere il bimbo all’asilo ma mi ero ripromessa di non opprimerlo con le mie richieste e, cosi’, non andai nemmeno a bussare da lui con una scusa. Nel pomeriggio non mi sottoposi al rituale della preparazione con il clistere, mi seccava tanto, se mi avesse voluto dietro poteva anche accettare che si sporcasse un po’ , dovevamo abituarci a questa evenienza, saremmo diventati piu’ intimi sperimentando anche qualche cattivo odore. Non mi sentivo costipata e gonfia, mi ero regolarmente liberata, quindi non avrebbero dovuto esserci sgradevoli sorprese nella eventualita’ di una inculata, il clistere se lo facesse lui pensai. Mi ero resa conto che fare sesso anale con lui non mi creava grandi problemi, riuscivo a gestire il suo grosso membro nel didietro facilmente, quindi non avevo bisogno di particolari precauzioni. Ovviamente feci una doccia e la solita lavanda vaginale. Del resto non sapevo se sarebbe veramente venuto. Tanto per non farmi trovare totalmente impreparata pensai di truccarmi un po’ da zoccola, indossai un bellissimo reggiseno ed un paio di mutande di pizzo nero, il reggicalze e le calze con la riga. Guardandomi in mutande allo specchio dell’armadio pensai, quasi orgogliosamente, che in un bordello avrei certo monopolizzato tutti i clienti. Finii di vestirmi indossando un leggero abitino blu che mi fasciava magnificamente esaltando le mie forme e che rendeva piu’ luminosi i miei capelli biondi che cadevano in larghe volute sulle spalle e infilai ai piedi un paio di magnifiche decollete’ di vernice rossa col cinturino, regalo di Giuseppe. Sperai che tutta questa preparazione, forse un po’ eccessiva, non venisse sprecata. Dopo aver cenato, una ora dopo il fatidico Carosello che con la TV dei Ragazzi scandiva il tempo infantile, misi a letto i bimbi, tanto lui prima delle 23 non sarebbe venuto, se fosse venuto. Poco prima di mezzanotte, stavo quasi per iniziare a spogliarmi per andare a letto, sentii i convenuti colpetti alla porta. Devo essere sincera, ero un po’ arrabbiata per la lunga attesa ma a quei colpetti il cuore ebbe un balzo ed una grande gioia mi pervase, mi sentivo come una ragazza al primo appuntamento. Con un gran sorriso andai ad aprire, ma il sorriso mi si spense di colpo quando vidi che lui non era solo, era venuto con Lucia! Accortosi del mutamento del mio viso e per evitare che temessi intenzioni bellicose della moglie lui subito disse :“Maria scusaci per l’ora tarda ma fino a poco fa non avevamo ancora deciso se venire in due, speriamo di non disturbarti troppo. Lucia vuole conoscerti, parlare un po’ con te. L’ultima volta che vi siete scambiate qualche parola vi siete quasi contrastate e per due buone vicine non e’ bello, inoltre a quest’ora i tuoi figli dormono e possiamo parlarci con tranquillita’, poi so che tu non vai mai a letto presto, specialmente d’estate.“ e mi mise in mano un involto di pasticcini. Che dovevo fare? Quella visita mi sembrava inopportuna ed importuna ma mi conveniva essere cortese con la legittima proprietaria del cazzo che mi aveva soggiogato se volevo continuare a godermelo in tranquillita’. Per questo finsi una contentezza che assolutamente non provavo e li feci accomodare. Per l’occasione anche Lucia si era messa in uniforme di gala. Da buona padrona di casa feci loro strada verso il salotto e la squadrai ben bene quando lasciai che mi precedesse. Era una donna poco piu’ bassa di me, belle gambe, un culo rotondo e ben scolpito, un po’ pienotta ma di quel pieno che trasuda sensualita’, non un filo visibile di cellulite. Quando mi si sedetti al suo fianco sul divano notai che aveva un seno generoso, almeno una quinta taglia, che sfoggiava con sicuro orgoglio e decisa eleganza da una scollatura che mostrava un profondo solco fra i due seni sodi dove annegava un filo di vere perle naturali. Emanava un gradevole profumo di essenza costosa su un corpo di specchiata pulizia. “Sei bellissima Maria e che eleganza” esordi’ mentre il marito restava in silenzio. Pensai che quello era l’inizio dolce delle nostre schermaglie, ma schermaglie non ve ne furono perche’ parlo’ quasi sempre lei arrivando prestissimo al sodo affrontando, con calma e benevolenza, l’argomento che mi stava piu’ a cuore e andando oltre, molto oltre, di quello che speravo e non solo a parole. Non staro’ a riportare tutte le sue parole, provero’ a farne una sintesi cercando di non omettere alcun punto saliente. Lucia mi disse che aveva notato subito il mio interesse per suo marito, non era la prima volta che una donna ne mostrasse e sapevamo bene il perche’. Una volta l’interesse che le donne provavano per suo marito le seccava alquanto, ma aveva capito che opporsi con forza al soddisfacimento delle loro voglie poteva costarle il marito, qualcuna avrebbe potuto portarglielo via. Pertanto lasciava che lui soddisfacesse le voglie di queste donne tanto dopo qualche tempo sarebbe ritornato da lei, questa era l’unica condizione che poneva e che ,ad ogni costo, doveva essere rispettata. Nelle varie esperienze che avevano avuto era capitato spesso che fossero proprio i mariti a chiedere al suo di soddisfare le proprie mogli, comportandosi quasi sempre da solo da spettatori. Altre volte le donne che aveva incontrato suo marito amavano avere rapporti pure con una donna e lei man mano si era trovata a partecipare a quegli incontri, dove condivideva il marito con quelle donne, facendo sesso a tre, soddisfacendosi anche fra donne. Altre volte aveva condiviso il loro marito facendo scambio di coppia. Pertanto erano diventati una coppia aperta. Mentre parlava con me aveva chiesto al marito di sedere fra noi due e gli aveva tirato fuori il cazzo, smise di parlare e comincio’ a succhiarglielo. Io ero imbarazzatissima ma la scena mi affascinava, mi alzai solo per chiudere a chiave la porta del salotto. Dovete considerare poi che quel palo di carne mi era familiare,era di casa e di fessa, e non potevo certo impedire alla moglie di succhiarglielo. Ero rimasta seduta alla sinistra di Salvatore a godermi lo spettacolo. Lucia lo spompinava con bravura e il cazzo era diventato gia’ durissimo. Lucia mi invito’ a partecipare al bocchino ed io non dissi “no grazie” perche’ gia’ da qualche minuto desideravo farlo ma temevo che lei mi respingesse. Poi Lucia sollevo’ la gonna e spostando di lato le sue mutande si sedette sul cazzo penetrandosi lentamente mentre io guardavo affascinata la scena. Non potei resistere dal cominciare a toccarmi fra le gambe. Lei era rivolta verso di me e dava le spalle al marito, io vedevo quel grosso cazzo affondare nelle nere profondita’ di Lucia e ritornarne fuori bagnato di una schiumetta bianca mentre le piccole labbra erano tese a circondare quella grossa asta formando un anello perfetto. Vedevo il cordone inferiore di quel cazzo strusciarsi contro la grossa e scura clitoride di Lucia, una sensazione magnifica che io stessa avevo provato. Solo un paio di volte il cazzo scappo’ dalla fessa oscillando rigido per la sua durezza ma lei con un movimento esperto subito lo indirizzo’ con la mano all’orifizio. Finalmente vedevo quello che non potevo vedere quando mi penetrava, vedevo la fessa dilatata di Lucia con le grosse labbra gonfie e immaginavo che la mia dovesse apparire allo stesso modo quando lo avevo dentro. Sentivo le scorreggine che quella fessa faceva per espellere l’aria che vi era entrata e non trovava un modo semplice per uscire, tesa e piena come era, se non con quegli imbarazzanti ma pur tanto eccitanti ed erotici rumorini sconvenienti. Dopo poco piu’ di un minuto che chiavava mi chiese di mettermi a pecorina mentre lei si sarebbe stesa sotto di me, voleva vedere da vicino come la mia fessa prendeva il cazzo del marito disse, io acconsentii. Ma qualche secondo dopo sentii la lingua di Lucia leccarmi la clitoride mentre il marito mi bombardava di colpi. Non avevo mai provato un piacere cosi’ intenso, era bellissimo. Io avevo la fessa di Lucia davanti ai miei occhi, bella, nera, bagnata e gia’ dilatata dal cazzo. Pian piano abbassai la mia testa fino al suo inguine, sentivo il profumo ferino di quella fessa e non resistendo piu’ ad un cosi’ strano e per me nuovo desiderio cominciai a leccarla. Non l’avrei mai immaginato ma era bello, mi piaceva. Mi piaceva l’ odore ed il sapore di quella fessa, la leccavo come avrei leccato un cazzo ma addirittura con piu’ piacere. Lucia godeva tanto perche’ io da femmina sapevo bene come una fica volesse essere leccata, lei mi rendeva il favore con la sua lingua che riusciva a leccare oltre alla clitoride anche le mie piccole labbra che circondavano a stento il cazzo del marito. Le misi le dita dentro moltiplicandone il piacere muovendole dentro e fuori velocemente ma continuando a leccarla. Non so come vi riuscimmo ma nel momento in cui lui venne sborrando dentro di me io esplosi nell’ennesimo orgasmo della serata e in quel momento venne pure Lucia schizzando dalla sua fessa quel liquido chiaro che , solo da quando chiavavo con Salvatore, eiaculavo pure io. Quando riprendemmo un po’ di fiato Lucia mi disse:” Mari’ stenditi sul divano che voglio leccarmi lo sperma di Salvatore che ti sta uscendo dalla fessa”. “Luci ‘ stendiamoci a 69 che io pure ti voglio leccare come si deve” risposi infoiata. Mentre noi donne ci davamo piacere a vicenda lui comincio’ a segarsi e fini’ con lo sborrarci addosso, non gli avevamo permesso di inserirsi nel meraviglioso scambio di piacere fra noi donne. Ora capivo che il sesso e’ bello e possibile anche fra donne, da allora avrei guardato con occhi rispettosi a quelle che fino al giorno prima chiamavo ,disprezzandole, lesbiche. Erano state un paio d’ore fantastiche e mi ero legata a filo doppio con la mia vicina e col marito. Avevo aggiunto altra esperienza sul sesso. Lucia mi fece sapere che al piano superiore avevano un ripostiglio e anche una mansardina ben arredata, li sopra non poteva salire nessuno che un cancello chiudeva l’accesso, era loro proprieta’. Se qualche volta volevo appartarmi con il marito anche di pomeriggio o di mattina avrebbe pensato lei a far compagnia ai bambini, li non ci avrebbe disturbato nessuno e non vi erano pericoli che qualcuno ci vedesse. “Invita anche me qualche volta a farti compagnia lassu’ “ aggiunse strizzandomi l’occhio. Risposi:“Senza dubbio,anzi magari facciamo che una volta ai bambini badi tu ed una volta Salvatore , pero’ se vuoi domani mattina che il grande va all’asilo e se Salvatore vuole, vieni da me che abituiamo prima il piccolo a stare solo con te.“ Ci rivestimmo e ci salutammo, Lucia mi abbraccio’ ed io sentii ancora una volta premere sui miei seni quei suoi bei seni che quella sera avevo succhiato e carezzato con tanta gioia.
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