Ricordo che stavamo parlando di lavoro, di colloqui di lavoro, e ti dissi che anni addietro ne avevo fatto uno dal tuo commercialista. All’epoca non sapevo che fosse il tuo commercialista perché non ti conoscevo ancora. Feci il colloquio con lui ma alla fine andai a lavorare in un altro posto; diversamente ci saremmo conosciuti molto tempo prima.

Poco ci è mancato che ti scopassi l’impiegata del tuo commercialista – gli scrissi scherzando nel corso di quella conversazione in chat

Beh in realtà una sua impiegata me la sono scopata veramente – ribattesti tu

E ti pareva che qualcuna potesse esserti scappata? Dai racconta – ti incitai con un briciolo di paura, perché sapevo che il tuo racconto mi avrebbe fatto bruciare di gelosia. Ma ero curiosa ed eccitata, volevo sapere tutto di te, conoscere ogni dettaglio della tua vita sessuale, della tua vita in generale. E tu iniziasti a scrivere, fu un racconto breve quanto pregnante e le mie mani stavano già tormentando il mio sesso inumidito mentre i miei occhi bramosi leggevano le tue parole.

La fortunata di turno era stata un’impiegata del tuo commercialista, ma nel momento in cui l’hai frequentata non lavorava più per lui, lavorava in un’azienda che ti commissionò delle fotografie pubblicitarie. Andasti in questa azienda e te la ritrovasti lì, sentisti una scintilla e ci volle poco a mantenere il contatto tramite facebook e ad avviare conversazioni provocanti. Lei prese la scusa più banale e ti disse che voleva farsi fotografare nuda da te, dal fotografo più bravo della città; foto che alla fine non sono mai state fatte. E poi la solita domanda di rito per ammiccare: “Ma se vengo e sono nuda, poi cosa succede?”. E ovviamente ecco la tua solita risposta: “Niente che tu non voglia che succeda”. Nei tuoi racconti questi passaggi erano prevedibili, li conoscevo a memoria, li avevo anche sperimentati in prima persona, eppure anche questi erano particolari che non smettevano mai di eccitarmi, e così continuo a leggere quello che scrivi mentre mi infilo due dita nella figa bagnatissima, per poi portarmele alla bocca e sentirne il sapore e infine penetrarmi di nuovo andando a scovare angoli di piacere. Ti invitò a casa sua per parlare di queste ipotetiche foto da realizzare, ma ormai il fulcro del discorso era lo scambio di fantasie sessuali. Non era particolarmente bella, portava i capelli molto corti e non le donavano granché, era un po’ mascolina, ma per te non ha importanza che una donna sia bella, incide molto di più il fatto che sia troia. Ti confidò infatti che le piaceva il sesso di gruppo e che si faceva scopare dai giocatori di una squadra di basket. Eravate sul divano e intanto che te lo raccontava tu le sfilasti le mutandine e cominciasti ad accarezzarle la figa. Lei parlava tranquilla, come niente fosse, e spalancava sempre più le gambe per accogliere meglio la tua mano, per sentirla come adesso e per sempre vorrei sentirla io. Poi ti accovacciasti tra le sue cosce ed affondasti la lingua in quei meandri di carne fradicia e pulsante. In quel momento squillò il suo cellulare, era il dirigente di quella famosa squadra di basket che abitava lì vicino e che le proponeva di scopare. Lei, continuando a gustarsi la tua bocca, gli rispose che quella sera aveva già rimediato compagnia ma, mentre quell’altro era ancora in linea, ti chiese se ti avrebbe dato fastidio se il suo amico si fosse unito a voi. Tu rispondesti che si poteva fare, del resto il sesso di gruppo piace da impazzire anche a te, ma aggiungesti che trattandosi della prima volta potevate anche farlo soltanto voi due e lei fu d’accordo. Non eri particolarmente in forma quella sera, l’erezione andava e veniva, tuttavia riuscisti a soddisfarla diverse volte e lei palesò di essere molto disinibita, era porca come piace a te: non si tirava indietro davanti a niente, scopava con voglia ed impeto, adorava i rapporti orali e anali e masturbarsi davanti a te, muovendo freneticamente il dito avanti e indietro. Il giorno dopo ti disse che voleva rifarlo, tuttavia non ti diede altri appuntamenti e quindi quella rimase una scopata raminga, bella e promettente ma senza seguito, e non ti permise appieno di conoscere, approfondire e goderti la persona.
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