Salve a tutti eccomi a riprendere il racconto con lo “Zio Giovanni”

Fingendomi un po’ imbarazzata dalla richiesta.
“beh!, non saprei”
“ma dai Liana non avrai mica vergogna?, in fin dei conti mi hai gia vistro nudo,non te lo ricordi,quando siamo andati in quel campeggio per nudisti con la “zia”?”.
“certo che me lo ricordo, ma avevo solo 6 anni”.
“guarda che dovrei essere io imbarazzato, non ho più 30 anni,ne ho quasi 40”.
“hai ragione anche se non sembra che hai quell’età,va bene passami pure la spugna”
Cominciai a lavargli lentamente la schiena,
Decisi che era ora di riprendere in mano il gioco.
Tenendo la spugna con una mano, continuai a lavargliela con l’altra a pieno palmo, dicendogli che sarebbe stato molto meglio continuare in questo modo.
“brava Liana così è molto più rilassante”
A quel punto lasciai cadere la spugna oramai inservibile.
Mi versai sulle mani altro bagnoschiuma e cominciai a lavargli le braccia.
“aspetta,mi metto più comodo”
Nel far questo, si girò lievemente e vidi il cazzo in piena erezione.
Non pensavo che a quell’età potesse avere un’erezione simile,si vede che l’astinenza gli pesava molto..
Massaggiavo il collo dello “zio” che godeva del tocco di giovani mani..
Si era fatto scappare qualche mugolio e lo credo, gli stavo facendo sentire la consistenza del seno strofinandoglielo dietro la schiena.
“grazie bambina mia è la più bella doccia che abbia mai fatto”.
“”zia” non ti aiutava a farla?".
“lei era molto puritana, non ammetteva certe cose”.
Nel dire questo, mi abbracciò dandomi un bacio sulle labbra.
Non andò oltre, rimase incollato a labbra chiuse.
Quando si allontanò, la maglietta era completamente bagnata, diventando così completamente trasparente.
“scusami tesoro avevo tanta voglia di abbracciarti che non ho pensato alle conseguenze”.
“non preoccuparti è solo un po’ d’acqua, però sono indecente, non vorrei imbarazzarti”
“tranquilla non mi imbarazzi, ti ho già vista completamente nuda, anche se eri molto più giovane e non eri così sviluppata e poi alla mia età queste cose, sono solo un piacevole tonico”
“va bene, allora me la tolgo del tutto, mi si sta appiccicando addosso e non riesco a muovermi”.
Mentre me la togllievo lo sentii dire.
“sei diventata una splendida ragazza”.
Lo disse con voce trasognata piena di nostalgici ricordi.
Pensai che era meglio riportarlo alla realtá.
“ora però sarà bene che continuiamo con la doccia” ..
Passai a lavare lentamente la gamba sinistra, chinandomi in avanti per lavare la destra, volontariamente sfiorai più volte il cazzo con i capezzoli.
Mi accarezzava la schiena, gli sorrisi per fargli capire che la cosa mi piaceva.
Le carezze si facevano sempre più audaci tanto da toccarmi nuovamente i capezzoli.
Lo interruppi sollevandomi con aria ingenua.
“come mai zio hai un’erezione così forte?”..
Sorrise.
“lo trovi strano?”
“immagino che non dovrei, ma mi incuriosisce molto”
“ti piacerebbe toccarlo?”.
“non sono sicura che sia una cosa giusta”.
“tutto ciò che ci piace è giusto, a te piace toccarlo?”
“si mi piace”
“non preoccuparti stai facendo la cosa giusta e a me piacerebbe toccarti le tette”.
Allungò la mano e cominciò ad accarezzarmi il seno.
Iniziai a fargli una sega.
Il cazzo era lucido, la cappella viola, le palle grosse e pendenti.
“ti piacciono le mie carezze “zio”?”
Non rispose, cominciò a toccarmi la passera.
“cosa senti?”
“mi piace molto”
“è esattamente quello che provo io”.
Iniziò a leccarmi i capezzoli mentre con un dito mi penetrava la figa, stavo godendo da matti.
“non fermarti fammi godere, farò tutto ciò che vuoi,ma stai attento sono ancora vergine”.
“certo che starò attento amore mio”
Si mise in ginocchio, passava con la lingua dalla, figa al buco del culetto, cercando di penetrarlo con la punta, ci mise un dito facendomi sussultare dal piacere.
Smise e si rialzò.
“inginocchiati bambina mia”.
Lo feci e mi ritrovai davanti il suo bastone.
Non disse nulla.
Sapevo cosa fare.
Il pezzo di carne era già tra le mie labbra,la cappella completamente dentro.
Lo leccavo con avidità.
Era in preda ad un’incredibile eccitazione, accompagnava i movimenti della testa.
“ti prego Liana continua, fammi venire”.
Presi a succhiare ancora più forte, con una mano lo facevo andare su e giù, mentre con la lingua gli cingevo la cappella, alternando leccate a risucchi fino a quando si lasciò andare in una copiosa sborrata.
Dio mio quanta ne uscì.
Lasciai che il caldo sperma mi colasse sul seno, me lo spalmò ben bene, mentre gli leccavo le palle..
“Liana non abbiamo ancora finito, ora tocca a te godere”.
“cosa vuoi farmi?”.
“farti avere un lunghissimo orgasmo”.
“di la veritá non ti piacerebbe scoparmi?”.
“certo, ma non oggi,come mi hai detto sei ancora vergine e non voglio essere io a togliertela, quando non lo sarai piú, ne riaparleremo, quel giorno verrai a casa mia e rimarrai a dormire,voglio tanto tempo a disposizione per poterti godere appieno,senza la paura che qualcuno possa venire”.
Non sapevo cosa dire,non capivo il perchè di quel rifiuto.
“a parte che non dovrebbe venire nessuno, non capisco perchè non vuoi farmi diventare donna”.
“ma non ne sei sicura e lascia che sia qualcun altro a farlo, non chiedermi il perchè,preferisco così”
“ma a me piacerebbe donarla a te la verginitá e di tempo ne abbiamo”.
“anche se fosse così e una decisione mia, non credere che sia facile rinunciare ad un’offerta così allettante, ma ti prego non insistere, quando l’avrai persa verrai da me e ti assicuro che la scopata la faremo durare molto a lungo,lo sai che il guerriero è da quasi due anni che non entra in una passera?”
“l’ho notato o meglio sentito,non vedo l’ora venga quel giorno”.
“pure io bambina,pure io, datti da fare a trovare la persona giusta che ti faccia diventare donna, ma ora lasciami lavorare, voglio baciarti ogni cm di pelle e poi ricomciare fino a quando non chiederai pietà”..
“allora datti fare mio uomo”.
Anche se dentro di me continuavo a chiedermi perchè non avesse voluto cogliere il fiore della verginità che gli stavo offrendo.
Andammo avanti per parecchio tempo.
Saltammo il pranzo, non avevamo tempo per nutrire i corpi, prima veniva il piacere e che piacere, anche se avrei voluto di piú, molto di piú, ma “zio” fu irremovibile a nulla valsero tutte le armi della seduzione, rimasi vergine.
Rispettai la sua decisione dandogli tutto il mio amore.
Mi aiutò a finire le pulizie.
Zio se ne andò poco prima che arrivassero mamma e Cinzia.
“che brava, hai fatto pulizia dappertutto”.
“non avevo altro da fare”.
“ti sei annoiata bambina mia”.
“un po’, a proposito è venuto “zio” Giovanni”.
“cosa voleva e perché non mi ha aspettato?”.
“era di fretta, tornerà domani mattina”.
“poverino da quando è morta Gioia si sente molto solo”.

Sorridendo andai in camera, pensando a quando sarei andata a casa sua, dopo aver perso la verginitá.
Baci ed abbracci a tutti e tutte.
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