Cari amici e amiche, vorrei cominciare col raccontarvi quello che mi è accaduto negli anni della mia gioventù,cosi potrete cominciare a conoscermi.

Non nascondo di aver fatto i vari giochetti tipici di quell’età .
Medico paziente con i miei cuginetti e cuginette, che credo tutti i ragazzini/e provano.
Oppure
“dai fammela vedere che io ti faccio vedere il mio”.
Oppure..
“ma tu come fai a fare la pipì.
Oppure fare da arbitra per decidere chi faceva la pipì più lontano..
Fino alla domanda più stupida
“ma a te manca un pezzettino?”.
Altro non ricordo.
No un momento, qualcosa c’è stato, quell’anno andai in campagna dagli zii.
C’era un ragazzo più grande di noi.
Ricordo che mi prese di mira, qualsiasi cosa facessimo lui voleva sempre essere accoppiato con me.
Si giocava marito e moglie,io ero sua moglie.
Si giocava al dottore, io ero la sua infermiera o meglio a sua paziente.
Si giocava nascondino,lui veniva a nascondersi con me, ed era molto difficile, se non impossibile trovarci.
Non riuscivo a capire il perché di questo suo interesse per me,non mi vedevo per niente bella, anzi a dir la verità, le mie cugine lo erano di più, oltre che ad essere più grandi di me, ma lui niente, voleva me.
Sia chiaro non mi dispiaceva, anzi, oltretutto era un bel ragazzo.
Solo poi, quando capii, mi resi conto del perché.
Anche se ero la più giovane, fisicamente sembravo più vecchia, il merito andava allo sport che praticavo, ginnastica artistica, vezzo di mamma, lei era stata una ginnasta parecchio quotata in Spagna, voleva seguissi le sue orme, ma a me lo sport che mi piaceva di più era il nuoto è la pallavolo, che praticavo di nascosto, mamma diceva che mi faceva sembrare un maschiaccio.
Ma ritorniamo al mio boy.
Quando gli facevo da infermiera, voleva sperimentare su di me, come veniva praticata una visita ginecologica.
Mi faceva sdraiare per terra, dopo avermi fatto togliere le mutandine, mi diceva di allargare e piegare le gambe. lui si accovacciava li davanti e cominciava a frugare, senza che capissi cosa voleva farmi, se non provocarmi un certo calore alla cosina, che sinceramente era piacevole, ma non capivo nulla.
Quando dovevo fare la moglie, il gioco si faceva interessante, costruivamo una capanna, rami intrecciati che fungevano da casa,poi ci spogliavamo completamente, ci sdraiavamo per terra, lui mi abbracciava strettamente e si muoveva avanti indietro, giuro non capivo il perché, non provavo nulla, oltretutto i miei cugini erano nei paraggi,
Ma la cosa si fece interessante quando giocammo per la prima volta a nascondino, ognuno scelse la compagna/o,con cui nascondersi, lui era vicino a me e mi diede immediatamente la mano, ero sua, nessuna doveva scegliermi.
A fare il palo c’era il solito sfigato, qui apro una parentesi, quello sfigato oggi è una persona politicamente importante, con la prospettiva di andare sicuramente a Roma,ma torniamo a noi.
Sempre tenendomi per mano mi condusse in un luogo veramente impossibile da trovare.
“ Gino ma così sarà impossibile trovarci”
“è quello che desidero., cosa credi facciano gli altri?”.
“ma allora che gioco è?”.
“ora ti faccio vedere, dai spogliamoci”.
“ma se ci trovano?”.
“chi lo sfigato? Non ci vedrebbe nemmeno se passasse ad un metro”.
Cominciò a spogliarsi.
“dai facciamo come quando giochiamo al dottore”.
Mi spogliai anch’io, mi mancavano solo le mutandine, lui lo era completamente.
“aspetta te le tolgo io”.
Si inginocchio davanti e prendendo da ambo i lati l’elastico, me le abbasso lentamente.
“sai che hai una bella fighetta?”.
Non sapevo cosa dire.
“hai già parecchio pelo”.
Credo non volesse risposta, stava parlando con lei.
Mi tolse del tutto le mutandine.
“dai allarga le gambe”.
Le allargai.
Un attimo dopo sentii un forte calore alla passerina, abbassai lo sguardo per vedere cosa succedeva.
Lui era lì con la bocca incollata che la baciava.
Quì al solo pensiero mi viene da ridere,non mi stava leccando, ma solo baciando, chissà dove aveva visto farlo o sentito dire, voleva fare l’esperto o meglio farlo intendere, però una cosa la fece da vero esperto.
Si sollevo e mi fece vedere il suo pisello, lo impugnava, facendolo andare su e giù.
“ti piace?”.
Non voleva risposta, era scontato che dovesse piacermi.
“dai prendilo in mano”.
Feci quello che mi aveva chiesto, era la prima volta che lo facevo, mi piacque il contatto con quella cosa rigida e calda.
“fai come facevo io, dai, vai avanti e indietro, si così sei brava, continua”.
Mentre lo masturbavo, lui mi accarezzava la fighetta,come la chiamava, era bello, mi sentivo bene, avrei continuato all’infinito.
Ad un certo punto lo sentii sospirare, mi fermai, pensavo stesse male.
“no non fermarti continua”.
Ripresi, dopo un secondo, dalla cima uscirono spruzzi di liquido, fece un lunghissimo sospiro.
Tutto finì lì, mi era piaciuto, anche se non capivo cosa era successo, tanto che ingenuamente chiesi.
“ma abbiamo fatto un bambino”.
“Si”.
Prese un ramo e copri dove erano cadute le gocce.
“qui nascerà nostro figlio”.
Da quel giorno, quello fu il nostro gioco preferito, tutte le volte andavamo lì, si faceva menare il pisello.
“dobbiamo continuare a farlo così il nostro bambino crescerà bello”..
Ogni volta alzavo il ramo per vedere se cresceva.
Dai non ridete, quella era la mia conoscenza del sesso, qualche tempo dopo, fui erudita e vi confesso che mi feci una sonora risata,però quei momenti li ricordo con nostalgia.. sapete che quel ragazzo, non l’ho più rivisto, chissà se si ricorda di quell’estate.
Spero di non annoiarvi, ma desidero raccontarti tutto per filo e per segno, senza tralasciare nulla.
Ritorniamo a quando ho scoperto il vero senso della parola sesso, cioè il Sesso..con la S maiuscola.
Non parlo di quando ho perso la verginità..quella la perderò un paio di anni più avanti.
Quella è una storia che vi racconterò una prossima volta, se ancora mi seguirete.
Dovete sapere che da quando ho cominciato a scrivere,ho affidato alle virtuali pagine del computer, tutto quello che mi accadeva, si avete capito, scrivo il mio diario, affidandolo alla sicurezza della tecnologia, sono figlia della modernità,preferisco così, che affidarmi ad un cartaceo diario, che può sempre essere trovato e letto, non siete d’accordo?.
Nella key che porto sempre con me, ci sono tutto quello che ho fatto in questi anni, gioie, delusioni, avventure, sogni, insomma tutto quello che mi è accaduto.
Prima del fatto che in qualche modo ha segnato il mio destino,sia in fatto di gusti sessuali e del perché da quasi 15 anni vivo storie incestuose e vado con uomini maturi, sono accadute due cose, sempre legate alla mia formazione sessuale.
Leggete attentamente così conoscerete la mia famiglia e i loro gusti.
Vedrete che dalle mie storie, mancheranno i maschi, parlo di quelli più vicino a me, papà, fratelli gli altri ci entreranno, zii,zie, cugine….
Ora però ritorniamo a me.
Durante l’inverno erano accaduti due fatti, ero diventata donna e come l’ho scoperto.
Avevo già avuto delle avvisaglie, il seno che cominciava a spingere, un folto pelo attorno alla mia fighetta, un guardarmi sempre più spesso allo specchio, per vedere se il corpo assumeva le stesse curve di mia sorella o di zia o ancora meglio della mamma.
Ma andiamo con ordine, cominciamo con il primo fatto.
Era un sabato pomeriggio, mi stavo annoiando, di uscire non ne avevo voglia, tirava una forte tramontana e faceva parecchio freddo, al diavolo il cinema con le mie amiche, oltretutto il film, non mi attirava molto.
Perciò decisi di andare di sopra dalla zia a giocare con il computer.
Indossai una tuta e salii le scale.
Non serve la chiave per entrare a casa sua, essendo una porta interna, entrai tranquillamente come avrò fatto migliaia di volte, visto che ero quasi sempre da lei, con la scusa che aveva il computer.
Mi avviai verso la stanza dove lo teneva, che poi era il suo studio.
Stavo per entrare, quando sentii delle voci.
Non sapevo che zia avesse ospiti, non avevo visto passare nessuno.
Ma la cosa che non capivo era che le voci provenivano dalla camera da letto.
Rimasi un attimo indecisa.. su cosa fare.
Andare a vedere e fare la figura della curiosona?
O fregarmene ed andarmene il più silenziosamente possibile?.
In quel momento, una voce a me nota si sovrappose a quella di zia, non potevo avere dubbi, era la voce di mamma, oltre a quella della zia.
La decisione fu presa, la curiosità ebbe il soppravvento.
Cosa ci faceva mamma dalla zia?.
Non meno di un’ora prima mi aveva detto che andava in città.
Andai decisa verso la camera da letto.
La porta era socchiusa.
Stavo per entrare, quando.
Beh! quello che vidi, mi fece fare un passo indietro.
Non credevo ai miei occhi.
Quello che stavo osservando andava al di la di ogni mia pur minima conoscenza.
Zia e mamma erano completamente nude, sdraiate sul letto e si stavano accarezzando.
A dir la verità, vedevo la testa della zia e i piedi della mamma, da una parte, ed il culo della zia e la faccia di mamma dall’altra, oltre al suo bellissimo seno, che tanto invidiavo.
Insomma erano capovolte..
Non capivo cosa stavano facendo.
Sembrava che una visitasse la cosina che abbiamo fra le gambe, dell’altra, solo che a ben guardare non usavano gli occh,. ma la bocca, la lingua, le mani.
Rimasi incantata a guardare tutto quel movimento.
Non sapevo cosa fare, fuggire?.
Restare a guardare?.
Entrare e chiedere cosa stavano facendo?.
Le gambe non volevano muoversi e così il cervello.
Rimasi morbosamente ad osservare quello che facevano, le loro contorsioni, le succhiate ai capezzoli, le lingue in bocca, le leccate alla passera, le dita che entravano ed uscivano, i loro mugolii, fino ad un urlo smorzato, che le lasciò ansanti, ma ancora abbracciate, in un momento che indovinai, pieno di felicità.
Non avevo mai visto una cosa del genere.
Non sapevo spiegarmi cosa era accaduto in quella stanza.
Mi resi conto che era meglio mi allontanassi.
Lo feci il più silenziosamente possibile.
Andai a rifugiarmi nella mia camera, che dividevo con Cinzia, mia sorella maggiore.
Inutile dirti che ero scombussolata.
Non capivo quello che avevo visto.
Sapevo che esisteva il sesso, ma che avveniva fra maschi e femmine.
Nessuno mi aveva detto, che c’era anche quello che avevo appena visto.
Con chi parlare?.
A loro due?.
No di sicuro.
Significava confessare di aver visto.
A Cinzia?.
Lasciamo perdere, sarebbe successo un casino, ancora non era accaduto quello che un giorno vi racconterò.
Decisi che per il momento era meglio rinchiuderlo dentro di me, ed aspettare il momento giusto.
Ero convinta, sarebbe venuto, perciò, quando mia madre rientrò, l’unica cosa che le chiesi.
“divertita”.
Mi guardò un po’ sorpresa, non ero solita far quelle domande.
“si abbastanza grazie”.
Mi allontanai sorridendo …
Altrettanto feci con la zia,quando l’incontrai.
“passato bene il pomeriggio?, non ti ho vista oggi?”.
Stessa risposta di Carla.
“si abbastanza grazie”.
Questa volta, sorrisi di gusto, lasciando la zia, parecchio interdetta, un giorno le avrei spiegato, ma non oggi.
Ho molte cose da raccontarvi, meglio mi fermi, vediamo se vi è piaciuto quello che ho scritto.
Spero a presto, se vi è piaciuto il mio modo di raccontarmi.
La prossima volta vi racconterò il secondo fatto.

(Continua...)
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