Una storia d'altri tempi.
È più di mezz'ora che giro nella notte per le vie del quartiere. Passo e ripasso in rassegna tutte le puttane della zona. Una mi arrapa più delle altre: una bella mora matura con già qualche ruga che le segna il viso. Capelli lunghi, chiaramente tinti a nascondere il grigio incipiente. La pancetta della cinquantenne che non ha nessuna intenzione di nascondersi si mostra chiaramente da sotto una gonna a tubino con spacco vertiginoso sul culo. Gambe ancora splendide su tacchi alti e fini, nude e abbronzate (siamo in piena estate). Trucco pesante ma piacevole da vedere. Mi fermo e abbasso il finestrino. Chiedo:
"Quanto?".
La pupa si china a guardarmi e prendermi le misure, da brava professionista della strada. Dalla scollatura generosa un bel canyon profondissimo tra due seni da matrona invita alle fantasie più sfrenate ed il mio torello spinge forte sulla patta dei miei jeans.
Quello che vi sto descrivendo si svolgeva più di trent'anni fa, io ero poco più che ventenne con l'aria da bravo ragazzo. Lei poteva essere mia madre, e forse era per quello che l'avevo scelta.
"Ventimila col guanto, bello"
"Ok, sali".
Me la ritrovo seduta accanto ed il suo profumo dozzinale mi inebria. Mi sto eccitando velocemente.
"Parcheggia laggiù"
"Ok"
Il sesso con le puttane mi ha sempre arrapato, specie se mature. Ho sempre sognato di scoparmi mia mamma, era una bella donna. Papà le faceva le foto nuda ed io le trovavo e mi ci facevo le seghe. Un giorno ho trovato i preservativi nel cassetto del comodino di mia madre e ricordo il moto di gelosia, quasi che la prova che lei aveva una vita sessuale con un altro (mio padre) mi turbasse. Ma nello stesso momento mi eccitava che i preservativi li custodisse lei. Che puttana la mamma!!!
Spengo il motore e la sua mano tesa mi invita a saldare il conto in anticipo. Le porgo i due biglietti da diecimila lire che lei prontamente fa sparire nella borsetta, estraendone contemporaneamente un preservativo. Il mio cazzo si fa trovare pronto sull'attenti e le sue dita sapienti gli mettono in un attimo il vestitino, poi mi abbandonano per un momento per mettere in mostra le sue grazie. In un lampo si apre la camicetta e abbassa la gonna, scosta le mutandine nere e comincia a carezzarsi la figa pelosa. Sa bene come arrapare un uomo.
Ma quello che non sa è che la mia fantasia sta costruendo un film su misura. L'eccitazione mi taglia il respiro, sotto i miei occhi c'è mia mamma che mi mostra la figa e che sta aspettando che la chiavi. Allungo una mano e la infilo nel reggiseno, lo scosto e faccio schizzare fuori due tette bianche come il latte, un poco appesantite dalla maturità. Le mie dita toccano delicatamente i capezzoli che meccanicamente si intostano, la pelle dell'areola si corruga. Mi lascia fare e credo che a questo punto abbia capito tutto. Non le sono montato sopra e non le sono entrato dentro sgarbatamente come si aspettava e come fanno di solito i clienti. La tocco e la guardo con dolcezza. La mia mano lascia i seni ai miei occhi e scende a toccare il ventre smagliato e offeso dalla vecchia cicatrice di un parto cesareo.
Con un filo di voce rotto dall'emozione le dico che non voglio ciulare e le chiedo di farmi una sega. Lei prontissima e forse contenta di questa mancata penetrazione allunga la mano e comincia a masturbarmi lentissimamente guardandomi attentamente. Si sistema più comoda sul sedile, si stravacca un po' e allarga le gambe per permettere alla mia mano di raggiungere la spacca pelosa. Ho in mano la figa pelosa di mia mamma e non oso penetrarla con le dita, la mano a coppa la contiene e la carezza. Il mio cazzo è d'acciaio e godo come un folle. Me la divoro con gli occhi e con i polpastrelli mentre lei continua la sua sega sapiente e lentissima, senza fretta, dolcemente, come farebbe la mia mammina. Sembra quasi che la mia puttana ci provi gusto, non ha fretta, continua a masturbarmi lentissimamente e mi guarda con dolcezza. Sento l'orgasmo che si avvicina, la sborra "sale" come la lava nel camino del vulcano, l'eruzione si avvicina. Il respiro mi si fa rantolante, la mano incerta brancica quelle carni materne, torna sul seno e lo strizza delicatamente, quasi timidamente, più che altro carezza. Lei si abbassa le spalline del reggiseno di pizzo nero e libera completamente le mammelle. Il profumo della femmina mi inebria, sento che sto per sborrare e anche lei se ne accorge. Non accelera assolutamente il ritmo della sega e mi ha in pugno. Il cazzo mi si fa, se possibile, ancora più duro, mi duole quasi, e l'orgasmo comincia, lungo, interminabile. Comincia a dipingersi sul mio viso che è solo più una smorfia di piacere. Ma come fa la sua mano a continuare con lentezza esasperante? È proprio una gran puttana, la mia mamma, una gran conoscitrice del cazzo e del maschio che ci è attaccato.
E poi sborro!
Più che schizzi violenti sono lunghe colate estenuanti. Le sue dita sapienti e porche sanno quando stringere e quando allentare la presa, ora, a volte si ferma, lascia che il fiotto di sborra coli e che lo spasmo del cazzo passi e poi riprende, lo prepara per la prossima schizzata, sempre dolcissimamente, lentamente, quasi con atteggiamento zen da sacerdotessa del piacere. In questo modo rende il mio orgasmo interminabile, intenso come non mai. Ormai lo sperma ha smesso di colare, me lo ha estratto fino all'ultima goccia, è tutto lì nel preservativo, bianco e caldo. Il cazzo comincia ad ammosciarsi eppure delle contrazioni ancora mi percorrono la prostata e il buco del culo. Mi sento svuotato e la mia mente nuota nel piacere allo stato puro. Continuo a toccarla, ad accarezzarla sul seno, sul ventre, sulla figa. Mi spingo con le dita fino al buchetto e lo titillo senza penetrarlo. A questo punto la sento stringere lo sfintere e retrarsi di scatto con aria severa, come dire: " eh no porcellino, non si entra nel buco del culo di mamma. Puoi carezzare la figa che ti ha dato la vita, puoi carezzare i capezzoli, puoi anche succhiarli come una volta, ma il culo è solo per quel cornuto di papà".
Poi mi sfila il profilattico dal cazzo ormai moscio senza spandere una sola goccia di sperma e lo fa sparire chissà dove, forse nella borsetta. Con l'altra mano mi appoggia sulla lumachina bagnata un fazzolettino di carta e lascia che sia io a pulirmi. Da brava puttana non entra in contatto col seme dei clienti. Mi guarda mentre mi asciugo, mi sorride e mi chiede se ne voglio un altro. Si risistema in un baleno le mutandine e la gonna, rimette con gesto esperto e molto femminile le mammelle nel reggiseno e si risistema la camicetta, una ravvivata alla chioma con le dita ed una ripassata di rossetto alle labbra. Pronta per il prossimo cliente. Ci guardiamo ancora un attimo e lei, a sorpresa, mi chiede se mi è piaciuto. Rispondo semplicemente "si", come un cretino.
Ciao.
Una mano sull'apertura della portiera, ancora il tempo di guardarle le splendide gambe ed i piedi inguainati in sandaletti con tacco altissimo e unghie laccate di rosso ed è scesa. Da quando è salita in auto avrà detto dieci parole. Pochi secondi e si perde nella notte della città.
Le mie fantasie erotiche inconfessabili si impadroniscono nuovamente di me. Mentre guido verso casa il mio cazzo risorge e rimpiango di non aver ciulato mia madre. Potevo salirle sopra, nuda, e farmi largo tra le sue cosce. Entrarle dentro e chiavarla selvaggiamente spingendo la mia cappella fino sl suo stomaco, strizzarle i seni e pizzicarle i capezzoli eretti fino a farle male. E poi sborrarle dentro un mare di sperma bollente. Riempirla della sborra di suo figlio e lasciarla gravida del figlio di suo figlio.....
Intanto sono arrivato a casa, mi frugo nelle tasche e non trovo le chiavi. Suono il campanello nervosamente. La porta si apre e la mia vera madre mi accoglie con un sorriso e un abbraccio. Sento i suoi seni contro il mio petto e istintivamente retraggo il bacino per paura di manifestare la mia erezione. È una vera donna e mi saluta anche con l'olfatto. Si stacca da me e mi tiene a distanza delle sue braccia tese, mi pianta in faccia uno sguardo indagatore e mi chiede maliziosamente: "la conosco?"
"No mamma, non la conosci".
"Beh, allora dille che cambi profumo. Sembra che tu sia stato con una troia".
Mi libero da lei e corro in camera mia, mi spoglio e mi butto sul letto. Le mie ossessioni mi riassalgono e rivedo mamma nuda nelle foto di papà. Mi masturbo e ben presto gli schizzi di sperma arrivano a colpirmi sul petto e sul viso.
Passeranno gli anni, mi sposerò e mia moglie sarà la copia di mia mamma.
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Categorie: Incesti