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Liceo occupato, una canna e una ragazza che sa il fatto suo

Liceo occupato, una canna e una ragazza che sa il fatto suo

LICEO OKKUPATOOsservo perplesso lo striscione appeso fuori dalle finestre, poi le barricate dietro all'ingresso dell'edificio, fatte con banchi e cattedre, infine le figure a volto coperto che si muovono dietro di queste.Ci risiamo: è primavera, gli ormoni si risvegliano, gli spiriti si riscaldano, la voglia di studiare cala e le scuole superiori vengono occupate da una parte degli studenti per una o due settimane.Gli anni scorsi, lo confesso, ero tra quelli in prima fila per occupare, ma quest'anno, l'ultimo del liceo scientifico, complici una media un po' traballante e lo spettro dell'esame avrei preferito restare in aula a studiare."Pare che oggi non avremo lezione.""Già."Ci metto un paio di secondi a riconoscere la voce che ha commentato e a cui ho risposto in modo così scarno; all'inizio non voglio crederci, ma poi, quando volto la testa, ne ho la conferma: è Elena, la ragazza più bella e sexy della mia classe.Non so quanti pomeriggi ho passato ad ammirare i suoi capelli biondi e il suo viso da principessa invece di ascoltare i prof, oppure di quante volte mi sono dovuto sedere un attimo in palestra per mascherare una vistosa erezione, quando potevo ammirarne le curve appena nascoste dai vestiti da ginnastica.Non sono uno stupido adolescente innamorato: lei è figlia di un avvocato e di un medico, è di una classe sociale decisamente fuori dalla mia portata, ma ciò non toglie che più di una volta mi sono segato pensando a lei.Il fatto che lei mi parli oggi, quando mi ha ignorato per tutto l'anno, mi fa quasi pensare che non stesse parlando con me, ma poi lei si volta a guardarmi e stavolta non ci sono dubbi: sta parlando con me."Credo sia inutile restare qui, io torno a casa. Tu che fai: vuoi entrare?"Guardo lei, poi la scuola e scrollo le spalle:"No, credo tornerò a casa pure io.""Ti va di venire con me?"La proposta mi fa trasalire: ha davvero detto...?"Senti." Prosegue, facendosi vicina e iniziando a sussurrare, "Mi hanno detto che se voglio un po' di erba è a te che devo chiedere. Non ho mai fumato e non saprei da dove cominciare, ma vorrei provare almeno una volta. Se ne hai un po', la fumiamo con calma a casa mia, tanto non c'è nessuno."Ah, ecco... Non era interessata a me se non per la mia attività di piccolo spacciatore...Nonostante tutto, ho un po' di erba nello zaino e non ho voglia di tornare subito a casa, così accetto la proposta.Dieci minuti dopo siamo a casa sua, una villa a due piani grande come il condominio in cui vivo; Elena mi fa entrare e mi porta in camera sua, che è grande come il nostro soggiorno."Mentre prepari la canna, ti dispiace se mi metto comoda?""Fai pure. Vuoi una canna tutta per te?""Non saprei... Tu che dici?""Smezziamone una, poi in caso ce ne facciamo un'altra dopo."Lei approva e si chiude nel suo bagno (sì: il SUO bagno privato) per cambiarsi, mentre io preparo lo spinello. Torna poco dopo, avvolta in una comoda tuta blu scuro e con i capelli raccolti in una coda alta, recupera un barattolo vuoto per la cenere e si siede vicino a me sul letto.Io accendo, faccio i primi tiri per prepararla, poi gliela passo e le mostro come fare per sentirla al meglio.Fumiamo in silenzio per una decina di minuti, poi lei mi dice di finirla, mentre prende un chupa chups da un barattolo sul comodino e resta a fissarmi, succhiandolo."Ti piacciono le mie tette?"La domanda, sparata a zero, mi fa andare il fumo di traverso. Mentre tossisco, cercando di respirare, riesco ad esclamare un: "Cosa?""Le mie tette. Ti piacciono?"Elena apre la zip della felpa e mi mostra il seno, nudo. I seni sono tondi, pesanti, con grandi areole e capezzoli già turgidi.Io resto a fissarli a occhi sbarrati e bocca spalancata, incredulo di ciò che mi sta capitando, mentre lei fa un risolino e mi provoca:"Se devi tenere la bocca così aperta, perché non la usi per qualcosa di più produttivo?"Prima che io possa realizzare quello che intente, mi passa una mano dietro la testa e mi avvicina a sé, mettendomi uno dei suoi capezzoli tra le labbra.Sconcertato o no, sono abbastanza presente da cogliere l'occasione: inizio a succhiarle e leccarle un seno, mentre avvolgo l'altro con la mano e inizio a passare il pollice sul capezzolo ormai durissimo."Sì, così, bravo." Elena si piega all'indietro e mi trascina con sé, mentre continua a parlare: "Voi maschi mi fate impazzire, ho sempre voglia di essere leccata, scopata! I miei erano diperati, perché ho iniziato a sedurre e scopare i miei compagni fin dalla terza media, per questo non hanno osato mandarmi in un istituto privato... Ma a me non importa, mi sono divertita lo stesso!"Il suo racconto mi eccita, perciò mi stacco da lei, mi apro i pantaloni e le piazzo il mio cazzo ormai durissimo davanti alla faccia.Lei lo prende con una mano, ma poi lo tira verso il basso con forza, facendomi male."Che cazzo ti credi?" Mi ringhia contro, "Non ho nessuna intenzione di prenderlo in bocca, non sono una pompinara del cazzo! Voglio che tu mi scopi nel culo, niente altro, hai capito sfigato?"Io cado sul letto, offeso sia nel fisico che nell'orgoglio. Elena, invece, si solleva, si toglie i pantaloni e si mette a pecora, ordinandomi secca:"Leccami il culo, prima di scoparlo. Mi eccita."Vorrei dirle di andare al diavolo, ma poi mi perdo ad ammirare le sue chiappe tonde, il suo ano e la sua figa gonfia di piacere. Il mio cazzo, per quanto dolorante, ha ancora voglia, perciò mando tutto al diavolo e mi do da fare con la lingua.Mentre le lecco l'ano, lei mugola di piacere. Provo a infilarle un dito nella figa, ma lei mi blocca: "No, non farlo: sono ancora vergine. Sono stata scopata solo nel culo!"Non mi faccio domande: mi sollevo, sputo sul mio cazzo e la penetro con un colpo secco di reni.Lei emette un basso ringhio di piacere, poi si abbassa con la testa sul letto per favorire la penetrazione. Io inizio a pompare dentro di lei, mettendomi in piedi per darmi più spinta e afferrandola per i fianchi.È una monta rude, passionale, in cui iniziamo presto ad ansimare entrambi.Quando sento che sto per raggiungere il limite, lei si solleva di nuovo, mi guarda da sopra la spalla e ansima:"Vienimi dentro... Riempimi!"Non me lo faccio ripetere due volte: do un'ultima spinta, poi rilascio il mio carico di crema dentro al suo culo.Dopo l'orgasmo resto dentro di lei ancora un momento, dando un paio di spinte lente, ma il mio vigore sta scemando e non mi resta che sfilarmi e crollare sul letto, spossato.Elena, invece, si rialza subito, si mette a cavalcioni e poi si accovaccia su di me. Ho appena qualche secondo per osservare il suo ano ora dilatato, poi un forte spruzzo di brodaglia mi copre la faccia: quella stronza mi ha appena scoreggiato in faccia la mia stessa sborra!Mentre cerco di ripulirmi e di reprimere il disgusto, lei si rialza e mi blocca sul letto con un piede sul mio petto."Sei stato bravo, non lo posso negare, quindi ti prego di non prenderla sul personale. Prima che io ti lasci andare a pulire, ti spiego perché ho voluto umiliarti in questo modo."La guardo torreggiare sopra di me: il suo sguardo è fermo, non crudele, perciò cattura la mia attenzione."Voi maschi mi piacete, mi piace quando vi eccitate e mi venite dentro. Ma non amo il vostro modo di vantarvi tra di voi, un modo che per voi è da macho, ma che è umiliante per noi. Per questo vi rigetto sempre addosso la vostra sborra: non potete dire di essermi venuti dentro senza il rischio che si venga a sapere cosa vi ho fatto dopo.Quello che è successo stamattina resta qui dentro, siamo intesi?"Io annuisco una volta sola, Elena fa un mezzo sorriso, sposta il piede e mi indica il bagno:"Vai pure a pulirti, l'asciugamano scuro l'ho messo apposta per te."Mentre mi alzo, la guardo un attimo negli occhi e commento:"Sei una stronza, ma capisco il tuo punto di vista. Fai bene a fare ciò che fai."Lei sorride di rimando:"Grazie: finora sei l'unico che me lo ha detto. E poi l'erba mi è piaciuta. Magari, se domani la scuola è ancora occupata, ti va di fumare di nuovo assieme? Stavolta senza questo finale, promesso.""Ci penso." Faccio io, poi, dalla porta del bagno, aggiungo: "Sul finale... Ne possiamo parlare. Mi è piaciuto un sacco il tuo culo e se vorrai rifare tutto un'altra volta dammi solo il tempo di mettere degli occhiali: gli occhi mi bruciano un sacco!"Lei mi guarda, poi scoppia a ridere e mi dà dello scemo. Io sorrido e entro in bagno, di sicuro ho appena fatto colpo come mai nessun altro!
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