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Il compleanno di Anna. L'incontro con il Bull Fenris

Il compleanno di Anna. L'incontro con il Bull Fenris

IL COMPLEANNO DI ANNA (ANNA E FENRIS - PRIMO EPISODIO)Per il compleanno di Anna, le avevo organizzato un incontro a sorpresa con uno dei bull che ci aveva contattato.Il suo nick era Fenris, come il lupo della mitologia nordica, e Anna ne era rimasta affascinata: lui la sfidava, la corteggiava senza pudore e i due si sentivano ogni giorno.Anche io mi sentivo con lui, di quando in quando, e avevo scoperto che era un uomo di spirito, gentile e appassionato sia di mia moglie che delle foto che le facevo.Quando gli avevo proposto di fare una sorpresa ad Anna lui aveva accettato subito, così avevamo trascorso un paio di settimane ad organizzare tutto.Avevo portato la festeggiata in un hotel di lusso, senza dirle nulla, e quando nella hall aveva trovato Fenris ad aspettarla, i suoi occhi si erano subito accesi di felicità e di desiderio.Io, nel vederlo, ero rimasto piacevolmente stupito: era un uomo alto, circa un metro e ottanta, con spalle larghe da nuotatore, un viso semplice, circondato da una selva di capelli neri e un mento virile sottolineato da una corta barba. Di lui colpivano i suoi occhi, scuri, luminosi, e il sorrisino beffardo di chi crede di avere tutto nelle sue mani.Era molto spontaneo e aveva abbracciato subito Anna con trasporto, ma senza mostrare segni di malizia, anche se l’aveva trattenuta tra le sue braccia forse un po’ più del consentito dal galateo.La cena era passata piacevolmente, per me: Fenris si era confermato una persona piacevole e non si era risparmiato tra complimenti e conversazioni interessanti, oltre che ad una serie di frecciatine e allusioni.Anna, tuttavia, sembrava assente: la vedevo guardare il bull che avevo scelto per lei, sì, ma sembrava persa nei suoi pensieri. Temevo di aver sbagliato qualcosa, qualcosa che mi sfuggiva, quindi, al momento di metterci a letto nella nostra suite, le chiesi se ci fosse qualcosa che non andava.Lei stava fissando una delle colonne del letto su cui eravamo, un grande letto a baldacchino, poi si era mossa per raggiungere la valigia dei vestiti, aveva rovistato all’interno per diversi minuti, poi aveva annuito ed era tornata al mio fianco.“No, Gianni, va tutto bene.” mi aveva detto con un sorriso e con un bacio, “Ma dato che domani è il mio compleanno, vorrei cambiare un po’ la solita routine. Domattina ti spiego meglio, ora meglio se ci riposiamo: ho idea che domani sarà una giornata impegnativa!”Sentendo il fremito di eccitazione nella sua voce, mi ero tranquillizzato e mi ero addormentato provando a immaginare cosa mia moglie avesse in mente.La mattina era arrivata presto: come nostra consuetudine mettevamo una sveglia un paio di ore prima di fare colazione, per sfruttare al massimo il tempo per i rapporti carnali tra il bull e la hotwife.Anna, appena sveglia, mi aveva illustrato il suo piano: dovevo andare io a prendere Fenris in camera e portarlo nella suite, mentre lei si preparava. Voleva poi che lo facessi spogliare e lo legassi mani e piedi a una delle colonne del letto, dandole conferma quando avevo fatto.Io, eccitato all'idea di vedere un bull legato, mi ero vestito di corsa ed ero uscito per chiamare Fenris. Questi, vedendomi, si era preoccupato, chiedendomi subito se ci fosse qualche problema, ben consapevole della nostra consolidata routine. Quando però gli avevo spiegato le richieste di Anna, si era rilassato e, con un sorriso da vero lupo, si era detto pronto a seguirmi.Arrivati alla suite, Anna ci aveva chiamati dal bagno, spiegando che si stava preparando. Io avevo fatto un cenno d'intesa a Fenris, chiedendogli silenziosamente di togliersi i vestiti mentre io prendevo i foulard di seta che Anna aveva lasciato per legarlo.Mentre procedevo a quell'operazione, non potei fare a meno di notare il fisico di lui: alto, muscoloso, ma senza essere appariscente, aveva una pelle liscia, con solo dei soffici peli sul pube e sotto le ascelle. Vederlo così pareva una di quelle statue greche realizzate con il marmo e anche il suo membro, di medie dimensioni, era come quello di una statua classica: era turgido, ma non ancora eretto; una potenza quieta in attesa di essere scatenata.Anna uscì dal bagno non appena Fenris fu ben legato: indossava un elegante tubino nero e stivali alti di cuoio; i suoi capelli, del loro castano naturale, ricadevano sciolti sulle spalle e il suo sguardo mostrava quella volontà di imporsi che mi faceva impazzire.Sentivo già il mio uccellino farsi duro nei pantaloni, ma non era ancora ora di tirarlo fuori: Anna voleva tante foto dell'incontro e anche io non vedevo di immortalare i loro corpi uniti nella passione!Tra i due ci fu subito intesa: Anna prese a masturbare il suo bull e a prendergli il membro in bocca, per stimolarne l'erezione, mentre lui le toccava le labbra corallo della fighetta e ne assaporava il piacere. Poi, Anna gli aveva dato le spalle e si era fatta penetrare da dietro, come nella posizione del kamasutra del lupo, che ben si addiceva al nick del bull in questione.L'eccitazione di Anna era andata oltre ogni limite e l'avevo vista spingersi fino a trascinare l'intero scroto del bull dentro la sua vagina, cosa che non aveva mai fatto prima, lasciandomi così eccitato e così stupito che, per un paio di momenti, non avevo né scattato foto né girato video, preso com'ero dall'intensità erotica della scena.I due erano venuti a distanza di pochi secondi, erano rimasti incastrati per quasi un minuto, godendo un'intimità che, lo confesso, mi aveva fatto provare un pizzico della vecchia gelosia, poi Anna si era sfilata, lentamente, e aveva preso a baciare Fenris in bocca.Dopo i baci appassionati si erano sorrisi e Fenris le aveva chiesto di scioglierlo, ma Anna aveva in mente altro."Eh no, caro il mio bull." Aveva detto, maliziosa come non mai, prendendo le distanze da lui mettendogli una mano sul petto, "Non ricordi che la mia regola è che la tua prima venuta deve essere sui miei seni? E invece mi hai fatta talmente eccitare che ti ho fatto venire già dentro di me... Ora devo rimediare da sola, visto che tu non collabori! Resterai legato fino a che non avrò i seni ben bene coperti della tua crema idratante."Fingendosi offesa, si era accovacciata davanti a lui, gli aveva sollevato il membro, ora più flessibile, e aveva preso a passargli la lingua sotto, dalle palle fino alla cappella.Si era fermata solo un momento, per richiamarmi al mio ruolo di fotografo, poi aveva iniziato a fare una pompa al bull. Non ci era andata troppo per il sottile: avevo notato dal movimento delle sue guance e della sua mandibola che stava stimolando senza pietà con la lingua, con i denti e con le labbra quel cazzo, che, a giudicare da quanto fluido gocciolava dalla figa di Anna sul pavimento, aveva appena schizzato fuori la sua buona dose di sperma.Mentre lo faceva, la sua mano destra era impegnata alla stimolazione dello scroto: la vedevo tirare, strizzare e passarsi sul palmo quelle belle palle piene di seme, per far loro produrre ancora una buona gettata.Fenris, perso nel piacere e nel dolore di quell'assalto selvaggio, aveva buttato indietro la testa, mostrano i tendini del collo tesi, non capivo se nel tentativo di resistere o di venire il prima possibile per far smettere quella specie di vampiro di sperma, così non poteva vedere l'espressione con cui Anna lo fissava: insaziabile, vorace, compiaciuta.Conoscendola, sapevo che si stava eccitando nel sentire il sapore del suo piacere e di quello di Fenris mischiati sull'asta di lui, infatti, dopo poco, iniziò a sua volta a masturbarsi con la mano libera.Mentre scattavo foto, potevo sentire i suoni del loro piacere in arrivo: il respiro di Fenris che si faceva sempre più corto, il verso di risucchio che proveniva dalla bocca di Anna e i suoi bassi mugolii di soddisfazione; il suono liquido delle sue dita che stimolavano la sua vagina fradicia e il lento gocciolare del suo piacere sul pavimento.L'incanto finì quando Anna lasciò andare il membro che aveva in bocca, prendendo ad ansimare. Mentre il cazzo si inarcava davanti al suo viso, come un cavallo imbizzarrito, lei si era afferrata i seni con entrambe le mani e, dopo aver leccato quel cazzo pronto ad esplodere un'ultima volta, come un ghiacciolo gustoso, ordinò al suo bull:"Schizzami tutta! Tutta sul viso e sui seni! Segati forte e fai uscire tutto il tuo seme!"Fenris perse il controllo: non lo avevo legato stretto, avevo paura di fargli comunque del male, ma in quel momento aveva strappato i legami che lo vincolavano a viva forza, si era piantato a gambe larghe davanti ad Anna, le aveva messo la mano sinistra dietro la testa e, con la destra, aveva iniziato a pomparsi il cazzo in modo furioso.In pochi secondi, una serie di zampilli schizzò fuori dalla sua cappella gonfia, coprendo il viso e i seni di mia moglie con una quantità di sperma che trovai incredibile, dato che aveva già avuto un orgasmo pochi minuti prima.Questa sua performance gli doveva comunque avergli richiesto un certo costo, perché, mentre Anna si spalmava la crema bianca e odorosa sui seni e la leccava dalle dita, assaporandola ora nella sua purezza, il povero Fenris era crollato sul letto, ansante.Anna, terminata la sua "cura di bellezza", si era seduta accanto a lui, accarezzandolo piano e sussurrandogli dei complimenti per la quantità di crema che aveva prodotto.Poi, si era voltata verso di me e mi aveva suggerito di chiamare il servizio in camera per la colazione.Mentre provvedevo, pensando rapidamente a cosa ordinare, perché la sera prima Fenris aveva dato prova di avere un appetito più che robusto e, temevo, a breve avrebbe avuto davvero una fame da lupo, sentii che Anna sussurrava al bull di aspettarla sul letto e di riposarsi, mentre lei si dava una sistemata.Sentii il rumore dell'acqua della doccia nello stesso momento in cui mi rispose il servizio in camera: durò poco, giusto il tempo di darsi lei una sciacquata e io di passare l'ordine, perciò sapevo che, quando sarei tornato nella stanza da letto, li avrei trovati distesi uno a fianco all'altra.Non ero però del tutto preparato alla scena che mi trovai di fronte.Anna era sdraiata su di un fianco: guardava Fenris con sguardo tenero, materno, e gli carezzava i folti capelli neri. La strana aura di maternità, che mai avevo visto in mia moglie, era accentuata dal fatto che lei gli stava porgendo uno dei suoi seni da succhiare, come fosse un neonato.Sul momento, mi era sembrata una scena molto intima, forse troppo, e stavo valutando se rimanere nell'altra stanza per aspettare la colazione quando Anna mi aveva richiamato:"Che fai, Gianni? Vieni qui, guarda come Fenris si nutre al mio seno e riacquista energie. Dai, scatta qualche foto!"Obbedii e notai che, in effetti, l'uomo paresse davvero recuperare vigore succhiando i seni di mia moglie: lei, infatti, stava usando uno dei suoi piedi per strofinare in modo languido il cazzo di lui, che stava già tornando duro.Non volevo crederci: quello non era un uomo, era un animale affamato di sesso!Anche Anna aveva avvertito il nuovo vigore del suo regalo, perché si era sdraiata sulla schiena, aveva allargato le gambe e lo aveva invitato a scoparla di nuovo prima dell'arrivo della colazione.Fenris non se lo era fatto ripetere due volte: si era accomodato tra le lunghe gambe di Anna e l'aveva penetrata piano, facendole godere ogni centimetro del suo membro di nuovo pronto a soddisfarla.Io avevo ripreso a fare foto e video, sentendo il mio uccellino farsi duro negli slip: Fenris scopava mia moglie con forza, affondando dentro di lei fino a riempirla completamente, ma lo faceva in modo regolare, controllato, concentrato al massimo per darle il più piacere possibile.Anna stava apprezzando quel trattamento: aveva allacciato le gambe attorno alla vita del bull che la stava montando, come a volergli impedire di sfilarsi da lei anche solo per sbaglio, mentre gemeva e ansimava, il volto deformato dal piacere e la bocca spalancata a mostrare che il suo godimento era al massimo.Io avrei voluto segarmi, ma non volevo perdermi un secondo di quell'accoppiamento così intenso e primordiale, perciò, quando Anna diede in un grugnito spruzzando piacere dalla figa, io venni in silenzio negli slip.Nessuno si accorse della mia vergogna, perché Anna, dopo essere venuta, aveva spalancato le cosce e aveva sollevato le gambe, afferrandosi dietro alle ginocchia."Nel culo!" Urlava a Fenris, priva di ogni controllo, "Vienimi nel culo! Riempimi anche quel buco stretto e caldo con la tua sborra!"Lui non aveva esitato: aveva afferrato la sua asta con una mano, appoggiato la cappella sul piccolo buco roseo e, sfruttando la lubrificazione data dal miele di Anna, glielo aveva infilato tutto dentro con un movimento deciso, mandandola in estasi e facendola gridare.Anche Fenris aveva reagito a quel grido: lo avevo visto farsi rigido, spingere con forza nel culo di Anna e venire di colpo, gemendo assieme a lei.I due erano quindi caduti sul letto, sfiniti, prendendo a baciarsi davanti a me come io non esistessi.Quando bussarono alla porta, Anna, con un sorriso, mi chiese di andare subito a prendere la colazione: l'attività del mattino le aveva messo parecchio appetito.
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Commenti · 1

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0 +1 -1 Dark_OssianFiamma 1 ora fa

«Bellissimo racconto, molto intenso 😍»