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Come mi piaceva, quando mi portavano al mare d’estate o in piscina a Carpi

Come mi piaceva, quando mi portavano al mare d’estate o in piscina a Carpi

I miei nonni materni avevano una casa ai Lidi ferraresi di proprietà quindi finite le scuole a Giugno fino a Settembre si andava con mio fratello minore e i miei, logicamente lavorando in fabbrica i miei facevano solo il mese di Agosto. Come detto in precedenza sui racconti, non mi vedevo bene allo specchio quando ero in abbigliamento intimo e così alla fine degli undici anni cominciai a tenermi legate le palline tutto il giorno senza strozzarle e così indossando gli slip mi vedevo il mio pacco più pieno. Poi mi piaceva guardare le ragazze logicamente io dovevo tenermi dietro mio fratello minore e molte volte vedevo le ragazze che me lo guardavano e ridevano ma poi più di un sorriso e una amicizia non potetti fare nulla. Io poi come scritto in precedenti racconti usavo gli occhiali da sole neri in modo che non vedevano dove guardavo e così sia mentre passeggiavo o quando ero sul lettino le guardavo dalla testa ai piedi ma in particolare le tette e la passerina perché c’erano ragazze già sviluppate e anche qui molte essendo nel momento dello sviluppo con gli ormoni impazziti. Giacomino si addrizzava velocemente e così dovevo girami a pancia in giù sullo sdraio. Ma come scritto a 11 anni venni violentato da mio cugino e un suo amico nel suo garage e da lì poi cominciò le mie paure, non avevo più fiducia degli amici e ragazzi poi mi venne fuori la mia ossessione. Non potevo fare a meno di guardare i ragazzi nelle loro parti intime e mi chiedevo come potesse essere e il modo migliore era al mare o in piscina e li guardavo solo a chi avesse il costume a slip e non a pantaloncino in quanto non si vedeva la forma. Mi ricordo che li guardavo mentre ero sotto l’ombrellone con gli occhiali neri e mi ricordo che c’erano dei ragazzi tedeschi più in là uno più bello dell’alto con capelli biondi e avevano tutti il costume a slip e uno aveva un pacco pronunciato e si notava tutto il gioiellino ma non era in tiro. Questo capitava anche quando andavo in piscina a Carpi e li guardavo bene le ragazze specialmente quando venivano su dall’acqua con il costume bagnato e si intravedeva i capezzoli e a volte mi si addrizzava e poi i ragazzi che si intravedeva la forma. Non è mai stato facile chiedere agli amici etero di farmi vedere il suo gioiellino molte volte venivo picchiato e allontanato, poi cominciai con i soldi e chi me lo fece vedere solo la forma dentro gli slip e/o boxer, chi me lo fece vedere abbassandosi i medesimi mostrandomi il gioiellino flaccido per tutta la sua lunghezza, chi invece pagando profumatamente me lo fece toccare ma per assaggiare fu molto complicata la questione. Ma mi ricordo, che le prime volte non ci riuscivo appena lo vedevo rinunciavo perché mi appariva il flash della violenza subita, poi con il tempo riuscii a toccarlo e dopo non ne potevo più fare a meno nonostante etero. Una cosa che mi disturbava molto erano i ragazzi troppo pelosi anche sul gioiellino e se vedevo il loro lato B peloso specialmente di colore nero intenso. Qui, mi bloccavo mi schifavo. Mi ricordo che in quella piscina conobbi un ragazzo avevo già 12 anni quasi 13, lui credo sui 13 anni, feci amicizia poi si avvicinò all’orecchio e mi disse se avessi il pacco dotato in quanto mi notava da tempo. Io gli dissi di no. Ma gli confidai che tenevo le palline legate in modo da fare più volume. Poi cominciammo a parlare e logicamente la prima domanda fu se ero fidanzato, io gli dissi di no e anche lui rispose uguale, poi mi disse se ero etero, io logicamente gli dissi di sì. Notai subito una smorfia sul suo viso. Lui mi disse che era gay. Io tranquillo gli risposi che problema c’era, (anche perché dentro di me pensavo cosa potevo fare con lui), poi ero contento così potevo chiedere o fare senza pagare, io non ho problemi se tu sei gay, sei un amico punto. Lui disse che voleva provare ma non aveva il coraggio, alle scuole medie venne bullizzato e così si chiuse in sé stesso; quindi, non aveva il coraggio se trovasse un ragazzo gay a chiedergli di fare sesso. Io tranquillo mi aprii a lui raccontandogli che a 8 anni mi sfondai il culo con la BMX, che a 11 anni venni violentato da mio cugino e da lì in poi mi piaceva guardare anche i ragazzi. Lui subito spalancò gli occhi forse era contento di quello che gli dissi: Lui mi disse dopo la violenza cosa provai, io logicamente schifo e sfiducia verso i ragazzi, ma poi non so mi piaceva vedere il pacco dei ragazzi. Lui a quel punto si aprii con me dicendomi che aveva provato con un amico ma poi al momento di fare qualcosa si tirò indietro e da quel giorno venni deriso e allontanato da tutti. Sentito il suo racconto, poi col tempo e svariate uscite da solo con lui, un giorno gli dissi: se vuoi provare io, sono qua, lui rimase di stucco e così lo invitai a casa mia mi ricordo che quel giorno in casa non c’era nessuno ma preferii andare giù in garage. Li lui subito era titubante e forse si vergognava allora gli dissi di spogliarsi, si tolse la maglietta e i pantaloncini e rimase con i boxer e già era in tiro, allora per assecondarlo anche io mi tolsi i pantaloni e maglietta, lui notò da subito che non indossavo gli slip, che non avevo peli e le palline legate. Mi disse subito come mai non avessi i peli, io gli risposi che non mi erano ancora cresciuti. Gli dissi che dovevamo lavarci il gioiellino visto che in garage avevo il bagno. Intanto che ero lì e gli dissi: vedi tu sei gay e hai già il tuo gioiellino in tiro mentre il mio gioiellino è morto. Andammo di là e io cominciai da subito a toccaglielo e lui rimase, poi gli tolsi i boxer, non pensava che partissi per primo sapendo che ero etero, lui aveva un fisico normale ma aveva un gioiellino non grosso ma lunghetto, cominciai a prenderlo in bocca, perché volevo sentirmi ingrossare e allungare il suo gioiellino in bocca, così cominciai a sbocchinarlo fino a ingoiarlo, lui ci rimase e mi disse come facevo a ingoiarlo, io gli risposi che ci volle tempo e pratica. Poi lui mi sollevò e mi fece sdraiare in terra, si sdraiò su di me leccandomi i capezzoli, ma poi una cosa che non mi piacque e mi incazzai mi cominciò a baciare sulla bocca cercando la lingua e qui provai schifo tanto da allontanarlo. Mi chiese scusa e comincio a prenderlo in mano ma Giacomino era morto, era molto impacciato perché era la seconda volta che lo faceva ma non sapeva come iniziare, allora cominciai a smanettarmelo da solo fino a farlo addrizzare poi gli dissi: prendilo in mano e smanettalo dolcemente abbassando la pelle e gli spiegai come doveva procedere. Ma gli dissi anche. Attenzione essendo bagnato potrebbe non piacerti il sapore che ha. Così fece e magicamente forse per la sua bocca calda e la lingua. Giacomino si svegliò subito divento ancora più duro, vidi che quando la lingua passò sulla cappella e assaggiò il liquido pre-seminale fece una smorfia di schifo e sputò poi piano piano se riprese in bocca e cominciò a succhiarmelo e sentivo che gli piaceva, poi volle provare a ingoiarselo ma a momenti vomitò quindi lasciò stare. Ma lo riprese in bocca. Mentre mi lavorava gli parlavo e lui mi disse che gli piaceva e così lo lasciai fare fino alla fine dove mi fece sborrare sulla mia pancia. Mi pulii e poi toccò a me gli presi il gioiellino e cominciai a ingoiarmelo fino a farlo sborrare e mi feci schizzare sulle labbra chiuse e faccia. Ma poi me lo infilai in bocca per pulirlo e così deglutì la sborra. Lui rimase, non aveva mai provato nulla di questo e mi ringraziò per averlo aiutato a sbloccarsi e a concedermi di fare sesso orale e soprattutto un amico che non abbia pregiudizi nei miei confronti in quanto gay. Io logicamente birichino…… per eccitarlo gli dissi che se avesse voluto farlo di nuovo sarebbe bastato chiedermelo. Ma per fare sì che si eccitasse di più e mettendogli la pulce nelle orecchie della curiosità, gli dissi anche che se avesse voluto avrebbe potuto provare a mettermelo nel culo. Lui ci rimase ma poi accettò. E così anche con lui ebbi svariati incontri mitici, tra cui me lo infilò più volte nel culetto. Così fini anche questa marachella che essendo state le prime esperienze rimasero indelebili. MatteoBo
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Commenti · 1

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0 +1 -1 Buchino13Vampata 4 ore fa

«Bella storia»