Di certo qualcuno potrà rilevare che ho usato questo titolo anche per un mio video, ritendo che sia incorsa in un errore non avendo molta fantasia nei titoli da usare.In realtà quel titolo serve a richiamare e dar voce proprio a quel video, in cui fotto alla grande con un soggetto appena conosciuto, sotto gli occhi di mio marito, che si sega.Prima di passare oltre, occorre che faccia un breve excursus sulla mia personalità, diciamo mettermi a nudo agli occhi dei lettori che ancora non mi conoscono.Sono Marina, una donna/moglie "mooolto" esuberante sul piano sessuale; è una peculiarità sempre avuta, fin da ragazza. Infatti, a scuola, ho fatto pompini a quasi tutti i compagni, oltre a professori, direttore e bidelli.Ero molto chiacchierata per questo mio comportamento da autentica assatanata, però, nel contempo, sono stata fortunata ad esser scelta da colui che ebbe a sposarmi, proprio per questa mia particolarità.Era ovvio che quanti sparlavano di me o mi additavano per certe mie sconcezze, in realtà erano invidiosi: ricordate la famosa favola di "la volpe e l'uva", scritta prima in Greco da Esopo e, poi, ripresa da Fedro in Latino? Ebbene, la morale che scaturiva da quella fiaba, era la seguente: "chi non poteva raggiungere ciò che desiderava, alla fine si consolava dicendo che non era il caso di desiderarla tanto quell'uva, perché acerba".Sì, perché non sarebbe esatto pensare che, per me, andasse bene chiunque, anzi... io ero allora e lo sono ancora oggi, molto selettiva.Quindi non dico sempre sì a tutti, ma una cosa è certa: amo esser corteggiata, adoro sentirmi desiderata o, meglio, bramata, sì, è la parola giusta: mi piace che mi si brami e, a quelli che vedo farlo, li sconvolgo ulteriormente mostrando culo e tette, di cui vado assolutamente fiera.Madre Natura, in questo, è stata molto generosa con me: mi ha fornito di doti fisiche non da poco e non per tutte. Ho un culo che adoro mostrare, non già in fase statica, bensì in movimento, tant'è che faccio spesso filmati mentre passeggio a culo scoperto; adoro far veder quelle due chiappe che si eseguono una danza erotica di su e giù mentre cammino, o fingo di passeggiare con indifferenza nei parcheggi di centri commerciali, o in aree di sosta veicoli, quasi in attesa di esser sorpresa da qualcuno che sopraggiunga per caso e vedere l'effetto che fa sul fortunato che si trova ad impattare con me.Quando faccio sesso, provo infinito piacere a farmele aprire quelle chiappe ed offrire il buchetto alla lingua di colui che desidera sentirne l'odore o il sapore, mentre mi lubrifica per poi penetrarlo. Quante cose possono esser fatte da un culo bello e prominente!Allo stesso modo, sono orgogliosa delle tette che ho: due globi ben sodi, che stanno su senza alcun artificio, su cui spiccano capezzoli molto prominenti, che facilmente diventano oggetto di succhiate da parte di chi ha la fortuna di potermi avere tra le mani.Delle mie scorribande, fanno testo i video postati, sono assecondata ed assistita da mio marito, che è oltremodo orgoglioso ad esibirmi ed immortalarmi nelle posizioni più sconce possibili, se non addirittura oscene.Mi permetto di affermare che adoro il cazzo, ma non disdegno la fica: l'ho leccata a parecchie mie amiche e mi è sempre piaciuto assaporarne gli umori che secerne, man mano che la masturbo con due dita; in quei momenti stringo fra le labbra il bottoncino, che le fa sobbalzare a quel tipo di carezze così intime.Sì, sono stata fortunata per tanti, troppi motivi ed uno di questi è quello di aver sposato un maschio che va in sollucchero tutte le volte che gli comunico di aver voglia di far qualcosa di provocante, di far arrapare altri maschi e, se riescono a solleticarmi la mente, oltre il resto, passare alle vie di fatto, facendo sesso con loro, in barba a quanti sostengono che sono priva di vergogna, pudore o quant'altro.Con questi, infatti, faccio sesso e non già, come tanti, con delicatezza affettata, usano il termine "far l'amore", perché da essi mi faccio sbattere come una cagna in calore.Per tornare all'argomento di base, cioè il racconto della mia avventura con il medico, di cui al video postato sul profilo (lo guardi e commenti chi ancora non l'abbia visto), devo precisare che: per un certo periodo e per lavoro, mio marito, fu trasferito in Calabria, dove, ovviamente, lo seguii.In quel contesto, assolutamente nuovo sia nei modi di fare, che delle persone con cui venivo in contatto, dal parrucchiere, dove ero andata, conobbi Agata, con la quale ebbe a crearsi un certo feeling e, poiché, come dicevo sopra, non mi son mai state indifferenti le femmine, subito le feci capire quanto mi sarebbe piaciuto leccarle la fica. Lei, per niente stupita, accettò e non vi dico come me la spupazzai percorrendo il suo corpo in lungo e largo. Poi emerse che frequentavano un gruppo di amici, con i quali si divertivano alla grande, senza un minimo di inibizione. Insomma ero proprio capitata come la ciliegina sulla torta.Prima che potessi partecipare ad un loro partouze, le chiesi di indicarmi un ginecologo per delle verifiche periodiche alle mie parti intime. Mi fu indicato Ermanno, facendomi un occhiolino ed aggiungendo che potevo presentarmi a lui come amica di Agata. Ora, sarà stato il riferire che mi mandava Agata o perché, al posto delle labbra parlavano le mie superbe fattezze, oltre al sorriso stampato sulla bocca, a motivo del mio fare civettuolo, dopo avergli mostrato le analisi cliniche eseguite prima della visita e che attestavano di esser sana come un pesce, sebbene fosse presente mio marito, mi ordinò di spogliarmi nuda e stendermi sul lettino, provvisto di appositi sostegni, ove appoggiare le gambe.In pratica gliela mettevo in faccia, bella e pronta, per farmi chiavare senza se e senza ma. Era un bell'uomo, mi aveva intrigato fin dal primo momento che l'avevo visto; quindi, vuoi per questo, vuoi per quello, il medico aveva decisamente capito con chi aveva a che fare e, gliene venne la conferma, allorché ebbe a guardare, con divaricatori ed altri arnesi simili, la profondità della fica, la sua elasticità ad accogliere ed inglobare cazzi di tutti i tipi e di tutte le dimensioni. Dopo la fica, passò al culo ed anche qui, con indiscussa professionalità, me lo aprì e ne controllò pareti, mucose o quant'altro.È stato allora che il medico ha capito: esaminando ed ispezionando in profondità i miei buchetti, si è reso conto di quanto mi fossi eccitata e così, inopinatamente, ha aperto il suo camice e mi ha sbattuto in faccia uno stupendo superbo cazzo. È stato in quel momento che, a mia volta, ho compreso il significato di quell'occhiolino che mi aveva indirizzato Agata, quando mi fece il nome del ginecologo; di sicuro lo aveva conosciuto e se lo era scopato a sua volta.Che volete... alla presenza di quel gran bel cazzo, non ho perso tempo a prenderlo in bocca e succhiarlo, sotto gli occhi di mio marito che si segava.Quella che è stata la mia chiavata con il medico è immortalata nel video di cui al titolo e, devo dire, che mi ha fottuto alla grande, con tutta la verve e la passione possibile. Mi ha sbattuto per circa mezz'ora e, alla fine, mi è venuto dentro, perché, richiesta in tal senso, gli avevo assicurato di esser protetta dalla pillola anticoncezionale, in quanto non mi è mai piaciuto esser chiavata con un profilattico: ho sempre preferito farmi chiavare a pelle, ulteriore mia peculiarità.Una volta finita la chiavata, è venuto spontaneo ad Ermanno osservare:"Certo che sei davvero spudorata: ti sei fatta chiavare sotto gli occhi di tuo marito, senza preoccuparti minimamente delle "corna" che gli mettevi"."Ma... a lui piace così: egli è felice quando sa che gli metto le "corna". Figurati: si fece far "cornuto", lo stesso giorno delle nostre nozze. Alla cerimonia avevano partecipato diversi miei scopamici, sei in tutto, che mi filavano con sfrontatezza, mettendo quasi a rischio la sacralità del rito.Di conseguenza, mio marito ebbe a suggerirmi di far qualcosa per farli smettere ad esser così spudorati davanti agli altri invitati; allora gli risposi:"Sta tranquillo, vi provvedo subito; tu reggimi il moccolo e, tra poco, quando ci allontaneremo per il book fotografico, li redarguirò e li metterò nella condizione di non nuocere".In quell'occasione, uno per volta, li ho succhiati e mi son fatta chiavare; in pratica me li son fatti tutti e sei; i poverini erano da me stati accolti solo in bocca e culo per il passato, volendo tenere la fica vergine fino al matrimonio. E così è stato fino a che me la ruppe il mio promesso sposo, poco tempo prima di addivenire alle nozze; in occasione di quelle scopate extra, ero rimasta senza mutandine perché me le avevano strappate; ho dovuto far buon viso a cattivo gioco, e son tornata in sala ricevimento, facendo finta di niente, né ebbi a pulirmi. Così è successo che, quando mi son seduta al tavolo degli sposi, al riparo della tovaglia che lo copriva, ho dovuto allungare una gamba su quella del mio novello marito, perché sentivo che le sborrate che mi avevano inondato la fica, cominciavano a colar fuori e scorrere lungo la gamba, fino a raggiungere la scarpa. Mio marito ha preteso che gli spiegassi cosa succedeva ed io gli ho preso una mano e l'ho appoggiata sulla coscia intrisa dello sperma ricevuto. È stato il momento in cui anche lui ha capito come avevo risolto il problema con gli amici: aveva una mano completamente impiastricciata dello sperma di quegli ameni amici. Non voleva privarsi di assaporare quanto sgorgava dalla mia fica, ma avrebbe dato troppo nell'occhio se si fosse messo a leccare quella mano, ricoperta di sperma. Allora si è recato in bagno, dove ha potuto dar sfogo a quel suo impellente desiderio: leccare sia la mano, che dito per dito. Avevo capito che quella era la sua intenzione e così, a mia volta l'ho raggiunto e gli ho spadellato davanti la mia fica zuppa di un coacervo di umori.Me l'ha leccata alla grande, eliminando ogni residuo di sperma che ancora potesse esser presente all'interno della mia fica.Avevo voluto soddisfare gli amici anche con la fica, che avevo sempre negato loro, fino a quel momento; ora, al matrimonio, oltre culo e bocca, che si erano già gustati alla grande per lungo tempo, avevo deciso di offrir loro anche la fica, facendomela inondare del loro sperma, in quanto non v'è niente di più bello, per una donna, sentirsi invadere dal calore dello sperma che le viene spruzzato dentro nel farsi chiavare. Perciò, possiamo tranquillamente affermare che mio marito è cornuto conclamato ed egli è felice di esserloCosa desiderare di più da una donna/moglie esuberante come me?”Poteva quel mio racconto, farcito delle "corna" che aveva messo al maritino appena sposato, non sortire un certo effetto su entrambi i miei ascoltatori? Assolutamente no!Infatti, notai che mio marito, che si era segato senza mai eiaculare, per tutto il tempo della mia furibonda chiavata con Ermanno, aveva il pene ben ritto e consistente; ed il medico? Sebbene fosse venuto poco prima abbondantemente, nella mia capace quanto ingorda fica, era tornato nel pieno del suo vigore. Allora la mia voglia di cazzo, mai sopita, esplose nella mia mente, con una fantasia certamente perversa, ma non tanto assurda o impossibile da realizzare. Feci stendere mio marito sul lettino a pancia in su e subito mi sistemai a cavallo, facendo affondare il suo cazzo nel mare di sborra con cui Ermanno aveva riempito la mia fica.Che bello sentir lo sciabordio che faceva il cazzo di mio marito mentre sguazzava nello sperma lasciato dall'altro!La posizione assunta per farmi penetrare dal cazzo maritale, offriva alla vista di Ermanno il mio culo e, in particolare, la rosetta pulsante di piacere dello sfintere.Ermanno non si perse d'animo e subito approfittò della situazione.Sentii che appoggiava la sua verga al buchetto già ispezionato, in lungo e largo, poco prima da strumenti freddi ed impersonali; ora, invece, ricevevo un particolare conforto nell'avvertire il calore della cappella che premeva e, pian piano, farsi strada nel mio culo.Ebbi un'immediata scossa di piacere che mi fece vibrare come foglia al vento, durante tutta la penetrazione di quel fallo, piuttosto notevole, per il mio buchetto. Ruotai lievemente il bacino, allo scopo di permettere uno scorrimento meno doloroso e certamente più piacevole. Ora venivo pompata da due cazzi: davanti, mio marito e, dietro, Ermanno e, sapere che due cazzi mi stantuffavano alla grande, mi riempì di gioia; però, sì, perché non manca mai un però: fui presa da un senso di delusione per non averne ancora un altro a riempirmi la bocca. Ed ecco farsi avanti l'intesa complice che avevo con mio marito: doveva aver avuto il mio stesso pensiero perché allungo una sua mano tra cazzo e figa e raccolse sulle dita un bel grumo di sperma che strabordava dalla mia micetta. Me le trovai in bocca quelle dita, emulando, in parte, la presenza di un altro cazzo che me la scopasse, oltre a farmi assaporare gli umori che, naturalmente, emetteva. Leccai e succhiai quelle dita, con la stessa avidità di un bimbo affamato a contatto della tetta della madre. Non avevo mai provato niente di simile, né esser presa da tanta voluttà tutt'assieme, per cui centellinai, attimo per attimo, tutte le sensazioni che mi facevano scuotere il corpo, senza soluzione di continuità. Era l'apoteosi del piacere! Fu questo che avvenne dopo le immagini catturate dal filmato e postate sul mio profilo. Che dite? Era giusto che ve ne ragguagliassi o sarebbe stato meglio tenerle per me? Ma, sapendo bene quanti "porcelli" mi leggeranno, sono certa che è stato meglio così.


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