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La figlia che non ti aspetti. Terza parte. Una scoperta inaspettata.

La figlia che non ti aspetti. Terza parte. Una scoperta inaspettata.

Lui le è passato davanti e, fermatosi un attimo, l‘ha osservata, ha fatto un mezzo sorriso e se n’è andato. Son già due giorni che lui spesso le passa davanti, la guarda, sorride e se ne va. Sento scorrere lungo la schiena un brivido strano, come una sensazione che stia per succedere qualche cosa che potrebbe cambiare lo stato attuale delle cose, anche se non ho elementi a sufficienza per vagliare cosa potrebbe essere. L’indomani è Vanda che, durante una pausa caffè, mi guarda con un mezzo sorriso, classico di chi crede di saperla lunga.«Hai mangiato bene in quel ristorante?»La guardo, intuisco lo spirito della domanda e, con un pizzico di ironia, le rispondo a tono.«Più o meno come hai mangiato tu, ma, soprattutto, mi ha fatto piacere la compagnia che avevo. Ho visto che anche a te piace esser in compagnia di giovani commensali.»Si guarda intorno e, accertato che siamo soli, mi si avvicina e, alitandomi dell'orecchio, mi risponde molto seriamente:«Il mio giovane cavaliere è Matteo, mio figlio. Quindi credo che sia tu quello che ama aver giovani commensali.»Resto un attimo sbalordito, non mi aspettavo nulla di simile, anche se mi era sembrato che fossero molto intimi.«La giovane donzella, in mia compagnia al tavolo, è Matilde, mia figlia, e poiché al momento rappresenta tutta la mia famiglia, abbiamo deciso di vivere e lavorare nella stessa città.»Leggo lo stupore negli occhi di Vanda, la quale, finito di sorseggiare il suo caffè, mi saluta con un cenno del capo e torna nel suo ufficio. La sera, a casa, Matilde mi dice che questa volta il giovane le si è fermato davanti e l'ha invitata a prendere un caffè. Al bar, si è presentato.«Mi chiamo Matteo e credo che i nostri genitori lavorino insieme. Devo ammettere che sei molto bella e, vederti a cena con tuo padre, mi aveva fatto pensare che tu amassi accompagnarti a persone mature.»«Piacere mio, sono Matilde e devo ammettere che vederti abbracciato a tua madre mi ha fatto pensare la stessa cosa di te.»Fisso mia figlia negli occhi e subito mi rendo conto che sto facendo una sciocchezza enorme.«Amore mio, stiamo sbagliando tutto; non è con me che devi crearti un futuro, ma con un ragazzo giovane come quello, altrimenti, ogni volta che ci vedranno insieme, penseranno che io sono un vecchio porco che si scopa una giovane puttanella.»Rimane sbalordita, mi butta le braccia al collo e mi dice che non vuol cambiare alcunché di quello che stiamo vivendo. Andiamo a letto e facciamo l’amore in maniera ancor più appassionata del solito: lei gode tantissimo e, come suo solito, alla fine beve il mio seme. Per tutta la settimana, Vanda ed io siamo quasi sempre stati impegnati nel lavoro, ma un giovedì, durante la pausa pranzo, seduti in una tavola calda, lei mi ha rivolto una domanda alquanto provocante.«Posso chiederti che tipo di rapporto stai vivendo con tua figlia? Ho avuto la sensazione che fra di voi ci fosse molta complicità.»Io la guardo e prendo tempo per cercare una risposta plausibile che non facesse capire il bellissimo momento che io Matilde stavamo vivendo.«Se devo esser sincero, quando siete usciti dal ristorante ho avuto la stessa sensazione di te e tuo figlio; sembravate una coppia di amanti, piuttosto che un regolare rapporto madre/figlio.»Si guarda intorno e, visto che siamo soli, mi si avvicina e, con un filo di voce, mi chiarisce.«Sono vedova da sette anni e Matteo è l’unico uomo della mia vita, in tutto e per tutto.»«Io sono separato, credo che mia moglie abbia una relazione con un altro uomo, e Matilde è tutto ciò che ho. Forse dovremmo uscire tutti e quattro una sera a cena, perché mi sembra che anche i ragazzi prendono spesso il caffè insieme.»Lei mi sorride, ha un’aria compiaciuta e, senza aggiungere altro, torniamo al nostro lavoro. La sera lo racconto a Matilde, la quale mi comunica che Matteo le ha chiesto le stesse cose: anche lui l’ha invitata ad uscire una sera a cena, ma lei si è riservata del tempo per decidere. La guardo, cerco di capire quali siano le sue intenzioni.«Credi che sarebbe un problema se, una sera, tutti e quattro ci concedessimo una cena?»Mi guarda, alza le spalle e mi risponde che a lei non interessa Matteo, che vuole viver la sua vita insieme a me e che ogni altra cosa passa in secondo piano. Io la guardo e, dentro di me, prende forma una certa idea che subito le espongo.«Sono quasi certo che fra Vanda e Matteo ci sia lo stesso tipo di relazione che c’è fra noi due e perciò non sarebbe male se avessimo un rapporto più ravvicinato. Purtroppo, come noi due abbiamo notato l'intesa che c’è fra loro, anch'essi hanno capito che, fra noi, c'è qualcosa di analogo, che va ben oltre il rapporto padre/figlia. Per ovviare a questa situazione, tu dovresti trovare una persona della tua età con cui far coppia agli occhi del mondo e lo stesso dovrei far io, quindi se Vanda scopa con Matteo, come io lo faccio con te, dovremmo costruire una intimità tale da eliminare ogni possibilità che ciascuno possa riferire ad altri di queste nostre piacevolezze. La condizione migliore è che il mondo veda che voi due stati insieme, così come io potrei stare con Vanda, e questo taglierebbe la testa al toro.»«Papà io non voglio stare con Matteo, perché voglio stare con te e, se lei ti scopa, io ne sarei gelosa!»«Amore, ascolta e fa tesoro di ciò che ti sto dicendo: noi dobbiamo far in modo di apparire all'esterno che siamo due coppie e, per far questo, dovremmo trovare una casa sufficientemente grande che ci ospiti tutti e quattro insieme, così da permetterci di andare a dormire, la sera, ognuno con il rispettivo amore, anche se, agli occhi del mondo, saremmo due coppie diverse.»Lei mi guarda, riflette un attimo e chiede conferma se ha capito bene ciò che sto cercando di farle capire.«Quindi mi stai dicendo che noi potremmo vivere tutti e quattro sotto lo stesso tetto e che la sera, io e te potremmo andare a dormire insieme, mentre loro farebbero la stessa cosa? Se è così, son d’accordo.»Il giorno dopo, chiedo a Vanda se, sabato venturo, possiamo uscire insieme per una cena a quattro, lei, manifestando sorpresa, risponde che si può fare. Il giorno successivo Matilde è tesa e nervosa; cerca di convincersi che tutta questa storia avrà un lieto fine, mentre è tormentata dal dubbio che io finisca nelle braccia di Vanda. Dopo aver provato alcuni vestiti, alla fine decide di indossare un paio di jeans molto attillati, sandali dal tacco alto e una camicetta bianca alquanto trasparente, sotto cui si intravede un reggiseno di pizzo che le incornicia lo splendido seno. Ci troviamo tutti e quattro nel piccolo ristorante della prima volta e, una volta preso posto al tavolo, iniziamo a mangiare senza riuscire a non far trapelare una certa tensione. Dopo aver discusso di diverse banalità inerenti i rispettivi lavori, verso fine serata, Matilde chiede loro se avessero piacere di visitare il nostro appartamento, giustificando l'invito con l'idea di bere qualcosa di fresco, dato il caldo ancora incombente, sul nostro terrazzo da cui si gode un bel panorama. Accettano e, quando usciamo del ristorante, è Matteo che chiede a Matilde di salire con lui nella sua vettura, mentre Vanda verrà con me, questo allo scopo di evitare che, se dovessimo sbagliar strada, ci ritroveremo tutti comunque a destinazione. Durante il percorso, complice un semaforo rosso, guardo Vanda dritto negli occhi e le rivolgo una domanda a bruciapelo:«Vai a letto con tuo figlio?»Lei mi guarda senza battere ciglio, esita un attimo, e ribatte:«E tu? Vai a letto con tua figlia?»«Sì, io e Matilde abbiamo una relazione che contempla anche far sesso insieme.»«Anche Matteo dorme nel mio letto e, devo ammettere che, da quando mi scopa, la mia vita è cambiata in meglio.»La guardo e faccio un profondo respiro.«Credo che entrambi abbiamo uno stesso problema: quello di tener segrete le nostre relazioni. Il mondo intero non accetterebbe questo genere di rapporti e, se tu sei d’accordo, avrei una mezza idea di come poter risolvere il problema.»Lei mi guarda cercando di capire cosa voglio esporre, ma siamo arrivati a casa e quindi rimandiamo il discorso a quando saremo sul terrazzo. Una volta in casa, Vanda si complimenta per come Matilde tenga in ordine l'appartamento e, quando si siedono sul terrazzo, mia figlia arriva portando un vassoio con bibite fresche. Vanda durante quel tempo ha scambiato qualche parola con Matteo, il quale, appena Matilde si è seduta, guarda la madre e, sorseggiando, chiede quale potrebbe esser la soluzione del nostro problema.«Va da sé che noi quattro dobbiamo tener gelosamente nascosto al mondo certe nostre predilezioni ad amare e far sesso con la persona del proprio nucleo familiare, mentre sarebbe ben diverso se fossimo due coppie normali: ad esempio, se adesso ci ritirassimo in camera, ciascuno con il proprio amore, nessuno, oltre noi quattro, potrebbe sospettare alcunché e quindi non si sognerebbe di biasimare il nostro comportamento, perché niente toglie che io potrei aver un rapporto sessuale con Vanda e tu con Matilde. Insomma saremmo due coppie che vivono sotto lo stesso tetto e basta, senza sollevare alcun fastidio o scandalo fra quanti ci conoscono.»Loro si guardano negli occhi, mentre Matilde si siede accanto a me e mi abbraccia.«Va anche considerato che questa scelta comporterebbe che tu e Vanda, agli occhi del mondo, dovreste esser una coppia e, quindi uscire insieme, stare abbracciati, scambiarvi effusioni e lo stesso dovrei fare io con Matilde. Ora, per l'amore che porto a mia madre, questo mi riesce duro da accettare, proprio come credo lo stesso sia anche per te.»«Che vi sia una componente di gelosia è fuori discussione, e credo che questo sia l’unico problema che tutti e quattro dovremmo risolvere, ma, se ci mettiamo di vero impegno, son sicuro che questa soluzione sia la più idonea al caso nostro.»Passiamo il resto della serata a completare i vari dettagli di questo progetto, nel quale ci stiamo trovando sempre più d’accordo e, quando loro se ne vanno, Matteo prende Matilde sottobraccio e, prima di uscire, le chiede se, il giorno dopo, avesse piacere ad andare a far jogging al percorso verde che c’è nel parco non lontano dalla nostra abitazione. Lei rimase un attimo indecisa, mi guarda e, ricevuto un segno d’assenso, accetta volentieri. Quando andiamo a letto, mi bacia con passione, stringe il suo corpo nudo contro il mio e, quando sente il mio sesso duro e pronto, se lo infila tutto dentro, iniziando a godere. Mi scopa con calma, quasi in silenzio, poi, d’un tratto, dopo aver raggiunto l’ennesimo orgasmo, si ferma di colpo, si abbassa su di me e porta la sua bocca vicino alla mia, scrutandomi negli occhi.«Dimmi, ti piacerebbe che in questo letto, insieme a me, ci fosse anche Vanda?»La guardo e, per un attimo, resto spiazzato dalla domanda che proprio non mi aspettavo, poi in un istante passo al contrattacco.«Oltre il mio cazzo, che ti stai godendo, non dirmi che non ti piacerebbe sentire anche quello di Matteo, in bocca o nel culo?»«Papà, sei un porco! Però devo ammettere che un altro cazzo nel letto ci starebbe proprio bene e son sicura che anche a Vanda non dispiacerebbe assaggiare il tuo. Ma tu, non saresti geloso?»«No, se lui ti scopasse davanti a me credo che non sarei geloso, ma tu, saresti capace di accettare che Vanda lo faccia con me, davanti a te?»«Sai, credo che questa sia la soluzione al problema: se noi facessimo sesso tutti e quattro assieme, non potrebbero esservi gelosie e ognuno di noi avrebbe la sua dose di piacere anche dal compagno o la compagna dell’altro, e questa sarebbe la soluzione ottimale.»
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