Ne seguirono rumori che Luca aveva udito prima di allora solo in video porno, di cui faceva abitualmente uso, era evidente che lei glielo stesse succhiando con una certa foga, sentiva i vari gluck shick pluck delle labbra e del palato che strusciavano sul pene e la lingua che lo avvolgeva e il ragazzo che emetteva vagiti e sospiri di piacere. Finché i due non ripresero a ridere e a parlare. «No, dai, è impossibile, non arrivo neanche a metà, ci rinuncio» Disse lei con una punta di finta tristezza. «Ti arrendi così facilmente? – Continuò lui con ilarità – Non ti facevo così arrendevole»«Sei un coglione! – Scoppiò a ridere lei, schiaffeggiandolo in un punto sconosciuto a Luca, dato che sentì solo il ciaf – Te lo sto succhiando da mezz’ora, se continuo, mi vieni addosso! E poi è troppo grosso, cioè, guarda – seguì un momento di silenzio – è grosso quanto la mia faccia ahahah» È incredibile quanto ridano questi due mentre lo fanno – Pensò Luca e nel mentre sgranò leggermente gli occhi senza renderesene conto. Cercava di immaginarsi la scena: lui in piedi con le gambe leggermente divaricate, lei in ginocchio sul tappeto e con il pene di lui completamente sopra il suo viso, dal mento alla fronte. Aveva visto qualche porno così.«Veramente – disse il ragazzo, con due finti colpetti di tosse – è un po’ più lungo, vedi? La cappella arriva qui e i tuoi capelli stanno qui.»«Cretino!»Risa incontrollate scossero la stanza. In realtà i due ragazzi erano nella stessa posizione di prima, lui seduto sul lato del letto, a gambe divaricate e lei in ginocchio di fronte a lui, con il mento appoggiato sull’inguine di lui e il cazzo attaccato alla guancia destra di lei con la punta che le superava di qualche millimetro l’attaccatura dei capelli. «Sei mai stata con uno che ce l’aveva più grosso del mio?» Chiese lui ridendo. «No! – Urlò lei, sempre ridendo – Ma è impossibile, dai! Scusa, quanto è lungo?» Chiese infine. Il ragazzo rispose, secondo Luca, tronfio di orgoglio: «Diciannove centimetri e mezzo» Lei si mise, stranamente, a ridere e lui la segui «Eh sì – ridacchiò lei – Quel mezzo centimetro fa la differenza!»«E invece, il più piccolo? – Ci fu un momento di pausa in cui nessuno rispose, anzi il ragazzo continuò dopo poco – Quanto mi piace qundo me lo baci così»Sta continuando a succhiarlo mentre parlano – Pensò Luca.«Scusa, dicevi?» Disse lei con la bocca piena. «Non so.. Ah sì, il cazzo più piccolo che hai preso?»«Veramente erano tutti normali – Rispose camilla – è il tuo che è troppo grosso!»Dopo qualche momento di silenzio in cui probabilmente lei glie lo ciucciava ancora, Luca udì risa molto più forti di prima, solo da parte di Camilla, poi rumori strani, come se lei avesse cambiato posizione sul pavimento e sentì il ragazzo chiederle cosa avesse. «Mi è venuto in mente – Rideva Camilla – Il cazzo più piccolo che abbia mai visto» Poi riprese fiato e continuò: «Era così, non ti esagero» Luca immaginava che lei stesse misurando quel pene immaginario con due dita e infatti era proprio così.«Era del ragazzo di mia sorrella!»«Cosa? – Escclamò il ragazzo, ridendo – Ti sei scopata il ragazzo di tua sorella?»Con versi di disgusto ed espressioni colorite del tipo Che schifo! oppure Ora vomito! Luca arrossì, un’ondata di imbarazzo, vergogna, lo trafissero e solo con un forte autocontrollo e anche un po’ di fortuna, non emise neanche un suono, ma solo un sospiro strozzato. Lui ricordava bene quella situazione, quell’evento in cui si trovò nudo, per sbaglio di fronte a lei, ma lo aveva completamente dimenticato e pensava che anche lei lo avesse rimosso. Appena due o tre anni prima, Luca era a casa Benedetti, come al solito, era una giornata simile a quella odierna in cui però in casa vi erano lui, Dora e Camilla, mentre i genitori delle sorelline sarebbero rientrati in tarda serata. Verso metà pomeriggio, Luca decise di farsi la doccia, il bagno però era chiuso, sentiva rumori dentro, era Camilla, poiché Dora stava in camera sua. Sentì Camilla trafficare per il corridoio un paio di volte, dopo una mezz’oretta mise il capo fuori dalla camera, vide la porta del bagno aperta e quella della camera di Camilla, chiusa. Luca si spogliò al volo in camera e volò al bagno (sono confinanti!) completamente nudo, poiché l’accappatoio era proprio lì dentro. Sgattaiolò dentro, chiuse la porta dietro di sé, si voltò e incontrò la figura di Camilla, vestita, ma con pantaloni calati – e gambie strette – seduta sul water. Camilla spostò rapidamente e ripetutamente gli occhi da di fronte a sé – altezza pene – a più in alto – altezza viso – focalizzandosi leggermente di più sul pene. Camilla sorrise maliziosamente, nascondendo ogni emozione di imbarazzo con la formula Non ti preoccupare, mentre Luca, molto più in difficoltà corse in ritirata in camera. Tutto avvenne così rapidamente che Dora neanche si era accorta che Luca fosse uscito e, sperando che la sorellina – all’epoca diciassettenene – potesse trattenere e magari dimenticare l’accaduto, non ne parlò mai, dimenticandosene a sua volta. Fino a quel momento. «Dai, ma era moscio, ci sta! Ahahah» Rispose lui in preda forte ilarità. Camilla rispose con tono perentorio: «No, non ci sta! – rise – Era così – mostrò il mignolo – io non ne ho mai visti così! Non so come faccia mia sorella, ti giuro!»Poi continuò: «Guarda – Seguirono attimi di silenzio – Cioè, il tuo è sette volte il suo pistolino! AHAH»«Sì, ma il suo era moscio, il mio è ritto!» Continuò lui. «Solidarietà maschile.. pfui» Ridacchio lei.«Basta parlare di cazzi, dai – Disse il ragazzo – Pariamo della tua figa, anzi, fammela vedere che mi piace così tanto… Perché non ti siedi sopra di me?»Non seguirono risposte, ma solo rumori di passi e coperte strusciate e fu proprio in quel momento che Luca si accorse che tra la porta e lo stipide c’era una fessura da cui riusciva a intravedere il letto a una piazza e mezzo di Camilla. Sopra di esso c’era un ragazzone – non sembrava così muscoloso – con il cazzo in tiro fino all’ombelico di cui però non si vedeva la faccia, poiché sopra vi era collocata Camilla voltata di spalle rispetto al pene. Luca ce l’aveva duro da un po’, probabilmente da quando si era accorto di ciò che stava accadendo a pochi passi da lui, ma solo ora aveva realizzato dell’eccitazione che lo aveva pervaso e quella umiliazione che aveva subito poco prima non lo aveva scalfito, anzi, forse aveva accresciuto l’attizzo. «Oddio» Gridò con voce strozzata Camilla «Mmm» Luca si rese conto anche che Camilla era rivolta verso la finestra della sua camera, quella appena sopra il letto e si chiese se qualcuno al di fuori, sulla strada, guardando in alto, avesse potuto vedere quella ragazza bionda con le poppe in aria. «Mmm sì… Leccami il culo… Oh sì…»Fu proprio durante quelle parole che il campanello trillò. Luca voltò il capo in quella direzione e si rese conto di avere la mano dentro i pantaloni sbottonati. Il campanello trillò di nuovo. «Non ti fermare…. Vai…» Continuava Camilla. Come, non ti fermare? Chi cazzo può essere? Che faccio?Il campanello suonò per la terza volta.«Continua… Se suonano vuol dire che sono senza chiave… Toccami.. Sì…»Cazzo, cazzo, cazzo, e se è Dora? Lei lo sa che sono in casa! Luca si illuminò, il suo viso si increspò di paura: Il cellulare!Se è Dora e non le apro, mi chiamerà al cellulare!!Luca balzò con passo felpato in camera, raggiunse il cellulare e ne inserì la modalità silenziosa. Ma doveva escogitare un piano, non avrebbe potuto lasciare Dora fuori per tutta la giornata! Così, quasi rassegnato al suo destino, Luca si fece avanti per andare ad aprire la porta, facendosi scoprirre dai due amanti. Ma il campanello aveva ormai smesso di suonare e a Luca non erano arrivate notifiche.Sarà stato il postino, o un vicino.. Quando all’improvviso un altro rumore sovrastò i gemiti dei due ragazzi. Era una suoneria, ma non veniva dalle mani di Luca, che reggevano ancora il proprio cellulare, bensì dalla cameretta di Camilla. Incuriosito dalla coincidenza sidomandò che fine avesse fatto la persona che stava bussando alla porta e che probabilmente era la stessa che ora stava chiamando Camilla, anche se non fosse sicure che il cellulare che squillava fosse il suo. Se fosse stata Dora a bussare, avrebbe chiamato me, non sua sorella! Sapeva che io ero a casa, di lei non aveva notizie Luca si era isolato così tanto da avere completamente ignorato le altre persone presenti in casa, la sua mente stava soltanto elaborando un piano per giustificare la sua presenza in casa con i due ragazzi senza risultare un pervertito e con la persona che bussava alla porta senza essere considerato un idiota per non aver aperto. Ma certo! La lampadina si illuminò sopra la sua testa. Le Airpods sono scariche, ma che ne sanno gli altri? Io sono qui in camera a studiare con la musica alle orecchie e non ho sentito nulla, né i ragazzi che facevano sesso – anzi i ragazzi che sono entrati in casa, dato che non ho sentito rumori di sesso a causa della musica – né chi bussava alla porta. Spero solo che finiscano e se ne vadano prima del ritorno di Dora. I suoi pensieri furono interrotti dall’ennesimo trillo del campanello. Cazzo! Di nuovo! E subito dopo, ecco la suoneria che ricominciò a suonare. «Fammi vedere chi è che rompe il cazzo» Disse Camilla. Luca si era disinteressato alla coppia e non sapeva se lei avesse raggiunto l’orgasmo con il viso del ragazzo tra le proprie cosce o seavessero interrotto. No, avendo sentito Camilla poco prima, avrebbe sicuramente fattoo attendere chiunque pur di raggiungere l’orgasmo, anche se avesse preso fuoco l’intera abitazione e la vita degli altri fosse dipesa dalle sue uniche mani. «Mamma – Grudò con una punta di scocciatura, cercando di mantenerei toni più bassi possibile – Sì.. sono ripassata un attimo da casa, ero in doccia, sono uscita ora!» Si interruppe un attimo, per far parlare sua madre, poi ricominciò: «No, ma che ne so! Sarà andato con lei, qui non c’è nessuno – Luca capì che stavano parlando di lui» «Sì, aspetta.. No, no, no trnquilla, te le lancio dalla finestra del bagno»Luca, che nel frattempo si era nascosto dietro il letto di Dora, udì i passi nudi di Camilla che percorrevano il corridoio, la sentì entrare e poi gridare dalla finestra: «Vai, prendile al volo! Ci sentiamo!»Camilla chiuse la finestra senza dare possibilità a sua madre di replicare. Era sua madre… aveva dimenticato le chiaviCamilla ritornò di corsa in camera e si chiuse la porta alle spalle. Luca, rimasto accovacciato dietro il letto di Dora, aspettò qualche momento prima di alzarsi e, indeciso sul da farsi, si mosse lentamente e silenziosamente, attese sulla porta della camera facendo capolino e uscì in punta di piedi. Esci, hanno la porta chiusa, non ti sentiranno mai. Ma Luca, passando di fronte alla cameretta di Camilla, si accorse che era solo socchiusa (dalla fessura ci passavano sì e no due dita). I ragazzi, concentrati a fare altro, non sarebbero sicuramente riusciti a vederlo camminare, ma lui era incuriosito ed eccitato da quei due, anche se in fin dei conti era riuscito a vedere solo il pene del ragazzo. Senza rendersene conto, si fermò di fronte alla porta chiuse e tentò di sbirciare sia dalla fessura tra la porta e lo stipite, che dalla striminzita apertura. Camilla si trovava nuda in ginocchio di fronte al ragazzo, il quale era seduto sul letto. Glie lo sta succhiando di nuovo.. Il ragazzo deve aver perso l’eccitazione poco fa. Luca si accorse però che non vedeva il viso del ragazzo, perché era steso con la schiena; ora i due non parlavano, lei era troppo concentrata a succhiare. Camilla afferrò poi il pene con una mano e iniziò a massaggiarlo; Luca si accorso dopo aver sentito uno schiocco dalla bocca di lei che gli stava baciando e leccando le palle. C’erano molte cose che lui non aveva mai provato e che non aveva mai avuto il coraggio di chiedere a Dora. Incuriosito ed eccitato, Luca vide che il ragazzo evidentemente stava apprezzando, perché iniziò a muovere lentamente le gambe e queste si alzavano leggermente e circondavano il corpo di Camilla. Lei continuava massaggiandogli il pene su e giù, e passando la lingua sui testicoli, ma gli sembrava che quella nuca con i lunghi capelli biondi si inclinasse sempre di più, finché Camilla cambiò posizione, mettendosi a quattro zampe rivelando a Luca il didietro nudo più bello che egli avesse mai visto in vita sua. Riuscì a malapena a trattenere un sussulto, il cuore gli rimbombava dentro, la visione di quel sedere liscio e a forma di cuore e la vulva carnosa e glabra stretta tra le cosce, lo aveva completamente annebbiato. Non riuscì a trattenersi e cominciò a toccarsi il pene duro e umido dentro i pantaloni. Alzò gli occhi sulla scena e si accorse che le gambe di lui non toccavano più terra, ma erano sollevate verso il petto e Camilla gli stava leccando rumorosamente l’ano.«Voglio scoparti» Disse il ragazzo e poco dopo Luca vide per la prima volta, ma di sfuggita, il suo volto, era liscio, giovane, con espressione adolescenziale e dai tratti leggesrmente spigolosi; poi il giovane si tirò su dal letto e dagli occhi di Luca sparì il viso e ne comparve il massiccio pene, in tiro, oscillante e scappellato.«Mmm – Si asciugò la faccia con una mano, Camilla – Finalmente»«Prendo un preservativo» Disse lui, intento a muoversì verso un cassetto, come se ne conoscesse già il contenuto. «NO! – Esclamò lei – prendo la pillola, non c’è bisogno» Camilla si alzò, si avvicinò a lui e gli infilò la lingua in bocca. Lui ricambiò e i due corpi si strinsero, il ventre di lei unito a quello del ragazzo, il seno fuoriusciva come qundo strizzi un palloncino pieno d’acqua. Tra i due c’erano almeno venti centimentri, il ragazzo, che ancora non era stato nominato, sembrava essere molto alto. Luca era eccitato, il pene iniziava a pulsare e a duolergli, pigiato contro i jeans, avrebbe voluto tirarlo fuori e menarselo, ma doveva accontentarsi di sfiorarlo a malapena con due dita dentro le mutande. Il ragazzo si sedette nuovamente sul letto – o era Camilla ad averlo spinto giù? – E lei setssa si adagiò sopra di lui. Dopo questi ultimi spostamenti, Luca aveva visto solo poche parti del loro corpo e aveva intuito i loro movimenti in base a quel poco che aveva potuto osservare da quella stretta fessura. Sapeva però che la porta era socchiusa e lasciava trapelare uno spiraglio da cui avrebbe potuto vedere completamente tutta la scena, ma avrebbe dovuto porre molta attenzione innanzi tutto a non far rumore muovendosi e poi a non farsi vedere: l’apertura era maggiore, ma aumentava anche la probabilità di essere visto. Mentre ragionava sul da farsi, un gemito echeggiò nell’invisibile e seguirono immediatamente sospiri e vagiti Glie l’ha messo dentro – pensò Luca – Devo rischiare… devo vedere! Per osservare dall’altra fessura, Luca avrebbe dovuto fare due passi, massimo due passi e mezzo e quei due non si sarebbero accorti neanche se fosse entrato il plotone di un esercito – tanto più che la coppia, ma soprattutto Camilla, aveva iniziato a produrre suoni degni dei più eccitanti porno – ma Luca si mosse a rallentatore, tanto era il timore di essere udito. «Oooh Sì» Vagiva Camilla alternandosi a sospiri e grugniti più gravi, evidentemente del ragazzo.Quando Luca arrivò alla porta, fece capolino e riconobbe la schiena nuda di Camilla, con i biondi capelli che le accarezzavano le scapole, la quale si trovava a cavalcioni sopra il ragazzo e, abbassando leggermente gli occhi, quelle candide natiche vellutate che poco prima descrivevano un cuore e che sarebbero potute appartenere a un angelo, ora erano divaricate, arrossate, strette tra le mani del ragazzo e Luca poteva ammirarne l’ano spalancato. Sotto di questo, la stessa vulva che poco fa era ben strizzata in mezzo alle cosce, ora appariva allargata quasi innaturalmente da quel pene ben sopra la media. Camilla aveva le braccia sul petto del ragazzo e spingeva il bacino su e giù con colpi ben assestati, i rumori sordi dei loro corpi che sbattevano si sovrapponevano al cigolio del letto. Luca pensò che chi stava al piano di sotto avrebbe udito sicuramente i colpi e i versi di entrambi che ormai erano diventati molto forti. «Sì… Sì… Toccami… Sì, lì!» Gridò Camilla; le sue mani si erano ormai staccate dal petto dell’altro e si stava strizzando il seno, ipotizzò Luca, dato che poteva ammirare solo la schiena. Intuì anche che una mano di lui, staccata anch’essa dal corpo di Camilla, le stesse accarezzando la clitoride, assecondando la richiesta di lei, mentre l’altra mano era salda non più a una chiappa, ma al fianco. «Oddio… Oooh… Ooooh… Oddio… Sì….» Luca vide la schiena di Camilla scossa da alcuni brividi mentre gemeva sempre più forte e sempre più acuta, i capelli biondi oscillavano e di colpo si adagiò sopra il petto del ragazzo, ansimante e apparendemente esausta, drenata. Lui la abbracciò dolcemente, le baciò la fronte – o la guancia, era difficile da definire dalla posizione di Luca – e si goderono quel momento di piro amore.
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