Mi chiamo Luciana, ho 42 anni, sono una bella donna, alta, bionda, occhi azzurri, quarta di seno, fianchi ben modellati, un bel culo alto e prominente, posto al culmine di un paio di cosce ben tornite. Sono una troia e lo sono sempre stata; a me il cazzo è piaciuto da sempre. Ho fatto la zoccola ogni volta che ne ho avuta l'occasione e, quando è stato il momento di scegliere un marito adatto a me, ho sposato Giacomo, figlio di un ricco industriale che ha provveduto ad ogni mia esigenza. Conduco una vita molto soddisfacente, economicamente sono tranquilla perché lui provvede ad ogni mia necessità, tranne nel sesso. Giacomo infatti non è mai stato un vero maschio da letto, anzi... ha una dotazione che, definirla minima, è già un merito e, soprattutto, scarsa resistenza. All'inizio era un po' preoccupata allorché mi capitava di cornificarlo, ma poi, man mano, mi è stato chiaro che lui avesse capito di non esser in grado di soddisfare la mia spiccata voglia di maschio e così, lentamente, ha accettato il fatto che potessi soddisfare le mie voglie con chi mi intriga. Su una cosa, però, con lui sono stata estremamente onesta: le nostre figlie. Per ben due volte, mi sono fatta ingravidare da lui; riconosco che non è stato molto difficile a far sesso con lui nei giorni fecondi e, poiché veniva rapidamente, devo dire che non è stato neanche un gran sacrificio. Al di là di questo, ogni volta che ho preso cazzi, lui lo ha sempre capito, ma non ne ha mai fatto un problema. Tra i tanti maschi con cui son stata, non l'avevo mai fatto con un black! Per fortuna, le cose sono cambiate quando, giorni fa, ero in coda dal benzinaio per far il pieno alla mia auto. Purtroppo non sono mai stata capace di servirmi del self service e quel tipo di “pompe”, dove bisognava districarsi tra pistole e tubi; ho sempre preferito cazzoni dai 20 centimetri in su. Di punto in bianco, ho visto arrivare un ragazzo, forse ventenne, nero come la pece, ma con due occhi chiari sconvolgenti, labbra carnose, fisico possente e munito di spalle enormi. Un vero spettacolo della natura che, ho notato, fissava le mie cosce con molto interesse ed io, da perfetta troia, gliele avevo spalancate sotto gli occhi, per dargli la possibilità di rimirare il mio sottile perizoma, che faceva capolino dalla mia minigonna. Il nostro è stato un semplice scambio di sguardi sufficiente a farmi rivolgere a lui in maniera alquanto civettuola. «Salve, me la riempie tutta per favore? Ehm, volevo dire, potrebbe farmi il pieno?»In risposta a quella mia frase, di certo fin troppo sfrontata, lui ha sorriso in maniera ambigua e, prontamente si è infilato all'interno della vettura per prender le chiavi e, mentre lo faceva, ha fatto in modo da sfiorare la mia mano; il tutto è servito a provocarmi un brivido di eccitazione. Cazzo! Un maschio come quello era stato capace di farmi già bagnare in maniera incredibile?! Lo osservavo e notavo che, oltre ad avere un corpo da favola, aveva un suo certo non so che di selvaggio. Lo guardavo con insistenza e non riuscivo a staccar gli occhi da lui, che stava impugnando con forza la pistola per riempir di carburante la mia vettura; per un attimo, ho chiuso gli occhi ed ho immaginato che un maschio, bello e possente come lui, tenesse il suo bel cazzone in mano per riempir la mia figa, dopo averla penetrata a lungo e fatta godere all'impazzata. Quando ho riaperto gli occhi, non ho potuto far a meno di notare un notevole rigonfiamento che si era formato sui suoi pantaloni e, così, son scesa dalla macchina e mi sono messa a parlare con lui del più e del meno. Finito il rifornimento, mi ha invitato a seguirlo all'interno dell'ufficio per il pagamento. Naturalmente ho accettato subito e già speravo in qualcosa di più. Appena entrati nel piccolo locale, lui si è girato e sfoggiando un sorriso davvero invitante, mi ha espresso dei complimenti. «Signora, lei ha degli occhi bellissimi e.... sono così belli che riescono a sedurre un uomo molto facilmente.» Ho sorriso e mi sono avvicinata a lui, l'ho guardato con occhi da maliarda. «Ascolta, ragazzo... con me non c'è bisogno di usare tante smancerie. Sentiamo cosa c'è qua sotto!» Ho stretto con forza il suo pacco ed ho sentito qualcosa di veramente notevole tra le dita e, senza esitazione, mi son inginocchiata, ho sbottonato rapidamente i suoi pantaloni e ho estratto un lungo cilindro di carne nera, di uno spessore davvero notevole. «Wow! Questo sì che si può definire veramente un bel cazzo!» È rimasto sbalordito dalla mia azione così repentina e, prima ancora che avesse il tempo di dire qualcosa, avevo già preso a succhiare e leccare quel meraviglioso membro, che sembrava diventar ancor più grosso, ad ogni passaggio della mia lingua. Per un attimo è rimasto un po' indeciso. «Oh no... signora, ecco io... voglio dire: potrei esser licenziato se... al diavolo! Dai, bella troia bianca, succhiamelo! Sei proprio una gran troia!» Per un attimo, son rimasta un po' stupita nel sentirmi definire “troia bianca”, anche se, in effetti, è questo che sono, ma nessuno mi aveva mai apostrofato evidenziato in quella maniera. Ho preso a succhiarlo come se non ci fosse un domani e lui ha continuato a godere. «Sei una zoccola! Una gran vacca che, magari, a casa avrà un marito cornuto, che nemmeno si rende conto di che razza di puttana sei!»Mi è venuto da ridere a pensare che aveva indovinato tutto, tranne il fatto che avevo anche due figlie già belle grandi e già due rinomate zoccolette! Mi ha appoggiato una mano sulla testa ed ha preso a scoparmi la bocca; poi, d'un tratto è rimasto immobile e mi ha sborrato in bocca. Mi ha riversato dentro una copiosa quantità di crema, alquanto speziata che ho ingoiato interamente senza perderne una sola goccia. Dopo averlo ripulito per bene, mi son alzata ed ho sorriso. «Sei stato fantastico! Credo che tornerò ancora per farmi fare " il pieno ".» Lui mi ha sorriso, ho pagato e me ne sono andata. A posteriori, ho considerato che era stato davvero un peccato non essersi goduta una bella scopata con quel black. Passano una decina di giorni e, in occasione del compleanno di Angela, la più giovane delle mie figlie, abbiamo organizzato una festicciola con i suoi compagni di scuola per i suoi diciotto anni e, poiché è all'ultimo anno delle superiori, ha invitato diversi amici ed amiche, a festeggiare nel nostro giardino. Son rimasta piacevolmente sorpresa nel vedere che tra i suoi compagni di scuola c'è un giovane ragazzo di colore, dal fisico abbastanza prestante; vedo che, sia Angela che Luisa, sua sorella, ridono e scherzano con lui e, in più di un'occasione, ho potuto notare come tutte e due le mie figlie si sono strofinate addosso a lui, come due gatte in calore. Un po' incuriosita, me lo son fatto presentare per parlare un po' con lui. Ho visto che lui mi ha dato subito una bella occhiata, mentre mi stringeva la mano. «Piacere signora, sono Alvin.» Ho visto che mi ha guardato con interesse e poi è stata Luisa che gli ha fatto una domanda e mi ha fatto capire una cosa importante. «Allora, Alvin, domani sera, in discoteca, c'è anche Brian tuo fratello?» Lui ha risposto in maniera affermativa ed io ho guardato mia figlia; lei mi ha spiegato che Alvin ha un fratello più grande, che lavora presso un distributore lungo la tangenziale. In quel momento, ho immaginato che forse stava parlando dello stesso black, a cui avevo succhiato il cazzo. Per tutto il resto della festa i ragazzi hanno riso, ballato e si son divertiti; ho visto che, in più di un'occasione, Angela si è stretta con forza contro Alvin. Ho notato che anche il ragazzo era munito di un bel pacco e, sebbene tenessi d'occhio mia figlia, d'un tratto mi son resa conto che era sparita insieme al ragazzo. In maniera alquanto discreta, ho girato casa e, dalla sua camera, ho sentito provenire gemiti di piacere; così mi è bastato uscire sul terrazzo ed ho visto mia figlia inginocchiata sul letto, che si faceva scopare da dietro, da quel ragazzo che le infilava dentro un grosso randello nero; ho subito avvertito una forte eccitazione, che mi ha fatto bagnare il perizoma. Se l'è scopata per una buona ventina di minuti e, quando lo ha tirato fuori, lei si è inginocchiata e, con estrema bravura, gli ha preso in bocca quel grosso membro e si è fatta sborrare in gola, senza perder una sola goccia del suo sperma! Mentre la guardavo, non ho potuto far a meno di masturbarmi; avvertivo forte il desiderio di accogliere dentro di me un membro di quelle dimensioni, così grosso e possente. Quando son tornati alla festa, ho pensato di prendere il ragazzo per mano e farmi dare una buona spazzolata, ma mi è pervenuta una telefonata da mia madre, che mi ha tenuto in conversazione con lei per circa una ventina di minuti. Quando son tornata a cercare il ragazzo, ho visto che non c'era più in mezzo agli altri; ho notato che anche Luisa era sparita e, infatti, li ho visti tornare dopo qualche minuto. Mi è stato chiaro che anche Luisa, al pari di Angela, si era fatta sbattere da lui; e che cazzo! Ora era troppo tardi, tra poco la festa sarebbe finita e…. io avevo proprio voglia di cazzo! L'occasione però si è presentata in maniera imprevista. Quando quasi tutti gli amici se ne sono andati, Angela mi ha chiesto una cortesia. «Mamma, Alvin avrebbe bisogno di un passaggio e.... ti dispiacerebbe accompagnarlo?» Le mie figlie non sono ancora munite di patente, perché, anche se Luisa è più grande, aveva deciso di aspettare i 18 anni di Angela per andare insieme alla scuola guida e così, questa loro carenza, si è rivelata utile per me: l’occasione che aspettavo, mi era stata fornita su un piatto d'argento. Ho accettato e, poco dopo, ero in auto con lui; gli ho chiesto dove abitava e lui mi ha indicato una zona della periferia; mentre guidavo, ho fatto in modo che la mia gonna si alzasse di parecchio; ho notato con quanto interesse Alvin mi guardava le cosce. Ho notato che stava fissando anche le mie mutandine e così mi son girata verso di lui. «Sembra che tu sia rimasto affascinato da qualcosa!» Mi ha guardato per un attimo e poi ha abbassato lo sguardo. «Sì, signora, io... ecco vede: lei è molto bella e io... voglio dire...» Ho visto che era in imbarazzo, così ho provato a cambiar discorso. «Mia figlia mi ha riferito che hai un fratello che lavora in un distributore lungo la tangenziale; mi spiegheresti con esattezza qual è?»Lui è stato prodigo nello spiegarmi con esattezza qual era la stazione di servizio e così ho capito chi era suo fratello; gli ho chiesto se adesso era in casa e lui mi ha risposto in maniera affermativa. Quando siamo giunti davanti alla sua abitazione, lui mi ha ringraziato per averlo accompagnato, ma io, di rimbalzo, gli ho chiesto se poteva offrirmi un caffè! Ho visto che mi ha guardato un attimo perplesso, ma, subito dopo, mi ha risposto che sarebbe stato molto felice di farlo. Appena siamo entrati nel piccolo appartamento, ho notato che era pulito ed ordinato; Alvin, appena entrati, ha chiamato Brian, che è uscito dal bagno ed era nudo, ad eccezione del fatto che aveva un asciugamano allacciato alla vita. È rimasto stupito nel vedermi ed il ragazzo ha spiegato a suo fratello chi ero e che cosa ero venuta a fare; lui ha sorriso e si è avvicinato a me. «Lascia perdere Alvin, che la signora, più che un caffè, preferisce del latte appena munto!» Mi sentivo così eccitata e mi stavo bagnando al punto da sembrare stessi facendo la pipì, per quanto mi colava la figa! Lui si è avvicinato, ha sorriso, ha lasciato cadere l'asciugamani e poi mi ha abbracciato forte, ha sollevato la minigonna e le sue mani si son appoggiate sul mio culo, mentre la figa, ancora coperta dal perizoma, veniva compressa dal contatto di quel grosso membro, diventato immediatamente un palo dritto e duro! «Dai, maiala, prendilo in bocca, che adesso te lo faccio sentire tutto, fin dentro lo stomaco!» Mi son abbassata ed ho preso a leccare quell’enorme randello; d'un tratto ho sentito qualcosa premere contro la mia guancia e, nel girarmi, ho visto che c'era anche il cazzo di Alvin che era in attesa della mia bocca. «Accidenti, Brian, questa è più troia delle sue figlie! Quelle due puttane mi hanno svuotato le palle per tutto il pomeriggio!» Ero una cagna in calore, affamata di cazzo e non ho esitato un attimo a prendere in bocca anche il suo, che era leggermente più piccolo, ma non più corto. Li ho passati tra le labbra per una buona decina di minuti e poi, d'improvviso, mi hanno sollevata, spogliata nuda e mi hanno disteso sul letto; immediatamente hanno preso ad infilarmi quelle grosse mazze dentro i miei buchi. All'inizio, avevo Brian nella figa ed Alvin in bocca, poi Brian si è sdraiato, mi ha fatto a cavalcioni su di lui e, poco dopo, ho sentito Alvin che mi penetrava il culo: vi assicuro che non è stato per niente facile, sostenere l'attacco di quei due mandrilli! Lui ovviamente era molto eccitato all'idea di scoparmi insieme a suo fratello.«Accidenti che troia! Fratello, questa è una zoccola fantastica! Più troia delle sue due figlie messe insieme! Pensavo di scopare loro due insieme a te, ma fare una doppia con questa puttana è piacere ai massimi livelli.» Mi hanno pompato bene ed a lungo, facendomi godere un orgasmo dopo l'altro, senza soluzione di continuità e, tra l'altro, si sono anche scambiati i buchi, facendomi ritrovare allungata su Brian, con il suo cazzo nel culo, mentre Alvin mi scopava la figa con colpi sempre più possenti. Credo che mi abbiano montato per una buona mezz'ora; poi, alla fine, mi hanno sborrato in faccia, trattandomi da troia e mandandomi ai matti proprio per questo. «Tieni maiala, prendila in faccia! Sei una zoccola, una puttana, una troia tutta da coprire di sborra e sfondare in ogni buco!» Che sensazione meravigliosa! Li ho succhiati e puliti alla perfezione, poi mi son data una calmata, mi son ricomposta e quando sono uscita, Brian mi è venuto vicino. «Ho voglia di scoparti ancora; sei una gran troia e mi piace molto la disinvoltura con cui accogli dentro di te i nostri cazzi!» Naturalmente l'ho rassicurato, ponendo come unica condizione, che la faccenda doveva restare tra noi, impedendo che le mie figlie ne venissero a conoscenza. Naturalmente lui ha accettato e, all'oggi, una o due volte a settimana, lo vado a trovare e mi faccio sfondare ogni buco; lui mi ha riferito che anche le mie figlie, una o due volte a settimana, entrano nel letto insieme a loro e si fanno sbattere alla grande. «Sono due vere troie, ma ancora non hanno l'esperienza e la grande resistenza che possiedi tu! Sei davvero una gran puttana!» Mi son sentita orgogliosa, soddisfatta ed ho notato che anche a Brian piace molto scopare con me, per poi riempirmi e rispedirmi a casa, piena come un bignè. Questo sì che è piacere!
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Aggiunto: 12 ore fa
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