Io, Enzo. Lei, Giovanna, per gli amici Giovy.Cinquantaquattro anni, milf dei paesi vesuviani, bionda, culo da paura e due labbra carnose da vera troia. Le tette erano piccole, appena una seconda, ma non importava. Con un culo così e una bocca del genere si poteva perdonare tutto.Un amico di vecchia data mi aveva passato il suo contatto Facebook. «Contattala, Enzo. Rientri nei suoi gusti. Massimo una settimana e te la chiavi.»Aveva ragione.Dicembre 2022. Ci aggiungiamo. Una settimana di chat sempre più sporche e ci diamo appuntamento a casa sua, domenica sera, verso le sette.Mi preparo come si deve. Mi depilo cazzo, palle e buco del culo. Voglio essere pulito, liscio, pronto.Arrivo a casa sua con il cazzo duro solo a pensare.Lei mi apre la porta.Pizzo nero, tutto tirato, coda alla schiava, trucco pesante, labbra lucide. Non dice quasi niente. Mi guarda, sorride e mi fa entrare.Due passi e siamo già in camera da letto.Mi spoglia senza fretta, ma senza esitazione. Quando tira fuori il mio cazzo lo guarda un attimo, lo pesa in mano e mormora:— Mmm… proprio come mi avevano detto.Si mette in ginocchio e me lo prende in bocca.Dio.Il bocchino di Giovy era di un altro livello. Profondo, umido, ritmato. Lingua che girava, labbra che stringevano, gola che si apriva. Mi guardava mentre mi succhiava, gli occhi lucidi, le labbra carnose che si allungavano intorno al mio cazzo.Mi ricordava Gilda, una mia ex Troia, quella che fino a quel momento era stata imbattibile. Ma Giovy… Giovy era pure meglio. Più porca, più esperta, più affamata.La lascio fare finché non sento di essere vicino. La fermo, la alzo e la butto sul letto. Le tolgo il pizzo. Il culo è ancora più bello di quanto immaginassi: tondo, sodo, pieno. Le tette piccole ma sode, con i capezzoli già duri.La metto a pecora e le lecco la figa da dietro, poi le lecco anche il buco del culo. Lei geme basso e spinge indietro.— Mettilo… mettilo dove vuoi…Entro prima nella figa. Calda, stretta, bagnata. La scopo forte, tenendola per i fianchi, guardando quel culo che ondeggia a ogni spinta. Poi esco, le metto un po’ di saliva e di succo intorno al buco e ci provo.Lei si rilassa e mi lascia entrare. Piano all’inizio, poi sempre più a fondo. Il culo di Giovy è sfondato, caldo, perfetto. La prendo con forza, le do schiaffi sulle chiappe, le parlo sporco.— Ti piace questo cazzo nel culo, puttana? — Sì… sì… sborrami dentro…E lo faccio.Le sborro nel culo, profondamente, tenendola ferma mentre le scarico tutte le palle dentro.Non finisce lì.Lei si volta, mi pulisce il cazzo con la bocca, ancora caldo e sporco, e me lo ridiventa duro.La seconda venuta arriva nella sua gola. Me la prende tutta, senza tirarsi indietro, e ingoia tutto con gli occhi chiusi di piacere.La terza, un’ora dopo, di nuovo nella figa. Lei mi monta a cavalcioni, il culo che cavalca il mio cazzo duro, le tette piccole che ballano, e quando vengo le riempio di nuovo.Due ore. Tre sborrate. Bocca, culo e figa.Quando finalmente ci fermiamo siamo sudati, appiccicati, il letto un disastro. Lei mi sta ancora con la testa sul petto, le dita che giocano con il mio cazzo ormai svuotato.— Torna pure quando vuoi — mormora.Io non rispondo. Le accarezzo il culo e penso che, di puttane così, nei paesi vesuviani e non, ce ne dovrebbero essere di più.Magari saremmo tutti un po’ meno esauriti e nevrotici.
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Aggiunto: 15 ore fa
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