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Il mio primo grande amore, che bello esser giovani

Il mio primo grande amore, che bello esser giovani

Da completi sconosciuti a compagni di banco, poi qualche limonata in gita sul lago di Como ma nulla di più. Eravamo giovani, io 16 lei 18. Bella, capelli neri corvino e occhi verdi, occhi truccatissimi come andava in quel periodo e jeans a vita bassa che facevano da cornice ad uno dei fondo schiena più belli della scuola. Ho passato tanto tempo a guardare i suoi piccoli seni raccolti in un reggiseno imbottito, il suo sedere perfetto e la sua bocca carnosa e tutta da baciare. Avevo preso l'abitudine di aspettare assieme a lei la corriera che l'avrebbe portata a casa, lontana da me. Aspettavamo seduti sui gradini di una scalinata nei pressi della stazione. Uno di quei giorni tra sigarette ed album su mp3 ci siamo baciati, facendoci correre le mani addosso, con un desiderio feroce degno di quegli anni. Io la eccitavo toccandole i capezzoli sotto la maglia, spostando il reggiseno. Lei ansimava quando lo facevo, la sento ancora con la lingua nella mia bocca mentre il respiro dal naso diventava più frenetico. Le mie mani sono scese e goffamente l ho toccata sulla fica sopra i jeans. Dopo qualche minuto di tortura e desiderio ci siamo decisi a dover concludere in qualche modo il pomeriggio. Dovevamo farlo. Io non avevo mai avuto una donna, ma la teoria non mi mancava. Andammo alla stazione delle corriere, i bagni pubblici erano interrati, sempre puliti e mai puzzolenti. Entrammo assieme in quello degli uomini e scegliemmo una cabina. Riprendendo esattamente da dove avevamo lasciato, le sfilai i pantaloni e notai con piacere che indossava un perizoma, le feci fare una giravolta ammirando quello spettacolo, poi la ribaciai infilandole le dita tra le gambe. Ricordo ancora come fosse bagnata. Le sollevai la maglia ed il reggiseno esponendo i suoi bianchi seni, leccai avidamente entrambi i capezzoli mentre la masturbavo. Lei ad un tratto sciolse i miei jeans e mi calo in un sol colpo pantaloni e mutande. Era la prima volta che mi trovavo esposto ad una donna. Lei rimase piacevolmente sorpresa, si chinó in squat, e inizio a prenderlo in bocca, guardandomi intensamente negli occhi e mugugnando quando esagerava abusando ingordamente della sua gola. Io ero eccitato ed affascinato da ciò che stavamo facendo. Indossai il preservativo e la presi in braccio appoggiando con la schiena al muro. Lei con una certa esperienza, appoggio il cazzo appena all'ingresso della sua fica e iniziò già a godere dal primo centimetro. Appena entrai dentro di lei il mio mondo cambiò. Iniziai a scoparla tenendola in braccio, ascoltavo i gemiti uscire dalla bocca ad un paio di centimetri dal mio orecchio. Abbassavo lo sguardo e vedevo i suoi piccoli seni fremere, più giù vedevo il mio cazzo entrare su di lei, la mia presa sui suoi gutei si fece più forte ed iniziai ad avere un ritmo stabile ma intenso, penetravo deciso ed estraevo piano. Proseguimmo una decina di minuti dopodiché avemmo un orgasmo, intenso, fortissimo, da far tremare ad entrambi le gambe. Dopo le coccole di rito la accompagnai alla corriera, rimanemmo abbracciati fino all'ultimo. Che bello scopare da giovani
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