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1° Parte Ragazzo della compagnia Gay

1° Parte Ragazzo della compagnia Gay

Ciao. Vi volevo raccontare quest’altra occasione avuta. Credo che avessi 20 anni se mi ricordo bene e come tutti si forma una compagnia di amici e amiche. Tra questi cera un ragazzo gay di 18 anni. Carissimo amico, come tutti, nessuno di noi aveva pregiudizi anche perché cerano anche delle lesbiche nella compagnia. Quindi come dico siamo tutti esseri umani, l’orientamento è una cosa personale. Comunque, passo a raccontarvi. Come sempre dopo il lavoro ci trovavamo tutti alla baracchina in compagnia. Lo chiamo “Francesco”, frequentava da un anno un ragazzo ed era molto felice, ma come si sa qualcosa è andato storto e si lasciarono. Francesco si era chiuso in sé stesso e non usciva di casa e voleva farla finita, nonostante tutti noi lo chiamavamo e lo andavamo a prendere a casa sua. Ma anche con la forza lui non voleva uscire. Dispiaciuto una sera andai a casa sua e mi apri sua madre e come al solito lui era l’ha sul letto che piangeva. Entrai in camera e mi sedetti vicino al lui implorandolo di uscire con me ma lui disse di no. Allora usai un altro metodo più dolce. Mentre gli chiesi cosa fosse successo e se mi spiegava mi sdraiai insieme a lui abbracciandolo e più precisamente io ero semi seduto sul letto e lui era supino con la sua testa sul mio ventre. Io piano piano gli accarezzavo i capelli mentre lui cominciò a sfogarsi e piangeva. La questione in definitiva era che il suo compagno era autoritario e quello che voleva Francesco doveva eseguirlo pretendeva sempre di più e se non lo avesse fatto bene lo sarebbe schiaffeggiato, ma lui era talmente innamorato che sopportava tutto. Mi disse anche che una volta erano in macchina in autostrada e mentre lui guidava a velocità sostenuta l’aveva costretto “Francesco” a fargli un bocchino tenendoli la testa abbassata sul suo gioiellino duro fino a venirgli in bocca. Ma l’ultima volta voleva fargli il culo ma lui essendo vergine aveva paura e gli disse di no lo massacrò di botte e si allontanò da lui. Poi si allontanò da lui. Lo feci girare con la testa verso di me per guardarlo in faccia per parlargli e ricordo che gli spiegai che sono cose che capitano, però non sempre si trovano le persone giuste, fanno male al cuore ma devi essere forte e vedrai che prima o poi troverai un altro ragazzo che ti rinnamorerai di nuovo. In quel frattempo non so forse il peso e il movimento della sua testa mi fece addrizzare il mio gioiellino (anche perché mi ero tutto preparato per la serata, sapevo che c’era l’occasione quindi avevo i pantaloncini e niente sotto). Lui se ne accorse ma non disse nulla. Ma io birichino, vedi lui è si è eccitato. Rimase dispiaciuto. Non capisco tu essendo etero come fa ad addrizzarti con un amico gay. Così colsi la palla al balzo e mi tolsi la maglietta restando a petto nudo mentre si notava il gioiellino duro dentro i pantaloncini che lui fissava. Preoccupato mi disse “no stai attento di là ci sono i miei genitori e mia sorella” (so di avere fatto una cosa cattiva nei suoi confronti) ma i tuoi sanno che sei gay e lui rispose di sì. Allora va a chiudere la porta a chiave, intanto io ero lì in piedi con il gioiellino duro e ricordo che gli chiesi di abbassami i pantaloncini se voleva. Ti concedo di fare tutto quello che vuoi con me. Lui mi rispose che non poteva perché io ero etero e lui gay, ma io risposi che non era questione di orientamento. Mi venne vicino e titubante mi sfilò i pantaloncini rimanendo stupito perché vide uscire il gioiellino duro e non avevo gli slip ma soprattutto mi vide completamente senza peli. Lui vedevo che si toccava il suo allora gli chiesi di spogliarsi. Fisico asciutto senza peli (un po’ sul petto, ma un cespuglio nel gioiellino) era magro ma soprattutto era anche un bel ragazzo anche alto mi superava me che sono 180 cm. Io logicamente guardai bene il suo gioiellino, niente male un ciuffo di peli neri nel petto ma hai un cespuglio nel gioiellino e quel tubino sottile di 10/12 cm circa e quelle due palline sode. Mmm. Lui mi disse: perché non avevo gli slip e i peli li e mi ricordo che gli risposi: mi sono dimenticato di metterli e i peli non gli ho mai avuti e mi sarebbe piaciuto che anche lui non avesse i peli per ammirare meglio il suo gioiellino. Mi venne vicino chiedendo se potesse toccarmelo e io gli risposi è tuo fai quello che vuoi e cominciò a prenderlo in mano masturbandomi, ero contento perché ero riuscito a distrarlo dai suoi pensieri e volevo fargli passare una serata serena con il sesso. Però non mi disse come era il suo gioiellino. Lo scopri dopo. Ci sdraiammo sul letto. Si mise con la testa sulla mia pancia e comincio a lavorarmelo con la bocca, mentre io con la mano gli toccavo e le sue palline e gioiellino e sentivo che si addrizzava, ero talmente eccitato che non mi ci volle molto a venire aveva una bocchina calda e una lingua favolosa. Poi si alzo verso di me in ginocchio sul letto. Uno spettacolo il suo gioiellino non era grosso ma lungo sembrava un tubo un tutt’uno con asta e glande, cioè il glande era della stessa circonferenza, mi accorsi che gli arrivava all’ombelico, quindi 20/22 cm di lunghezza sicura. Presi la polaroid che me l’ero portata con me e gli feci delle foto e lui le fece a me, logicamente quelle che me lo aveva infilato tutto in gola e nel culo se le tenne lui. (Guarda le foto sul mio album dove viene scritto Matteo e Francesco per farti capire come era una bella carota lunga e dritta) a quel punto lo ribaltai a pancia in su sul letto e lo presi in mano, Poi gli dissi di chiudere gli occhi e di lasciarmi fare qualsiasi cosa succeda. E così fece. Era la mia più grande occasione d’oro. Cominciai a smanettarlo lentamente per poi cominciare a succhiargli e leccargli le palle per poi andare oltre. Lui sentivo che ansimava dal piacere oltre al suo gioiellino che pulsava e mi disse che non capiva come facevo questo. Mi disse che non so cosa mi stia succedendo. Ma io cominciai a prenderlo in bocca fa feci fatica a spingermelo in gola, piano piano cominciò a entrare e a scendere in bocca andando avanti e indietro ma non era entrato del tutto solo una metà riusciva a entrarmi in bocca sentivo il suo gioiellino che pulsava e sbrodolava in continuazione tanto che dovetti deglutire molte volte. Lui non ragionava più era talmente eccitato che il suo gioiellino pulsava come un orologio, poi arrivò il momento che mi sborrò in bocca, sentivo i suoi getti caldi che scendevano giù. Una goduria. Devo dire che in quel momento anche io non capivo più niente ero drogato dal piacere immenso ma stavo godendo come una troia tanto da pensare di farmelo sbatterlo dietro. Comunque, soddisfatti ci pulimmo, vestimmo e io gli dissi di non mettersi i boxer, lui disse che non riusciva a uscire senza boxer perché aveva paura che si vedesse ma soprattutto se si addrizzasse avrebbe passato una vergogna con la gente. Io gli risposi che se succedesse stai tranquillo che la gente lo ammirerebbe, poi io birichino gli dissi non ti preoccupare se ci sono io te lo calmo subito. Si infilò i pantaloncini senza boxer e gli dissi vedi che non si nota nulla si intravede solo leggermente la sagoma. Dopo circa due ore in quella stanza uscimmo e davanti alla porta trovammo sua madre che era felice vedere che suo figlio stava uscendo con me. Io gli risposi basta parlare e capire il problema e convincerlo a riprendersi la sua vita, cosa che ho fatto (!!!!!!!!!!). Usciti lo portai in baracchina con la mia macchina dove c’era la compagnia. Nel tragitto gli misi la mano dx sulla sua coscia e gli dissi che non doveva dire niente a nessuno di quello che avevo fatto. I miei amici/che sapevano del mio vizietto ma lui no, ma gli dissi anche se ci fosse stata un’altra volta gli avrei raccontato quello che facevo e avevo fatto. Una cosa che precisai è che non si doveva innamorare di me perché la cosa non era fattibile, (Intanto la mano scivolava giù raggiungendo il suo gioiellino) Lui esclamò che fai. E io gli dissi se avesse voluto fare un’altra serata come quella non ci sarebbe stato nessun problema bastava chiederlo. E gli confessai che avendo visto il suo gioiellino duro mi era venuta la voglia di farmelo mettere nel culetto e di riuscire a ingoiarlo tutto. Lui ci rimase e mi ridisse la frase “non ti capisco sei etero e sei venuto a letto con me e hai fatto sesso attivo e passivo bevendo anche la sborra. Ma tu cosa sei”.Io gli risposi “la prossima volta che saremo soli io e te ti dirò cosa sono. E lui rimase con quel pensiero. Lo so sono sempre stato un monello ho sempre lasciato la pulce in modo da avere un'altra occasione. Ciao MatteoBo. SEGUE 2° PARTE
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Commenti · 2

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Immagine di protezione
0 +1 -1 roberto39 2 giorni fa

«I miei complimenti tesoro quanto sarei onorato di poter provare questi piaceri con te ❤️❤️❤️»

fotografie assenti
0 +1 -1 Anonimo 2 giorni fa

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