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Quando ho cornificato R. per colpa sua

Quando ho cornificato R. per colpa sua

Più di dieci anni fa ero ancora in una fase della mia vita nella quale credevo nella relazione di coppia, e avevo una ragazza fissa. Questo che state per leggere è il racconto sulla storia che mi ha fatto capire che tutto ciò non faceva per me; prima ancora di provare il gusto di andare con donne già impegnate/sposate, ho provato la sensazione del mettere le corna alla mia compagna…Più di dieci anni fa, dunque, la mia compagna (R.) mi convince a seguire un corso insieme, di cosa non è importante. Si sta seduti in classe due volte a settimana, i posti sono fissi, ci sono tante ragazze un po’ di ogni età, ma comunque tutte da post università in poi. Il corso dura mesi, ma dopo qualche settimana R. mi fa delle battute tra il finto incazzato e il geloso, lei donna del sud: - Se quella cretina di Lucia (nome di fantasia) continua a provarci con te, la picchio!Io resto completamente basito, non immagino neanche di cosa stia parlando.- Tu non ti accorgi mai di niente, ogni volta che fai un intervento lei si gira, fa gli occhioni e si mette a ridere ‘sta grandissima zoccola!- La gelosia ti fa vedere cose che non esistono. Provo a farci caso nelle lezioni successive, sì è vero, si gira e ride quando parlo ma non mi sembra niente di che… E peraltro non avendo confidenza con lei nessuno di noi due, Lucia non sa che stiamo insieme. Le ultime due settimane del corso sono dedicate ai saggi finali, vengono svolti da gruppi di tre persone e il destino vuole che io venga inserito nello stesso gruppo di Lucia insieme a un altro ragazzo abbastanza più grande, studioso e molto serio. R. la prende male ma non può farci nulla, a me la situazione fa ridere perché continuo a essere sicuro che sia tutto solamente nella sua testa.Così un pomeriggio ci diamo appuntamento in un’aula dell’università anche se nessuno di noi è più studente, perché facilmente raggiungibile con la metro. Non è periodo di lezioni, l’aula è vuota e possiamo stare da soli quanto vogliamo. Lucia non è bella in senso classico, ma a guardarla bene può sicuramente fare sesso: altezza media, labbra carnose da siciliana quale è, capelli castani, viso tondo perché la ragazza è in carne, ha infatti fianchi pronunciati, cosce un filo troppo grosse e un grosso culo con una terza di seno. Ha intrapreso una brillante carriera post laurea in giurisprudenza tra dottorandi e master vari che la porta ad avere un’aria un po’ snob che effettivamente aiuta solo a farti drizzare più il cazzo. Prima delle annotazioni di R., invece, per me era solo una ragazza non particolarmente bella del corso. Potere della mente…Quel pomeriggio Lucia è vestita in modo assolutamente normale, jeans e t-shirt aderente e un po’ scollata. Ci sediamo noi tre vicini con me in mezzo e lei alla mia destra; mentre l’altro ragazzo inizia a illustrare delle cose io appoggio il mio braccio destro sul banco e oriento la testa verso il quaderno di lui a sinistra, non guardo quindi Lucia che per sporgersi decide di poggiare tutta la testa sul banco, lasciando cadere la scollatura delle sue tette completamente sul mio avambraccio nudo. Lo avvolge completamente, sento le sue tette pienamente sulla mia pelle e a un tratto capisco che R. aveva ragione su tutto, che sono veramente un ingenuo, e che ora sono in imbarazzo mentre quell’altro dorme e non si accorge di niente e lei continua a massaggiarmi il braccio con le tette. Penso che è davvero una gran zoccola travestita da donna in carriera e intellettuale, disposta a tutto per avere il cazzo di uno che le piace, magari anche fidanzato. Con tutti questi pensieri nella mia testa il cazzo mi diventa di marmo, non posso fare nulla, è una sensazione da impazzire, sono immobilizzato con il braccio tra le sue tette e di là ho l’altro tizio.Decido di aspettare la fine di questo incontro, ma il terzo incomodo che invece chiede una pausa per andare in bagno mi fa gioco. Esce dall’aula, io con ancora le tette addosso inizio a muovere il braccio come se dovesse farmi una spagnola, mi giro, lei è rossa, fa per girarsi dall’altra parte ma allora le tolgo il braccio dalle tette e la blocco e la giro verso di me. A quel punto col braccio sinistro le metto spudoratamente la mano sul seno, lei è rossa ma ora non di vergogna, di voglia.- ti piace provocare eh?- no… no…- oh sì, ti piace provocare… meglio con i ragazzi fidanzati- no no, che ne so che sei fidanzato…- lo sanno tutti che io e R. stiamo insieme- no, giuro non lo sapevo. Scusa. Continuo a palparle il seno con la sinistra e le metto la mano destra in mezzo ai jeans, li sento umidi, lei è viola di voglia ma l’altro compagno può entrare da un momento all’altro, così mi fermo, la lascio così vogliosa, mi avvicino al suo orecchio e le sussurro: zoccola…Terminiamo l’incontro tutti insieme e ognuno va per la propria strada, io ho necessità di farmi almeno una sega, sto impazzendo da due ore… ma trovo subito sul telefono non so quante chiamate di R così mi preoccupo che possa essere successo qualcosa, ma quando la chiamo scopro solo che voleva controllare, ma quanto ci avete messo, ecc. Capisco che era impaurita di gelosia, le dico che abbiamo finito ora, che abbiamo lavorato molto, e che anche lei col suo gruppo avrà finito da poco… Mi chiede di vederci e poco dopo cena capisco la sua esigenza, voleva controllare se avessi fatto qualcosa con Lucia… Così ci appartiamo con la macchina in uno dei nostri soliti posti, ci mettiamo dietro, lei me lo tira fuori, si china e inizia a succhiarlo. Io le abbasso i jeans, mi godo il suo culo e la sculaccio prima di passare a tenerle con forza i capelli per dettare il ritmo del suo pompino. Magari vado contro i miei interessi, ma per dimostrarle che non ho fatto nulla con Lucia decido di venire il prima possibile col suo pompino, senza neanche scoparla. Così inizio con una mano a spingerle forte la testa e con l’altra a tirarle i capelli quasi con violenza, è la mia bambolina giocattolo e so che a lei piace…- ti piace prendere in bocca il mio cazzo grosso eh?-…- rispondi!- mmffsì…Voglio venire il prima possibile, inizio a pensare a Lucia, a io che le abbasso con difficoltà i jeans stretti su quel culo enorme, la metto a 90 sul banco di quell’aula e inizio a farmela da dietro mentre le dico di tutto… aumento ancora di più il ritmo del pompino di R ed esplodo nella sua bocca mentre continuo a tenerle testa e capelli fino all’ultima goccia, per farle prima ingoiare tutto e poi leccarmi per pulirmi la cappella, come piace fare a lei… finalmente soddisfatto la libero, riuscendo così a vedere il suo guardo di estremo piacere. La prendo, la sdraio sopra di me e le provoco un lungo orgasmo con le mie mani.Passata qualche settimana siamo finalmente alla presentazione dei saggi finali, bisogna presentarli come se ci fosse una vera conferenza stampa, quindi anche avere un aspetto presentabile, portare del catering, ecc… Lucia mi scrive se posso darle una mano a portare tutta la roba, chiedendomi di andare a prenderla a casa sua con la macchina. Alla lettura di quel messaggio sento un fremito per le mie palle, e in pochi secondi il cazzo mi si indurisce. Le dico certamente e ci mettiamo d’accordo, mentre a R scrivo che noi del gruppo andremo assieme per portare tutto e ci vedremo direttamente al corso.Così poco dopo mi ritrovo sulla porta di casa sua già aperta dopo aver suonato al citofono, faccio un passo dentro casa e contemporaneamente esce una ragazza molto bella, mi guarda, ride, mi dice “ciao” e se ne va. Era la sorella più piccola.Lucia mi si fa incontro in tacchi e tailleur nero molto eleganti, fuori contesto forse, il suo fisico non sembra l’ideale per quel vestito, ma si è comunque tirata da occasione con trucco e occhiali eleganti.Parla del più e del meno, fa finta di niente, non siamo mai più rimasti da soli da quel giorno e io penso che forse se l’è fatta passare. Poi però inizia a prendere il suo materiale, e nel girare per casa finisce sempre casualmente a passare sempre più vicino a me, fino a sfiorarmi, di lato, davanti… un via vai continuo… inutile dire che il mio cazzo, tanto per cambiare, già non ne può più di rimanere nelle mutande… all’ennesima strusciata la fermo con entrambe le braccia, la giro e le ficco la lingua in gola con lei ben felice di lasciarmi fare. Mentre assaggio la sua bocca metto entrambe le mani sul suo culo enorme e le tiro su la gonna, ma sento decisamente troppa stoffa nelle mutande, le coprono quasi tutte le sue chiappone. Così la stacco da me, le do uno schiaffo deciso in faccia e le dico:- non lo sai che le addrizzacazzi come te non possono mettere mutande così sciatte?- ma sono mutandine norma… non fa in tempo a finire la frase che le tiro un altro schiaffo… no non lo sapevo, scusa.Sentire questa risposta e vedere la sua non reazione mi fa capire che è mia e che vuole esserlo dopo mesi di attesa. La metto in ginocchio davanti a me, mi tiro finalmente fuori il cazzo e glielo sbatto tutto in faccia.- allora adesso fatti perdonare, inizia a succhiare!Senza opporre nessuna resistenza si prende il mio cazzo in bocca e me lo pompa al ritmo che le impongo con la mia mano che le tiene prima la testa, e poi i capelli dalla base della fronte, scombinandole tutta la pettinatura.- sei solo una addrizzacazzi, è vero o no? Le dico prima di toglierle il cazzo dalla bocca per farla rispondere…- sì.- dillo allora che sei solo una addrizzacazzi. - sono solo una addrizzacazzi.- e allora succhia! E glielo rificco in bocca stavolta spingendo ancora di più, voglio sentire la sua gola, portarla ai conati, punirla per averci provato così spudoratamente con un ragazzo impegnato. Lei non fa una piega, le sta piacendo, era quello che voleva anche se forse non lo immaginava così forte. - Vuoi essere la mia troia?, le dico mentre le sbatto il cazzo forte in faccia e sugli occhiali. - sì, risponde senza esitare…Così la prendo, la tiro su e la metto a 90 sul tavolo proprio come avevo immaginato durante quel pompino di R. La gonna è rimasta su, il suo culo è enorme, si vede un po’ di grasso nonostante sia perfettamente teso a 90 gradi. Le abbasso quelle oscene mutandine e le allargo le gambe ben ferme su quei tacchi, con le mani risalgo sulla sua fica, è bagnatissima, gliela tocco un po’ mentre geme di piacere allora prendo il mio cazzo e glielo metto dentro in un colpo solo. A lei scappa un altro “oh” di piacere e prendo a sbatterla forte, quelle sue chiappone che si muovono a ogni mio colpo mi mandano in estasi, inizio a sculacciarla , voglio vedere quel culo farsi sempre più rosso.- sei proprio una gran vacca!Lei non dice nulla, continua a gemere di piacere e anzi allarga un po’ di più le gambe per accogliermi ancora meglio…- Lo sai che solo una grandissima zoccola ci proverebbe così tanto con uno fidanzato per farsi sbattere così? Rispondi!, e le tiro uno schiaffo sul culo ancora più forte. - sì…Con la mano sinistra le afferro nuovamente i capelli mentre con la destra non smetto di sculacciarla, e le giro il volto verso di me.- Dillo che sei una grandissima zoccola!- Sono una grandissima zoccola!, il tutto mentre continua a ad agitarsi per il cazzo che la sta scopando…- Di chi sei la grandissima zoccola?- La tua…- Dillo bene!- Sono la tua grandissima zoccola!Vedere di aver ridotto a oggetto sottomesso questa snob con la puzza sotto il naso e l’aria di superiorità mi fa esplodere dopo averla sentita ammettere di essere la mia zoccola, vorrei sborrare sul suo culone e sporcarle tutto il vestito ma non mi va di sentire le sue lagne e poi, sapendo che sarebbe stata l’unica volta che lo facevamo, volevo punirla ancora di più. Così la faccio girare in ginocchio, le ficco di nuovo il cazzo fino in gola e mi svuoto le palle fino all’ultima goccia, dopo la quale prendo il cazzo e glielo passo su tutta la faccia per pulirmelo.- Sbrigati, che facciamo tardi.Lei si sistema in fretta con un ghigno di soddisfazione, probabilmente contenta per aver fatto mettere le corna a quella compagna di corso così antipatica e indisponente nei suoi confronti.Io e R, senza la quale tutto questo non sarebbe accaduto, ci lasciammo pochi mesi dopo.
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