VIDEO FOTO RACCONTI SCOPA ORA

E all'improvviso ... mia zia!!

E all'improvviso ... mia zia!!

Un ricordo reale di tanto tanto tempo fa. Era a metà degli anni 80 e io allora di anni ne avevo 20 mentre la protagonista, mia zia, la moglie dello zio paterno, ne aveva 42. Lei era una donna molto affascinante, bel volto, statura media, forse un po' rotondetta ma con un gran culo e soprattutto due enormi tette da favola. Sin dall’adolescenza gli dedicai le prime seghe anche perché con me era particolarmente affettuosa, mi stringeva al suo seno morbido, diceva che ero il nipote preferito. Ricordo grazie a lei i primi turbamenti sessuali, quando al ritorno dal mare mi aiutava a fare la doccia per togliere la sabbia credendomi ancora piccolo, mentre qualcosa dentro di me già si smuoveva. Successe così che, compiuto da poco 20 anni, in procinto di partire per il servizio militare, trascorsi le vacanze natalizie in una località di campagna dove i miei genitori possedevano una casa e al piano superiore c'era casa dei miei zii. Per una strana coincidenza, avendo un giorno degli ospiti ma pochi posti letto, mia madre mi propose di dormire per una notte dalla zia, tanto mia cugina non c'era e mio zio era dovuto tornare in città. A me non sembrava vero. Cominciai a fantasticare su come spiarla, su come cogliere il momento in cui si sarebbe spogliata per la notte, come riuscire magari ad approcciare qualcosa, pur sapendo benissimo che si trattava solo di mie fantasie. Entusiasmato dall’occasione, ne parlai subito ai miei amici a cui mai avevo fatto mistero di quanto desiderassi mia zia, che con quell'aria da milf conturbante suscitava pensieri erotici anche in tutti loro.E così i miei amici mi fecero un bello scherzetto!! In genere nelle uscite serali si tirava fino a notte tarda, tant'è che mia zia mi aveva dato le chiavi di casa presumendo che avrei fatto le ore piccole. Da parte mia invece, per non sciupare l'occasione, c'era l'intenzione di rientrare almeno per l'ora in cui lei si sarebbe spogliata per andare al letto, diciamo intorno alle 23 - 23.30. Fatto sta che ogni dubbio venne meno quando i miei amici, intorno alle 21.30, dopo avermi caricato in macchina, invece di prendere la via del locale dove trascorrere la serata mi lasciarono sotto casa della zia spingendomi fuori dalla macchina e gridando nel ripartire di divertirmi e di raccontargli tutto il giorno dopo.A quel punto non potevo fare altro che salire in casa di zia e poi far cosa se lei nel frattempo non fosse rientrata?? Salii le scale, aprii la porta di casa e … sorpresa … trovai la luce accesa e mia zia sul corridoio. Quasi le venne un colpo quando sentì aprire la porta e mi disse: “Tu già qui??? Mi sono spaventata, non pensavo davvero rientrassi così presto, cosa è successo??”. Inventai lì per lì una scusa banale, improbabile, tipo il mal di testa di qualche amico che ci aveva impedito di far serata. Una scusa talmente idiota che lei si fece subito sospettosa, quasi irritata nello sguardo e nei modi. Credo avesse intuito che fossi rientrato per star solo con lei e la cosa lì per lì sembrava non averla presa bene. Mi sentivo perso, allora dissi che sarei andato subito a letto, cosa che stava per fare anche lei. Lei si chiuse in bagno, bagno che era uno solo, allora attesi il mio turno per poterci andare anch’io prima di mettermi a dormire. Stette piuttosto a lungo in bagno, così piano piano presi coraggio e in punta di piedi mi chinai sul buco della chiave. Con mia delusione non riuscii a vedere quasi niente, la chiave inserita copriva quasi l’intera visuale, allora mi allontanai ma forse la mia presenza era stata avvertita … A un certo punto sentii aprirsi la porta del bagno e ne uscì la zia con una lunga vestaglia che nascondeva la camicia da notte ma lasciava in vista un’apertura sul davanti che metteva in risalto l’imboccatura dei suoi enormi seni. Già quella vista mi turbò non poco, lei poi aveva cambiato totalmente atteggiamento e cominciò insistentemente a chiedermi in maniera affettuosa se prima di andare a dormire volessi qualcosa da mangiare o da bere. Io dissi di no e mi chiusi in bagno. Uscito dal bagno lei mi chiamò in cucina, si avvicinò a me sbattendomi le tette a un centimetro dagli occhi e mi chiese di nuovo se volessi qualcosa. Cominciò a prendermi una certa agitazione, pensai di essere suggestionato nel cogliere in lei un atteggiamento così provocatorio. Continuai così a dirle di non voler nulla e mi chiusi nella mia camera da letto.Entrai in camera con le mani sudate e il cuore a mille, dissi a me stesso che stavo sciupando un’occasione, che forse lei aveva lanciato un messaggio, poi subito dopo però mi davo del visionario, in preda alla paura di combinare qualche mossa irreparabile. Mentre ero immerso in questi pensieri e quasi rassegnato sentii improvvisamente spalancarsi la porta della mia camera. Quasi trasecolai!! Apparse davanti a me la zia senza più la vestaglia, con una camicia da notte semitrasparente, la parte superiore delle tettone completamente in vista, quella inferiore coperta dalla camicia da notte ma ben visibile nella rotondità dei seni in trasparenza. La camicia da notte si allargava sui fianchi e permetteva di vedere delle mutandine bianche che fasciavano a mala pena il suo bel culo e che mostravano la parte più scura dei peli della fica (negli anni ottanta la fica era tenuta rigorosamente pelosa), poi le sue cosce la cui trasparenza terminava poco sopra il ginocchio dove c’era il bordo della camicia da notte seguito dalle gambe scoperte e i piedi curarti con smalto rosso. Venne a mancarmi il fiato, sudavo e non seppi cosa dire, fui assalito da ansia e paura di travisare, eppure cosa poteva esserci di più esplicito di così?? Fu lei a rompere il ghiaccio, si avvicinò e mi sussurrò: “Ma davvero non hai bisogno di niente….??” E io balbettando: “Si..si..curo zia, non ho bisogno di niente!! Allora, quasi stizzita si voltò e uscì dalla mia stanza, feci in tempo a vederla da dietro in trasparenza e ammirare il suo bellissimo culo sotto la camicia da notte appena coperto da quelle mutandine bianche. Mi crollò il mondo addosso per l’occasione sprecata.Lei richiuse la porta della mia stanza e io non feci altro che darmi del coglione, ma la fifa di combinare qualche pasticcio familiare era troppa, il terrore di aver equivocato prevalse, in più mettiamoci il sentirmi imbranato nel passare improvvisamente dal sogno alla realtà.Di nuovo immerso in questi pensieri, cominciai a spogliarmi, togliendomi maglione, camicia e canottiera per indossare il pigiama. Lì mi venne in mente che quello di mia zia non era certo un abbigliamento normale per una notte invernale come quella. Era freddo e allora perché andare a dormire seminuda?? E sì, ero stato proprio un coglione!! Non feci però in tempo a rimproverarmi troppo che ecco improvvisa, davvero inattesa, tornò a spalancarsi di nuovo la porta della mia camera da letto, così senza bussare o chiedere il permesso. Avevo di nuovo davanti mia zia con lo stesso abbigliamento, stavolta ero anch’io seminudo, forse voleva proprio sorprendermi così. Rimasi impietrito davanti a lei con ancora i pantaloni addosso, lei stavolta si avvicinò con fare più deciso sbattendomi le tette sotto gli occhi e mi disse: “Sicuro sicuro che non hai bisogno di niente, ma proprio niente??”. Stavolta non risposi, tremavo e basta. Sentivo addosso il suo respiro, il suo profumo di femmina, guardavo quelle grazie completamente rapito!! … Lei continuò: “Allora che sei rientrato a fare prima?” e nel frattempo mi carezzò i capelli, poi portò le sue mani sulle tette e guardandomi negli occhi aggiunse: “Forse sei rientrato per questo??” e repentinamente fece uscire dalla camicia da notte due enormi tette, più grandi di ogni mia immaginazione, con due capezzoli enormi, dritti, eccitati. Avevo la gola secca, guardavo ma non parlavo e sudavo, sudavo. Allora mi prese la mano, la mise sulle sue tettone che cominciai a palpare. Erano due montagne di burro, presi coraggio e ci appoggiai la bocca leccando voracemente quei due enormi capezzoli dal sapore aspro. Lei sospirava intanto e pian piano allungò la sua mano sulla cintura dei miei pantaloni, li slacciò, rimasi in mutande con i pantaloni abbassati. Allungò la mano sul mio cazzo imprigionato negli slip, l’uccello per la tensione non era poi così duro. Mi calò le mutande, prese il mio membro tra due dita cominciando ad ansimare mentre io ancora succhiavo le tette. Si scostò un po’, si inginocchiò sempre con le tette ben al vento e cominciò a segarmi l’uccello e a scappellarlo, nello stesso tempo mi guardò negli occhi e disse: “Che rimanga il nostro segreto!”. Dischiuse le labbra e prese il mio cazzo in bocca cominciando un lungo e sontuoso pompino che non dimenticherò mai anche perché fu il primo pompino ricevuto in vita mia. Avevo il cuore a mille e non avevo ancora profferito parola ma cominciai a rilassarmi e il cazzo cresceva sempre più nella sua bocca. Lei comincio a leccarlo ovunque, scorreva la lingua dalla cappella, all’asta, alle palle. Non pensavo davvero fosse così esperta, credevo che solo le pornostar sapessero farlo. Continuò il lavoro per diversi minuti, succhiava e mi guardava negli occhi, poi se lo sbatteva sulle tette e lo riprendeva in bocca. Io ora godevo come mai prima mi era successo e arrivai al limite, ero troppo eccitato dalla situazione e allora dissi: “Zia, non ce la faccio più sto arrivando”, facendole cenno di scansarsi. Lei per tutta risposta accelerò il ritmo e succhiò e leccò ancora più forte finché non esplosi in un’incredibile sborrata che finì in parte nella sua bocca, in parte nella sua faccia e sui capelli. Lei non mollò il cazzo e continuò ad imboccarlo e leccarlo ancora di più. Con la lingua gustava la mia sborra, parte ne ingoiava e parte la lasciava ricadere sull’asta. Quando l’uccello tornò moscio si alzò, mi baciò e mi disse di nuovo: “Che rimanga il nostro segreto!!”. Quindi si ricompose e si avviò in camera sua lasciandomi lì come un salame!! Mi aspettavo una notte di fuoco ma non ci fu più nulla. Andammo a dormire come se non fosse successo niente, certo io non riuscii a dormire per tutta la notte dall’emozione e sentii lei muoversi nel letto e mugulare, credo si stesse masturbando dopo quanto accaduto ma non ebbi il coraggio di presentarmi in camera sua. Il giorno dopo fu tutto normale come fosse successo nulla e da allora in poi non ne facemmo più parola, anzi, quando cercavo in qualche modo di approcciare un po’ venni sempre respinto da lei in partenza. Questo per il resto degli anni della sua vita. Purtroppo scomparse abbastanza prematuramente. Ora mantengo il ricordo della zia che ho amato di più e un segreto che conoscono davvero in pochi.P.S. Ai miei amici non raccontai subito quello che era successo, anzi dissi loro che non era successo nulla. Poi però questo episodio nel tempo mi ha segnato e oggi se faccio una vita sessualmente trasgressiva insieme a mia moglie, che ho coinvolto nello scambismo e nei giochi erotici con altre persone, lo devo soprattutto all’insegnamento ricevuto da questa esperienza. Ho capito che tutte le donne, anche quelle che riteniamo insospettabili, possono avere un’indole trasgressiva. Dirò di più, con l’esperienza ho maturato la convinzione che forse mio zio non fosse proprio all’oscuro di quanto accaduto ma che ne fosse complice, un modo per vivere insieme alla zia il loro erotismo di cui sono stato strumento, forse per questo poi lei con me non ha voluto andare oltre.
Mi piace Non mi piace
100% (2 voti)

Commenti · 2

?
Immagine di protezione
0 +1 -1 MoniqIncendio 5 ore fa

«Molto bello, scrivi bene»

0 +1 -1 Porcino68Vampata 5 ore fa

«Rispetto ad altri racconti letti, questo sembra il più crdedibile»