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Bojana. Come ho sottomesso una vacca tettona Serba alle mie voglie

Bojana. Come ho sottomesso una vacca tettona Serba alle mie voglie

Come ogni estate il mio periodo buio è sempre questo…Il momento tra luglio e agosto Questo è il periodo in cui Ukra, Alla, Jana e per giunta Zia Toma e mia suocera vanno a trovare i nipoti, chi in Germania, chi in Polonia, chi in Spagna e io rimango solo con la mia la mia voglia inarrestabile. Per cui ho deciso di partire e andare al mio mare, pronto a ritemprarmi per quando tutte torneranno con le loro amiche e potremo passare uno dei soliti agosto di sesso….Ho preso la macchina e mi sono andato a rifugiare in uno dei miei più piacevoli posti dell’anima...a caccia di nuove sensazioni ….di nuove emozioni….di nuove aspettative….stanco delle solite cose, della solita routine…e così un viaggio nel mio passato, nelle mie emozioni come un redivivo senza speranza e la speranza che invece si trova a portata di mano. All’arrivo ho dormito senza sosta sino al mattino seguente, poi di buona lena doccia e mare. Mattina presto, poche persone al lido, il tempo di salutare gli amici che sono già la e che non hanno gli impicci familiari e subito una donna di una bellezza giovane ma matura, semplice e modesta ma ammaliante. Si vedeva che era sposata… soddisfatta, si era una dolce madre e moglie….Ho capito che si chiamava Luana. La vedevo li districarsi tra un marito che sapeva chiaramente il fatto suo, e che si vedeva la sapeva possedere come un uomo deve saper fare con la sua donna, e una coppia di bimbi, un maschietto e una femminuccia. Il corpo della donna ha fantasticamente i segni dei due parti ma è bello, affascinante come sono affascinanti le donne che si sono donate per amore e che continuano ad amare il proprio uomo e la propria famiglia come una realizzazione che le ha segnate e che le ha rese felici. Ecco quella donna, quella Luana era diventata il centro della mia attenzione….Si era subito accorta dei miei sguardi e lei che non era una oca aveva capito di poter giocare con i miei sguardi, lei guardava di sottecchi e non perdeva istante per farsi guardare….i miei occhi veri erano avidi….la desideravano e lei fugacemente si faceva desiderare…. Luana sapeva di essere donna speciale, sapeva giocare con gli uomini…..sapeva incrociare gli sguardi senza essere irretita...e io….la guardavo….la desideravo….come credo lei….anche lei mi guardava…..mi desiderava ma si dava generosamente al suo compagno e mi guardava, mentre il suo compagno la bramava, la toccava, la voleva e il suo corpo implorava in quella spiaggia di essere poter essere ardente tra le onde del mare. Questa è una ode ad una Luana desiderata e non posseduta. Una Luana non mia….una Luana di suo marito. Una Luana che mi faceva impazzire. La sognai al mare, e i giorni successivi aspettavo venisse e quando era in acqua era sempre accompagnata dai suoi pargoli e da suo marito. Ho sognato e desiderato Luana...ma Luana non c’era per me, tranne nei suoi sguardi e sorrisi ma io ho distratto il mio cervello focalizzandolo su un’altra donna da uomo pratico come sono… Adesso seguivo una magnifica grossa tettona che da giorni mi guardava e che per le dimensioni delle sue tette io non posso non guardare….non posso proprio. Lei non era italiana ma Serba: Bojana, una donna pronta è facile…. accompagnata dal suo compagno un attempato medico di origini calabresi che aveva almeno il doppio della sua età se non più. Ivana era stata bene con lui finché non si era accorta dei miei sguardi insistenti, molto spregiudicati. Il suo seno esplosivo straripava da qualsiasi costume. Le sue tettone erano belle, e io avevo subito constatato in mare che era sode turgide, con il capezzolo grande da impazzire, due meloni fragranti che non potevo lasciare ancora in mano ad un povero vecchietto senza linfa. No...non era possibile una cosa del genere. Decisi che dovevo e volevo logorare quella strana unione, quella coppia non di fatto che doveva cedere. Io voglio adorare quei seni….io voglio possederli...voglio spremerli e riempirli…..il nonno viagra avrebbe dovuto farsene una ragione. La mia azione divenne sempre più pervicace e io iniziai a essere sempre più presente in ogni momento della giornata per Bojana. Una presenza costante….Bojana era in acqua e io anche. Bojana giocava a pallavolo e ci ero pure io, con lo sguardo e la presenza e mentre lei saltava e i suoi seni pieni trionfavano inondandosi di acqua, io c’ero pure….e c’ero quando i capezzoli emergevano, quando sfuggivano al reggiseno e c’ero anche quando era il momento di toccarli, carezzarli, stimolarli suggerli e leccarli. C’ero io io...non il nonnino. Piano piano ho iniziato ad impormi, senza dover fare niente di particolare. Bojana ha capito e si è sottomessa, senza creare problemi e senza particolari difficoltà. Anche l’anziano signore con invidia e gelosia vedeva la sua Bojana svanirgli tra le mani. Continuava a carezzarla ad avere da lei gesti di affettuosità ma il gioco finiva quando io mi presentavo a riscuotere da Bojana….La donna aveva imparato che io riscuotevo tutto e anche di più. Con il passare del tempo l’attrazione era diventata carnale e io volevo carne, tanta carne. Dovevo soddisfare la mia voglia e quella repressa che si ravvivava ogni qual volta che vedevo mentre Luana era sempre nelle mani di quel suo maledetto marito. Ovvio che chi doveva pagarne le spese non poteva essere altri che Bojana e il vecchio più di lei. Avevamo iniziato con toccate e ciucciate…..sempre più profonde, magari sempre più in vista per consentirmi di godere della gelosia dell’anziano medico mentre io mi manipolavo a dovere la sua Bojana e più lo vedevo soffrire per le corna imperanti ….più godevo e facevo fare a Bojana le cose più incredibili. Non ero stato mai così crudele ….ma immaginare un settantenne solo a sbavare su quelle tettone da sballo era per me un peccato . Non potevo consentire uno spreco del genere e infatti avevo provveduto. Man mano avevo iniziato a dominare Bojana, che aveva bisogno di sentirsi gestita da un uomo forte e risoluto e lei aveva subito scelto la strada della sottomissione. La più grande arma che avevo dalla mia parte è che Bojana aveva un bisogno di sesso estremo e questo io l’avevo capito sin dalle prime occhiate che le avevo dedicato..e per il cazzo, una volta che era stata coinvolta sarebbe stata in grado di fare qualsiasi cosa. I primi tempi avevo giocato con lei, ma poi la competizione con il vecchio mi aveva galvanizzato e così era diventata una cosa anche seria. Dovevo strappare Bojana dalle grinfie del vecchio bavoso. Avevo fatto una corte serrata alla tettona e lei aveva ceduto molto presto, anzi direi troppo presto. Un giorno disobbedendo al suo vecchio padrone non era ritornata con lui in albergo e in una serata fantastica mi aveva dato tutto quello che io avevo voluto in maniera selvaggia e sensuale con lui osservatore impotente. Quella sera avevo deciso di bastonarla tante di quelle volte a dovere che aveva capito chi comandava e una volta che aveva capito ciò era tutto a posto. Tutto era accaduto in acqua, la tettona gemeva e le sue parole di desiderio le rimanevano nella gola, mentre io mungevo le sue tettone sode bagnate che saltavano su e giù a ritmo indiavolato….il ritmo come io le stavo possedendo il culo, sulla spiaggia deserta, dietro una barca alla luna. Le ero dentro duro e teso e immaginavo il suo vecchio padrone da qualche parte che impazziva, mentre stringendolo tra le sue gambe Bojana si faceva orgogliosamente martoriare dal mio cazzo che la penetrava come uno stantuffo. Gemeva la tettona, mentre io le dominavo quei magnifici meloni, tutti da mungere, mentre le assalivo con la mia lingua il collo. La mia posizione era quella del leone che domina la sua leonessa e infilavo i miei colpi, lancinanti. Le avevo fatto i lividi sul culo per quanti ceffoni le avevo dato, con forza, mentre spingevo dentro tutto. Finalmente lei urlava che stava venendo e mi chiedeva di non fermarmi, di continuare, ma io non avevo nessuna voglia di fermare anzi volevo sempre più forte e che gli urli si sentissero. Volevo che il vecchio sentisse come stavo sventrando la sua amante….godevo di urlare che la stavo spaccando quella vacca, anzi quella porca e lei rispondeva che era la mia vacca, mentre il mio cazzone duro era forte e possente e ripartì per quella inculata che sembrava interminabile. Il ritmo fu sempre più frenetico, mentre io sbattevo le sue interiora e dopo poco Bojana venne di tutto…...culo figa con delle urla strazianti e un odore molto forte di feci che ci costrinse ad una corsa immediata a mare sebbene lei fosse ancora frastornata dal godimento intenso che stava provando. L’acqua del mare fece il suo compito e Bojana che si stava riprendendo continuava a toccarmi, cercando di baciarmi come meglio poteva finché non riuscì a mettersi il cazzo in bocca, ciucciandolo con avidità. Ecco questo era stato il mio capolavoro….Il vecchio cornuto guardava. La tettona voleva la mia sborra in bocca ma io non ero pronto, per cui tentò di slinguare ancora di più, strizzare le palle, masturbare più freneticamente, mentre godevo di quella bocca. Bojana era vorace e io sapevo che il vecchio ci guardava da dietro un ombrellone e li esplosi per il gusto di immaginare la sua invidia e la gelosia. Mi piacque vedere che aveva inghiottito tutto. Fu molto bello e liberatorio. Il passato di Bojana non mi interessava più, dopo le prime volte che l’ho posseduta lei era diventata sempre più docile. Mi piaceva vedere che non appena le facevo segno lei lasciava tutti e tutto e si precipitava servizievole a togliermi tutti i miei sfizi e anche se in viso non era bella...ispirava carnalità e sesso...ed era bravissima nel farlo: ubbidiente e servizievole e una volta che la si accendeva godeva come una porca senza alcun ritegno….senza pudore….senza vergogna…..come una bestia….pensava solo a godere. Quel seno enorme….mastodontico in una donna di poco più di un metro e sessanta che non si poteva contenere con nessun costume, in nessun body era diventato una leggenda e io possedevo la leggenda. Sapeva come potevo farla esplodere e quindi i nostri incontri avvenivano soprattutto la sera a mare e poi proseguivano in nottata da me o nella sua pensioncina….La sua camera era vicina a quella del suo amante vecchio….ma il gusto era per me andare da lei e assicurarmi che lui ascoltasse cosa io ero in grado di farle. Una sera ero riuscito a farla sbroccare di brutto complice una serie di massaggi al clitoride, toccate all’area perianale stimolazioni orali e manuali, facendo attenzione a fermarmi un attimo prima che lei venisse, e poi tutti i giochi possibili e immaginabili di lingua e di cazzo tra quei magnifici meloni, con sabbia finissima filtrata sui capezzoli bagnati e poi ciucciati a strofinare leggermente con la lingua e nella bocca. I sensibilissimi capezzoli la facevano morire…. Non ci riusciva più Bojana a resistere; la vedevo che era pronta e così senza aspettare la portai nei pressi di una cabina, presi la chiave. Mi inginocchiai e il clitoride fu mio. Lei mi strinse e iniziò a colare il suo umore caldo e intenso. Ancora erano gemiti, ma non riusciva a controllare più nulla di sé mentre io mungevo le sue poppone fantastiche spremendo con tutta la mia forza. La lingua era padrona del clitoride e la danza iniziò, al ritmo che volevo io, mentre con due dita avevo profanato il suo culo, certo che sarebbe esplosa in pochi secondi….calcolai quelle frazioni di secondo e poi l’urlo che lasciai andare libero….mentre Bojana si accartocciava su se stessa. La feci un attimo riprendere e mentre lei era in trance le dissi che non potevamo stare ancora lì perché se no sarebbero arrivati tutti, per cui salimmo le scalette e andammo verso la pensione come volevo io. Lei era calda…..fatta… e non pensava ad altro che al mio grosso cazzo...proprio come la volevo io…. Senza difese. Arrivammo di gran carriera Ivana era pazza….pazza seminuda e pronta terribilmente pronta...calda….salimmo le scale fino al primo piano con me che la sostenevo e al contempo la mia mano svolgeva la sua opera con ditalini continui. Aprimmo la porta e entrammo….l’anziano medico allarmato sul corridoio entrò e Bojana cercò di farlo andare via….Io ero troppo carico….l’aperitivo con l’antipasto al mare mi aveva coinvolto e scatenato una fame incredibile….volevo Ivana in tutti i modi e in tutte le posizioni….non mi interessava di nulla. Chiusi la porta e mi scaraventai sulla vaccona che in preda ai miei sollecitamenti era pronta già per venire anche lei senza capire nulla sbattuta sul letto. Non sapevo nulla e non vedevo nulla….sentivo solo il suo odore di figa...i suoi gemiti il preorgasmo e il calore dei suoi sughi. Ero durissimo e Bojana stava per venire…. Mentre io la vedevo e la sentivo aumentando il mio ritmo finché esplose. Appena la donna riprese fiato dal primo orgasmo io la presi da dietro a pecorina facendo attenzione che l’allibito anziano vedesse bene come la montavo. Spinsi il mio bacino dietro di lei e le urlai adesso ti inculo e lo ripetei a lui. La sto inculando vecchio, mentre con le mani mungevo i seni spremendoli. Era nuda su quelle montagne di carne godetti e le ciucciai a valanga i capezzoloni. Cominciai ad accarezzarla, mentre la baciavo senza lasciarle un attimo per pensare…. Le nostre lingue si intrecciavano e ci mordevamo a sangue, mentre il cornutone vecchio era sempre più allibito. Le tettone erano in mano mia. Presi i capezzoli tra le dita, e cominciai a stringerli…mungendoli come si fa con una vacca da latte….erano grossi e duri. Bojana urlava. Lei tenendosi le tettone in mano me le offrì ed io iniziai a morderle, leccarle ciucciarle, succhiarle in ogni modo …..con avidità. Le misi in bocca per come potevano entrare, e cominciai a succhiare, stringendo e mordendo. La donna gemeva e guaiva languida. Scesi inesorabile giù….nuda mentre il vecchio diceva no e sembrava nascondersi gli occhi con le mani. La assaltai tra le gambe. Le mie dita entrarono nella figona…..sapevo cosa fare….se non ci fosse stato quell’idiota del vecchio che continuava a pregare Bojana di non farlo…..la donna non poteva non farlo. Io avevo le mie mani che la abbrancavano come una fiera abbranca la sua preda….non c’era scampo...il vecchio coglione doveva rassegnarsi….lo spinsi cercando di non fargli male e ripresi con più vigore l’opera. Bojana iniziava ad essere mare mentre io spadroneggiavo il clitoride. Le mie dita erano dentro e ogni movimento era un piacere per lei e mentre sditalinavo…. La lingua faceva il suo. Era incontenibile Boja, urlava e il lavoro dita lingua dava i suoi frutti. Boja aveva perso la testa. Non volevo darle un attimo di tregua inghiottivo tutto il suo sugo, i suoi umori e la donna iniziò a venire e venne moltissimo…..lei temeva fosse pipì ma non lo era …...stava squirtado. La strinsi vicino….le fistavo la figa con le mani dentro. Aveva gli occhi chiusi. Impaurita e timorosa da questi orgasmi così profondi continuava a tenere il mio viso incollato alla sua vagina, ma il mio cazzo era ancora più duro…..svettava e aveva bisogno di sentire il profumo di figa bagnata per cui la penetrai duro con il cazzone e Boja sobbalzò più e più volte a sentire quel vigore, quella potenza e soprattutto quelle dimensioni. La donna serba era un oceano non ci volle molto che strepitando perse il controllo in quel letto in cui ormai si poteva solo nuotare. Ci alzammo dopo un bel pochino che lei aveva smaltito i suoi orgasmi e sebbene abbastanza provata, seduta sul letto le proposi con una perentorietà che non poteva ammettere rifiuti che avrebbe dovuto farmi una spagnolona. Lei si predispose, per cui fui io a guidare tutto. Le adagiai il mio cazzone durissimo nello spacco fra le due poppazze, le lavorai ben bene, massaggiandole a dovere e quando vidi che era tutto pronto feci comprendere a Bojana con che ritmo avrebbe dovuto stringere il cazzone e soprattutto come avrebbe dovuto muoverle. Ad un certo punto feci segno Alla donna che avrebbe dovuto accelerare il gioco di tette e lei lo fece. Ben presto aveva imparato e andava come un treno, mentre io ero padrone infinito di tutto quel ben di dio. Era un vero spettacolo questa donna...non era bella in viso ma aveva un seno da far impazzire chiunque. Iniziai anche io a scopare le tette senza tanti complimenti visto che la donna era forte e resistente e fu una specie di cavalcata a chi andava più forte…..il cazzo o le tette? Ormai il cazzone sbatteva sulle tette con forza. Bojana voleva che io venissi ma io non venivo..il gusto era troppo è ormai il vecchio appariva stanco e rassegnato seduto su una sedia….l’ultima pugnalata gli e la tirò proprio Bojana quando nella frenesia del suo orgasmo di tette tra gemiti e urla disse che con il vecchio, che allora scoprii si chiamava Carlo Alberto, bastavano due minuti e le sborrava in seno. Venne lei e io felice mentre lei continuava a chiedermi come mai non venissi mai, la girai e messala a 90 gradi davanti ad un tavolino la predisposi per prenderla da dietro. Le munsi le tette a spremere e Bojana urlò ancora. Partii per una pecorina violentissima e mentre la inficavo vedevo la sofferenza negli occhi del vecchio che non voleva andarsene…..stava assistendo a tutta la chiavata. Passò solo qualche minuto e per meglio dominarla scesi con le mani ad impossessarmi dei suoi fianchi, mentre vedevo che lei stava cedendo nonostante le sue gambe e il suo culo fossero molto atletici. Anche in quel caso ben presto il lago divenne mare ...il mare oceano e la figa era cosi slabrata e stanca da non reggere più. Bojana sembrava cadere, il vecchio appariva rianimato ….. era finita? Ma no proprio per niente il mio bastone era troppo duro per fermarmi e allora senza chiedere nulla lo tolsi e fradicia per come era scesi a leccarla e a succhiarla sollecitandola ancora e mentre lei non riusciva più a trattenere io ebbi sul mio viso il dono di scrosci di liquido che schizzavano a fontanella mentre la serba urlava tutto il suo orgasmo …...come una incontenibile pazzia. Iniziai la caccia al buco del culone….quel bel fiorellone che ormai era il mio cibo prediletto….lei si era un pochino ritratta ma al mio comando aveva annuito sebbene fosse molto affaticata. La aprii con esperienza….saliva e grazie al suo cospicuo orgasmo iniziai subito a pomparla e fu una splendida cavalcata….sebbene sentivo il vecchio che cercava di trattenermi da dietro, mentre lei era ormai sfranta…. Non potevo uscire da quel buco delle meraviglie …..ma quel vecchio era veramente fastidioso….per cui lo spinsi cercando di non fargli male….mentre sentivo la donna che iniziava la sua solita nenia quando era al culmine della eccitazione. Non riuscivo a pensare ad altro che possedere quel culone….ne avevo visti e posseduti ma ora quello era il mio obiettivo….Bojana infinita era piegata…. Ormai godeva a cosce larghe culo sfondato e sgrillettando la figona sudata in maniera immonda urlava . Ero io che ora la sentivo sfatta, sfranta e che speravo finalmente di venire, mentre la mordevo alle spalle in maniera rabbiosa e la colpivo con violenza co miei schiaffi sulle natiche e sui fianchi. Avevo voglia di sborrare ma lei era inerme….e io nervosamente iniziai a strizzarle i mammelloni...mentre ancora spadroneggiavo nel suo culo rotto…..Capii che non potevo continuare ancora in quel modo…..il mio cazzo era sporco di sangue e altro….lei liberata ricadde sul letto e io le andai dietro….le munsi le tette con una mano a spremere….con tutta la forza….mentre con l’altra mi masturbai furiosamente….urlai al vecchio di avvicinarsi e di guardare…..l’orgasmo si stava irradiando nella parte terminale del mio cazzo…..succhiai le tette accostai il mio cazzone dentro di loro e splash Bojana fu annegata di sborra…..che feci scorrere su di lei come un fiume in piena…..Scaricai tutto mentre lei dovette bere tutto il possibile….la presi per la tetta...destra che era più sensibile...le avvitai il capezzolone fino a farla gridare e le dissi...guarda che non è finita così…..Il vecchio mi si parò davanti e io lo presi di peso e lo spostai. Bojana non aveva forze ma voleva ancora e io rimasi….La sfondai e la sto sfondando ancora...credo che quando arriveranno le mie ucraine avranno una nuova amica dal culo sfondato
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