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Francesca a Londra continua il suo addestramento

Francesca a Londra continua il suo addestramento

per chi mi vuole contattare @blogbdsmnuovo @padronebastardo49Le ombre della notte al Circolo degli Anziani ancora aleggiavano su di lei come un profumo persistente di sborra, sudore e umiliazione. Avevo offerto la mia giovane schiava a venticinque anziani insaziabili, e loro l’avevano posseduta senza misericordia, lasciando il suo corpo segnato e la sua anima profondamente sottomessa. Fu allora che decisi di elevarla ulteriormente. Le concessi una “vacanza studio” a Londra: tre settimane di corso intensivo di inglese in una scuola del centro, con alloggio in una modesta residenza studentesca. Ma entrambi sapevamo che si trattava di un nuovo, raffinato capitolo del suo addestramento.Dal momento in cui il suo aereo toccò terra a Heathrow, il mio controllo divenne assoluto. Le inviai il primo ordine mentre ancora si trovava in aeroporto: «Vai in bagno, togliti le mutandine e mandami una foto della tua figa con il vibratore dentro.» La risposta arrivò rapida: un’immagine nitida delle sue labbra tumide che stringevano il giocattolo già lucido di umori. Attivai la vibrazione a impulsi imprevedibili mentre lei attraversava la folla della metro, costringendola a camminare con le ginocchia tremanti tra sconosciuti ignari.I giorni si susseguirono in un turbine di obbedienza silenziosa. Durante le lezioni di conversazione inglese, le imponevo di sollevare discretamente la gonna e di penetrarsi con due dita, mentre registrava brevi audio della sua voce incrinata dal piacere. «London is… very exciting…» mormorava lei al professore, con il respiro spezzato che tradiva ogni cosa.Una sera, sola nella penombra della sua stanza, arrivò il messaggio che avrebbe segnato una delle prove più intense:«Ti piace farti umiliare così davanti a tutti, vero?»«Beh sì…»«Ora che sei in cameral che fai?»«Aspetto i suoii ordini, Padrone.»«Brava cagna. Ti masturbi senza venire così quando proverai l’intimo domani ti vedranno tutta bagnata.»Lei tentò una debole resistenza: «Okk… ma devo fare qualcosa con qualcuno ora?»«No. Quindi ora in fai solo questo. Ti tocchi lentamente, ti bagni per bene, ma non vieni. Se godi poi non sei più così tanto bagnata da mostrarti la cagna che sei davanti a tutti.»«Vabbè se lei dice che è un ordine lo faccio per forza dopo… lo sa.»«È una nuova esperienza. In negozio deve essere al massimo umiliazione se sei bagnata effetto davanti a tutti è più forte.»«Va bene Padrone. Comunque vado… a dopo.»Per quasi un’ora Francesca si abbandonò al tormento dolce che le avevo imposto: dita leggere che scivolavano tra le labbra gonfie, carezze lente sul clitoride turgido, fermandosi ogni volta sull’orlo dell’abisso. Quando mi inviò la prova finale, la sua figa brillava di umori copiosi, le cosce interne lucide come seta bagnata.Il pomeriggio seguente la mandai in un raffinato negozio di lingerie a Oxford Street. «Prova almeno cinque completini. Mandami foto vestita e con la figa scoperta. Fatti guardare.»Entrò con il cuore in tumulto. Scelse completini di pizzo raffinato: nero trasparente, rosso audace con aperture strategiche, bianco innocente, un body provocante e un reggicalze elegante. La commessa – una donna inglese di circa trentacinque anni, elegante, mora con i capelli raccolti in uno chignon severo – la seguiva con discrezione professionale.Quando Francesca emerse dal primo camerino con indosso solo il pizzo nero, la reazione della commessa fu un capolavoro di sorpresa trattenuta. I suoi occhi scesero lentamente lungo il corpo della mia schiava e si fermarono, spalancati, tra le sue cosce. La figa di Francesca, ancora gonfia e fradicia dalla lunga sessione della sera prima, luccicava sotto le luci calde del negozio. Un sottile rivolo di umori scendeva lungo la coscia interna. La commessa arrossì visibilmente, si morse il labbro inferiore e, con voce leggermente incrinata ma intrisa di curiosità divertita, mormorò:«Oh… my goodness. Are you… quite alright, miss? You seem… intensely excited today.»Non riusciva a distogliere lo sguardo. Il suo atteggiamento professionale vacillò: le guance rosate, gli occhi che tornavano ripetutamente sulla figa esposta, un mezzo sorriso che tradiva un misto di stupore, fascinazione e un velo di eccitazione personale. Quando Francesca si voltò per rientrare nel camerino, la commessa le fissò apertamente il fondoschiena e le gambe tremanti, come ipnotizzata.Con ogni completino la commessa divenne sempre più audace. Al terzo, quello rosso con le aperture sul seno e sul cavallo, si avvicinò al camerino semiaperto e commentò a bassa voce: «You’re really… very wet, aren’t you? It’s quite… noticeable.» Il tono era ancora cortese, ma vibrava di un’intimità inaspettata. Rimase nei paraggi per tutto il tempo, fingendo di riordinare capi mentre in realtà osservava ogni dettaglio: i capezzoli eretti che premevano contro il tessuto, la figa lucida che continuava a colare, il tremore rivelatore delle cosce di Francesca. Alla fine, mentre pagava il completino rosso, la commessa le rivolse un sorriso complice e le sussurrò: «I hope you enjoy the rest of your… stimulating stay in London.»Quell’umiliazione raffinata lasciò Francesca scossa, bagnata e profondamente consapevole della propria sottomissione.Gli ordini proseguirono senza tregua: una notte con solo un impermeabile addosso in un pub affollato, dove si fece possedere nel bagno da uno sconosciuto; serate in un club BDSM dove tre uomini la legarono e la usarono su mia precisa indicazione; vibratore attivo in metropolitana, plug costante, video rubati in luoghi pubblici.Per tre settimane la tenni in uno stato di eccitazione perpetua, plasmando ogni suo respiro.L’ultimo giorno, prima dell’imbarco, le imposi il plug più grande, il vibratore al massimo e di raggiungere il gate venendo in silenzio tra la folla indifferente.Quando atterrò a Milano, mi scrisse subito e io le risposi poco dopo.«Bentornata, cagna. Il Circolo degli Anziani ha già chiesto di te. Londra è stata solo il riscaldamento.»Francesca abbassò ulteriormente lo sguardo e sussurrò con voce tremante di devozione:«Sono pronta, Padrone. Ordina pure.»
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